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24 maggio

San Zoello

Martire

Aggiornato il 30 ottobre 2026

Origini e fonti storiche

Zoello, insieme a Servolo, Felice, Silvano e Diocle, è un santo e martire la cui memoria viene collocata dal Martirologio Romano il ventiquattro maggio in Istria. L'elenco di questi martiri deriva direttamente dai martirologi storici di Floro e di Usuardo, i quali accettarono la lezione in Histria presente nel codice Epternacensis del Geronimiano. Tale dicitura è tuttavia considerata dagli studiosi una cattiva lettura dell'originale in Syria. Di conseguenza, i martiri vanno originariamente ascritti alla Siria, e tale appartenenza risulta del tutto evidente dal Martirologio Siriaco per lo stesso giorno del ventiquattro maggio. Il Martirologio commemora inoltre a Listra in Licaonia, nell'odierna Turchia, san Zoello martire, proponendo per gli eventi una datazione che abbraccia il secondo o il terzo secolo.

Nel corso del seicento, precisamente nel 1698, lo storico triestino Della Croce identificò Zoello con l'omonimo sacerdote aquileiese menzionato nella passio di san Crisogono. Tale sacerdote aquileiese avrebbe profetizzato il martirio alle sante Agape, Chionia e Irene prima di passare in Istria, dove avrebbe trovato la morte nel milletrecentottantatré. Già nel 1613 il Ferrari aveva distinto Zoello come confessore venerato ad Aquileia il ventisette dicembre. Per quanto riguarda la figura di Servolo, il Kalendarium venetum della fine dell'undicesimo secolo riporta la sua memoria il ventiquattro maggio senza alcuna indicazione topografica, mentre il Galesini fu il primo a collocare Servolo a Trieste nello stesso giorno. Prima del 1150 a Trieste si venerava al massimo un Servulus, che potrebbe costituire una variante del Servilius menzionato nel Geronimiano.

Le tradizioni agiografiche

Le passiones latina e volgare, redatte dopo il 1330, costruiscono la vita del santo a partire dall'inno liturgico del Breviario aquileiese composto tra il 1318 e il 1330. Secondo questi testi, il santo uscì dodicenne dall'eremo di Dorligo della Valle, situato presso Trieste, suo luogo di nascita. Dopo aver compiuto alcuni prodigi, Servolo si presentò coraggiosamente davanti al preside romano nel 283 e subì la decapitazione il ventiquattro maggio. In seguito, il De Natalibus introdusse la variante della caldaia di olio bollente in cui il santo sarebbe stato immerso, mentre il Galesini accolse questa variante e fece morire il santo per strangolamento. Un agiotoponimo di un'isola veneziana ricordato nell'ottocentodiciannove allude forse proprio al Servolo romano.

Il culto e le rappresentazioni artistiche

La più antica prova del culto di Servolo si trova nel mosaico absidale della cattedrale di San Giusto a Trieste, opera di maestranze lagunari degli ultimi decenni del tredicesimo secolo. In questo mosaico il santo è raffigurato con una scritta denominativa, vestito di una talare azzurra, con la mano destra benedicente al petto e la crocetta bizantina di martire nella sinistra. Di poco posteriore al mosaico è il rilievo inserito entro un'arcatella cieca dell'abside. Paolo Veneziano raffigurò Servolo tra il 1328 e il 1330 nel polittico di San Cipriano, ora conservato al museo civico di Trieste, dove il santo appare per la prima volta con il drago ai piedi, elemento derivato dall'inno liturgico. Il modulo del mosaico riappare nei capilettere miniati della passio Scaramangà del 1450 circa, e il santo fu poi raffigurato ad acquarello nella passio manoscritta del 1613.

Nella chiesa di Sant'Apollinare in Trieste, Servolo è presente in un medaglione della navata centrale realizzato da Randi intorno al 1870 insieme all'episodio del drago, che compare anche in un'incisione dell'edizione veneziana della Vita pubblicata nel 1811. Una statua di Servolo, opera dello scultore neoclassico Bosa, si trova sulla facciata della chiesa di Sant'Antonio Nuovo a Trieste. Il pittore Vostri dipinse le storie della vita del santo sull'altare a lui dedicato in San Giusto nel 1935. A Venezia, l'immagine del santo si trova inoltre sulla facciata di un palazzo nei mercati di Rialto.

Le reliquie e le chiese dedicate

Nel 1826, durante l'apertura dell'arca dell'altare dedicato a Servolo in San Giusto, fu rinvenuto uno scheletro privo del braccio destro. I resti furono considerati appartenere al santo, poiché erano avvolti in un lenzuolo di seta e accompagnati da monete devozionali datate tra il 1268 e il 1288. Successive ricognizioni dei resti si ebbero nel 1929 e nel 1934, anno in cui i resti furono collocati in un'urna di cristallo nella cappella dedicata a Servolo in San Giusto. Una reliquia del santo è conservata in un reliquiario d'argento del Cinquecento nel tesoro della cattedrale di Trieste, mentre un'altra reliquia si trovava a Venezia nel 1749.

A Trieste una chiesa era dedicata al santo fin dal quattordicesimo secolo; questa chiesa trecentesca fu soppressa nel 1786, in seguito riaperta e infine demolita nel 1842, lasciando traccia soltanto in un toponimo viario. Nel 1698 lo storico Della Croce attesta l'esistenza di una chiesa ipogea a tre navate presso Trieste, dotata di un altare del santo e di acque salutari che la tradizione diceva si disseccassero qualora venissero profanate. Di questa chiesa ipogea oggi resta unicamente l'altare.

Le tradizioni civili e la festa

Attualmente Servolo è patrono della parrocchia di Buie, situata in un territorio precedentemente jugoslavo, dove la sua festa si celebra il sedici maggio. A Trieste la festa del santo si celebra solennemente il ventiquattro maggio. Intorno al 1550, il Podestà di Trieste insieme al Consiglio locale si recava in processione proprio il ventiquattro maggio all'altare del santo per offrire un omaggio devozionale di ceri. In occasione della medesima festa si teneva una partecipata gara popolare di tiro con la balestra in Piazza Maggiore, al cui vincitore venivano donate tradizionalmente due balestre nuove.

Domande frequenti

Quando si festeggia San Zoello?

La festa di San Zoello si celebra il ventiquattro maggio a Trieste, mentre nella parrocchia di Buie la ricorrenza si tiene il sedici maggio.

Di cosa è patrono San Zoello?

San Zoello è patrono della parrocchia di Buie.

A Listra in Licaonia, nell’odierna Turchia, san Zoello, martire. — Martirologio Romano