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10 aprile

Beato Antonio Neyrot da Rivoli

Sacerdote domenicano, martire

Aggiornato il 15 settembre 2026

La formazione e gli anni giovanili

Il santo è originario del Piemonte per nascita, sebbene non ci siano notizie certe sulle sue origini esatte. La sua figura comincia a essere conosciuta quando chiede di essere accolto nel convento dei Domenicani a Firenze. Quel luogo apparteneva in precedenza ai Silvestrini, fondati da san Silvestro Guzzolini nel Duecento, prima che il convento venisse affidato ai Domenicani. La comunità religiosa viene ristrutturata con l'aiuto di Cosimo de' Medici il Vecchio, il quale esercita il potere a Firenze senza corona né trono né titoli. In quella stessa epoca, il convento viene affrescato da frate Giovanni da Fiesole, destinato a essere conosciuto dal mondo intero come Beato Angelico. A reggere la comunità domenicana in qualità di priore è Antonino Pierozzi, religioso che ha già guidato comunità a Cortona, Roma e Napoli e si trova ormai prossimo a diventare arcivescovo di Firenze. Il giovane Neyrot da Rivoli figura così come uno degli ultimi giovani seguiti direttamente da Antonino prima che questi assuma il governo della diocesi. Antonino chiama gradualmente Neyrot agli ordini sacri, mettendolo continuamente in guardia contro la fretta. Il saggio priore ripete al giovane che per diventare un buon domenicano occorrono molto studio, preghiera e pazienza. Al contrario, Neyrot non conosce la pazienza e sopporta assai male il lento apprendistato sui libri, considerandosi già preparatissimo e desiderando ardentemente di andare subito in prima linea.

La missione, lo smarrimento e il ritorno alla fede

Spinto dalla sua impazienza, Neyrot insiste a lungo con i superiori chiedendo di essere mandato in Sicilia, ma riceve un netto rifiuto. Decide allora di appellarsi direttamente a Roma e vi riesce grazie alla sua insistenza e ad alcune raccomandazioni autorevoli. Munito dei permessi romani, arriva in Sicilia e, secondo alcune testimonianze, nel 1458 si imbarca diretto a Napoli, mentre secondo altre si imbarca direttamente verso l'Africa, un'ipotesi che appare pienamente in linea con le sue impazienze missionarie. Durante la traversata, la sua nave s'imbatte nei pirati e Padre Neyrot arriva in Africa in modo del tutto inaspettato, sbarcando a Tunisi, la fiorente capitale di un vasto stato berbero creato dagli Almohadi e governato dagli emiri Hafsidi fin dal tredicesimo secolo. Tale stato si presenta solido, autonomo e legato da intensi rapporti commerciali con i Paesi mediterranei. Tuttavia, la terra dei suoi entusiasmi missionari si trasforma rapidamente nella terra dei fallimenti. Il predicatore impaziente tradisce i propri voti, getta via l'abito domenicano e rinnega la fede cristiana, prendendo moglie e facendosi pubblicamente musulmano. Nel maggio del 1459, intanto, muore a Firenze il vescovo Antonino. La notizia della morte di Antonino raggiunge Neyrot a Tunisi, oppure, secondo un'altra versione della tradizione, il vescovo gli sarebbe apparso in sogno dopo la morte. Spinto da questo evento, Neyrot intraprende il cammino del ritorno in modo rapido e senza alcuna incertezza, poiché egli ritrova la fede cristiana profondamente radicata dentro di sé. Con estremo coraggio, Neyrot proclama pubblicamente la fede cristiana davanti all'emiro, indossando nuovamente l'abito domenicano. Un simile comportamento comporta inevitabilmente la condanna a morte.

Il martirio e la memoria

La condanna a morte viene eseguita nella città di Tunisi mediante lapidazione. L'evento accade, secondo quanto attesta il Martirologio romano, nella feria quinta in Coena Domini, ovvero il Giovedì santo dell'anno 1460. Successivamente, alcuni mercanti genovesi si adoperano per riportare il corpo in Italia. Nel 1464 le spoglie mortali raggiungono finalmente Rivoli, la città natale del santo. Il corpo è tuttora venerato con devozione nella nuova chiesa parrocchiale di Santa Maria della Stella a Rivoli. Papa Clemente XIII approva ufficialmente il suo culto come beato nel 1767. Il Martirologio definisce Antonio Neyrot sacerdote dell'Ordine dei Predicatori e martire, ricordando espressamente che fu condotto con la forza in Africa dai pirati, che rinnegò la fede e che riprese l'abito il Giovedì santo, espiando infine la propria colpa con la lapidazione.

Domande frequenti

Quando si festeggia il Beato Antonio Neyrot?

La sua memoria liturgica si celebra il 10 aprile, giorno che richiama la sua passione vissuta nel contesto del Giovedì santo.

A Tunisi sulla costa dell’Africa settentrionale, beato Antonio Neyrot, sacerdote dell’Ordine dei Predicatori e martire, che, condotto con la forza in Africa dai pirati, rinnegò la fede, ma, con l’aiuto della grazia divina, il Giovedì Santo riprese pubblicamente l’abito religioso, espiando la precedente colpa con la lapidazione. — Martirologio Romano