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21 maggio

Beato Emanuele Gómez González

Sacerdote e martire

Aggiornato il 15 settembre 2026

Origini e formazione in terra di Spagna

Manuel Gómez González nacque il 29 maggio 1877 a San José de Ribarteme, presso Pontevedra, nella diocesi di Tuy in Spagna, inserendosi in una famiglia profondamente radicata nella fede cristiana. Era il primogenito di José Gómez Rodríguez e di Josefa González Durán, genitori che accolsero il dono della sua nascita trasmettendogli i valori umani e spirituali del Vangelo. Fu battezzato il giorno stesso della nascita nella parrocchia del suo paese natale, ricevendo subito il primo sigillo della grazia divina. Poco tempo dopo, il 20 settembre 1878, ricevette il sacramento della Cresima, completando i fondamenti dell'iniziazione cristiana in tenera età. Crescendo nella sua terra d'origine, frequentò la scuola elementare nel paese natale, mostrando fin da piccolo l'inclinazione allo studio e alla riflessione. Sentendo risuonare nel cuore la chiamata del Signore, entrò nel Seminario Minore di San Pelagio a Tuy per compiere il cammino di discernimento e preparazione. Proseguì poi con profitto gli studi nel Seminario Maggiore, dove si immerse nella preghiera e nella teologia in vista del ministero ordinato. Il percorso di formazione si concluse il 24 maggio 1902, giorno in cui ricevette l'ordinazione presbiterale, coronando il desiderio di donare interamente la propria vita a Cristo e alla Chiesa. Iniziò così il suo ministero sacerdotale nella diocesi d'origine, esercitandolo con zelo e disponibilità per i primi due anni e ponendo le basi di una vita interamente spesa per il prossimo.

Il ministero in Portogallo e la chiamata per il Brasile

Il desiderio di servire la Chiesa dove vi era maggiore necessità spinse il sacerdote a cercare nuovi campi di apostolato oltre i confini della sua terra natale. Dal 1904 fu accolto, su sua richiesta, nella vicina diocesi di Braga in Portogallo, diventando parroco di Val de Vez e offrendo un generoso contributo alla comunità locale. Nel 1911 fu trasferito come parroco a Monsaò, proseguendo per complessivi sette anni il suo fecondo ministero in terra portoghese tra l'affetto dei fedeli e la dedizione al confessionale e all'altare. Nel 1913, a causa di gravi problemi politici e religiosi in Portogallo che rendevano difficile e rischioso il lavoro pastorale, gli fu concesso di salpare per il Brasile per iniziare una nuova e provvidenziale fase della sua vita missionaria. Dopo una significativa tappa a Rio de Janeiro, fu accolto con benevolenza da monsignor Miguel de Lima Valverde nella diocesi di Santa Maria, situata nello stato del Rio Grande do Sul. Per un breve periodo fu destinato come parroco a Soledade, dove prese contatto con la realtà ecclesiale e sociale del vasto entroterra brasiliano. Il 7 dicembre 1915 gli fu infine affidata la parrocchia di Nonoai, un territorio immenso e bisognoso di cure spirituali e materiali, vasto quasi quanto un'intera diocesi. Don Manuel guidò questa comunità per otto anni, trasformandola profondamente attraverso la predicazione, la catechesi e una cura particolare rivolta anche agli indios della regione. La parrocchia di Nonoai aveva urgente bisogno di essere rinnovata e in quel periodo don Manuel le cambiò volto, riempiendo nuovamente la chiesa di fedeli desiderosi di ascoltare la parola di Dio. Dedicandosi senza sosta alla catechesi, alla celebrazione dei sacramenti e alla predicazione, don Manuel si fece amare profondamente dalla gente, dimostrandosi sempre capace di dedicare tempo e ascolto a chiunque avesse bisogno di lui.

L'opera sociale e la vicinanza alle famiglie

Nello svolgere il suo ministero a Nonoai, don Manuel comprese che la cura delle anime non poteva essere scissa dalla promozione umana e dalla lotta contro la miseria materiale della sua gente. Aprì una scuola gratuita in canonica per lottare con efficacia contro l'analfabetismo dei bambini poveri, offrendo loro un'opportunità concreta di riscatto e di futuro. Per procurare lavoro ai suoi parrocchiani e dare stabilità economica alle famiglie, don Manuel seppe trasformarsi persino in imprenditore, ideando e realizzando opere di grande utilità pubblica. Fece costruire un forno per cuocere i mattoni, impiegando la manodopera locale e insegnando un mestiere utile ai giovani del luogo. Con i mattoni così prodotti, costruì case dignitose per i senzatetto, sistemò opportunamente la canonica e restaurò la chiesa parrocchiale danneggiata dal tempo. Aiutò gli operai ad assicurare il pane quotidiano alle proprie famiglie e spronò costantemente gli altri parrocchiani a coltivare riso e patate per garantire l'autosostentamento alimentare della comunità. Tra le famiglie che frequentavano con maggiore assiduità la parrocchia vi era quella del farmacista Daronch, una figura di grande rilievo nella vita locale. Il farmacista Daronch era figlio di un'italiana emigrata in Brasile con il marito alla fine dell'Ottocento, portando con sé i valori della laboriosità e della fede cattolica. Lo stesso farmacista era padre di otto figli, uomo di fede fervente, che distribuiva medicine gratuite ai poveri insieme alla moglie, condividendo lo spirito di carità del parroco. Purtroppo il farmacista Daronch morì nel 1923, lasciando la moglie e i figli in un momento di grande dolore, tra cui il giovane Adílio. Adílio Daronch era il terzo figlio del farmacista e aveva quindici anni alla morte del padre, distinguendosi fin da giovanissimo per una sensibilità straordinaria, una grande premura verso i bisognosi e un'intensa vita di preghiera. Adílio era diventato il chierichetto più assiduo e fedele di don Manuel, accompagnandolo instancabilmente nei viaggi pastorali tra gli indios della foresta e battendo insieme la parrocchia in lungo e in largo.

L'ultimo viaggio pastorale e il martirio

Nel 1924 il vescovo di Santa Maria, monsignor Àtico Eusébio da Rocha, chiese a don Manuel di visitare un gruppo di coloni brasiliani di origine tedesca nella foresta dell'Alto Uruguay, nel territorio dell'odierna Três Passos. Dopo la Pasqua del 1924 e dopo aver celebrato la Settimana Santa a Nonoai, don Manuel partì per compiere l'incarico affidatogli dal vescovo, nonostante la regione fosse fortemente scossa da movimenti rivoluzionari. La guida che era stata inizialmente designata per accompagnare il sacerdote si ammalò improvvisamente, e così il giovane Adílio Daronch decise di partire insieme a lui come chierichetto e compagno di viaggio. Durante il cammino, il sacerdote e il ragazzo sostaron a Palmeria per amministrare i sacramenti ai fedeli e per esortare al rispetto reciproco i rivoluzionari locali in nome della fede cristiana. I più estremisti tra i rivoluzionari, tuttavia, non gradirono affatto il suo intervento pacificatore, né il fatto che don Manuel avesse dato sepoltura cristiana alle vittime delle bande locali. Il viaggio proseguì verso Braga e poi nella colonia militare della zona, mentre le comunità cristiane incontrate lungo la via cercavano ripetutamente di dissuadere i due viaggiatori dal continuare. I rivoluzionari avevano infatti ricevuto il preciso compito di eliminare il prete intraprendente ed erano costantemente sulle sue tracce, avendo dato inizio a una vera e propria caccia al prete. Il 20 maggio 1924 don Manuel celebrò per l'ultima volta l'Eucaristia, nutrendosi del Corpo di Cristo prima di affrontare la prova suprema. I fedeli indigeni lo avvertirono con insistenza del pericolo mortale di inoltrarsi ulteriormente nella foresta, ma egli non li ascoltò, deciso a compiere fino in fondo il suo dovere pastorale. Insieme ad Adílio, il sacerdote giunse a un emporio per cercare informazioni utili a raggiungere Três Passos, e qui alcuni militari si offrirono apparentemente di accompagnarli. Si trattava purtroppo di un'imboscata organizzata: i militari infedeli condussero il sacerdote e il chierichetto in una zona remota e profonda della foresta controllata dai capi rivoluzionari. Su un'altura, don Manuel e Adílio furono crudelmente legati a due alberi e barbaramente fucilati mercoledì 21 maggio 1924, subendo l'esecuzione capitale in odio alla fede cristiana.

Il miracolo dei corpi e il cammino verso la beatificazione

Dopo il barbaro assassinio, i corpi dei due martiri rimasero insepolti per quattro lunghi giorni nella foresta ostile. La tradizione locale e i testimoni riferiscono che le bestie della foresta rispettarono miracolosamente i corpi del sacerdote e del giovane chierichetto, senza recare alcun oltraggio alle loro spoglie. Soltanto il 25 maggio i coraggiosi coloni di Três Passos riuscirono a raggiungere il luogo dell'eccidio e a seppellire i corpi, ponendo sulle tombe una croce più grande per il parroco e una più piccola per il chierichetto. I cristiani del luogo mantennero sempre vivo il ricordo del loro sacrificio e iniziarono ad accorrere numerosi sulle loro tombe, invocandone costantemente l'intercessione presso Dio. Dal 1964 le loro sacre spoglie furono solennemente traslate nella chiesa parrocchiale di Nonoai per essere custodite come preziose reliquie, mentre sulla collina di Feijão Miúdo fu eretto un monumento a perenne memoria del martirio. La fama della loro santità portò all'apertura della causa di beatificazione e canonizzazione, che iniziò ufficialmente con la concessione del nulla osta del 29 marzo 1996. Il processo diocesano si svolse con cura nella diocesi di Frederico Westphalen dal 1996 al 1997 e fu successivamente convalidato il 4 dicembre 1998. La documentazione ufficiale della Positio super martyrio fu consegnata nel 2001, e il 13 febbraio dello stesso anno si tenne la fondamentale seduta dei Consultori Storici, essendo la causa considerata di natura antica o storica. Il cammino proseguì con il Congresso dei Consultori Teologi, riunitosi il 26 settembre 2006 per esaminare la solidità della testimonianza di fede. La Sessione Ordinaria dei Cardinali e dei Vescovi della Congregazione delle Cause dei Santi si tenne il 21 novembre 2006, esprimendo parere favorevole. Il 16 dicembre 2006 papa Benedetto XVI autorizzò la promulgazione del decreto sul martirio in odio alla fede, aprendo la via agli altari. La beatificazione fu solennemente celebrata il 21 ottobre 2007 nel Parco Municipale delle Esposizioni a Frederico Westphalen, presieduta dal cardinale José Saraiva Martins in rappresentanza del Sommo Pontefice. Don Manuel Gómez González e il chierichetto Adílio Daronch sono stati così ascritti alla gloria dei beati, fissandone la memoria liturgica al 21 maggio di ogni anno per il diletto della Chiesa universale.

Domande frequenti

Quando si festeggia il Beato Emanuele Gómez González?

La memoria liturgica del Beato Emanuele Gómez González si celebra il 21 maggio, giorno della sua nascita al cielo.