30 giugno
Beato Basilio Velyckovskyj
Vescovo e martire
Aggiornato il 15 settembre 2026
La giovinezza e l'inizio del ministero
Vasyl Velychkovskyj nacque il 1 giugno 1903 a Stanislaviv, che oggi corrisponde alla città di Ivano-Frankivsk, in Ucraina. All'età di quindici anni partecipò alla guerra di indipendenza ucraina, combattuta tra il 1918 e il 1919. Al termine di questo conflitto entrò nel seminario di Lviv, che corrisponde a Leopoli. Ricevette il diaconato ed entrò nella Congregazione del Santissimo Redentore. Ricevette l'ordinazione presbiterale il 9 ottobre 1925. Si dedicò anima e corpo per oltre vent'anni alle missioni tra la gente semplice dei villaggi e delle città nell'Ucraina Occidentale e non solo. La sua intensa e fervida azione apostolica favorì la conversione al cattolicesimo di molti laici e di alcuni sacerdoti ortodossi. Proseguì imperterrito la sua attività durante la prima occupazione sovietica, avvenuta tra il settembre 1939 e il giugno 1941. La fama di Vasyl Velychkovskyj presso il popolo era così grande che il governo non osava toccarlo.
La persecuzione, i lager e la testimonianza clandestina
L'11 aprile 1945 fu arrestato insieme a tutta la gerarchia greco-cattolica. Il lungo processo si svolse a Kiev, durò quasi anni e si concluse con la condanna alla fucilazione. Nei tre mesi di attesa dell'esecuzione si dedicò alla cura pastorale dei compagni di prigionia. La pena della fucilazione gli fu commutata in dieci anni di carcere. Sul finire dell'autunno 1945 iniziò per lui un lungo periodo di lavori forzati in diversi lager. Nonostante i lager, continuò in segreto a celebrare quotidianamente la liturgia. I dieci anni di vita nei lager compromisero seriamente la sua salute. Riuscì a sopravvivere e fu liberato nel 1955. Tornò a Lviv dove continuò a svolgere clandestinamente l'attività pastorale. Nel 1959 ricevette dalla Santa Sede la nomina a Vescovo della Chiesa del silenzio. A causa del perdurare della persecuzione, la consacrazione episcopale avvenne solo nel 1963 a Mosca in una camera d'albergo. Patì molto in patria dai persecutori della fede per aver esercitato clandestinamente il suo ministero tra i cristiani cattolici di Rito bizantino.
Gli ultimi anni, l'esilio e il martirio
Il 2 gennaio 1969 fu nuovamente arrestato e condannato a tre anni di reclusione. Fu rilasciato dopo alcuni mesi poiché soffriva gravemente di cuore. Fu arrestato ancora una volta. Dopo la liberazione avvenuta il 27 gennaio 1972, le autorità sovietiche gli proibirono di fare ritorno a Lviv. Le autorità gli proposero di recarsi dalla sorella residente in Jugoslavia. Soggiornò per breve tempo dalla sorella in Jugoslavia. Si recò a Roma dove l'8 aprile 1972 fu ricevuto da Paolo VI. Il 15 giugno 1972 si recò a Winnipeg in Canada. Morì a Winnipeg il 30 giugno 1973 all'età di settant'anni. Un testimone rese pubblico che, dopo la morte, i medici provarono che al vescovo era stata somministrata una sostanza velenosa a lento effetto prima della partenza per la Jugoslavia, affinché la morte potesse risultare naturale. Morì in esilio associato al sacrificio di Cristo. Vasyl Velychkovskyj fu beatificato da Giovanni Paolo II il 27 giugno 2001 insieme ad altre ventiquattro vittime ucraine del regime sovietico. Il martirologio lo ricorda a Winnipeg nello Stato di Manitoba in Canada come beato Basilio Velyčkovskyj, vescovo della Chiesa greco-cattolica di Ucraina e martire. Le sue date biografiche sono 1 giugno 1903 a Stanislaviv, Ucraina, e 30 giugno 1973 a Winnipeg, Canada.
Il cammino di fede
Il percorso terreno del Beato Basilio Velyckovskyj ebbe inizio a Stanislaviv, in Ucraina, dove maturò la sua vocazione al servizio di Dio. Ricevette l'ordinazione sacerdotale nel millenovecentoventicinque, entrando a far parte della Congregazione del Santissimo Redentore, istituto che formò il suo spirito alla missione e alla carità apostolica. La sua vita sacerdotale fu segnata precocemente dai venti della persecuzione religiosa che soffiavano sul suo paese d'origine. Nel millenovecentoquarantacinque, la sua fedeltà al magistero lo condusse all'arresto da parte delle autorità sovietiche, che lo condannarono ai lavori forzati all'interno dei lager. In quel contesto di dura sofferenza, egli non smise di essere pastore, testimoniando la presenza di Dio laddove ogni dignità umana sembrava calpestata.
Nonostante le costrizioni, il suo zelo non venne meno. Nel millenovecentosessantatré, mentre si trovava a Mosca, ricevette la consacrazione vescovile in forma clandestina, assumendo la responsabilità di guidare la Chiesa in un periodo di grave oscurità. Il suo ministero episcopale si svolse tra mille insidie, in una rete di contatti che toccò Kiev e altri centri di resistenza spirituale. A causa del suo impegno instancabile, subì ripetuti arresti che culminarono, nel millenovecentosettantadue, nella definitiva espulsione dall'Unione Sovietica. Egli giunse così in Canada, a Winnipeg, dove concluse il suo pellegrinaggio terreno nel millenovecentosettantatré. La morte, avvenuta in seguito a un presunto avvelenamento, suggellò il suo martirio, rendendo testimonianza di una vita spesa interamente per la difesa della fede cattolica e della libertà religiosa, un impegno che il papa Giovanni Paolo II ha ufficialmente riconosciuto con la beatificazione nell'anno duemiluno.
La memoria liturgica
La memoria liturgica del Beato Basilio Velyckovskyj si celebra il trenta giugno, giorno in cui la Chiesa invita i fedeli a fare memoria del suo coraggio e della sua dedizione. Il culto verso questo vescovo e martire è un richiamo alla vigilanza spirituale e alla preghiera per coloro che ancora oggi soffrono per la propria fede. La sua figura è venerata in particolare dalle comunità che hanno conosciuto la prova della persecuzione, le quali riconoscono in lui un intercessore potente presso Dio. Attraverso la sua testimonianza, i fedeli sono spinti a riscoprire il valore della fedeltà al ministero sacerdotale e alla missione della Chiesa, anche quando le circostanze storiche sembrano avverse e il cammino appare segnato dalla sofferenza. La sua vita invita a guardare oltre le frontiere geografiche, unendo idealmente le terre dell'Ucraina, dove ha sofferto, con i luoghi dell'esilio, ricordando che la Chiesa non conosce confini quando è unita nell'amore per Cristo.
Domande frequenti
Quando si festeggia il Beato Basilio Velyckovskyj?
La sua ricorrenza si celebra il 30 giugno.
A Winnipeg nello Stato di Manitoba in Canada, beato Basilio Velyčkovskyj, vescovo della Chiesa greco-cattolica di Ucraina e martire, che, per aver esercitato clandestinamente il suo ministero tra i cristiani cattolici di Rito bizantino patì molto in patria da parte dei persecutori della fede e morì in esilio, associato al sacrificio di Cristo. — Martirologio Romano