Beato Antonio Neyrot da Rivoli

Sacerdote domenicano, martire

Aggiornato il 21 luglio 2026

Beato Antonio Neyrot da Rivoli

Il cammino di fede

La vocazione del Beato Antonio Neyrot ebbe inizio tra le mura del convento di San Marco a Firenze, un centro di fervore spirituale dove egli poté formarsi sotto la guida illuminata di Antonino Pierozzi. Questa prima stagione della sua vita religiosa fu caratterizzata dal desiderio di approfondire la propria consacrazione, che lo portò successivamente a richiedere e ottenere i necessari permessi romani per trasferirsi in Sicilia, proseguendo così il suo ministero di sacerdote domenicano lontano dalla terra d'origine.

Il destino, tuttavia, riservava ad Antonio una prova inattesa e terribile. Durante un viaggio marittimo, fu catturato dai pirati e condotto in schiavitù a Tunisi. In quel contesto di sofferenza e isolamento, la sua fede vacillò tragicamente, portandolo al rinnegamento e alla conversione all'Islam. Fu un momento di oscurità profonda, che tuttavia non segnò la fine della sua storia spirituale. La grazia del Signore, che mai abbandona i suoi figli, agì nel suo animo chiamandolo a un atto di coraggioso ritorno. Antonio scelse di abiurare la fede islamica, manifestando pubblicamente il suo pentimento e riprendendo con fermezza l'abito domenicano. Questa scelta consapevole di ritornare sui propri passi lo espose alla reazione violenta dei suoi carcerieri. Il Giovedì Santo dell'anno millequattrocentossessanta, egli affrontò il martirio mediante la lapidazione, offrendo la propria esistenza come estrema testimonianza di fedeltà al Vangelo, riconciliandosi definitivamente con Dio e con la propria vocazione sacerdotale.

Il culto e la memoria

La figura del Beato Antonio Neyrot è custodita con particolare devozione dalla comunità di Rivoli, sua città natale, che lo venera come insigne patrono. Il suo culto, approvato ufficialmente da papa Clemente Decimoterzo nel millecentosessantasette, invita i fedeli a riflettere sulla misericordia divina, capace di accogliere anche chi ha smarrito la retta via. La sua vicenda non è letta come una mera cronaca di sofferenze, ma come un segno luminoso della possibilità del perdono e della riconciliazione.

La liturgia ricorda il Beato Antonio in coincidenza con il giorno del suo martirio, avvenuto nel Giovedì Santo. Questa collocazione temporale arricchisce la memoria del martire di un significato profondamente eucaristico e pasquale, legando il suo sacrificio finale a quello di Cristo nel Cenacolo. I fedeli guardano a lui come a un fratello che ha conosciuto la debolezza umana, ma che ha saputo trasformare il dolore e il pentimento in una testimonianza definitiva di amore per il Signore, rendendo la sua vita un esempio di perseveranza nella fede, anche nelle circostanze più avverse e drammatiche.

Domande frequenti

Quando si festeggia il Beato Antonio Neyrot?

Il Beato Antonio Neyrot si festeggia il dieci aprile, giorno della sua commemorazione liturgica che richiama la data del suo martirio avvenuto il Giovedì Santo.

Di cosa è patrono il Beato Antonio Neyrot?

Il Beato Antonio Neyrot è patrono della città di Rivoli.

A Tunisi sulla costa dell’Africa settentrionale, beato Antonio Neyrot, sacerdote dell’Ordine dei Predicatori e martire, che, condotto con la forza in Africa dai pirati, rinnegò la fede, ma, con l’aiuto della grazia divina, il Giovedì Santo riprese pubblicamente l’abito religioso, espiando la precedente colpa con la lapidazione. — Martirologio Romano