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sabato 17 ottobre 2026 · Santo del giorno

Sant' Ignazio di Antiochia

Vescovo e martire

Sant' Ignazio di Antiochia

Sant'Ignazio di Antiochia, vissuto nel secondo secolo, occupa un posto di singolare rilievo nelle origini della Chiesa. Come successore dell'apostolo Pietro sulla cattedra episcopale di Antiochia, egli guidò la comunità cristiana con la sapienza del pastore e la fermezza del testimone, diventando un punto di riferimento fondamentale per la fede delle prime generazioni di credenti.

La sua memoria è venerata in tutta la Chiesa per il supremo sacrificio della vita, consumato a Roma nell'anno 107. Egli è ricordato non solo come glorioso martire, ma anche come maestro di unità e di comunione ecclesiale, avendo saputo trasformare il cammino verso il supplizio in un fecondo itinerario di annuncio e di offerta spirituale.

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Gli altri santi di oggi

Beato Contardo Ferrini

Terziario fancescano

Il beato Contardo Ferrini nacque a Milano il quarto giorno del mese di aprile del 1859, in un periodo storico agitato da venti di guerra e furori patriottici, mentre attorno suonavano le fanfare contro l'Austria per il nascente regno dei Savoia. La sua esistenza terrena si svolse nel segno di una profonda dedizione alla ricerca scientifica, vissuta sempre come cammino di santità e di ascesi spirituale attraverso la preghiera costante, la frequenza assidua ai sacramenti e l'amore filiale per la Chiesa. Terziario francescano e insigne giurista, egli seppe coniugare la rigorosa competenza accademica nel campo del diritto romano con una limpida testimonianza evangelica, affrontando le sfide del proprio tempo con la forza della fede, la dolcezza dei modi e una straordinaria umiltà.

Ricordato come precursore e ispiratore dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, il professor Ferrini spese la sua breve ma intensa esistenza tra l'insegnamento universitario, l'impegno amministrativo come consigliere comunale e le opere di carità cristiana, offrendo ai suoi contemporanei il volto luminoso di un laico consacrato nel mondo. Chiamato da Dio a Suna sul Lago Maggiore sul finire dell'estate del 1902, fu proclamato beato da Papa Pio XII, che lo indicò quale modello autentico dell'uomo cattolico per i nostri giorni. La sua memoria liturgica e il culto devoto dei suoi resti mortali e del suo cuore continuano a nutrire il cammino di quanti cercano l'armonia tra la scienza e la fede.

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Beato Baldassarre Ravaschieri da Chiavari

Sacerdote francescano

Il Beato Baldassarre Ravaschieri, nato a Chiavari nel quindicesimo secolo, è una figura luminosa della spiritualità francescana. Sacerdote appartenente all'ordine dei Minori Osservanti, egli ha speso la propria esistenza nel servizio umile e costante, giungendo a ricoprire il ruolo di responsabile della Provincia di Genova. La sua testimonianza di fede non si è esaurita nell'azione pastorale, ma si è profondamente radicata in una lunga e sofferta infermità che lo ha costretto all'immobilità, trasformando il dolore fisico in un altare di preghiera e di dedizione al prossimo.

La memoria del Beato Baldassarre è indissolubilmente legata al suo prezioso ministero di confessore e consigliere spirituale di Veronica da Binasco, anima eletta con la quale condivise un profondo cammino di ricerca verso Dio. Dopo la sua morte, avvenuta a Binasco nel 1492, le sue spoglie hanno trovato accoglienza in diverse sedi, giungendo infine a Baselica Bologna. La Chiesa ha riconosciuto ufficialmente la santità della sua vita attraverso la beatificazione proclamata da Papa Pio Undicesimo nel 1930, additando ai fedeli la bellezza di un uomo che, nel silenzio della malattia e nel rigore della regola francescana, seppe farsi specchio della carità divina.

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San Rufo

Martire

San Rufo è una figura luminosa del primo secolo, la cui memoria risplende nella storia della Chiesa come testimonianza di una fede salda e incrollabile. Egli viene ricordato insieme ad altri compagni di martirio, le cui vite sono state intrecciate indissolubilmente con la vicenda di San Ignazio di Antiochia. La tradizione agiografica riconosce in San Rufo un esempio autentico di fedeltà al Vangelo, un uomo che ha saputo custodire la propria testimonianza di Cristo fino all'estremo dono di sé, divenendo un punto di riferimento per le comunità cristiane delle origini.

Il nome di San Rufo è legato indissolubilmente alla città di Filippi, luogo in cui la sua figura è stata onorata e tramandata attraverso i secoli. La sua importanza non risiede soltanto nel sacrificio supremo, ma anche nella testimonianza di pazienza e dedizione che San Policarpo ha voluto sottolineare nelle sue lettere, ponendo il santo come modello di virtù per i fedeli di ogni tempo. Celebrare San Rufo significa oggi rinnovare il legame con le radici della nostra fede, ricordando coloro che hanno reso possibile, con il loro sangue e con la loro perseveranza, la diffusione del messaggio di speranza nel mondo.

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San Zosimo

Martire

San Zosimo è una figura luminosa della prima ora del cristianesimo, vissuto nel corso del primo secolo. Egli viene ricordato dalla tradizione come uno dei fondatori della primitiva comunità cristiana nella città di Filippi, luogo in cui il Vangelo ha saputo intrecciare il cammino di uomini provenienti sia dalla tradizione giudaica che da quella greca. La sua memoria rimane intessuta nel tessuto stesso della Chiesa nascente, testimoniando la fecondità di un annuncio che ha saputo abbattere i muri di separazione per edificare un unico corpo nella fede.

Il nome di San Zosimo risuona con particolare solennità insieme a quello di altri testimoni, poiché la sua vita è stata suggellata dal dono supremo del martirio. Egli è annoverato tra coloro che hanno offerto la propria esistenza per la fedeltà al Signore, venendo associato nel ricordo storico al martirio di Sant'Ignazio di Antiochia. La Chiesa lo venera come un esempio di perseveranza, un modello di quella pazienza cristiana che sa guardare oltre la prova terrena per contemplare la luce della risurrezione, offrendo a ogni generazione un richiamo costante alla coerenza del proprio battesimo.

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Sant' Osea

Profeta

Sant' Osea fu un profeta vissuto nell'ottavo secolo avanti Cristo, chiamato a testimoniare la parola di Dio nel Regno settentrionale d'Israele durante un periodo di profonda crisi spirituale e sociale. La sua missione profetica, svolta tra il settecentocinquanta e il settecentocinquantaquattro avanti Cristo, si distinse per una modalità comunicativa profondamente originale, che intrecciava la sua stessa esistenza quotidiana con il messaggio divino. Attraverso le vicende della sua famiglia, egli seppe incarnare il dolore e la fedeltà di Dio verso un popolo spesso incline all'infedeltà, offrendo una testimonianza di amore misericordioso che ancora oggi interpella il cuore di ogni credente.

Egli è ricordato per aver lasciato una traccia indelebile nella Scrittura attraverso il libro profetico che porta il suo nome, composto da quattordici capitoli. In quest'opera, la sua esperienza personale diventa specchio della relazione tra il Signore e il popolo eletto. Il matrimonio con Gomer, figlia di Diblaim, e la nascita dei loro tre figli, chiamati significativamente Izreel, Non-amata e Non-popolo-mio, non sono semplici eventi biografici, ma diventano una potente metafora profetica. Sant' Osea ci insegna che il legame tra Dio e l'umanità è un patto indissolubile, capace di superare ogni tradimento attraverso la forza di un amore che non si stanca mai di attendere il ritorno di chi si è smarrito.

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Beato Fedele Fuidio Rodriguez

Marianista, Martire Spagnolo

Il Beato Fedele Fuidio Rodriguez, nato a Yécora nel 1880, rappresenta una luminosa testimonianza di dedizione alla fede e all'educazione cristiana nel corso del ventesimo secolo. Religioso della Società di Maria, egli ha consacrato la propria esistenza al servizio del Vangelo, operando instancabilmente come insegnante in numerosi collegi marianisti sparsi sul territorio spagnolo. La sua vita, segnata da un profondo spirito di umiltà e di obbedienza alla vocazione religiosa, si è intrecciata con le vicende storiche della Spagna del suo tempo, conducendolo infine a una scelta suprema di testimonianza.

La memoria del Beato Fedele Fuidio Rodriguez rimane viva per il coraggio dimostrato durante la persecuzione religiosa del 1936. Arrestato a Ciudad Real e condotto presso la Casa del popolo, egli non rinnegò la propria appartenenza a Cristo, affrontando con serenità il martirio per fucilazione a Carriòn de Calatrava. La Chiesa lo ricorda come un esempio di fedeltà incrollabile, venerandolo come colui che ha saputo coronare una vita spesa per la formazione delle giovani generazioni con il dono totale di sé, elevato a supremo sacrificio in nome della verità e dell'amore per Dio.

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Beato Pietro Casani (Pietro della Natività di Maria)

Scolopio

Il Beato Pietro Casani, nato a Lucca nel 1572, è stato un sacerdote la cui esistenza si è intrecciata profondamente con il rinnovamento spirituale e pedagogico del diciassettesimo secolo. La sua vocazione si è manifestata attraverso un cammino di obbedienza e servizio, che lo ha condotto dall'adesione iniziale alla Congregazione della Madre di Dio, fondata da Giovanni Leonardi, fino al suo ingresso nell'Ordine delle Scuole Pie sotto la guida illuminata di Giuseppe Calasanzio. Uomo di fede operosa, Pietro ha speso i suoi anni dedicandosi con dedizione instancabile all'istruzione e alla formazione cristiana, lasciando una traccia indelebile nelle comunità in cui ha operato.

La memoria del Beato Pietro Casani è custodita oggi dalla Chiesa come esempio di perseveranza nelle prove e di umiltà autentica. Il suo impegno come rettore dell'Istituto di San Pantaleo a Roma e la sua attività missionaria, che lo ha visto fondare case scolastiche e congregazioni laicali a Napoli, testimoniano una carità che non ha temuto le difficoltà, nemmeno quando la sua missione è stata segnata dalla sofferenza della deposizione da parte del Tribunale dell'Inquisizione. Beatificato da Giovanni Paolo II nel 1995, egli rimane una figura luminosa per quanti vedono nell'educazione dei piccoli e dei poveri una via privilegiata per incontrare il Signore.

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Santi Catervio, Severina e Basso

Martiri

San Catervio, vissuto nel primo secolo, emerge nella storia della Chiesa come una figura di nobile testimonianza cristiana, giunta fino a noi attraverso i secoli. Originario di Roma, egli ricoprì l'importante carica di prefetto del pretorio, trovando poi nel battesimo amministrato dal sacerdote Probiano la vocazione profonda che orientò la sua esistenza. La sua memoria è indissolubilmente legata a due centri fondamentali della tradizione italiana: Tolentino, dove è venerato come evangelizzatore, e Tortona, che lo onora come proprio protomartire, testimoniando la vasta portata del suo apostolato.

La vita di San Catervio si concluse nell'anno sessantotto, in un tempo segnato dalla fedeltà estrema al Vangelo. Oggi, il suo ricordo è custodito con devozione presso la città di Tolentino, dove il suo sarcofago marmoreo funge da custode silenzioso della sua eredità spirituale. Sebbene la figura di questo martire sia talvolta accostata a quella di Severina e Basso, il suo profilo rimane una colonna portante della fede locale, invitando i fedeli a una riflessione sobria e profonda sul significato del dono di sé e della testimonianza pubblica resa a Cristo in ogni tempo e condizione sociale.

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San Riccardo Gwyn

Martire

San Riccardo Gwyn visse nel sedicesimo secolo, essendo nato nel Montgomeryshire, in Galles, verso l'anno 1537, e trovando la morte a Wrexham nel Galles il diciassette ottobre del 1584. Egli spese la sua esistenza terrena come maestro di scuola e padre di famiglia, sposandosi ed educando i propri figli in un tempo di profonda divisione religiosa. La sua testimonianza cristiana si compì nel martirio, affrontando con fermezza la persecuzione e rifiutando di rinnegare la fede cattolica e il primato del Papa.

Il santo è ricordato con profonda devozione per il coraggio con cui sostenne la verità evangelica in anni molto difficili per la Chiesa cattolica in Inghilterra e in Galles. Fu uno dei quaranta martiri di Inghilterra e Galles, inserito nel gruppo comprendente Cuthbert Mayne e trentanove compagni, e venne solennemente canonizzato da Papa Paolo VI il venticinque ottobre del mille novecentosettanta, affinché il suo sacrificio ispirasse frutti di unità e di dialogo.

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Beato Giacomo Burin

Sacerdote e martire

Il Beato Giacomo Burin visse nel corso del XVIII secolo, offrendo la propria esistenza al servizio di Dio e della Chiesa come sacerdote e martire. Nato a Champfleur in Francia il 6 gennaio 1756, egli apparteneva al clero della diocesi di Le Mans, distinguendosi per la dedizione al proprio ministero pastorale. Allo scoppio della Rivoluzione Francese, egli operava come parroco nella comunità di Saint-Martin-de-Connée, affrontando con fede salda i momenti di prova e le crescenti tensioni sociali e politiche del suo tempo. La sua vicenda terrena si concluse tragicamente con il martirio il 17 ottobre 1794, nel territorio di Laval in Francia, suggellando una vita interamente spesa per la salvezza delle anime e la fedeltà al successore di Pietro. Egli fa parte del gruppo dei diciannove martiri di Laval, i quali ricevettero la solenne beatificazione il 19 giugno 1955.

La figura di questo sacerdote viene ricordata con profonda devozione per il coraggio con cui visse la clandestinità durante gli anni della persecuzione rivoluzionaria, muovendosi di casa in casa per non abbandonare il proprio gregge. La tradizione riferisce che, pur di continuare ad amministrare i sacramenti, egli giunse a fingersi mercante ambulante, offrendo un luminoso esempio di zelo apostolico. La sua testimonianza di fede culminò nell'uccisione per fucilazione, avvenuta mentre stringeva al petto il calice sacro. La sua memoria liturgica si inserisce nel ricordo complessivo dei martiri di Laval, invocando il suo intercessorio patrocinio di fedeltà evangelica.

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Sant' Isidoro Gagelin

Sacerdote e martire

Sant' Isidoro Gagelin fu un sacerdote francese del diciannovesimo secolo, la cui vita fu interamente consacrata alla missione e al dono di sé per il Vangelo. Nato a Montperreux nel 1799, rispose con ferma dedizione alla chiamata del Signore, entrando nelle Missioni Estere di Parigi nel 1819 e ricevendo l'ordinazione sacerdotale nel 1822. La sua vocazione lo condusse lontano dalla terra natia, verso le terre dell' Annam, dove profuse ogni energia nel ministero apostolico tra le comunità cristiane locali.

La memoria di Sant' Isidoro Gagelin rimane viva e luminosa per la sua straordinaria testimonianza di carità pastorale. Egli è ricordato non soltanto per l'instancabile impegno nell'evangelizzazione in luoghi come Phuong-Ru, Bong-Song e Hué, ma soprattutto per la sua scelta suprema di donare la vita per il gregge affidatogli. Rinunciando a ogni onore mondano, come la carica di mandarino, scelse di farsi prossimo ai perseguitati, offrendosi spontaneamente ai carnefici pur di preservare i fedeli dalla violenza. Canonizzato da Papa Leone decimoterzo nel 1900, egli resta un esempio fulgido di pastore che, sul modello di Cristo, ha offerto se stesso per la salvezza dei fratelli.

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Santi Etelredo ed Etelberto

Principi del Kent, martiri

I santi Etelredo ed Etelberto vissero in Inghilterra durante il settimo secolo e sono ricordati come martiri della fede e della giustizia regale. Essi erano figli di Ermenred, un nobile della stirpe regnante del Kent, e potevano legittimamente avanzare pretese alla successione al trono dopo la morte del re Erconbert. La loro vita terrena fu tragicamente interrotta verso l'anno 670 ad Eastry, dove furono assassinati per mano del ministro Thunre con la connivenza del re Egbert. Nonostante la loro morte non costituisca un martirio in senso formale, la pietà dei fedeli li ha sempre venerati come martiri per via dell'innocenza e della violenza subita.

La memoria liturgica dei santi Etelredo ed Etelberto viene celebrata il diciassette ottobre, giorno legato alla traslazione delle loro reliquie nell'abbazia di Ramsey. La loro storia emerse attraverso antiche cronache monastiche e racconti leggendari che narrano il ritrovamento miracoloso dei corpi, la richiesta di giustizia della sorella Ermenburga e la punizione divina del ministro assassino. Grazie a quelle vicende sorse il monastero di Minster in Thanet, e la testimonianza dei due giovani continua a illuminare il cammino della Chiesa nella memoria dei secoli.

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Beate Martiri Orsoline di Valenciennes

Le Beate Martiri Orsoline di Valenciennes rappresentano una testimonianza luminosa di fedeltà evangelica nel cuore del diciottesimo secolo. Durante il periodo drammatico del Terrore rivoluzionario francese, queste religiose, che avevano operato tra Valenciennes, Mons, Bavay, Cambrai e Sailly-en-Ostrevent, scelsero di non rinnegare la propria consacrazione, affrontando con fermezza il tribunale rivoluzionario presieduto da Giovanni Battista Lacoste. Il loro sacrificio, culminato nel 1794, rimane un esempio indelebile di coraggio cristiano dinanzi alla persecuzione.

La memoria di queste donne è ricordata per la straordinaria forza d'animo dimostrata nell'ora suprema. Nel momento dell'esecuzione capitale tramite la ghigliottina, avvenuta in due distinti gruppi, esse seppero offrire una testimonianza di fede pura e un sincero perdono verso i propri carnefici. Beatificate da Papa Benedetto Quindicesimo il tredici giugno 1920, le martiri continuano a essere invocate come intercessore di pace e di perseveranza, ricordandoci che la carità di Cristo è capace di vincere ogni violenza e ogni oscurità della storia umana.

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Beato Perfecto Carrascosa Santos

Sacerdote francescano, martire

Il Beato Perfecto Carrascosa Santos è una figura luminosa di fedeltà sacerdotale vissuta nel tormentato contesto del ventesimo secolo. Nato a Villacañas nel 1906, egli ha dedicato la propria esistenza al ministero presbiterale, accogliendo la chiamata al servizio di Dio e dei fratelli con umiltà e dedizione. Il suo cammino spirituale e intellettuale si è intrecciato con la vita di diverse comunità spagnole, portandolo a un impegno costante sia nella cura pastorale che nell'ambito dell'istruzione.

Il suo ricordo rimane vivo come testimonianza di una fede che non arretra di fronte alle avversità. La sua morte, avvenuta nel 1936 per mano di miliziani marxisti, segna il compimento di una vita offerta interamente al Signore. Egli è oggi venerato come martire, simbolo di quella schiera di testimoni che hanno sigillato con il dono supremo della vita la propria appartenenza a Cristo, lasciando ai fedeli un esempio di coerenza e di coraggio evangelico che oltrepassa i confini del tempo.

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San Ruricio II

Vescovo di Limoges

San Ruricio secondo, noto anche con il nome di Proculo, visse nel sesto secolo e fu un autorevole vescovo di Limoges. La sua figura si colloca nella venerabile tradizione della Chiesa antica, essendo ricordato al quarto posto nella lista dei vescovi della diocesi, dopo il suo omonimo e predecessore Ruricio primo e prima del Beato Esocio o Essocio. La memoria di questo pastore ci giunge attraverso antichi cataloghi episcopali e importanti fonti storiche che ne attestano il cammino di conversione e il fecondo governo pastorale.

La sua esistenza terrena fu segnata da una profonda trasformazione spirituale, passando dai fasti giovanili alla grazia dell'umiltà grazie all'incontro con l'eremita San Giuniano. Guidato dalla Provvidenza, resse la diocesi con saggezza partecipando ai concili fondamentali del suo tempo, per poi concludere il suo pellegrinaggio terreno attorno al cinquecentoquarantanove. Oggi la Chiesa ne custodisce la memoria liturgica il diciassette ottobre, affidandosi alla sua intercessione.

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Beata Mascalda Romano Colonna Calafato

Vedova e monaca

La Beata Mascalda Romano Colonna Calafato, nota anche come Maya, Madia o Maria, visse nel corso del quindicesimo secolo. Nata a Messina nel 1407 da nobile famiglia, fu data in sposa a un ricco commerciante di stoffe. La sua esistenza terrena fu segnata dalla prova del matrimonio e da una profonda dedizione alla preghiera e alla carità. Rimasta vedova, seppe orientare interamente la sua vita verso la via della perfezione cristiana e della clausura monastica. La sua memoria spirituale rimane indissolubilmente legata alla sua maternità e alla santità delle sue figlie.

Ella è ricordata soprattutto per essere stata la madre e il sostegno spirituale di Santa Eustochia, fondatrice del monastero di Montevergine a Messina. Vissuta tra le mura monastiche come clarissa, contribuì attivamente alla riforma della regola e alla vita della comunità. Si spense in concetto di santità il diciassette ottobre del millenovecento ottantadue, lasciando un segno indelebile nella storia religiosa della Sicilia. Le sue reliquie continuano a essere custodite e venerate nello stesso monastero messinese, a testimonianza di una fede vissuta con straordinario fervore.

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Santi Martiri Bolitani (Volitani)

In Africa proconsolare, nell’odierna Tunisia, santi martiri Volitani, che sant’Agostino celebrò in un suo sermone.

San Giovanni

Eremita

Ad Asyūţ in Egitto, san Giovanni, eremita, che, tra i tanti segni di virtù, fu insigne anche per lo spirito di profezia.

Beato Gilberto di Citeaux

Abate

A Tolosa sempre in Francia, anniversario della morte del beato Gilberto, abate di Cîteaux, che, di origine inglese, fu uomo di alta scienza e difese san Tommaso Beckett in esilio.

Beata Maria Natalia di San Luigi (Maria Luisa Giuseppa Vanot)

Vergine orsolina, martire

A Valencienne ancora in Francia, beata Maria Natalia di San Luigi (Maria Luisa Giuseppa) Vanot e quattro compagne, vergini dell’Ordine delle Orsoline e martiri, che, condannate a morte durante la rivoluzione francese in odio alla fede cattolica, salirono il patibolo recitando il salmo Miserere.

San Fiorenzo di Orange

Vescovo

A Orange in Provenza in Francia, san Fiorenzo, vescovo.

Beata Tarsila Cordoba Belda

Vedova, martire

Nella città di Algemesí nel territorio di Valencia ancora in Spagna, beata Tarsilla Córdoba Belda, martire, che, madre di famiglia, sempre nella stessa persecuzione fu accolta da Cristo nella gloria.

Beato Raimondo Stefano Bou Pascual

Sacerdote e martire

In località La Nucía vicino ad Alicante sempre in Spagna, beato Raimondo Stefano Bou Pascual, sacerdote e martire, che, durante la stessa persecuzione, come un fedele discepolo, meritò la salvezza nel sangue di Cristo.

San Dulcidio

Vescovo

Ad Agen in Aquitania, ora in Francia, san Dulcedio, vescovo, che difese tenacemente la fede cattolica contro l’eresia ariana.

Beato Giovanni de Zamora

Mercedario

Beato Domenico Navarro

Mercedario

Beato Battista de Bonafede

Mercedario

San Clemente di Lodi

Presbitero

San Lupo di Anger

Vescovo

San Colman di Kilroot

Vescovo

Beata Maria Lorenzina Giuseppe Regina di San Stanislao (Giovanna Regina Prin)

Vergine orsolina, martire

A Valencienne ancora in Francia, beata Maria Natalia di San Luigi (Maria Luisa Giuseppa) Vanot e quattro compagne, vergini dell’Ordine delle Orsoline e martiri, che, condannate a morte durante la rivoluzione francese in odio alla fede cattolica, salirono il patibolo recitando il salmo Miserere.

Beata Maria Orsola Giuseppe di San Bernardino (Agostina Gabriella Bourla)

Vergine orsolina, martire

A Valencienne ancora in Francia, beata Maria Natalia di San Luigi (Maria Luisa Giuseppa) Vanot e quattro compagne, vergini dell’Ordine delle Orsoline e martiri, che, condannate a morte durante la rivoluzione francese in odio alla fede cattolica, salirono il patibolo recitando il salmo Miserere.

Beata Maria Luisa Giuseppe di San Francesco (Maria Genoveffa Ducrez)

Vergine orsolina, martire

A Valencienne ancora in Francia, beata Maria Natalia di San Luigi (Maria Luisa Giuseppa) Vanot e quattro compagne, vergini dell’Ordine delle Orsoline e martiri, che, condannate a morte durante la rivoluzione francese in odio alla fede cattolica, salirono il patibolo recitando il salmo Miserere.

Beata Maria Agostina Giuseppe del Sacro Cuore di Gesù (Maria Madda­lena Giuseppe Déjardin)

Vergine orsolina, martire

A Valencienne ancora in Francia, beata Maria Natalia di San Luigi (Maria Luisa Giuseppa) Vanot e quattro compagne, vergini dell’Ordine delle Orsoline e martiri, che, condannate a morte durante la rivoluzione francese in odio alla fede cattolica, salirono il patibolo recitando il salmo Miserere.

Dal Martirologio Romano

Memoria di sant’Ignazio, vescovo e martire, che, discepolo di san Giovanni Apostolo, resse per secondo dopo san Pietro la Chiesa di Antiochia. Condannato alle fiere sotto l’imperatore Traiano, fu portato a Roma e qui coronato da un glorioso martirio: durante il viaggio, mentre sperimentava la ferocia delle guardie, simile a quella dei leopardi, scrisse sette lettere a Chiese diverse, nelle quali esortava i fratelli a servire Dio in comunione con i vescovi e a non impedire che egli fosse immolato come vittima per Cristo. — Martirologio Romano