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giovedì 21 maggio 2026 · Santo del giorno

Santi Martiri Messicani (Cristoforo Magallanes Jara e 24 compagni)

Santi Martiri Messicani (Cristoforo Magallanes Jara e 24 compagni)

I primi anni del ventesimo secolo rappresentarono un periodo particolarmente difficile per la Chiesa cattolica in Messico. In questo contesto di profonda prova si inserisce la testimonianza dei Santi Martiri Messicani, composti da San Cristoforo Magallanes Jara e ventiquattro compagni, i quali subirono la persecuzione in varie regioni del Paese in odio alla fede cristiana e alla Chiesa cattolica. Essi ottennero la corona del martirio per aver professato Cristo Re, affrontando la morte in Messico nel 1927. La loro memoria liturgica ricorre il ventuno maggio.

San Cristoforo Magallanes Jara nacque a Totiche presso Guadalajara nel 1869 da una famiglia di contadini, e dopo gli studi in seminario fu ordinato sacerdote nel 1888, divenendo parroco del suo villaggio natale. Svolse un ministero fecondo di opere educative e caritative, rimanendo accanto al suo popolo durante le tensioni sociali e la drammatica persecuzione religiosa scaturita dalla Costituzione del 1917 e acuitasi sotto la presidenza di Don Plutarco Elías Calles. Arrestato dall'esercito federale e condannato a morte per il solo fatto di essere sacerdote, fu fucilato a Colotlán insieme ai suoi compagni. L'intera schiera dei venticinque martiri fu canonizzata il ventuno maggio 2000 da Papa Giovanni Paolo II in piazza San Pietro.

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Gli altri santi di oggi

San Carlo Eugenio de Mazenod

Vescovo e fondatore

San Carlo Eugenio de Mazenod, vissuto nel diciannovesimo secolo, è una figura luminosa di pastore e fondatore che ha saputo attraversare le turbolenze della storia con ferma dedizione al Vangelo. Nato ad Aix-en-Provence nel mille settecento ottantadue e tornato alla casa del Padre a Marsiglia nel mille ottocento sessantuno, egli ha vissuto la propria giovinezza nell'esilio in Italia, a causa della Rivoluzione francese. Questa esperienza di distacco e di ricerca ha temprato il suo animo, preparandolo alla missione sacerdotale, ricevuta ad Amiens nel mille ottocento undici, e al successivo ministero episcopale nella città di Marsiglia.

La memoria di San Carlo Eugenio rimane viva soprattutto per aver fondato la Società dei Missionari di Provenza nel mille ottocento sedici, dando inizio a un'opera di evangelizzazione che ha varcato i confini europei per raggiungere il Canada e altri continenti. Il suo zelo apostolico, riconosciuto dalla Chiesa con la canonizzazione proclamata da Papa Giovanni Paolo II nel mille novecento novantacinque, continua a ispirare quanti si dedicano alla diffusione della fede. Egli è ricordato come un uomo di profonda carità, capace di leggere i segni dei tempi e di offrire la propria vita per il servizio instancabile alla Chiesa e ai fratelli più lontani.

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Beato Enrico VI

Re d’Inghilterra, martire

Il Beato Enrico VI, re d'Inghilterra nel quindicesimo secolo, visse un'esistenza segnata da profonde prove spirituali e politiche, culminata nel martirio. Nato nel quindicesimo secolo, precisamente il sei dicembre 1421 a Windsor da Enrico V e da Caterina di Valois, egli salì al trono in età tenerissima, rimanendo orfano di padre all'età di nove mesi. Questa circostanza aprì un periodo di reggenza caratterizzato da lotte furiose tra le famiglie che si contendevano il governo della nazione, prima che il sovrano assumesse ufficialmente il comando nel 1442 e sposasse Margherita di Provenza nel 1444. Il sovrano si guadagnò forti simpatie grazie al carattere mite e buono e per la sua pietà.

Oggi la sua figura è ricordata nella Bibliotheca Sanctorum, che annovera il re inglese Enrico VI come beato martire. Il suo regno fu molto travagliato con alternanza di sconfitte e vittorie, segnato nel 1453 da una malattia mentale da cui guarì due anni dopo. Da tale infermità scaturì nuovamente una lotta di fazioni, denominata guerra delle due rose e vissuta tra le famiglie di York e di Lancaster. Imprigionato e liberato più volte, visse cinque anni di durissima prigionia nella Torre di Londra dal 1464, per poi essere nuovamente catturato e assassinato nella notte tra il 21 e il 22 maggio 1471. Il martirio di Enrico VI nell'Inghilterra del Quattrocento è caduto nell'oblio per l'opinione pubblica, ma il suo lascito spirituale rimane vivo nella memoria della Chiesa.

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San Paterno di Vannes

Vescovo

San Paterno visse nel quinto secolo e guidò la Chiesa di Vannes in un'epoca complessa segnata da profonde trasformazioni sociali e politiche in Armorica. La sua figura si staglia storicamente a partire dal concilio provinciale riunito nella città tra il quattrocentosessantuno e il quattrocentonovanta, dove ricevette l'ordinazione episcopale per mano del metropolita Perpetuo di Tours.

Venerato come uno dei sette santi fondatori della Bretagna e patrono principale della diocesi di Vannes, San Paterno è ricordato per aver rinsaldato l'unità della Chiesa locale e per aver affrontato le difficili sfide della convivenza tra le popolazioni gallo-romane e i flussi migratori bretoni. La sua memoria liturgica si celebra il ventuno maggio.

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San Mancio di Ebora

Vescovo e Martire

Esistono poche notizie sicure riguardo a san Mancio, figura venerata nella Chiesa fin dai secoli antichi e registrata nel Martirologio come martire a Ebora, in Portogallo. La tradizione colloca la sua morte proprio a Ebora il quindici maggio, sebbene non si conosca l'anno esatto del suo martirio. Alcuni studiosi ritengono che i fatti si siano svolti nel corso del quinto o del sesto secolo, privando di ogni fondamento le pretese di chi sostiene che il santo sia vissuto nel primo secolo o che sia stato il primo vescovo della città portoghese. La memoria liturgica di san Mancio si celebra in date diverse a seconda delle tradizioni locali: il quindici maggio oppure il ventuno maggio.

Nel corso dei secoli, il culto del santo si è irradiato attraverso la custodia e la traslazione delle sue reliquie. Fino agli inizi dell'ottantesimo secolo, esse furono venerate in una chiesa dedicata a Ebora, per poi essere trasferite in seguito all'invasione dei musulmani nel monastero benedettino di Villanueva di san Mancio, in diocesi di Palencia. A Cesena, in Romagna, il culto di san Mancio nacque in epoca tardiva a causa delle invenzioni del cronista Bernardino Manzoni, definito da Lanzoni un ingenuo campanilista del secolo decimosettimo. Il Manzoni volle trasformare il martire in un cittadino cesenate contemporaneo di Cristo e in un ascendente della propria famiglia, ma la devozione trovò comunque un riconoscimento liturgico con l'approvazione delle lezioni dell'Ufficio nel diciannovesimo secolo.

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San Pietro Parenzo

Podestà e martire

San Pietro Parenzo visse nel dodicesimo secolo e offrì la sua vita come podestà e martire ad Orvieto, dove trovò la morte nel millecentonovantanove. La sua testimonianza si inserisce nel contesto complesso delle lotte medievali contro le eresie e delle divisioni politiche tra fazioni cittadine. Nato a Roma da una nobile famiglia, fu scelto per ristabilire la giustizia e la fede in una terra segnata da forti tensioni religiose e civili. Il suo impegno rigoroso e la sua fedeltà al mandato ricevuto lo esposero all'odio dei suoi oppositori, che culminò nel tragico assassinio consumato nella notte tra il ventesimo e il ventunesimo maggio. La Chiesa ne custodisce la memoria liturgica e riconosce la profondità della sua dedizione cristiana.

La figura di San Pietro Parenzo è ricordata per il coraggio con cui affrontò le minacce degli eretici catari e patarini, difendendo l'integrità della dottrina cattolica senza cedere ai compromessi. La sua opera fu sostenuta da papa Innocenzo terzo e mirava a riportare la pace in una comunità lacerata da conflitti profondi. Nonostante non abbia ricevuto una canonizzazione formale immediata, il suo culto fiorì spontaneamente fin dal medioevo grazie ai numerosi segni e prodigi attribuiti alla sua intercessione. Oggi il suo corpo riposa nel Duomo di Orvieto, meta di devozione e di preghiera per i fedeli che ne celebrano la ricorrenza.

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San Hemming di Abo

Vescovo

Prima della Riforma Protestante luterana, vi fu una fioritura di santi cattolici in Svezia, tra i quali risalta la figura di santa Brigida. In questo tempo fecondo per la fede visse Sant'Hemming di Abo, pastore di profondo zelo e di instancabile dedizione alla Chiesa. Nato verso la fine del tredicesimo secolo, precisamente nel 1295 nella parrocchia di Balinge a nord di Uppsala, il futuro vescovo mostrò fin dalla giovinezza chiare attitudini alla vita sacerdotale. Per questa ragione fu mandato a studiare ad Uppsala nelle scuole dipendenti dalla cattedrale, avviando un percorso culturale e spirituale che avrebbe segnato l'intera sua esistenza. Dopo aver ricevuto l'ordinazione sacerdotale, egli proseguì gli studi all'Università di Parigi, dove ebbe modo di stringere importanti legami spirituali e culturali. Tra questi spicca la conoscenza con Pietro Ruggero de Rosière, futuro papa con il nome di Clemente VI. La sua vita fu interamente spesa al servizio del Vangelo, prima come sacerdote e poi come guida saggia e autorevole di una terra di frontiera.

Sant'Hemming è ricordato in modo particolare per il suo lungo episcopato nella diocesi di Abo, vissuto nell'odierna Finlandia ma all'epoca parte della regione svedese di Osterland. Eletto all'unanimità dai canonici nel 1338 alla morte del vescovo Bengt, senza la necessità di votazioni e con parole di grande elogio espresse nella lettera all'arcivescovo di Uppsala da cui la diocesi dipendeva, egli governò la Chiesa locale per circa ventinove anni. Il suo ministero seppe coniugare la cura spirituale delle anime con il rigore liturgico, l'amore per lo studio con la ricerca della pace tra i popoli. Legato da una profonda amicizia a santa Brigida di Svezia, fu messaggero di riconciliazione e di riforma ecclesiale. La sua memoria liturgica si celebra il 21 maggio, giorno della sua nascita al cielo avvenuta nel 1366, e il suo nome rimane legato alla città di Turku, dove riposano le sue reliquie e dove il suo zelo pastorale continua a essere ricordato con venerazione.

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Beato Leone (Jean Mopinot)

Religioso lasalliano, martire

Il Beato Leone, nato al secolo Jean Mopinot a Reims nel 1724, è una luminosa figura di religioso appartenente all'Istituto dei Fratelli delle Scuole Cristiane. La sua esistenza, spesa nel silenzio e nella dedizione educativa, giunse al compimento nel martirio durante il turbolento periodo della Rivoluzione francese. Uomo di fede salda, egli scelse di rimanere fedele alla propria coscienza e alla Chiesa, rifiutando di sottomettersi a imposizioni che ne avrebbero scosso l'integrità spirituale. Questa scelta di coerenza lo condusse sulla via della sofferenza, trasformando la sua vita in una testimonianza silenziosa e potente di dedizione al Vangelo.

Il Beato Leone viene oggi ricordato come uno dei martiri dei pontoni di Rochefort, avendo affrontato con dignità la prigionia e la malattia in condizioni disumane. La sua memoria è un invito alla perseveranza per i cristiani di ogni tempo, un richiamo a custodire i valori della fede anche nelle circostanze più avverse. Beatificato da Papa Giovanni Paolo II il primo ottobre 1995, egli rimane un esempio di umiltà e coraggio, capace di offrire la propria vita come sacrificio di pace. La sua figura continua a intercedere per tutti coloro che, nel mondo contemporaneo, cercano la forza per testimoniare la verità in un contesto spesso ostile o indifferente.

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Beato Emanuele Gómez González

Sacerdote e martire

Il Beato Emanuele Gómez González, sacerdote e martire vissuto tra il diciannovesimo e il ventesimo secolo, ha speso la sua esistenza al servizio del Vangelo tra la Spagna, il Portogallo e il Brasile. Nato nel 1877 a San José de Ribarteme e ordinato sacerdote nel 1902, don Manuel seppe rispondere con dedizione assoluta alle chiamate della Chiesa, affrontando trasferimenti complessi e giungendo infine nella vasta parrocchia brasiliana di Nonoai. Qui rinnovò profondamente la comunità cristiana, unendo alla cura spirituale delle anime e degli indios un'intensa opera di promozione umana e sociale, aprendo scuole e lottando contro la povertà.

Accompagnato dal giovane chierichetto Adílio Daronch, affrontò con coraggio un viaggio pastorale nella foresta dell'Alto Uruguay durante un periodo di forti tensioni politiche e rivoluzionarie. Fedele fino in fondo al proprio mandato episcopale e sacerdotale, fu tradito e barbaramente fucilato il 21 maggio 1924 in odio alla fede. La tradizione custodisce il segno del miracoloso rispetto riservato dalle bestie della foresta ai loro corpi. Riconosciuti martiri dalla Chiesa cattolica, don Manuel e il giovane Adílio sono stati solennemente beatificati da papa Benedetto XVI il 21 ottobre 2007, lasciando una luminosa testimonianza di fede e di dedizione estrema.

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San Godrico

Eremita

San Godrico di Finchdale, vissuto nel corso del dodicesimo secolo, rappresenta una figura singolare nel panorama della santità medievale. Originario di Walpole nel Norfolk, egli attraversò una giovinezza operosa, segnata dall'attività di mercante ambulante e armatore navale, prima di sentire il richiamo profondo di una conversione radicale che lo condusse a percorrere le vie del mondo come pellegrino. La sua esistenza si trasformò in un cammino incessante di fede, toccando luoghi santi come la Terra Santa, Roma e Compostella, testimoniando un desiderio ardente di vicinanza al divino che non trovava pace nel tumulto delle attività terrene.

La memoria di San Godrico è oggi legata indissolubilmente alla sua scelta definitiva di solitudine nelle foreste di Durham. Dopo aver beneficiato della direzione spirituale di Africo, egli si stabilì a Finchdale, dove visse come eremita in una condizione di austera penitenza e di continua contemplazione. La sua testimonianza di uomo dedito alla preghiera attirò figure spirituali di grande rilievo, tra cui Aelredo di Rievaulx e Roberto di Newminster, con i quali condivise la profondità del suo percorso interiore. Egli è ricordato come un uomo che seppe spogliarsi delle ricchezze del mondo per rivestirsi dell'umiltà del deserto, concludendo il suo pellegrinaggio terreno nel millecentosettanta, lasciando un'eredità di silenzio e di fervore spirituale che ancora oggi invita alla meditazione.

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Beati 7 Martiri Trappisti di Tibhirine

Beatificati nel 2018

I Beati sette martiri Trappisti di Tibhirine furono un gruppo di religiosi dell'Ordine dei Cistercensi della Stretta Osservanza che vissero e compirono la loro testimonianza di fede in Algeria durante il ventesimo secolo. Appartenevano alla comunità di Nostra Signora dell'Atlante, situata sui monti dell'Algeria, e scelsero consapevolmente di rimanere accanto alla popolazione locale in anni segnati da gravi tensioni e violenze, offrendo accoglienza, cure e preghiera senza distinzioni. Rapiti nel marzo del 1996 e successivamente uccisi, la tradizione e i documenti ecclesiali ne attestano il martirio per la fede e la carità cristiana.

Essi sono ricordati per la radicalità della loro scelta evangelica, fondata sul voto di stabilità e sul dialogo fraterno con il popolo algerino. La loro vicenda spirituale e umana, culminata nella beatificazione celebrata nel 2018 sotto il pontificato di papa Francesco, ha consegnato alla Chiesa universale una luminosa testimonianza di fedeltà al Vangelo e di amore per la pace, racchiusa anche nel celebre testamento spirituale di padre Christian de Chergé.

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Beato Adilio Daronch

Chierichetto e martire

Il testo presenta alcuni tratti della vita del beato martire Adílio Daronch, giovane chierichetto ucciso in odium fidei insieme col suo parroco Don Emanuele Gómez González. I fatti esterni della vita del giovane chierichetto Adílio sono scarni e senza grande interesse di cronaca, e di lui non sono rimaste tracce documentarie significative. La ricostruzione della vita di Adílio si basa sui ricordi delle sue due sorelle Carmelinda Daronch Socal e Zolira Daronch Ziani, oltre che sui ricordi di persone che lo hanno conosciuto e del suo assassino.

Adílio è nato a Dona Francisca, in Brasile, il venticinque ottobre millenovecentootto, ed è morto a Nonoai, precisamente nella località di Feijão Miúdo, in Brasile, il ventuno maggio millenovecentoventiquattro, all'età di appena sedici anni. La sua figura luminosa è ricordata con la memoria liturgica il ventuno maggio, celebrando il sacrificio di una vita giovane offerta per fedeltà a Cristo e alla Chiesa cattolica nel contesto delle terre brasiliane.

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Beato Christian de Chergé

Sacerdote trappista, martire

Il Beato Christian de Chergé è ricordato come un sacerdote trappista e martire che ha offerto la sua vita per la riconciliazione e la pace in Algeria, vivendo il Vangelo in mezzo a grandi tensioni sociali e politiche. Nato a Colmar in Francia il 18 gennaio 1937, nella regione dell'Alta Renania, visse un percorso spirituale profondo che lo condusse nel monastero di Nostra Signora dell'Atlante a Tibhirine, dove svolse il delicato compito di priore. La sua testimonianza rimane un punto di riferimento luminoso per il dialogo interreligioso e la fedeltà estrema alla propria vocazione cristiana.

Rapito e ucciso durante i drammatici anni Novanta in Algeria, il Beato Christian ha lasciato un testamento spirituale di straordinario valore umano e cristiano, in cui perdonava in anticipo i suoi carnefici. La Chiesa ne celebra la memoria liturgica l'8 maggio, riconoscendo nel suo sacrificio e in quello dei suoi confratelli una testimonianza di amore senza riserve. La sua vita, segnata dall'amicizia con la popolazione locale e dalla preghiera perseverante, continua a ispirare quanti credono nella fraternità universale e nella forza disarmata del Vangelo.

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Beato Luc (Paul) Dochier

Religioso trappista, martire

Il Beato Luc Dochier, al secolo Paul Dochier, nacque a Bourg-de-Péage, in Francia, nel millenovecentoquattordici. Visse la sua esistenza terrena come monaco trappista e medico, donando interamente la propria vita al servizio dei poveri e dei sofferenti, dapprima in patria, poi in Marocco e infine nell'abbazia di Nostra Signora dell'Atlante a Tibhirine, in Algeria. La sua testimonianza cristiana si fuse con la cura quotidiana del prossimo, vissuta senza distinzioni in anni di profonda tensione e violenza sociale, fino al supremo sacrificio della vita vissuto in fedeltà al Vangelo e al popolo algerino.

Egli è ricordato e venerato dalla Chiesa come martire della carità e della fede, inserito nel gruppo dei monaci di Tibhirine beatificati da papa Francesco. La sua figura continua a parlare ai credenti per la straordinaria capacità di unire la preghiera incessante, custodita nei momenti di silenzio e nelle occupazioni umili della vita conventuale, con una dedizione medica instancabile che gli valse l'appellativo di uomo di Dio da parte delle popolazioni locali. La sua memoria liturgica si celebra l'otto maggio.

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Beato Christophe Lebreton

Sacerdote trappista, martire

Il Beato Christophe Lebreton nacque a Blois, nel dipartimento francese di Loir-et-Cher, l'11 ottobre 1950, settimo di dodici figli. Cresciuto in un cammino di ricerca spirituale e di profonda dedizione ai poveri, dapprima nei gruppi di Emmaus dell'Abbé Pierre e poi nella cooperazione internazionale, giunse in Algeria nel 1972 per lavorare in una scuola per bambini portatori di handicap. Entrato nell'ordine dei Cistercensi della Stretta Osservanza, visse la sua vocazione monastica nel monastero di Nostra Signora dell'Atlante a Tibhirine, distinguendosi per la preghiera, il servizio e l'amore fraterno in terra di missione. Ordinato sacerdote il 1° gennaio 1990, visse gli anni difficili segnati dalla violenza con la forza interiore dell'abbandono in Dio e della riconciliazione. Rapito nella notte tra il 26 e il 27 marzo 1996, offrì la sua vita nel sacrificio supremo insieme ai suoi confratelli, sigillando una testimonianza evangelica di fede vissuta fino all'estremo.

Il Beato Christophe Lebreton è ricordato nel corso del ventesimo secolo come sacerdote trappista e martire della fraternità, capace di tessere legami di dialogo e di ascolto con il popolo algerino musulmano. La sua memoria liturgica si celebra l'8 maggio, giorno della nascita al cielo dei primi due compagni del gruppo dei martiri d'Algeria, ed egli splende come esempio luminoso di pastore e monaco che ha saputo vivere la propria esistenza come un'offerta pura, unita al sacrificio di Cristo. La sua testimonianza spirituale, affidata alle pagine del suo diario e alle sue poesie, continua a parlare ai credenti di ogni tempo quale segno di pace, di fedeltà alla Chiesa e di totale disponibilità alla volontà del Signore in un contesto di prova e di sofferenza.

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Beato Bruno (Christian) Lemarchand

Sacerdote trappista, martire

Il Beato Bruno Christian Lemarchand, sacerdote cistercense e martire, nacque a Saint-Maixent, nel dipartimento francese di Deux-Sèvres, il 1° marzo 1930. Visse un'intesa esistenza di fede e dedizione educativa, culminata nella scelta radicale della vita monastica tra i Trappisti e nella testimonianza evangelica resa in terra d'islam, coronata dal supremo sacrificio della vita durante gli anni difficili dell'Algeria.

Egli è ricordato con profonda venerazione per la sua fedeltà alla vocazione monastica vissuta nel monastero di Nostra Signora dell'Atlante a Tibhirine e successivamente a Fès. Inserito nel gruppo dei diciannove religiosi martiri in Algeria, fu beatificato l'8 dicembre 2018 sotto il pontificato di papa Francesco, lasciando un luminoso esempio di amore fraterno, preghiera e perseveranza cristiana.

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Beato Michel Fleury

Religioso trappista, martire

Il Beato Michel Fleury, nato nel ventesimo secolo in Francia, visse una straordinaria esistenza di fede radicale, segnata dalla vocazione monastica tra i Trappisti e dalla scelta definitiva di condivisione con i poveri e i sofferenti in terra algerina. La sua vita si compì nel supremo sacrificio del martirio, vissuto nella fedeltà al Vangelo e nella ferma volontà di rimanere solidale con gli innocenti durante i drammatici anni della violenza in Algeria.

Egli è particolarmente ricordato tra i sette monaci trappisti di Tibhirine, testimoni luminosi di fraternità e di dialogo interreligioso fino al dono della vita. La Chiesa ne celebra la memoria liturgica insieme ai confratelli e agli altri martiri dell'Algeria, riconoscendo in lui un operatore di pace che ha offerto la propria esistenza per amore di Cristo e dei fratelli.

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Beato Célestin Ringeard

Sacerdote trappista, martire

Il Beato Célestin Ringeard nacque a Touvois il 27 luglio 1933 e visse un'esistenza segnata fin dall'infanzia dalla fragilità e dal dolore, rimanendo orfano del padre a soli sei mesi per via della tubercolosi. Per evitare il contagio, fu affidato a una balia insieme al fratello maggiore Michel, per poi fare ritorno in famiglia dove mostrò una precoce e profonda attenzione verso le persone emarginate. Divenuto sacerdote e monaco cistercense della Stretta Osservanza, spese la propria esistenza tra l'educazione dei giovani, il servizio agli ultimi e la preghiera contemplativa, prima nell'abbazia di Bellefontaine e successivamente nel monastero di Nostra Signora dell'Atlante a Tibhirine, in Algeria.

Egli è ricordato soprattutto per la sua coraggiosa testimonianza di fede e di carità fraterna, vissuta fino al dono supremo della vita durante gli anni difficili della violenza in Algeria. Rapito nella notte tra il 26 e il 27 marzo 1996 insieme ad altri confratelli, subì il martirio per sgozzamento, le cui spoglie furono ritrovate il 30 maggio successivo lungo la strada per Médéa. Inserito nella causa dei martiri d'Algeria, è stato beatificato l'8 dicembre 2018 a Orano per volontà di papa Francesco, lasciando un luminoso ricordo di dedizione cristiana e di amore incondizionato per i poveri e per il popolo algerino.

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Beato Paul Favre-Miville

Religioso trappista, martire

Il Beato Paul Favre-Miville è stato un monaco cistercense, testimone luminoso del Vangelo nel ventesimo secolo. Nato nel 1939 a Vinzier, in Francia, ha intrapreso un cammino di fede che lo ha condotto dal servizio militare in Algeria, vissuto in gioventù come sottotenente paracadutista, fino alla scelta radicale della vita contemplativa. La sua esistenza si è intrecciata profondamente con la terra algerina, luogo che ha segnato sia i passi della sua formazione umana sia il compimento del suo sacrificio supremo.

Egli è ricordato oggi come uno dei martiri di Tibhirine, avendo vissuto la vocazione monastica come un dono di pace e fraternità. Entrato nell'abbazia di Tamié nel 1984, si è successivamente trasferito presso il monastero di Tibhirine nel 1989. La sua dedizione al Signore e l'amore per la terra che lo aveva accolto si sono manifestati nel dono totale della vita, strappata tragicamente dai membri del Gruppo Islamico Armato nel 1996. Beatificato da Papa Francesco l'otto dicembre 2018, il suo nome rimane inciso nella memoria della Chiesa come esempio di fedeltà e di speranza incrollabile nel mistero della croce.

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San Vittorio e compagni

Martiri

San Timoteo

Diacono e martire

In Mauritania, nel territorio dell’odierna Algeria, san Timoteo, diacono e martire.

San Polieuto (Polieutto)

Martire di Cesarea di Cappadocia

A Cesarea in Cappadocia, nell’odierna Turchia, san Polieuto, martire.

Santi Martiri di Pentecoste ad Alessandria

Commemorazione dei santi martiri, uomini e donne, che ad Alessandria d’Egitto nei sacri giorni di Pentecoste il vescovo ariano Giorgio, sotto l’imperatore Costanzo, fece crudelmente uccidere o relegare in esilio.

Sant' Ospizio (Ospicio)

Eremita

Presso Nizza in Provenza, in Francia, sant’Ospicio, eremita, che fu uomo di mirabile spirito di penitenza e predisse l’arrivo dei Longobardi.

San Teobaldo di Vienne

Vescovo

A Vienne in Burgundia, ora in Francia, san Teobaldo, vescovo, che per quarantaquattro anni onorò questa sede con il suo insigne esempio di carità e pietà.

Santi Beinio, Fabio, Emanuele e Fermo

Corpi santi

Santi Nicostrato e Antioco

Martiri

Sant' Isberga (Gisella)

Badessa

San Silao

Vescovo e abate

Beato Lucio del Rio

Mercedario

San Valis

Sacerdote e confessore

Dal Martirologio Romano

Santi Cristoforo Magallanes, sacerdote, e compagni, martiri, che in varie regioni del Messico, perseguitati in odio alla fede cristiana e alla Chiesa cattolica, per aver professato Cristo Re ottennero la corona del martirio. — Martirologio Romano