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21 maggio

Beato Célestin Ringeard

Sacerdote trappista, martire

Aggiornato il 15 settembre 2026

L'infanzia e la formazione

Célestin Ringeard nacque a Touvois, nel dipartimento francese della Loira Atlantica, il 27 luglio 1933. A sei mesi rimase orfano in quanto suo padre era morto di tubercolosi. Per evitare il contagio, venne affidato a una balia insieme al fratello maggiore Michel di tre anni. Al rientro in famiglia, mostrò subito una notevole attenzione per le persone emarginate. A dodici anni entrò nel Seminario Minore di Nantes. Nel 1953 passò al Seminario Maggiore. Quattro anni dopo dovette interrompere gli studi per il servizio militare obbligatorio. Svolse il servizio militare a Orano, in Algeria, nel servizio sanitario durante la guerra per l'indipendenza del Paese. Nel febbraio 1958, uno scontro a fuoco provocò l'uccisione di vari soldati, la scoperta di un deposito di armi e l'arresto di un ufficiale dei servizi segreti del FLN gravemente ferito di nome Ahmed Hallouz. Céléstin e un altro infermiere intervennero per farlo curare ed evitare che morisse in prigione. Terminato il servizio militare, Céléstin completò la formazione verso il sacerdozio e fu ordinato il 17 dicembre 1960. Fu inizialmente educatore nel Seminario Minore e poi vicario parrocchiale a Saint-Herblain.

Il ministero tra gli ultimi e la scelta monastica

La sua attrazione per la vita dei più poveri lo portò a non accettare alcun incarico nella pastorale diocesana. Diventò educatore di strada dedicandosi ad alcolizzati, drogati, prostitute e giovani senza lavoro, senza curarsi del giudizio altrui pur di salvare qualcuno. Compiva frequenti ritiri all'abbazia di Bellefontaine dell'Ordine Cistercense della Stretta Osservanza, visitandola ventidue volte in meno di sette anni. Il 19 luglio 1983 fece il suo ingresso come novizio nell'abbazia e l'8 settembre vestì l'abito monastico. Il 4 aprile 1984 chiese al maestro dei novizi di compiere la sua vocazione nel monastero di Nostra Signora dell'Atlante a Tibhirine, in Algeria. La richiesta fu accolta e padre Céléstin arrivò a Tibhirine il 13 settembre 1986. Il 1 maggio 1989 compì la professione solenne. Nella vita monastica continuò a ricordare nella preghiera gli uomini e le donne sofferenti incontrati in precedenza, mantenendo i contatti con loro. Prima della partenza da Bellefontaine, ricevette una telefonata di ringraziamento dal figlio dell'ufficiale che aveva salvato. Nel monastero fu dapprima primo cantore, cedendo poi il ruolo a padre Christophe Lebreton e diventando secondo cantore e organista. A causa delle differenti sensibilità liturgiche, si scontrava spesso con padre Christophe, riuscendo tuttavia a fare pace. In ricordo della condizione degli alcolizzati, s'impegnò a non bere mai bevande alcoliche, neanche nei giorni di festa.

Il clima di tensione e la malattia

La vita di preghiera dei monaci fu turbata dalla moltiplicazione di notizie di aggressioni e uccisioni. Il 14 dicembre 1993 a Tamesguida vennero sgozzati dodici croati cristiani, che i monaci conoscevano perché celebravano la Pasqua con loro. Tale evento seguiva di due settimane l'ultimatum del Gruppo Islamico Armato che imponeva a tutti gli stranieri di lasciare l'Algeria pena la morte. La notte del 24 dicembre 1993, alcuni uomini armati si presentarono al monastero chiedendo di vedere il superiore. Fratel Paul Favre-Mirille aprì la porta e chiamò padre Christian de Chergé, che parlò con il capo del gruppo Sayah Attiyah. Il capo degli armati pose condizioni non interamente accettate dal priore, tra cui la richiesta di denaro, l'invio del medico fratel Luc Dochier a curare i loro malati e la fornitura di medicinali. Il priore precisò che avrebbero potuto recarsi al dispensario del monastero. Il priore fece notare all'uomo che si accingevano a celebrare la nascita del Principe della Pace e il Natale di Gesù. Gli armati se ne andarono dopo aver chiesto una parola d'ordine e minacciato di tornare. I monaci si sentivano presi tra due fuochi, tra gli islamisti detti fratelli della montagna e i militari dell'esercito algerino detti fratelli della pianura. Padre Céléstin, che aveva sofferto di problemi cardiaci nel 1991 e nel marzo 1993, rimase profondamente segnato dalla visita degli islamisti. Fu inviato in Francia dove fu sottoposto a un delicato intervento chirurgico con l'impianto di sei bypass coronarici. Trascorse la convalescenza a Bellefontaine con l'intenzione di fare ritorno a Tibhirine. Nell'aprile 1995 scrisse ai familiari esprimendo gioia per le cure ricevute e il desiderio di ritornare a vivere tra i confratelli monaci e il popolo algerino affidandosi a Dio. Padre Céléstin nacque a Touvois, in Francia, il 27 luglio 1933. Padre Céléstin morì a Médéa, in Algeria, il 21 maggio 1996.

Il rapimento e il martirio

Nella notte tra il 26 e il 27 marzo 1996, padre Céléstin fu rapito insieme a cinque monaci della comunità. Nel rapimento fu coinvolto anche padre Bruno Lemarchand, proveniente dal monastero annesso di Fès e di passaggio per l'elezione del nuovo priore. Altri due monaci, padre Amedée Noto e padre Jean-Pierre Schumacher, insieme a un ospite del monastero, scamparono al rapimento. Dopo un mese, un comunicato del Gruppo Islamico Armato riferì che i rapiti erano ancora vivi. Il comunicato del Gruppo Islamico Armato conteneva la minaccia di sgozzare i rapiti se non fossero stati liberati alcuni terroristi detenuti. Il 30 aprile fu consegnata all'ambasciata di Francia ad Algeri un'audiocassetta con le voci registrate dei sette monaci. Il 23 maggio fu pubblicato un ulteriore comunicato, il numero quarantaquattro, datato 21 maggio, che riferiva che ai monaci era stata tagliata la gola. Il 30 maggio le spoglie dei monaci vennero ritrovate sul ciglio della strada per Médéa. Il ritrovamento riguardava solo le teste, mentre i corpi rimasero introvabili. Le esequie dei sette monaci si svolsero il 2 giugno 1996 nella basilica di Nostra Signora d'Africa ad Algeri. Le esequie si tennero insieme a quelle del cardinale Léon-Étienne Duval, arcivescovo emerito di Algeri, morto per cause naturali. I resti mortali di padre Céléstin e dei confratelli furono sepolti nel cimitero monastico di Tibhirine.

La beatificazione e il culto

I sette trappisti di Tibhirine furono inseriti in una causa comprendente diciannove candidati agli altari, tutti religiosi, uccisi tra il 1994 e il 1996 durante gli anni neri dell'Algeria. L'inchiesta diocesana per la causa si è svolta ad Algeri dal 5 ottobre 2007 al luglio 2012. Il 26 gennaio 2018 papa Francesco ha autorizzato la promulgazione del decreto relativo al martirio dei diciannove religiosi. La beatificazione dei religiosi è stata celebrata l'8 dicembre 2018 nel santuario di Nostra Signora di Santa Cruz a Orano. La cerimonia di beatificazione è stata presieduta dal cardinale Angelo Becciu, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, come inviato speciale del Santo Padre. La memoria liturgica del gruppo cade l'8 maggio, giorno della nascita al cielo dei primi due uccisi, fratel Henri Vergès e suor Paul-Hélène Saint-Raymond.

Domande frequenti

Quando si festeggia il Beato Célestin Ringeard?

La memoria liturgica del Beato Célestin Ringeard e dei suoi compagni martiri si celebra l'8 maggio.