24 maggio
Beato Filippo da Piacenza
Religioso
Aggiornato il 15 settembre 2026
Le origini e le fonti storiche
Della vita di Filippo si conosce ben poco. Gli scritti contenenti la narrazione delle virtù e dei miracoli del beato andarono perduti in un incendio, come afferma lo storico piacentino Campi, vissuto nel diciassettesimo secolo. Un altro storico piacentino del diciottesimo secolo, il Poggiali, asserisce di aver visto una breve Vita del beato presso i discendenti della nobile famiglia Suzani. Secondo la testimonianza del Poggiali, Filippo sarebbe nato dalla nobile famiglia Suzani. Presso i Suzani il Poggiali vide anche la narrazione di parecchie guarigioni operate da Filippo. I documenti visti dal Poggiali erano scritti su pergamena ma con caratteri recenti e quindi considerati di poca autorità. Per quanto riguarda la sua patria, gli storici piacentini Giovanni Musso del quattordicesimo secolo, l'autore anonimo delle aggiunte alla sua Cronica, e Giovanni Ripalta del quindicesimo secolo chiamano il beato Filippo da Mantova. Girolamo Roman, l'agostiniano Tommaso de Herrera e Lodovico Torello condividono l'opinione che Filippo fosse di Mantova. Con ogni probabilità la patria d'origine di Filippo fu Piacenza. Tutti gli altri storici locali e dell'Ordine Eremitano definiscono Filippo come piacentino. Tra gli storici che lo dicono piacentino vi è Girolamo Seripando, cardinale legato al concilio di Trento. Ambrogio Coriolano, generale degli Agostiniani, lo definisce piacentino nel suo Cronico redatto fino all'anno 1481. Giuseppe Panfilo, vescovo di Segni, lo definisce piacentino nel Cronico degli Eremitani fino al 1581. Raffaello Volterrano definisce Filippo piacentino nel libro ventunesimo del suo Commentario. Nessuno storico di Mantova ritiene che il beato Filippo fosse originario di quella città. Si pensa che l'appellativo di mantovano sia dovuto al fatto che Filippo prese l'abito agostiniano nel convento di Mantova oppure perché vi dimorò a lungo.
Il transito e la custodia delle reliquie
Filippo fu sacerdote dell'Ordine degli Eremiti di sant'Agostino. Per mortificare più aspramente la sua carne, Filippo indossava una armatura di ferro. Filippo morì a Piacenza nel convento di san Lorenzo il ventiquattro maggio milletrecentosei, nel giorno di martedì di Pentecoste. Dopo la morte furono attribuite a Filippo varie guarigioni miracolose. Il corpo di Filippo riposò e fu venerato per vari secoli nella chiesa di san Lorenzo. Il corpo di Filippo era custodito in una cappella della chiesa di san Lorenzo che fu restaurata nel 1498. Nel 1808 il monastero degli Eremitani fu soppresso e la chiesa adibita ad altro uso. Nel 1808 le ossa di Filippo furono portate con solennità nella cattedrale di Piacenza. Nel 1884 il vescovo Scalabrini effettuò la ricognizione canonica delle reliquie. Nel 1884 il vescovo Scalabrini fece murare le ossa di Filippo sotto l'altare dei santi vescovi piacentini. Papa Benedetto XIII ascrisse Filippo nell'albo dei beati dopo un regolare processo per via del culto. Il dies natalis fu celebrato per vari secoli il martedì di Pentecoste. Il dies natalis è ora ricordato il ventiquattro maggio con la festa di terza classe. Il martirologio ricorda il beato Filippo a Piacenza come sacerdote dell'Ordine degli Eremiti di Sant’Agostino.
La vita
La vicenda biografica del Beato Filippo da Piacenza si inserisce nel contesto spirituale e religioso del quattordicesimo secolo, un tempo di ricerca sincera dell'assoluto. Nato a Piacenza, Filippo scelse di consacrare la propria esistenza al Signore entrando nell'Ordine degli Eremitani di sant'Agostino, comunità che divenne la sua casa e la palestra in cui esercitare le virtù cristiane. Come sacerdote, egli percorse le vie dell'Italia settentrionale, portando con sé il suo ministero in luoghi significativi come Mantova, dove il suo esempio di religiosità austera lasciò un segno profondo nell'animo di chi lo incontrava.
Il tratto distintivo del suo percorso spirituale fu la ricerca di una continua ascesi, praticata con costanza e fermezza. Si distinse per il ricorso a forme di mortificazione corporale particolarmente severe, tra le quali l'uso di un'armatura di ferro, strumento scelto per disciplinare il corpo e ricordare a se stesso la precarietà della condizione umana di fronte alla grandezza del mistero divino. Il suo cammino di fede giunse a compimento nel convento di san Lorenzo a Piacenza, dove morì nel milletrecentosei. La sua dipartita segnò non la fine della sua presenza, ma l'inizio di una venerazione che, nel corso dei secoli, ha trovato espressione nel culto liturgico e nella cura amorevole riservata alle sue spoglie, solennemente traslate nella cattedrale di Piacenza nell'anno milleottocentootto.
Il culto
Il riconoscimento ufficiale della santità del Beato Filippo da Piacenza avvenne per opera di papa Benedetto decimo terzo, il quale confermò il culto tributato a questo illustre figlio della città di Piacenza. La Chiesa, nel suo discernimento, ha voluto proporre il Beato Filippo come modello di sacerdozio autentico, caratterizzato da un'intensa vita interiore e da un rifiuto delle comodità mondane a favore di una testimonianza vissuta nel nascondimento e nella preghiera. Il legame con la sua terra d'origine rimane vivo ancora oggi, grazie alla presenza dei suoi resti mortali nella cattedrale, luogo che funge da centro propulsore per la devozione dei fedeli.
La ricorrenza liturgica, attualmente fissata al ventiquattro maggio, ha subito nel tempo variazioni, essendo stata in passato celebrata nel giorno del martedì di Pentecoste. Questo spostamento non ha tuttavia scalfito l'importanza della sua memoria, che continua a offrire uno spunto di riflessione sulla necessità di orientare il proprio sguardo verso l'eternità. Il Beato Filippo invita i fedeli a riscoprire il valore della penitenza come via di liberazione del cuore, ricordando che la vera grandezza risiede nel servizio umile e costante reso a Dio e ai fratelli.
Domande frequenti
Quando si festeggia il Beato Filippo da Piacenza?
Il dies natalis è ora ricordato il 24 maggio con la festa di terza classe, mentre in passato veniva celebrato il martedì di Pentecoste.
Di cosa è patrono il Beato Filippo da Piacenza?
Nelle fonti storiche disponibili non sono menzionati specifici patronati attribuiti al Beato Filippo.
A Piacenza, beato Filippo, sacerdote dell’Ordine degli Eremiti di Sant’Agostino, che, per mortificare più aspramente la sua carne, indossava una armatura di ferro. — Martirologio Romano