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17 ottobre

Beato Giacomo Burin

Sacerdote e martire

Aggiornato il 15 settembre 2026

La giovinezza e l'inizio del ministero

Jacques Burin nacque a Champfleur in Francia il 6 gennaio 1756, inserendosi nel contesto ecclesiale del XVIII secolo. Ordinato sacerdote, divenne membro del clero della diocesi di Le Mans. Quando la Rivoluzione Francese sconvolse l'ordine civile e religioso della nazione, egli ricopriva l'incarico di parroco a Saint-Martin-de-Connée. Il 20 febbraio 1791, egli accettò in buona fede di prestare il giuramento richiesto dalle autorità, apponendo però la clausola esplicita della salvaguardia dei diritti del papa. Tuttavia, non appena seppe che il pontefice Pio VI aveva condannato la costituzione civile del clero, comprese che la sua riserva non era più sufficiente per mantenere la piena comunione ecclesiale. Per evitare lo scandalo tra i fedeli, prese la coraggiosa decisione di leggere pubblicamente in chiesa la bolla papale. Questo gesto di limpida fedeltà alla Chiesa cattolica gli causò l'immediato arresto. Grazie agli accorgimenti del suo avvocato difensore, egli riuscì a riottenere la libertà, ma fu comunque costretto a vivere per circa tre anni lontano dalla sua parrocchia d'origine, dando inizio a un lungo periodo di vita nascosta e itinerante.

Il ministero clandestino e le insidie

Giacomo Burin operò clandestinamente durante la rivoluzione francese fuggendo di casa in casa per sottrarsi alle persecuzioni e continuare la sua missione. Per poter esercitare il suo ministero sacerdotale senza destare sospetti, egli si finse mercante ambulante, muovendosi con prudenza tra i villaggi. Nel frattempo, la legge del 18 maggio 1793 condannava inesorabilmente a morte i sacerdoti soggetti a deportazione che fossero stati trovati sul territorio della Repubblica. A Courcité risiedeva la famiglia Lemagre, composta da tre ragazze e due giovani. Uno di questi giovani comandava la colonna mobile di Evron, mentre due delle sorelle Lemagre erano patriote esaltate che nutrivano un profondo odio nei confronti dei sacerdoti non giurati rimasti nascosti. Le due ragazze finsero falsamente di volersi convertire alla fede cattolica e chiesero alla vecchia domestica del parroco di Trans se vi fosse un sacerdote clandestino disponibile per ascoltare la loro confessione. La domestica parlò ingenuamente a Burin, il quale si trovava nascosto a Loupmgèrcs. Il 17 ottobre 1794, il sacerdote si recò in una fattoria vicino a Courcité con l'intenzione di raggiungerla l'indomani per compiere quello che riteneva un dovere pastorale.

Il martirio e la sepoltura

Il fattore che lo ospitava cercò con insistenza di dissuaderlo dal rimanere, a causa del pericolo imminente rappresentato dalla presenza della colonna mobile di Evron nella zona. Di fronte a tale avvertimento, il sacerdote rispose con fermezza di dover andare ugualmente per salvare delle anime. Durante la notte, una squadra della colonna mobile giunse improvvisamente alla fattoria. Il fattore svegliò prontamente Burin, il quale tentò un disperato atto di fuga per mettersi in salvo. Sfortunatamente fu scorto presso un pagliaio da due soldati e barbaramente ucciso con colpi di fucile. I soldati lo trovarono privo di vita con il calice stretto al petto. La tradizione riferisce che, in quel momento di cieca violenza, un soldato baciò l'arma per la gioia e altri bevettero nel calice consacrato. La salma del sacerdote fu sprezzantemente denudata e gettata sopra un letamaio. La notte seguente, tuttavia, alcune persone pietose mosse da compassione e fede diedero cristiana sepoltura alle spoglie del martire. Giacomo Burin morì fucilato con il calice tra le mani nel territorio di Laval in Francia il 17 ottobre 1794, sigillando con il sangue la sua testimonianza cristiana.

Domande frequenti

Quando si festeggia il Beato Giacomo Burin?

La sua memoria liturgica si celebra il 17 ottobre, giorno del suo martirio, ed è legata al gruppo dei martiri di Laval.

Quali riconoscimenti ha ricevuto il Beato Giacomo Burin?

Egli fa parte dei diciannove martiri di Laval che sono stati beatificati il 19 giugno 1955.

Nel territorio di Laval sempre in Francia, beato Giacomo Burin, sacerdote e martire, che si adoperò molto durante la rivoluzione francese nell’esercizio clandestino del minstero pastorale e, fuggendo di casa in casa dall’orda dei suoi persecutori, morì alla fine fucilato con il calice tra le mani. — Martirologio Romano