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venerdì 2 ottobre 2026 · Santo del giorno

Santi Angeli Custodi

Santi Angeli Custodi

La memoria dei Santi Angeli come Angeli Custodi trova posto nel Martirologio Romano della Chiesa Cattolica e rappresenta una delle devozioni più antiche e radicate nella fede cristiana, precedente persino al culto riservato ai santi. La Chiesa Cattolica celebra ufficialmente la festa degli Angeli Custodi il 2 ottobre, una data fissata nel 1670 da papa Clemente X, il cui pontificato si estese dal 1670 al 1676. Storicamente, la festa si celebra proprio dal 1670, sebbene in precedenza fosse spesso associata ad altre ricorrenze, mentre la Chiesa Ortodossa fissa la celebrazione degli angeli l'11 gennaio. Il nuovo Calendario universale della Chiesa conserva la memoria degli Angioli Custodi anziché la festa, ricordando come questi puri spiriti siano chiamati a contemplare il volto di Dio e inviati ad assistere gli uomini con invisibile e premurosa presenza.

Nel linguaggio corrente il nome di angelo indica una persona di eccezionale virtù, bontà, purezza, bellezza e perfezione, ma la realtà teologica e spirituale supera ogni metafora umana. La scienza che riguarda gli angeli è denominata angelologia e affonda le sue radici nella Sacra Scrittura e nella grande tradizione dei Padri della Chiesa. È dogma di fede definito più volte che ogni cristiano, a partire dal Battesimo, riceve il proprio Angiolo Custode, un compagno invisibile che guida e protegge l'uomo dalla nascita alla morte. Nonostante nella vita attuale gli adulti tendano a dimenticare questo testimone costante dei pensieri e delle azioni umane, riducendo spesso il discorso sull'angelo custode a un tema riservato ai bambini, la dottrina cattolica ribadisce che essi accompagnano, ispirano e guidano l'umanità lungo l'intero cammino terreno.

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Gli altri santi di oggi

Beato Bartolomeo Blanco Marquez

Cooperatore salesiano, martire

Il Beato Bartolomé Blanco Marquez è un giovane laico e cooperatore salesiano spagnolo vissuto nel ventesimo secolo, nato a Pozoblanco il venticinque dicembre millenovecentoquattordici e morto martire a Jaén il due ottobre millenovecentotrentasei. Egli ha vissuto la propria breve esistenza come un cristiano profondamente impegnato nella testimonianza della fede, unendo una seria vita interiore alla dedizione instancabile per l'apostolato sociale e alla formazione culturale e intellettuale dei lavoratori.

Bartolomé è ricordato per aver saputo inserire l'esperienza del suo fidanzamento e ogni aspetto del proprio cammino spirituale in una luminosa prospettiva cristiana, fino alla prova suprema del martirio durante la persecuzione religiosa della guerra civile spagnola. La sua causa di canonizzazione fa parte del gruppo dei sessantatré martiri salesiani capeggiati da Enrico Saiz Aparicio, e la sua testimonianza di purezza e coerenza evangelica continua a parlare alle nuove generazioni grazie al riconoscimento ufficiale del martirio decretato da papa Benedetto XVI nel duemilasei e alla solenne beatificazione celebrata in Piazza San Pietro nel duemilasette.

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San Teofilo di Bulgaria

Monaco

San Teofilo di Bulgaria fu un monaco vissuto nell'ottavo secolo, la cui esistenza rimane una testimonianza luminosa di fedeltà alla tradizione della Chiesa. In un tempo segnato da profondi turbamenti dottrinali, egli scelse di porsi a difesa della venerazione delle immagini sacre, opponendosi con coraggio al decreto iconoclasta promulgato dall'imperatore Leone Terzo l'Isaurico. La sua vita fu un cammino ininterrotto verso la testimonianza suprema, vissuta nella solitudine della preghiera monastica e culminata nel sacrificio personale per preservare l'integrità della fede ortodossa.

Il nome di San Teofilo è tramandato nel Martirologio Romano come esempio di perseveranza nelle prove. Egli è ricordato per aver affrontato la fustigazione, la detenzione e, infine, il duro esilio che lo condusse alla morte. La sua figura parla ancora oggi a chi cerca la forza di restare saldi nei propri convincimenti interiori, ricordandoci che la difesa della verità non conosce compromessi. La sua memoria liturgica ci invita a riflettere sul valore del culto sacro e sulla dignità di ogni confessione di fede che non teme il giudizio del mondo, trovando nel silenzio del monaco una voce ferma che attraversa i secoli.

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San Leodegario di Autun

Vescovo

San Leodegario visse nel settimo secolo e il suo nome indica l'appartenenza al popolo germanico dei Franchi, i quali avevano conquistato la Gallia nel sesto secolo sotto la guida del re Clodoveo, dando alla regione il nome di Francia. Nel corso del tempo i nomi germanici si modellarono via via sulle parlate locali, cosicché per i francesi il nome Leodegario divenne Léger. Nato da una potente famiglia alsaziana, egli studiò a Poitiers, dove il vescovo era suo zio, e divenne arcidiacono e abate di un monastero senza grande fatica. Dopo l'anno seicentosessanta divenne vescovo di Autun, cittadina della Borgogna nota in epoca romana come Augustodunum e appartenente al regno franco di Neustria. Tale regno comprendeva il Nord-Ovest e la Borgogna, ed era spesso in lotta con quello di Austrasia, che comprendeva Alsazia, Lorena e parte del Belgio. Ad Autun san Leodegario riportò l'ordine nel clero, indisse un concilio, diede ai monaci la regola di san Benedetto e usò le ricchezze di famiglia per aiutare i poveri. Il periodo storico fu caratterizzato da lotte brutali tra i regni e al loro interno, in cui i re erano ormai esautorati dai loro primi ministri chiamati maestri di palazzo. San Leodegario fu ascoltato consigliere della regina vedova Bathilde, reggente per il figlio minorenne, ma si scontrò presto con il maestro di palazzo Ebroino, che trattava duramente i Borgognoni. San Leodegario difese la sua gente e, dopo le vicissitudini politiche e la morte del re Childerico secondo, affrontò la prigionia, le mutilazioni e infine il martirio nell'Artois tra il seicentosettantasette e il seicentottanta.

La passione e la morte donarono a san Leodegario una popolarità immensa, documentata dal gran numero di luoghi, paesi, chiese e parrocchie che portano il nome Saint-Léger. Il suo culto immediato fu ratificato canonicamente e i suoi resti, dapprima deposti nel monastero di Saint-Maixent presso Niort verso il seicentottantadue, ritornarono nello stesso luogo intorno al novecentotrenta dopo essere stati nascosti durante le incursioni normanne. San Leodegario è venerato anche come patrono dei mugnai e la Chiesa ne custodisce la memoria il due ottobre. Nella stessa circostanza si ricorda la figura del fratello del santo, san Gerino, anch'egli martire e lapidato due anni prima sempre per ordine dello spietato Ebroino.

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Beato Antonio Chevrier

Sacerdote

Il Beato Antonio Chevrier, sacerdote nato nel diciannovesimo secolo, ha rischiato di restare un uomo ordinario ma si è servito di tutto per diventare straordinario e santo. Vissuto a Lione in Francia, egli è stato un precursore dell'impegno sociale del sacerdozio e contemporaneo e confidente del Curato d'Ars, rispetto al quale è ingiustamente meno famoso. In Padre Antonio Chevrier si concretizza per la prima volta in modo visibile l'opzione fondamentale per i poveri, aprendo quel cammino che porterà all'esperienza dei preti-operai. La sua memoria liturgica si celebra il due ottobre.

Egli seppe trasformare la propria esistenza in un'offerta totale, fondando l'Opera della Provvidenza del Prado per preparare i sacerdoti a insegnare ai giovani poveri la fede cristiana. Il suo corpo riposa nella cappella del Prado, e la sua straordinaria eredità spirituale continua a vivere attraverso la Società dei Preti del Prado, diffondendosi come prezioso stile di vita tra i sacerdoti diocesani di ogni tempo.

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Beato Giovanni Beyzym

Sacerdote gesuita

Il Beato Giovanni Beyzym è una figura luminosa della carità cristiana, un sacerdote della Compagnia di Gesù che ha dedicato la sua esistenza al servizio degli ultimi tra gli ultimi. Nato nel 1850 in Volinia, ha percorso un cammino di fede che lo ha condotto dalla vita religiosa in Europa fino alle terre lontane del Madagascar, dove ha offerto ogni energia per il sollievo dei malati di lebbra. La sua testimonianza rimane un richiamo potente alla dedizione totale verso il prossimo, vissuta nel silenzio e nella sofferenza condivisa.

Egli è ricordato non solo per la sua instancabile opera di assistenza, ma per aver edificato strutture di cura che hanno dato dignità a chi era stato dimenticato dal mondo. La sua vita si è conclusa nel 1912 a Marana, consumata dalla dedizione al suo ministero. Beatificato da Giovanni Paolo II il 18 agosto 2002, il suo ricordo vive nella memoria della Chiesa come modello di umiltà e di amore evangelico, specialmente verso coloro che portano nel corpo le ferite della malattia.

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Beato Francesco Carceller Galindo

Sacerdote scolopio, martire

Il Beato Francesco Carceller Galindo nacque nel ventesimo secolo, precisamente il 3 ottobre 1901 a Forcall, in provincia di Castellón, in Spagna. Cresciuto in una famiglia profondamente cristiana, rispose alla vocazione religiosa entrando a tredici anni nel postulantato dei Padri Scolopi di Morella. Ordinato sacerdote il 19 settembre 1925 a Lérida, visse il suo ministero scolopio a Barcellona nel Collegio di Sant'Antonio e successivamente in quello di Nostra Signora. La sua vita si inserisce nel drammatico contesto della guerra civile spagnola, un conflitto caratterizzato da una complessa combinazione di motivi politici e da un filone di aperta lotta antireligiosa. Tale persecuzione colpì le zone della Spagna dove si era affermata la Repubblica ad opera di gruppi e partiti estremisti dotati di potere autonomo ed arbitrario, mietendo migliaia di vittime innocenti tra vescovi, sacerdoti, suore, seminaristi, religiosi di vari Ordini e laici impegnati nell'apostolato cattolico.

Il Beato Francesco Carceller è ricordato come sacerdote scolopio e martire, immolatosi nel corso della persecuzione del 1936, anno in cui il numero dei martiri superò le settemila unità in una repressione generalizzata e prolungata. I religiosi martirizzati non avevano nulla a che fare con la politica, ma subirono la violenza in odio al sacerdozio. Insieme ad altri dodici religiosi scolopi spagnoli appartenenti alla Congregazione delle Scuole Pie fondata da San Giuseppe Calasanzio nel 1597, padre Francesco fu beatificato il 1 ottobre 1995 sotto papa Giovanni Paolo II. La Chiesa ne celebra la memoria liturgica il 2 ottobre, giorno in cui compì il suo supremo sacrificio a trentacinque anni di età, sigillando la sua dedizione a Dio con la testimonianza del sangue.

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Beato Enrico Saiz Aparicio

Sacerdote salesiano, martire

Il Beato Enrico Saiz Aparicio visse nel corso del ventesimo secolo, distinguendosi come sacerdote salesiano e offrendo la sua vita suprema durante le drammatiche vicende della persecuzione religiosa in Spagna. Nato a Ubierna il primo dicembre del 1889, egli affrontò la giovinezza tra non poche difficoltà familiari che plasmarono inizialmente un carattere severo e provato, poi mirabilmente mitigato dalla grazia e dalla dedizione al ministero sacerdotale ricevuto nel 1918. Animato da un profondo spirito di carità e da una fervente devozione eucaristico-mariana, guidò diverse comunità educative prima di assumere la responsabilità dell'Aspirantato salesiano di Carabachel Alto, nella periferia di Madrid.

Egli è particolarmente ricordato nel martirologio della Chiesa cattolica come il capo autorevole del numeroso gruppo di quarantadue martiri salesiani di Madrid, immolatisi per la fede nel turbolento anno 1936. Nel momento supremo dell'assalto alla casa salesiana, padre Enrico seppe offrire la propria esistenza per proteggere i giovani affidati alle sue cure pastorali, affrontando la fucilazione con esemplare serenità il due ottobre dello stesso anno. La sua testimonianza di dedizione estrema è stata solennemente riconosciuta dalla Chiesa con la beatificazione celebrata a Roma nel 2007 sotto il pontificato di Papa Benedetto XVI.

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Beati Ludovico e Lucia, sposi, con i figli Andrea e Francesco Yakisci

Martiri

Nel corso del decimosettimo secolo, la terra del Giappone ha offerto alla Chiesa cattolica modelli luminosi di santità vissuta nello stato coniugale e familiare. Fin dai tempi antichi, l'effusione del sangue in odio alla fede cristiana è considerata l'espressione massima della santità, e proprio in questa testimonianza suprema risiede il ricordo dei Beati Ludovico e Lucia Yakisci, insieme ai loro figli Andrea e Francesco. Originari della città di Nagasaki e appartenenti alla diocesi di Funai, essi condussero la loro esistenza nella patria nipponica, sebbene non siano state tramandate informazioni dettagliate sul conto della famiglia e non si conoscano le date di nascita dei genitori, mentre sappiamo con certezza che il figlio Andrea nacque nel 1615 e il figlio Francesco nel 1619. La loro vita quotidiana fu improvvisamente trasfigurata da una chiamata eroica quando, nel 1622, i cristiani di Nagasaki idearono un piano per liberare il missionario Luigi Florès, detenuto nelle carceri di Firando.

Ludovico Yakisci fu incaricato di compiere l'impresa di liberare il religioso. Ludovico era descritto come un uomo assai furbo ed astuto, e utilizzò una piccola imbarcazione per eludere la sorveglianza delle guardie e trarre in salvo Padre Florès. Purtroppo la fuga fu presto scoperta dalle guardie dotate di mezzi più veloci, che raggiunsero l'imbarcazione e ricondussero in carcere i due fuggitivi. Da quel momento, Ludovico fu sottoposto a svariati interrogatori dai magistrati per scoprire i nomi degli organizzatori del complotto e subì numerosi supplizi che resero il suo corpo irriconoscibile. Le torture non riuscirono a fiaccare il suo animo, ed egli non rivelò nulla nonostante la minaccia di morte per i suoi familiari. Di fronte alla scelta estrema, tutti e quattro i membri della famiglia rifiutarono la libertà in cambio della rinuncia alla fede in Cristo, affrontando con fede incrollabile la condanna a morte emessa dal magistrato in terra giapponese il 2 ottobre 1622.

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Beata Maria Guadalupe (Maria Francesca) Ricart Olmos

Vergine e martire

La Beata Maria Guadalupe Ricart Olmos, nata Maria Francesca nel 1881 ad Albal, in Spagna, è una figura luminosa di fedeltà evangelica vissuta nel corso del ventesimo secolo. Religiosa devota, ha consacrato la propria esistenza al servizio di Dio e del prossimo, offrendo una testimonianza di carità che ha trovato il suo compimento supremo nel dono della vita. Entrata giovanissima nell'ordine delle Serve di Maria, ha percorso un cammino di dedizione costante, distinguendosi per la cura spirituale rivolta alle sorelle e per la sollecitudine con cui ha guidato le novizie nel discernimento della vocazione.

La memoria della Beata Maria Guadalupe è indissolubilmente legata alla sua testimonianza di martirio, avvenuta nel 1936 durante la persecuzione religiosa che ha segnato profondamente la terra spagnola. Arrestata da miliziani, ha affrontato la prova suprema con la serenità di chi ha riposto ogni speranza nel Signore. Beatificata da Papa Giovanni Paolo II nel 2001, la sua figura è ricordata oggi come esempio di perseveranza e di amore incondizionato verso Cristo, capace di superare ogni avversità e di rendere testimonianza alla verità del Vangelo fino al sacrificio estremo.

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Santa Giovanna Emilia De Villeneuve

Religiosa e fondatrice

Santa Giovanna Emilia De Villeneuve nacque a Tolosa il 9 marzo 1811, appartenendo a una delle più antiche famiglie nobili della Linguadoca. Vissuta nel corso del XIX secolo, la sua esistenza terrena si concluse il 2 ottobre 1854 a Castres, in Francia. Ella è ricordata soprattutto per essere stata la fondatrice della Congregazione dell'Immacolata Concezione, un'istituzione nata per rispondere con dedizione ai bisogni dei più poveri, dei bambini abbandonati, dei carcerati e dei sofferenti, incarnando pienamente il motto Dio solo! nella sua opera di carità e di fede.

La sua memoria liturgica si celebra il 2 ottobre. Il cammino spirituale di Santa Giovanna Emilia, segnato da una profonda conversione interiore e da un ascolto costante della volontà divina, l'ha portata a compiere una straordinaria opera di evangelizzazione e promozione umana, estesa ben oltre i confini francesi. Canonizzata da papa Francesco il 17 maggio 2015 in piazza San Pietro a Roma, la sua figura continua a essere un punto di riferimento luminoso per la Chiesa universale e per tutti coloro che operano nel servizio umile e generoso verso il prossimo.

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Beato Szilárd István Bogdánffy

Vescovo e martire

Il Beato Szilárd István Bogdánffy nacque a Crna Bara, in Serbia, l'undici febbraio 1911 e visse durante il ventesimo secolo. Egli fu un vescovo e martire romeno che seppe testimoniare la propria fede in anni segnati da profonde prove storiche, distinguendosi per il coraggio nel salvare molti ebrei dallo sterminio nazista e per la ferma opposizione al regime comunista in difesa della libertà religiosa. La sua esistenza terrena si concluse il due ottobre 1953 a Nagyenyed, in Romania, dopo una dura detenzione in cui accettò con amore generoso la sofferenza e la morte.

La Chiesa ne custodisce la memoria luminosa e riconoscente, celebrandone la figura per la fedeltà intrepida a Cristo, alla Chiesa e al Papa. La sua solenne beatificazione, avvenuta per decisione di Papa Benedetto XVI nella cattedrale latina di Oradea, in Romania, ha rotto il silenzio di molti decenni inaugurando il culto pubblico dei testimoni della verità. Il Beato Szilárd István Bogdánffy viene ricordato come sacerdote, educatore e pastore esemplare, la cui testimonianza risplende ancora oggi contro il buio della paura.

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San Beregiso

Abate di Andage

Ad Andage tra le Ardenne in Austrasia, nell’odierno Belgio, san Beregíso, abate, che fondò qui un monastero di chierici regolari e lo governò con diligenza.

Sant' Ursicino di Coira

Vescovo

Nel territorio dell’odierna Svizzera, sant’Ursicino, vescovo di Coira e primo abate del monastero di Disentis da lui fondato.

Beato Giorgio Edmondo Renè

Martire

Nel mare davanti a Rochefort in Francia in una squallida galera ferma all’ancora, beato Giorgio Edmondo René, sacerdote e martire, che, canonico di Vézelay, condannato durante la rivoluzione francese agli arresti navali per avere esercitato il ministero sacerdotale, morì consunto dalla cancrena.

San Gerino

Martire venerato a St-Vivant

Santi Eleuterio e compagni di Nicomedia

Martiri

A Nicomedia in Bitinia, nell’odierna Turchia, sant’Eleuterio, martire.

San Modesto

Diacono e martire

Beata Maria Antonina (Maria Anna) Kratochwil

Vergine e martire

Nella città di Stanislawów in Polonia, beata Maria Antonina Kratochwil, vergine della Congregazione delle Suore Scolastiche di Nostra Signora e martire, che, durante la guerra, fu per la sua fede messa in carcere, dove morì sotto tortura per Cristo Sposo.

Beati Elia e Giovanni Battista Carbonell Mollà

Fratelli, sacerdoti, martiri

Nel villaggio di Sax vicino ad Alicante sempre in Spagna, beati fratelli Elia e Giovanni Battista Carbonell Mollá, sacerdoti e martiri, fucilati durante la stessa persecuzione contro la Chiesa.

Beato Bonaventura Relli da Palazzolo

Francescano

Beato Alfonso del Rio

Mercedario

Beato Andrea Ximenez

Mercedario

Beato Isidoro Bover Oliver

Sacerdote e martire

Vicino a Castellón de la Plana sulla costa spagnola, beati Francesco Carceller, dell’Ordine dei Chierici regolari delle Scuole Pie, e Isidoro Bover Oliver, della Società dei sacerdoti operai diocesani, sacerdoti e martiri: durante la persecuzione, portarono a termine il loro martirio fucilati in odio al sacerdozio davanti al muro del cimitero.

Beato Bernardo da Mandello del Lario

Laico Francescano

Beato Antonio Fuentes Ballesteros

Sacerdote e martire

Beato José Fuentes Ballesteros

Sacerdote e martire

Santa Diateria

Vergine

Dal Martirologio Romano

Memoria dei santi Angeli Custodi, che, chiamati in primo luogo a contemplare il volto di Dio nel suo splendore, furono anche inviati agli uomini dal Signore, per accompagnarli e assisterli con la loro invisibile ma premurosa presenza. — Martirologio Romano