3 maggio
Beato Edoardo Giuseppe Rosaz
Vescovo
Aggiornato il 15 settembre 2026
Origini e formazione
Edoardo Giuseppe Rosaz è nato il quindici febbraio del 1830 a Susa, un comune montano situato nella valle che mette in comunicazione l'Italia con la Francia. La sua famiglia era d'origine savoiarda, di condizione agiata e trasferitasi a Susa per via della Rivoluzione Francese. Era il sesto di sette fratelli ed è stato battezzato il giorno dopo la nascita nella Cattedrale di San Giusto a Susa. Ha ricevuto una formazione e un'educazione profondamente improntate ai valori cristiani. A causa della sua salute fragile e precaria, ha seguito le lezioni da un precettore privato nella propria abitazione. Si è trasferito con i familiari a Torino e in seguito ha frequentato un collegio a Saluzzo. Trascorreva i periodi di vacanza tornando a Susa. Un suo fratello intraprese la professione di medico e un altro quella di avvocato. Fin da giovane ha mostrato inclinazione pastorale insegnando il catechismo ai ragazzi poveri di Susa e delle zone montane limitrofe. È entrato in seminario all'età di quindici anni. Ha perso entrambi i genitori a breve distanza di tempo l'uno dall'altro. I suoi problemi di salute lo hanno costretto a sospendere a più riprese il percorso di studi. Cercava di ritemprare le forze con passeggiate in montagna dedicate alla contemplazione della natura. Durante le sue escursioni visitava quotidianamente le cappelle erette nel tempo dalla devozione popolare nelle vallate. Ha trascorso un periodo di tre anni di studio a Nizza Marittima a causa dei suoi continui problemi fisici. All'età di ventitré anni si è iscritto al Terz'Ordine Francescano, attratto dalla figura di San Francesco d'Assisi.
Il ministero sacerdotale e le amicizie spirituali
Nel 1854 è stato ordinato presbitero ed è diventato Canonico del Capitolo della Cattedrale di Susa. Dalle sue epistole di quel periodo emerge la volontà giovanile di fondare un istituto di terziarie francescane per assistere le persone indigenti. Il progetto dell'istituto si è concretizzato ventotto anni più tardi. Una volta stabilitosi definitivamente a Susa, ha svolto il ministero sacerdotale con intenso zelo. Metteva la celebrazione della Santa Messa al centro di ogni sua azione. Ritenendo la confessione un ministero fondamentale, era sempre disponibile ad accogliere fedeli di ogni ceto, anche durante la notte. Tra i fedeli che si rivolgevano a lui per confessarsi figura lo scrittore Norberto Rosa. Ha costantemente mantenuto un'attenzione particolare verso i poveri e verso chi non aveva potuto studiare. Negli anni di giovanile sacerdozio ha conosciuto Don Giovanni Bosco acquistando i suoi libri di catechismo per i giovani. Tra Edoardo Rosaz e Don Bosco è nata un'intensa amicizia e collaborazione duratura. Rosaz è arrivato ad affidare per tutta la vita i giovani abbandonati di Susa ai sacerdoti Salesiani. Alla morte di Mamma Margherita nel 1856, San Giovanni Bosco si è rivolto al Canonico Rosaz tra i primi in cerca di conforto. Don Bosco ha talvolta trasformato in offerte per Sante Messe i debiti che il Canonico Rosaz non riusciva a saldare. Ha stretto una profonda amicizia e collaborazione con il Canonico Anglesio, successore del Cottolengo alla guida della Piccola Casa della Divina Provvidenza di Torino. Inviava le giovani bisognose presso la struttura guidata dal Canonico Anglesio a Torino.
La carità per i giovani e la fondazione del Ritiro
La sua operosità caritativa era nota in tutta Susa, storico luogo di passaggio per viandanti e migranti. Gli indigenti che transitavano in città venivano indirizzati da lui e ricevevano sempre un aiuto. Ha manifestato una forte premura paterna verso il mondo giovanile. Un ragazzo di quindici anni è stato sorpreso a rubare le elemosine in chiesa ed è stato denunciato. Prima dello svolgimento del processo, Rosaz si è adoperato per far accogliere il ragazzo a Valdocco. A seguito della condanna del giovane, Rosaz si è rivolto al Re tramite lettera ottenendo la grazia per il ragazzo. Di fronte all'aumento delle richieste di aiuto da parte di ragazze bisognose, ha affittato un immobile per dare loro ospitalità. Gli altri canonici della cattedrale si sono opposti all'iniziativa per via della mancanza di garanzie finanziarie. Il Canonico Anglesio lo ha incoraggiato a proseguire la sua opera confidando nella Divina Provvidenza. È nata così la struttura del Ritiro di Susa, arrivando ad accogliere in breve tempo quaranta assistite. Maddalena Pesando è stata una sua fondamentale collaboratrice nel superare le prime difficoltà dell'opera. Durante l'estate la comunità del Ritiro si trasferiva fuori città, come ad esempio presso l'Abbazia di Novalesa, per avere maggiori spazi. Nel marzo del 1862 la collaboratrice Maddalena Pesando è deceduta. Il tredici marzo, ricorrenza di San Eldrado, è stato organizzato un pellegrinaggio alla Novalesa per invocare l'aiuto dell'antico abate del nono secolo. A seguito delle preghiere, la casa ospitante il Ritiro è stata messa in vendita e Rosaz ha acconsentito all'acquisto pur non disponendo di denaro. Il prezzo d'acquisto dell'immobile è stato stabilito in dodicimila lire. Il giorno prima della firma dell'atto è pervenuta da Torino una lettera anonima contenente la somma esatta richiesta. La presa di possesso dell'immobile è avvenuta in concomitanza con la festa dell'Assunta. I lavori di ristrutturazione della casa sono stati eseguiti in condizioni di forte ristrettezza economica. Per sostenere le spese, il Beato ha rinunciato ad acquistare abiti nuovi e ha ridotto lo stretto necessario per il proprio sostentamento. All'interno della struttura sono stati avviati laboratori di cucito e ricamo e si è fornita un'istruzione di base alle ospiti. Nel 1872, dopo che la direzione dell'istituto aveva subito due dolorose defezioni, sono subentrate le Suore della Misericordia. Il Beato Edoardo Rosaz nacque a Susa il quindici febbraio 1830. Si recò a piedi a Savona per concordare direttamente delle intese con la Fondatrice Santa Maria Giuseppa Rossello. Durante il viaggio verso Savona, sostò al Santuario di Mondovì per invocare l'aiuto della Vergine a favore del suo istituto nascente. Le prime vocazioni per il suo istituto sorsero due anni più tardi, sotto la guida delle Suore della Misericordia. Nel medesimo periodo, il Rosaz fu nominato cappellano delle carceri, del Convitto Civico e delle Suore di San Giuseppe, oltre a ricoprire il ruolo di Direttore del Seminario.
L'episcopato e la guida della diocesi di Susa
La svolta decisiva della sua vita si verificò nel 1877, in seguito alla vacanza della sede episcopale. In quello stesso anno 1877 aveva già fondato il settimanale diocesano Il Rocciamelone, successivamente denominato La Valsusa. Il ventitré dicembre 1877 il Beato Papa Pio IX lo nominò vescovo, accogliendo il suggerimento, tra gli altri, di Don Bosco. Al momento della nomina episcopale Edoardo Rosaz aveva quarantotto anni e contava ventiquattro anni di sacerdozio. Appresa la notizia della nomina, rimase sconcertato e pianse. Scrisse immediatamente una lettera al Cardinale Segretario di Stato per pregare il Papa di sollevarlo dall'incarico episcopale. Si riteneva inadeguato e motivò il rifiuto con la mancanza dei titoli di laurea in teologia e in diritto canonico. La risposta da Roma fu irremovibile e lo obbligò ad accettare la carica. Le sue risorse economiche erano del tutto assenti, tanto da non consentirgli di pagare le bolle alla Cancelleria Pontificia. Tale indigenza era nota ed era causata dal suo costante sostegno a numerose opere benefiche. Le bolle gli vennero condonate e da Roma gli fu inviata anche un'offerta in denaro. Ricevette la consacrazione episcopale il ventiquattro febbraio 1878 nella cattedrale di San Giusto, alla presenza festosa della cittadinanza. Guidò la diocesi di Susa per venticinque anni. Durante il suo ministero pastorale visitò per sei volte tutte le parrocchie della diocesi, spostandosi di frequente a piedi lungo i sentieri di montagna. Mantenne un costante impegno per un gruppo di giovani donne desiderose di consacrarsi a Dio. Inizialmente aggregò queste donne al Terz'Ordine francescano. Utilizzò il denaro ricevuto da un'eredità per acquistare il terreno destinato alla futura Casa Madre. Fondò la Congregazione delle Suore Terziarie Francescane di Susa, in seguito chiamate Suore Francescane Missionarie di Susa, con la missione di assistere chiunque si trovasse in stato di bisogno. Compose alcuni libri destinati alla formazione delle sue religiose.
Attività pastorale, pellegrinaggi e la devozione mariana
Mantenendosi molto attivo nonostante l'avanzare dell'età, svolse un'intensa attività pastorale dentro e fuori la sua diocesi. Riceveva frequenti inviti per tenere esercizi spirituali e predicare panegirici. Alla fine del mese di gennaio del 1888 si recò a Valdocco, luogo a lui familiare, in occasione della festa di San Francesco di Sales, patrono dei Salesiani. Venne accolto dal Beato Michele Rua. Mentre San Giovanni Bosco moribondo riceveva l'ultima Eucaristia, Edoardo Rosaz celebrava la Messa nella Basilica di Maria Ausiliatrice. Nel 1894 prese parte al Congresso Eucaristico celebrato a Torino. Nel 1895 partecipò al Congresso Eucaristico tenutosi a Milano. Guidò diversi pellegrinaggi della propria diocesi a Roma e a Torino, quest'ultimo in occasione dell'Ostensione della Sindone del 1898. Si recò ad Ars dove ebbe modo di conoscere il Santo Curato Giovanni Maria Vianney. Accolse diverse famiglie religiose all'interno del territorio della sua diocesi. Nelle sue manifestazioni di profonda devozione mariana si recò frequentemente in pellegrinaggio ai santuari dedicati alla Madonna. Edificò tre chiese dedicate alla Vergine nella città di Susa. Fu tra i principali promotori della collocazione di una statua di bronzo della Madonna sulla cima del monte Rocciamelone, a tremilacinquecento trentasette metri di altitudine, dove il culto mariano risaliva al 1358. Il finanziamento della statua fu coperto dalle offerte di centoventimila bambini provenienti da tutta Italia. Il quindici giugno 1899 benedisse la statua sul Rocciamelone di fronte a una numerosa folla e alla presenza delle principesse di Savoia.
Gli ultimi giorni e la beatificazione
Tra i suoi ultimi atti istituzionali vi fu la creazione di un ricovero destinato agli anziani. Affaticato dalle eccessive traversie, il dodici gennaio 1903 venne colpito da un malore che lo costrinse a letto quasi ininterrottamente. Morì a Susa il tre maggio 1903. Ai suoi solenni funerali partecipò una grande moltitudine di persone convinte della sua santità. Nel 1905 le suore dell'istituto da lui fondato intrapresero le attività di missione all'estero. Nel 1919 le sue spoglie vennero traslate e collocate nella chiesa della Casa Madre dell'Istituto. È stato proclamato beato da Papa Giovanni Paolo II il quattordici luglio 1991 durante una visita pastorale a Susa.
Il cammino sacerdotale
Il percorso di Edoardo Giuseppe Rosaz ebbe inizio nella sua città natale di Susa, dove maturò la vocazione che lo portò a ricevere l'ordinazione sacerdotale nell'anno 1854. Fin dai primi passi del suo ministero, egli ricoprì l'incarico di canonico della cattedrale di Susa, distinguendosi per la dedizione al servizio liturgico e pastorale. Il suo impegno non si limitò ai confini della città, poiché la sua missione lo vide operare in diverse realtà, tra cui Torino, Saluzzo e Nizza Marittima, dove il futuro vescovo arricchì la propria esperienza spirituale e amministrativa. La sua visione di Chiesa, attenta ai bisogni dei poveri e alla formazione, trovò espressione concreta nella fondazione della Congregazione delle Suore Francescane Missionarie di Susa, un pilastro di carità che continua ancora oggi la sua opera di assistenza.
Nel 1877, la fiducia di Papa Pio Nono lo chiamò a un compito di maggiore responsabilità, nominandolo vescovo di Susa. Come pastore della diocesi, Rosaz si distinse per la sollecitudine verso il popolo di Dio, cercando sempre nuovi modi per annunciare il Vangelo. Fu in quello stesso anno del 1877 che egli diede vita al settimanale diocesano Il Rocciamelone, un'iniziativa lungimirante volta a informare e formare la comunità dei credenti. Il suo legame con la spiritualità mariana e con il territorio si manifestò in modo solenne nell'anno 1899, quando ebbe l'onore di benedire la statua dedicata alla Vergine Maria posta sulla vetta del monte Rocciamelone, un gesto che ancora oggi richiama il pellegrinaggio verso le altezze dello spirito.
Il ricordo del Beato
La figura di Edoardo Giuseppe Rosaz è custodita con affetto dalla Chiesa, che ne riconosce la santità vissuta nella fedeltà quotidiana al proprio ministero episcopale. Egli trascorse l'intera vita, dal 1830 al 1903, in una continua ricerca del bene delle anime, facendosi prossimo ai fedeli di Susa e di tutte le terre dove fu chiamato a operare. La sua eredità non si esaurisce nelle opere fondate, ma risiede nella testimonianza di un vescovo che ha saputo ascoltare i segni dei tempi, utilizzando ogni mezzo a disposizione per far giungere la parola di Dio a ogni persona.
Il riconoscimento ufficiale della sua santità è giunto nel 1991, quando Papa Giovanni Paolo Secondo lo ha elevato agli onori degli altari. La beatificazione di Edoardo Giuseppe Rosaz invita i fedeli a guardare alla sua vita come a un esempio di dedizione totale, dove la preghiera e l'azione si fondono in un unico atto di amore verso Dio e verso il prossimo. La sua memoria, celebrata nel giorno del 3 maggio, continua a essere un punto di riferimento per la diocesi di Susa, ricordando a tutti che la santità è un cammino che si compie nelle piccole e grandi scelte di ogni giorno, sotto lo sguardo benevolo della Madre di Dio.
Domande frequenti
Quando si festeggia il Beato Edoardo Giuseppe Rosaz?
Il Beato Edoardo Giuseppe Rosaz viene commemorato il tre maggio.
Di cosa è patrono il Beato Edoardo Giuseppe Rosaz?
Nei dati biografici forniti non vengono menzionati specifici patronati ufficiali.
A Susa in Piemonte, beato Edoardo Giuseppe Rosaz, vescovo, che tenne per venticinque anni la cura apostolica del popolo a lui affidato, e soprattutto dei poveri, e fondò la Congregazione delle Suore del Terz’Ordine di San Francesco. — Martirologio Romano