Beato Angelo Tancredi da Rieti

Aggiornato il 22 luglio 2026

L'incontro con San Francesco e il servizio a Roma

Originario di Rieti, Angelo Tancredi nacque come nobile cavaliere prima di compiere la scelta radicale che avrebbe segnato la sua esistenza. Egli fu il primo cavaliere in assoluto ad unirsi a San Francesco, inaugurando una nuova stagione di conversione per molti uomini d'armi. Nel milleduecentoventitré, mentre Papa Onorio Terzo approvava la nuova Regola, Angelo lavorava a Roma al servizio del cardinale Leone Brancaleone di Santa Croce in Gerusalemme. Durante il suo ultimo viaggio nella città eterna, San Francesco giunse proprio al palazzo del cardinale Leone, prevedendo di rimanervi ospite per alcuni giorni. Per accogliere il Santo, Angelo preparò con cura una stanzetta ricavata all'interno di una torre solitaria. Tuttavia, a causa della intensa prova spirituale della tortura dei demoni, San Francesco rimase in quella stanza soltanto una notte.

Gli ultimi anni accanto al Santo e la cura fraterna

Negli ultimi due anni di vita di San Francesco, segnati dalla grave malattia, Angelo Tancredi rimase costantemente al suo fianco insieme ai confratelli Bernardo, Leone e Rufino. In qualità di compagno e guardiano, Angelo si prese amorevolmente cura del maestro sofferente. Per proteggere lo stomaco e la milza del Santo dal freddo rigido, Angelo cucì un pezzo di pelliccia di volpe all'interno del saio francescano. San Francesco, tuttavia, obbligò lo stesso Angelo a cucire un ulteriore pezzo di pelliccia anche all'esterno della tonaca, affinché fosse visibile a tutti che egli la stava indossando. Nelle ore drammatiche del trapasso, Angelo e Leone confortarono il Santo morente cantandogli il solenne Cantico delle Creature. San Francesco volle inoltre definire l'identità dell'autentico frate minore citando espressamente la fede di Bernardo, la semplicità e purità di Leone e la cortesia di Angelo.

Gli scritti, la memoria e la devozione nei luoghi francescani

L'eredità di Angelo Tancredi si espresse anche attraverso la parola scritta e la conservazione della memoria delle origini. Insieme a Leone e Rufino, egli scrisse la fondamentale Leggenda dei tre compagni, preziosa testimonianza della vita e del carisma di San Francesco. Nel milleduecentoquarantasei, lo stesso Angelo scrisse una lettera da Greccio indirizzata al Ministro Generale Crescenzo di Iesi. La memoria del Beato vive profondamente nei luoghi sacri della Valle Santa reatina e nella sua città natale. A Rieti, nel rione San Francesco, sorge oggi il monastero di Santa Chiara, edificato esattamente sopra la casa in cui visse il frate Angelo Tancredi. Nel Santuario di Fonte Colombo si trova la Cappella dedicata all'Ascensione, edificata nel Settecento. All'esterno di questa cappella si possono ammirare alcune terrecotte artistiche che raffigurano l'invito rivolto da San Francesco a Tancredi di seguirlo lungo la via della povertà, oltre alla mensa provvidenzialmente fornita dal Signore per il medico giunto a curare il Santo. Tancredi da Rieti riposa infine vicino alla tomba di San Francesco, nella cripta della Basilica patriarcale.

Domande frequenti

Quando si festeggia il Beato Angelo Tancredi da Rieti?

La memoria liturgica del Beato Angelo Tancredi da Rieti si celebra il tredici febbraio.