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2 ottobre

Beato Antonio Chevrier

Sacerdote

Aggiornato il 15 settembre 2026

La giovinezza e la conversione

Il Beato Antonio Chevrier nacque in una modesta famiglia lionese il sedici aprile 1826. Crescendo nella sua terra d'origine, a diciassette anni decise di entrare in seminario per rispondere alla chiamata del Signore. Venne ordinato sacerdote a ventiquattro anni nel 1850, e fu subito inserito come vicario in una parrocchia operaia della periferia lionese. Svolse il suo ministero con dedizione, ma la svolta della sua vita spirituale avvenne all'età di trent'anni nella notte di Natale del 1856. Nel 1856, mentre era in intensa preghiera davanti al presepe, ebbe l'intuizione della divina povertà. Egli definì questa conversione come una particolarissima esperienza di Dio avuta davanti al presepe. Durante la meditazione sulla povertà di Nostro Signore e sul suo abbassamento decise di lasciare tutto e vivere poveramente, poiché il mistero dell'Incarnazione è ciò che lo ha convertito.

Sentendo il bisogno di un saggio consiglio spirituale, andò a consultare Giovanni Maria Vianney, il Curato d'Ars, che abita a meno di quaranta chilometri da casa sua. Il Curato d'Ars e Padre Antonio sono due anime in perfetta sintonia sulla povertà radicale. Sotto la guida del Curato d'Ars accettò di diventare direttore spirituale della Città del Bambino Gesù, conosciuta anche come Città di Gesù Bambino. Tornò dunque a Lione rafforzato nella sua idea e confortato dai consigli del Curato d'Ars. Si differenziò tuttavia dal Curato d'Ars per l'impronta marcatamente missionaria del suo ministero, concentrando la sua attenzione sui poveri più poveri, ovvero coloro che sono privi di mezzi economici, cultura e fede.

Il ministero al Prado e le opere di carità

Lasciata la precedente parrocchia, scelse l'incarico di assistente spirituale della Città di Gesù Bambino, un'istituzione che si proponeva di incentivare la Prima Comunione nei bambini poveri e procurare alloggio ai miserabili. Nel nuovo ministero doveva assicurare la messa quotidiana e insegnare il catechismo. Nel frattempo s'innamorò di Francesco d'Assisi e vestì l'abito del terz'ordine francescano, abbracciando quello spirito di povertà condensato nel motto avere il necessario e sapersene accontentare. Il soggetto era conscio dell'immenso campo di lavoro che aveva di fronte e pensò di fondare una propria opera. Nel 1860 acquistò la malfamata e decadente sala da ballo del Prado, un'antica struttura ormai in rovina che trasformò in un centro di accoglienza e formazione cristiana per bambini e ragazzi poveri ed emarginati. Chiamò l'istituzione fondata La Provvidenza del Prado. Al Prado si insegnava gioiosamente il catechismo ai poveri affinché si preparino bene alla Prima Comunione, offrendo un rifugio sicuro a chi viveva ai margini della società lionese.

Per portare avanti questa imponente missione, andò avanti per una ventina d'anni con il solo aiuto di qualche sacerdote. Con una dozzina di ragazzi che pensavano al sacerdozio pose le basi della Società dei Preti del Prado, affiancando all'opera una scuola di chierici. I chierici, diventati preti, formarono appunto la Società dei Preti del Prado, il cui scopo fondamentale era gestire l'opera iniziale e le sue attività caritatevoli. Egli insegnò ai suoi preti che nella povertà il sacerdote trova la propria forza, potenza e libertà, e che il prete deve essere un uomo mangiato da tutti a imitazione di Gesù nell'Eucaristia. I Preti del Prado dovevano essere preti poveri a servizio dei poveri. Questa intuizione aprì il cammino che in seguito porterà all'esperienza dei preti-operai, e Monsignor Alfred Lancel, suo seguace e successore, divenne il primo vescovo-operaio e uno dei pochi presuli autorizzati dal Cardinal Ottaviani a tentare l'avventura dei preti-operai.

Il compimento della missione e la gloria degli altari

Padre Antonio Chevrier era convinto che fosse meglio vivere dieci anni in meno lavorando per Dio che dieci anni in più senza far niente. Si sottopose così a un ritmo di lavoro spossante che rese la sua salute fragile. La sua salute non sopportò l'ultimo esercizio di povertà e spogliazione quando si vide abbandonato da alcuni dei suoi preti della prima ora. Morì il due ottobre 1878 ad appena cinquantadue anni — sebbene alcune fonti e biografie tramandino l'anno 1879 — povero materialmente e spiritualmente, dopo una lunga e sofferta malattia. Le fonti storiche attestano la sua nascita a Lione il sedici aprile 1826 e la sua pia transizione da questo mondo avvenuta il due ottobre 1879. Il Prado e la spiritualità pradosiana sopravvissero tuttavia alla sua scomparsa, diffondendosi come stile di vita tra i preti diocesani.

Il riconoscimento della sua straordinaria santità ha trovato compimento nella Chiesa attraverso la solenne beatificazione. Egli è stato beatificato a Lione da papa Giovanni Paolo II il quattro ottobre 1986. Questa data suggella l'importanza del suo cammino evangelico, confermando come la sua dedizione totale ai dimenticati del mondo continui a risplendere come faro luminoso per il clero e per tutti i fedeli che riconoscono nella povertà evangelica la vera via verso Dio.

Domande frequenti

Quando si festeggia il Beato Antonio Chevrier?

La sua memoria liturgica si celebra il due ottobre.

Qual è l'opera fondata da Padre Antonio Chevrier?

Ha fondato l'Opera della Provvidenza del Prado e la Società dei Preti del Prado per educare e catechizzare i giovani poveri.

A Lione in Francia, beato Antonio Chevrier, sacerdote, che fondò l’Opera della Provvidenza del Prado per preparare i sacerdoti ad insegnare ai giovani poveri la fede cristiana. — Martirologio Romano