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2 ottobre

Beato Bartolomeo Blanco Marquez

Cooperatore salesiano, martire

Aggiornato il 15 settembre 2026

La giovinezza e la formazione

Bartolomé nacque a Pozoblanco in Spagna il venticinque dicembre millenovecentoquattordici. La sua infanzia fu segnata dal dolore per la precoce scomparsa della mamma, avvenuta prima che il bimbo compisse quattro anni. In seguito a questo lutto, Bartolomé e suo padre andarono a vivere dagli zii. Durante gli anni della scuola elementare, un professore gli attribuì il titolo di Capitano per via della sua esemplare diligenza nello studio. Rimasto orfano di padre all'età di dodici anni, il giovane dovette purtroppo lasciare la scuola. Per guadagnarsi da vivere, Bartolomé si mise a lavorare come seggiolaio nel piccolo laboratorio del cugino. La sua vita cambiò profondamente nel settembre millenovecentotrenta, quando arrivarono i Salesiani in paese. Bartolomé cominciò a frequentare l'oratorio salesiano, mettendosi a disposizione come catechista. Don Antonio do Muiño divenne il suo direttore spirituale e lo spinse con fermezza a continuare la sua formazione intellettuale, culturale e spirituale. I figli di Don Bosco si rifanno fin dalle origini all'insegnamento di San Francesco di Sales, il santo savoiardo da cui i Salesiani prendono il nome proprio. Papa Paolo VI definì San Francesco di Sales Sabaudiae gemma, ovvero gemma della Savoia, e scrisse un'apposita Epistola apostolica nel quarto centenario della sua nascita il ventinove gennaio millenovecentosessantasette. San Francesco di Sales, che è un santo Dottore della Chiesa, delinea il cammino della castità nelle pagine della Filotea, ossia l'Introduzione alla vita devota. Il linguaggio di San Francesco di Sales è chiaro e frutto della sua esperienza come direttore spirituale, e i suoi insegnamenti mantengono una piena validità per le nuove generazioni ancora oggi. In questo solco di tradizione educativa, folte schiere di giovani sono state educate dai Salesiani a una vita cristiana coerente, e tra di essi si distinse proprio Bartolomé Blanco Marquez.

L'impegno sociale e la testimonianza della fede

Crescendo nella fede, Bartolomé entrò nell'Azione Cattolica e ne fu segretario, profondendovi il meglio delle sue energie spirituali ed umane. Successivamente si trasferì a Madrid per specializzarsi nell'apostolato fra gli operai presso l'Istituto Sociale Operaio. Nella capitale spagnola Bartolomé spiccò come oratore eloquente e studioso appassionato della questione sociale e della dottrina sociale della Chiesa. Grazie alle sue spiccate capacità, ottenne una borsa di studio per conoscere direttamente le organizzazioni operaie cattoliche di Francia, Belgio e Olanda. Nella scelta politica Bartolomé fu sempre coerente con le proprie convinzioni, lottando per i valori del Vangelo anche in attività che potevano apparire eminentemente politiche. Fu nominato delegato dei sindacati cattolici e fondò ben otto sezioni nella provincia di Cordoba. Egli fu sempre un cristiano impegnato, capace di offrire una testimonianza seria di vita interiore e di dedizione all'apostolato sociale. In questo cammino di perfezione cristiana, la riflessione sulla purezza del cuore occupava un posto centrale. Per conservare la castità è infatti necessario un itinerario spirituale esigente immerso nel quotidiano. La sensualità viene descritta come un cancro che corrode impercettibilmente e porta a situazioni incontrollabili. La castità ha la sua radice profonda nel cuore, mentre il corpo ne costituisce l'abitazione. Tale virtù si perde a causa dei sensi esteriori del corpo e per i pensieri e i desideri del cuore. Guardare, ascoltare, parlare, odorare e toccare cose disoneste costituisce una vera impudicizia se il cuore vi si immerge e vi prende piacere. San Paolo afferma con forza che la fornicazione non deve nemmeno essere nominata tra i credenti. Per custodire il cuore, viene raccomandato di non frequentare in modo assoluto le persone licenziose e svergognate, le quali sono paragonate a caproni che rendono amari i mandorli dolci. Le anime maleodoranti e i cuori infetti trascinano infatti gli altri nell'impudicizia, avendo il veleno negli occhi e nell'alito proprio come i basilischi. Per contro, si consiglia vivamente di frequentare le persone caste e virtuose, nonché di pensare e leggere spesso cose sante. La Parola di Dio è casta e rende casti coloro che vi si compiacciono. Il re Davide paragona la Parola di Dio al topazio, una pietra preziosa capace di calmare l'ardore della concupiscenza. Ci si deve inoltre tenere sempre vicini a Gesù Cristo crocifisso, sia spiritualmente attraverso la meditazione sia realmente mediante la santa Comunione. Riposando il cuore su Nostro Signore Agnello casto e immacolato, sia l'anima sia il corpo vengono mondati da ogni sozzura e sensualità.

Il martirio e l'amore cristiano

L'impegno politico e la chiara identità cattolica di Bartolomé furono presi a pretesto per assassinarlo, sebbene egli sia stato ucciso unicamente perché cattolico. La rivoluzione scoppiò il trenta giugno millenovecentotrentasei, e proprio in quel giorno Bartolomé ritornò a Pozoblanco. Animato da profondo senso civico, si mise a disposizione della Guardia Civile per la difesa della città. Dopo un mese di resistenza, la città si arrese alle forze rivoluzionarie. Bartolomé si consegnò spontaneamente il diciotto agosto, venendo immediatamente accusato di ribellione e condotto in carcere. In prigione Bartolomé continuò ad avere un comportamento esemplare, affermando con fortezza che per meritarsi il martirio bisogna sapersi offrire a Dio come veri martiri. Successivamente fu processato e condannato a morte a Jaén. Con straordinaria serenità di spirito, disse che i suoi carnefici credevano di fargli un male mentre in realtà gli stavano facendo un bene, cesellandogli una corona per il cielo. Prima della morte violenta scrisse quattro lettere, precisamente tre alla sua famiglia e una alla sua fidanzata, nelle quali traspaiono i nobili sentimenti della sua grande anima. La lettera alla fidanzata fu scritta nella Prigione Provinciale di Jaén il primo ottobre millenovecentotrentasei, appena il giorno prima di morire, ed è stata tradotta e tratta dal libro intitolato Giovani nel terzo Millennio di padre Carlos M. Buela, a pagina duecentonove. In questo scritto emerge con chiarezza come la castità debba essere vissuta in modo speciale nel tempo del fidanzamento come autentica espressione del vero amore. Bartolomé si rivolse alla fidanzata chiamandola Maria dell'anima, scrivendo che il ricordo di lei lo avrebbe accompagnato fino alla tomba e che il suo cuore avrebbe palpitato con tenerezza per lei fino all'ultimo battito. Affermò che Dio ha voluto sublimare e nobilitare gli affetti terreni quando ci si ama in Lui. Nello stesso tempo, consigliò la sua amata su come dare seguito al loro rapporto nell'attesa di rivedersi in Cielo. Scrisse che negli ultimi giorni Dio è la sua luce e il suo anelito, ma questo non impedisce che il ricordo della persona amata lo accompagni fino alla fine. Chiese alla fidanzata di occuparsi della salvezza della propria anima come obiettivo principale in ricordo del loro amore, poiché grazie a ciò potranno riunirsi in cielo per tutta l'eternità senza che nessuno li separi mai più. Le chiese di non dimenticare che l'avrebbe guardata dal cielo e di cercare di essere sempre un esempio fulgido di donna cristiana. Sottolineò che alla fine della vita non servono a niente i piaceri e i beni terreni se non si riesce a salvare l'anima. Bartolomé concluse la lettera menzionando l'eternità dove avrebbero continuato ad amarsi nei secoli dei secoli, firmandosi semplicemente Bartolomé. Il giorno seguente, il due ottobre millenovecentotrentasei, fu fucilato a Jaén. Prima di ricevere il colpo mortale, esclamò con coraggio la sua fede gridando: Viva Cristo Re!

Domande frequenti

Quando si festeggia il Beato Bartolomé Blanco Marquez?

Si festeggia il due ottobre, giorno della sua nascita al cielo avvenuta nel millenovecentotrentasei.