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25 febbraio

Beato Domenico Lentini

Aggiornato il 15 settembre 2026

Le origini e la formazione sacerdotale

Il Beato Domenico Lentini nasce nella città di Lauria, situata in provincia di Potenza, il ventidue novembre 1770. I suoi genitori sono Macario e Rosalia Vitarella, persone semplici appartenenti a una famiglia che si trova in povere condizioni economiche. Nonostante le difficoltà materiali della vita domestica, il giovane sente presto nel suo cuore la chiamata del cielo. A quattordici anni, con ferma risolutezza, segue la vocazione al sacerdozio che segnerà l'intera sua esistenza. Il percorso di preparazione agli ordini sacri procede con dedizione e studio costante fino al compimento delle tappe canoniche stabilite dalla Chiesa. Il ventuno settembre 1793 riceve la sacra ordinazione a Diacono, ponendo le basi per il definitivo servizio all'altare. L'otto giugno 1794 viene ordinato sacerdote, coronando il desiderio di consacrare anima e corpo al mistero eucaristico e alla cura delle anime. Egli possiede una profonda cultura che non trattiene per sé, ma mette generosamente a disposizione di tutti coloro che desiderano apprendere e crescere nella conoscenza. Per trenta anni consecutivi, i ragazzi e i giovani di Lauria frequentano la sua povera casa, trasformata in una vera e propria scuola cattolica dove insegna gratuitamente lettere e scienze.

Il ministero pastorale e la santità della vita

Il ministero sacerdotale del Beato Domenico Lentini si svolge prevalentemente a Lauria e nei paesi del circondario, rivelandosi fecondo e molteplice fino alla morte. Il Martirologio attesta che egli è un sacerdote che ha speso la sua terra in un'intensa attività pastorale, sostenuto da una vita di umiltà, preghiera e penitenza. Don Domenico si dedica con infaticabile zelo alla confessione, all'evangelizzazione, alla predicazione e alla catechesi, toccando i cuori di tutti con i suoi quaresimali, le missioni e le omelie che infondono la fede nel popolo. I contemporanei lo descrivono come un angelo all'altare, interamente infiammato dallo Spirito Santo e spesso rapito in frequenti estasi durante le celebrazioni. Coltiva una tenera e profonda devozione verso Gesù Cristo Crocifisso e la Madre Addolorata, fondamento della sua spiritualità e del suo amore per l'umanità sofferente. La sua esistenza è caratterizzata dall'osservanza di una strettissima povertà volontaria, spinta fino alla rinuncia di ogni comodità superflua. Dona regolarmente quanto possiede, compresi i propri vestiti, il pane e il poco denaro disponibile, vedendo chiaramente il volto di Cristo nei bisognosi che bussano alla sua porta. Vive in continua e aspra penitenza, nutrendosi esclusivamente di cibi frugali e praticando mortificazioni corporali tra cui vesti logore, cilizi e flagellazioni. Concede pochissimo riposo al suo corpo e usa il pavimento come giaciglio per la notte, offrendo costantemente a Dio Padre tutte queste opere penitenziali in espiazione dei peccati dell'umanità. Il Signore lo dota in vita di straordinari carismi, tra cui la profezia, la scrutazione dei cuori e la capacità di operare miracoli, oltre alle numerose intercessioni per chi chiede favori di salute o deve affrontare delicati interventi chirurgici.

Il transito e i prodigi dei funerali

Il Beato Domenico Lentini muore il venticinque febbraio 1828 nella sua amata Lauria, dopo un'agonia vissuta nel completo abbandono mistico tra le braccia del Signore. Le sue spoglie mortali ricevono l'omaggio di un'immensa folla durante i suoi funerali, che durano sette giorni consecutivi con la partecipazione di popolo proveniente da tutto il circondario. Durante tutto il periodo delle esequie si manifestano segni straordinari che confermano la sua fama di santità. Il suo corpo rimane mirabilmente flessibile e caldo per l'intera durata dei funerali, emanando al contempo sangue vivo e un soave odore che avvolge i presenti. Davanti all'Ostia Santa, così come alla presenza dei parenti, degli amici e persino dei miscredenti accorsi per curiosità, i suoi occhi si aprono prodigiosamente. Presso il suo feretro avvengono sin da subito prodigiose guarigioni e numerose conversioni che attestano la potenza della sua intercessione presso Dio. Le grazie e i miracoli per sua mediazione si verificano sia durante la sua esistenza terrena, sia presso la sua tomba situata nella chiesa parrocchiale San Nicola di Lauria, sia in qualsiasi altro luogo in cui venga invocato con fede. Tra le guarigioni miracolose si annoverano casi di paralitici, ciechi, tisici, deformi, muti, dementi, malati di tumori e fistole, donne sterili e partorienti in grave difficoltà. La tradizione tramanda inoltre che il Beato sia apparso in incognita a persone colpite da gravi difficoltà di vario genere, elargendo utili consigli e rassicurazioni sullo stato di bisogno, per poi essere riconosciuto successivamente dai beneficiati tramite una fotografia o qualche particolare dettaglio.

I miracoli documentati e il cammino verso gli altari

La fama dei prodigi operati dal Beato Domenico Lentini trova conferma in rigorosi processi canonici celebrati prima a Lauria in sede diocesana e successivamente a Roma in sede apostolica. Il quindici luglio 1828, la giovane Angiola Rosaria Maiolino, paralizzata da due anni a Papasidero, viene condotta alla sua tomba. La guarigione della fanciulla avviene istantaneamente alla presenza del vescovo Nicola Maria Laudisio, del clero e del popolo, dopo che la ragazza tocca il cilizio del Beato offertoci dallo stesso presule. Lo stesso vescovo Nicola Maria Laudisio era stato miracolosamente guarito da un tumore alla mano dallo stesso Lentini nel medesimo anno. Nel 1830, a Lauria, si registra la guarigione istantanea del figlio sordomuto di Angelo Maria Scaldaferri e Maria D'Andrea, condotto alla tomba del santo sacerdote. Nel 1834, a Viggiano, il piccolo figlioletto di tre anni di Vito Reale, morto annegato in una vasca d'acqua e calce viva, viene miracolosamente risuscitato dopo la preghiera fervente del padre rivolta davanti all'immagine del Beato. Nel 1905, a Lagonegro, Agnese Mango, che viveva paralizzata da dieci anni, guarisce all'istante per sua intercessione. Altri eventi prodigiosi documentati includono la guarigione di Domenico Pucci da un tumore maligno nel 1918 a San Paolo del Brasile e quella di Giuseppina Maiolino da un sarcoma alla gamba nel 1930 a Laino Borgo. Un ulteriore celebre miracolo avviene il ventuno settembre 1988 a Secondigliano, nell'arcidiocesi di Napoli, dove Anna Maria Voria guarisce rapidamente e totalmente da metastasi diffusa da carcinoma uterino grazie all'intercessione del Beato. Questo evento prodigioso viene sottoposto a regolare processo diocesano e a ricognizione apostolica presso la competente Congregazione dei Santi. Il percorso di glorificazione compie un passo fondamentale nel 1935, quando papa Pio XI dichiara Venerabile il Servo di Dio Don Domenico Lentini, riconoscendolo eroe delle virtù teologali e cardinali. Successivamente, il diciassette dicembre 1996 viene promulgato il decreto d'approvazione del miracolo alla presenza di papa Giovanni Paolo II, il quale provvede a dichiararlo solennemente Beato il dodici ottobre 1997 in Piazza San Pietro a Roma, davanti a migliaia di fedeli in festa.

Domande frequenti

Quando si festeggia il Beato Domenico Lentini?

La memoria liturgica del Beato Domenico Lentini si celebra il venticinque febbraio, giorno del suo transito alla vita eterna.

Dove è nato e vissuto il Beato Domenico Lentini?

Il Beato Domenico Lentini è nato a Lauria, in provincia di Potenza, nel 1770, e in questa stessa città lucana ha vissuto e svolto il suo intero ministero sacerdotale fino alla morte avvenuta nel 1828.

A Lauría in Basilicata, beato Domenico Lentini, sacerdote, che nella sua terra svolse fino alla morte un fruttuoso e molteplice ministero, reso fecondo da una vita di umiltà, preghiera e penitenza. — Martirologio Romano