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2 ottobre

San Leodegario di Autun

Vescovo

Aggiornato il 15 settembre 2026

Le origini e il ministero episcopale ad Autun

Le radici di san Leodegario affondano nella nobiltà di una potente famiglia alsaziana. Egli compì i suoi studi a Poitiers sotto la guida dello zio, che rivestiva la carica di vescovo in quella sede. Grazie alle sue attitudini e al contesto familiare, Leodegario divenne arcidiacono e in seguito abate di un monastero senza incontrare grandi fatiche. Dopo l'anno seicentosessanta la sua vita si legò indissolubilmente alla città di Autun, situata in Borgogna e conosciuta in epoca romana con il nome di Augustodunum. Autun apparteneva al regno franco di Neustria, un territorio che comprendeva il Nord-Ovest e la Borgogna, storicamente diviso da aspre rivalità con il vicino regno di Austrasia, il quale raggruppava l'Alsazia, la Lorena e una parte del Belgio. Giunto ad Autun, il vescovo Leodegario impiegò le sue energie per riportare l'ordine all'interno del clero locale. A tale scopo indisse un concilio diocesano e volle che i monaci adottassero la regola di san Benedetto, promovendo il rinnovamento spirituale. Inoltre, egli scelse di impiegare le cospicue ricchezze della propria famiglia per soccorrere generosamente i poveri e i bisognosi della sua diocesi.

Gli scontri politici e la persecuzione di Ebroino

Il settimo secolo fu un'epoca segnata da lotte brutali sia tra i diversi regni franchi sia all'interno dei medesimi confini politici, dove i monarchi apparivano ormai esautorati dai loro primi ministri, noti come maestri di palazzo. In questo scenario complesso, san Leodegario divenne l'ascoltato consigliere della regina Bathilde, vedova e reggente per il figlio minorenne. Tale ruolo lo pose inevitabilmente in rotta di collisione con il potente maestro di palazzo Ebroino, noto per il trattamento particolarmente aspro riservato alle popolazioni della Borgogna. San Leodegario scelse coraggiosamente di difendere i Borgognoni in quanto sua gente. Nel seicentotresil il rivale Ebroino perse temporaneamente il potere e venne confinato nel monastero di Luxeuil. Con l'ascesa del nuovo re Childerico secondo, san Leodegario divenne la figura di riferimento e il sovrano dapprima si fidò pienamente di lui. Tuttavia, per motivi che la storia non ha chiarito, lo stesso re Childerico privò improvvisamente il vescovo di ogni potere e lo esiliò nel monastero di Luxeuil, dove si trovava già confinato il suo acerrimo nemico Ebroino. Dopo l'assassinio del re Childerico secondo, avvenuto nel seicentocinquantacinque, sia Leodegario sia Ebroino riacquistarono la libertà. Mentre san Leodegario faceva ritorno ad Autun per riprendere la cura della sua diocesi, Ebroino riconquistò una grande autorità politica accanto al nuovo re Teodorico terzo, inviando i propri soldati a catturare il vescovo.

Il martirio e la glorificazione

Per proteggere la sua città che subiva l'assedio dei nemici, san Leodegario scelse di consegnarsi spontaneamente ai soldati di Ebroino. Ebbe così inizio la sua drammatica via crucis terrena. Prima della morte, Ebroino fece trascinare il vescovo nudo per le strade, lo fece accecare e costrinse un gruppo di ecclesiastici a dichiarare Leodegario pastore indegno, un pretesto infame ideato per giustificarne l'uccisione. La crudeltà non si fermò: Ebroino ordinò inoltre di tagliare la lingua e le labbra al prelato. Nonostante le terribili mutilazioni subite, san Leodegario riuscì mirabilmente a far giungere un messaggio segreto a sua madre. La sua passione e la sua morte cruenta avvennero nel territorio dell'Artois, nella Francia settentrionale, tra il seicentosettantasette e il seicentottanno, nei giorni due e tre ottobre, quando san Leodegario fu decapitato in un bosco per mano di Ebroino, maggiordomo di corte del re Teodorico. La tradizione ricorda altresì la figura del fratello del santo, san Gerino, il quale subì il martirio mediante lapidazione due anni prima sempre per ordine dello stesso Ebroino. La testimonianza di fede e il martirio conferirono a san Leodegario una popolarità immensa, che trova riscontro nel gran numero di località, paesi, chiese e parrocchie intitolate a Saint-Léger. Il suo culto immediato fu ratificato canonicamente dalla Chiesa. Intorno al seicentottantadue le sue spoglie furono deposte nel monastero di Saint-Maixent presso Niort, dove fecero ritorno attorno al novecentotrenta dopo essere state nascoste per preservarle dalle incursioni normanne. San Leodegario è inoltre invocato e venerato come patrono dei mugnai.

Domande frequenti

Quando si festeggia San Leodegario?

La memoria liturgica di san Leodegario si celebra il due ottobre.

Di cosa è patrono San Leodegario?

San Leodegario è tradizionalmente venerato come patrono dei mugnai.

Nell’odierna Saint-Léger nel territorio di Arras, nella Francia settentrionale, passione di san Leodegario, vescovo di Autun, che, dopo molte torture e l’accecamento, fu ingiustamente ucciso da Ebroíno maggiordomo di corte del re Teodorico. Con lui si venera la memoria di suo fratello san Gerino, martire, che, due anni prima, sempre per ordine di Ebroíno, morì lapidato. — Martirologio Romano