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29 maggio

Beato Garcia d’Aure

Domanicano, martire

Aggiornato il 15 settembre 2026

Il contesto e il ministero dell'inquisizione

Negli anni iniziali del tredicesimo secolo la diffusione dell'eresia albigese e l'opposizione dei catari misero a dura prova le comunità ecclesiali della Francia meridionale. Papa Gregorio IX decise di agire con decisione e, il ventidue aprile del milleduecentotrentaquattro, affidò al domenicano Guglielmo Arnaud l'incarico di primo inquisitore nelle diocesi di Tolosa, Albi, Carcassone ed Agen. Originario di Montpellier, l'inquisitore agì con severità estrema, ordinando persino il disseppellimento dei cadaveri degli eretici per condannarli al rogo. Tale rigore provocò la reazione delle autorità civili. Il conte di Tolosa Raimondo VII chiese al pontefice di moderare l'azione dell'inquisitore, ordinando alla popolazione di interrompere ogni rapporto con i domenicani e disponendo la sorveglianza armata ai conventi. Il venticinque novembre del milleduecentoventicinque i frati furono espulsi da Tolosa, lasciando la città in processione mentre elevavano inni sacri. Soltanto un anno dopo la comunità religiosa poté fare ritorno nella propria sede, sebbene il clima di tensione e l'odio degli eretici rimanessero profondamente radicati.

Il martirio e la testimonianza della fede

Nel millenreduecentoquarantadue il balì di Avignonet Raimondo d'Alfar architettò un piano per eliminare i religiosi. Con l'inganno di un invito fondato su presunti intenti di conciliazione, attirò i frati nel proprio castello nei pressi di Tolosa. Una volta all'interno della fortificazione, i religiosi furono rinchiusi in una sala e, nel cuore della notte, trucidati per ordine dello stesso balì. Tra le vittime vi era il beato Garcia d'Aure, converso domenicano originario della diocesi di Comminges, insieme a Guglielmo Arnaud e ad altri nove compagni. Nell'attesa dell'esecuzione, i martiri affrontarono la prova suprema per amore di Cristo e per la loro fedeltà alla Chiesa di Roma, intonando il Te Deum. Il loro sacrificio si compì il ventinove maggio, alla vigilia della solennità dell'Ascensione del Signore. I loro resti mortali furono inizialmente custoditi nella chiesa di San Romano presso il monastero di Tolosa e, dal milletrecentottantasei, trasferiti nella cappella di San Nicola della medesima chiesa. Durante la Rivoluzione Francese le reliquie furono interamente disperse.

Il culto e la canonizzazione

Guglielmo Arnaud e il beato Garcia d'Aure furono oggetto di fervida venerazione fin dal tempo immediatamente successivo alla loro morte. La memoria dei martiri si celebrava ogni anno nell'anniversario del loro transito insieme al confratello Bernardo di Rochefort. Il trenta settembre del millenottocehnoque nove l'arcivescovo di Tolosa, noto per la sua costante mancanza di fedeltà alla Chiesa di Roma, rimosse dalla chiesa di Avignonet un quadro che raffigurava gli undici martiri con l'aureola. L'opera fu successivamente ricollocata nella sua sede originaria, per poi scomparire di nuovo nel millenottocentosessantuno. Il processo di canonizzazione prese avvio nel corso del Settecento per iniziativa dei domenicani e giunse a una svolta decisiva durante il pontificato del Beato Pio IX. Il primo settembre del millenottocentoottantasei la Santa Sede confermò ufficialmente il culto tributato a Guglielmo Arnaud, al beato Garcia d'Aure e ai loro dieci compagni.

Domande frequenti

Quando si festeggia il Beato Garcia d'Aure?

Il Beato Garcia d'Aure si celebra il ventinove maggio, giorno della sua morte avvenuta alla vigilia dell'Ascensione.

Ad Avignonet vicino a Tolosa in Francia, beati Guglielmo Arnaud e dieci compagni, che, uniti nell’impegno di opporsi all’eresia dei catari, furono arrestati con l’inganno a motivo della loro fede in Cristo e dell’obbedienza alla Chiesa di Roma e morirono trafitti con la spada nella notte dell’Ascensione del Signore, mentre intonavano a una sola voce il Te Deum. — Martirologio Romano