25 febbraio
San Gerlando di Agrigento
Vescovo
Aggiornato il 15 settembre 2026
Le origini e la chiamata all'episcopato
Il conte Ruggero I nominò dapprima Gerlando primicerio della Schola cantorum della chiesa di Mileto, in provincia di Catanzaro. Agrigento era stata riconquistata dall'occupazione araba nel mille ottantasei, dopo un dominio musulmano durato dall'ottocento ventinove. In seguito a questi eventi, la gerarchia ecclesiastica fu ristabilita nell'isola e, nel mille ottantotto, il conte Ruggero nominò Gerlando vescovo di Agrigento. La bolla di conferma pontificia per la nomina episcopale giunse nel mille novantotto. Gerlando fu consacrato vescovo a Roma da papa Urbano II. Durante il viaggio di ritorno da Roma, passando per Bagnara in provincia di Reggio Calabria, Gerlando predisse al priore del monastero locale, Drogone, che gli sarebbe succeduto.
La riorganizzazione della diocesi e le opere
Ritornato ad Agrigento, Gerlando si adoperò per la riorganizzazione della diocesi, sebbene all'epoca della sua nomina la comunità contasse pochissimi cristiani. In sei anni Gerlando edificò l'episcopio e la cattedrale ad Agrigento. La cattedrale edificata da Gerlando fu dedicata alla Madonna e a San Giacomo. Oltre alle cure pastorali, Gerlando fortificò il castello di Agrigento. All'epoca di Gerlando la città si chiamava Girgenti, nome derivato da Gergent attribuito dagli arabi, mentre il nome attuale di Agrigento è stato assunto nel millenovecentoventisette. Negli stessi anni, Gerlando partecipò al convegno di Mazara del mille novantotto. Al convegno di Mazara il gran conte Ruggero I e i vescovi della Sicilia si accordarono per la ripartizione delle decime. Alla sua opera pastorale viene attribuito il merito di aver battezzato e convertito il signore arabo Chamud, il quale fu chiamato successivamente Ruggero Achmet dopo la conversione.
Il transito e la memoria liturgica
Gerlando esercitò il suo episcopato per dodici anni e morì il venticinque febbraio dell'anno mille cento. Il Martirologio ricorda ad Agrigento san Gerlando vescovo, che riordinò la sua Chiesa liberata dal potere dei Saraceni. I vescovi agrigentini effettuarono varie ricognizioni e traslazioni delle reliquie di Gerlando nel mille centocinquantanove e nel mille duecentosessantaquattro. Nel mille cinquonovantotto il vescovo Giovanni Oroczo de Covarruvios ordinò solenni feste in onore di San Gerlando, santo patrono della città. Alle feste del mille cinquonovantotto parteciparono ottomila seicento quaranta confratelli appartenenti a ventinove confraternite, ciascuno con la propria divisa. Alle medesime feste parteciparono tutto il clero secolare e regolare della diocesi. L'ultima traslazione delle reliquie di Gerlando avvenne nel mille seicentotrenta. Nel mille seicentotrenta le reliquie furono poste in una magnifica arca d'argento sbalzato. Le reliquie furono sistemate nella cappella della cattedrale, dove si trovano tuttora. In passato la festa della traslazione era celebrata con grande solennità e con la partecipazione di tutta la diocesi, mentre attualmente il culto esterno per San Gerlando è alquanto ridotto.
Il cammino e il ministero
Nato a Besançon, Gerlando sentì presto la chiamata al servizio della Chiesa, un cammino che lo condusse lontano dalla sua terra d'origine. Giunto in Italia meridionale, svolse inizialmente il suo ministero a Mileto, dove ricevette l'incarico di primicerio della Schola cantorum, unendo il servizio liturgico alla cura delle anime. La sua saggezza e la sua preparazione non passarono inosservate: nel 1088, a Roma, il papa Urbano II lo consacrò solennemente vescovo di Agrigento, affidandogli una missione di grande responsabilità in una terra che necessitava di una profonda opera di rinnovamento.
Stabilitosi ad Agrigento, il nuovo vescovo si dedicò con zelo instancabile alla riorganizzazione della diocesi. Tra le sue opere più significative spiccano l'edificazione della cattedrale e la costruzione dell'episcopio, segni tangibili di una comunità che ritrovava la propria identità attorno al suo pastore. Nel 1098, Gerlando prese parte anche al convegno di Mazara, un incontro di rilievo per la definizione e la ripartizione delle decime ecclesiastiche. La sua opera pastorale fu coronata da importanti frutti spirituali, tra cui spicca la conversione e il battesimo del signore arabo Chamud. Il santo vescovo concluse la sua vita terrena ad Agrigento nell'anno 1100, lasciando una memoria indelebile di santità e di pace.
Il culto e l'eredità
La memoria di san Gerlando è rimasta viva nei secoli nel cuore dei fedeli, che ne hanno costantemente invocato l'intercessione. La sua tomba divenne presto un punto di riferimento per la comunità, simbolo di una fede ricostruita con fatica e custodita con amore. La sua eredità spirituale continua a parlare al popolo cristiano di Agrigento, di cui è patrono, invitando alla fedeltà al Vangelo e all'accoglienza generosa del prossimo.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Gerlando?
La memoria liturgica di San Gerlando si celebra il venticinque febbraio.
Di cosa è patrono San Gerlando?
San Gerlando è il santo patrono della città di Agrigento.
Ad Agrigento, san Gerlando, vescovo, che riordinò la sua Chiesa liberata dal potere dei Saraceni. — Martirologio Romano