San Luca evangelista, nato ad Antiochia nel primo secolo e vissuto fino al novantatré dopo Cristo, è una delle figure più luminose e feconde della Chiesa primitiva. Autore del terzo Vangelo e degli Atti degli Apostoli, medico di professione e fedele compagno di San Paolo, ha offerto alla comunità dei credenti una lettura profonda e universale della salvezza operata da Gesù Cristo. La sua opera letteraria, scritta in un greco fluente ed elegante, restituisce con precisione storica e grande sensibilità spirituale le parole, i gesti e la tenerezza del Maestro, ponendo particolare attenzione agli emarginati, ai peccatori e ai poveri.
Venerato dalla Chiesa cattolica e da quella ortodossa, che ne celebrano la solennità il diciotto ottobre, San Luca è ricordato non soltanto come l'evangelista della misericordia e della mansuetudine, ma anche come il patrono dei medici, dei chirurghi e dei pittori. Una venerabile tradizione artistica e agiografica gli attribuisce infatti la realizzazione delle prime icone sacre della Vergine Maria. Custodito nelle sue spoglie mortali presso la basilica di Santa Giustina a Padova, il santo continua a intercedere per quanti cercano la verità e affidano al Signore le proprie infermità del corpo e dello spirito.
San Monone, il cui nome latino è Mono e quello francese è Monon, visse nel settimo secolo e viene ricordato come un eremita e martire nella foresta delle Ardenne, con una morte tradizionalmente collocata nell'anno 645. La sua memoria liturgica e il suo culto sono profondamente radicati a Nassogne, nel Brabante, nel territorio dell'odierno Belgio, dove la sua figura ha dato origine a una tradizione secolare di fede, pellegrinaggi e devozione popolare.
Il santo è particolarmente invocato dalle genti della regione in caso di malattia del bestiame ed è riconosciuto come patrono di Nassogne e di diverse parrocchie della diocesi, tra cui Contesse, Lierneux, Vaux, Hompré e Hubermont. La sua testimonianza, tramandata attraverso antichi scritti e antiche consuetudini, continua a vivere nella preghiera della comunità cristiana che ne celebra la festa principale il diciotto ottobre.
San Pietro d'Alcantara, illustre sacerdote dell'Ordine dei Frati Minori, visse nel corso del sedicesimo secolo distinguendosi per una straordinaria austerità, per una vita di profonda penitenza e per insigne dono del consiglio. La sua opera spirituale e riformatrice si inserisce nel delicato contesto della Chiesa del suo tempo, segnata dal rinnovamento conciliare e dalle sfide storiche della Riforma protestante, offrendo un luminoso esempio di ritorno alle origini evangeliche e alla stretta osservanza della Regola francescana.
Ricordato per la sua instancabile dedizione alla preghiera e per la guida spirituale offerta a Santa Teresa di Gesù durante il cammino di riforma del carmelo, San Pietro lasciò un segno indelebile in Spagna e in Portogallo attraverso la fondazione di comunità povere e rigorose. Patrono del Brasile e della regione spagnola dell'Estremadura, la sua figura continua a essere venerata per la profonda saggezza spirituale racchiusa nei suoi scritti e per la radicalità evangelica della sua testimonianza.
La vicenda terrena dei santi martiri Procolo, Eutiche e Acuzio si colloca nel quarto secolo, all'interno di un gruppo di sette martiri campani la cui memoria è profondamente radicata nella tradizione cristiana. La loro storia è strettamente collegata al martirio del vescovo san Gennaro e dei compagni Sosso, Festo e Desiderio, durante la crudele persecuzione dell'imperatore Diocleziano contro i cristiani, divampata tra il 284 e il 305. Questi testimoni della fede affrontarono il supplizio nel Foro Vulcano, nei pressi della Solfatara, suggellando con il sangue la loro fedeltà a Cristo. La loro testimonianza ci è giunta attraverso circa sette antichi documenti, tra cui gli Atti Puteolani e gli Atti Bolognesi, che testimoniano una venerazione antichissima.
Oggi i santi Procolo, Eutiche e Acuzio sono ricordati con devozione liturgica il 18 ottobre, mentre il loro illustre compagno san Gennaro si festeggia il 19 settembre, insieme ad altre ricorrenze dedicate ai restanti martiri del gruppo nel mese di settembre. Il santo diacono Procolo è il patrono principale della città di Pozzuoli, dove le sue reliquie trovarono definitiva collocazione nel tempio Calpurniano trasformato nella nuova cattedrale puteolana. La memoria di questi santi continua a vivere nella preghiera della Chiesa, richiamando ogni credente alla coerenza evangelica e alla speranza che non teme la prova.
San Giusto è un martire cristiano vissuto nel corso del terzo secolo, la cui memoria liturgica e il cui culto sono attestati da moltissime fonti antiche d'Europa. La sua figura è legata alla terra di Francia, in particolare alle regioni di Auxerre, di Amiens e al territorio di Beauvais, dove il giovane affrontò la prova estrema della fede sotto il prefetto persecutore Riziovaro.
Nel corso dei secoli, la devozione per questo martire si diffuse ampiamente, varcando i confini della Gallia per raggiungere l'Inghilterra, il Belgio e la Svizzera attraverso la circolazione delle sue reliquie. Ancora oggi, la memoria di san Giusto vive nei testi della tradizione cristiana e nei luoghi che portano il suo nome, testimoniando una fede capace di attraversare i millenni.
Sant' Isacco Jogues, nato a Orléans nel 1607, è una figura luminosa della missione evangelica nel diciassettesimo secolo. Entrato nella Compagnia di Gesù in giovane età, consacrò la propria esistenza all'annuncio del Vangelo in terre lontane e inospitali, spinto da un ardore apostolico che non conobbe cedimenti di fronte alle sofferenze più atroci. Il suo percorso umano e spirituale si intreccia profondamente con la storia della Nouvelle-France, dove egli offrì la propria testimonianza tra le popolazioni locali, affrontando con umiltà e coraggio il sacrificio supremo.
La memoria di questo santo sacerdote è custodita con gratitudine dalla Chiesa universale, che lo venera come martire della fede. Egli viene ricordato come un esempio mirabile di dedizione totale, capace di tornare coraggiosamente nei luoghi del proprio dolore per amore del mandato ricevuto. La sua vita, coronata dal martirio avvenuto a Ossernenon nel 1646, continua a parlare a ogni generazione, invitando a una dedizione senza riserve e a una fede che sa farsi dono di sé, incondizionatamente, fino alla fine.
Ad Antiochia in Siria, sant’Asclepiade, vescovo, che fu del novero degli insigni confessori della fede al tempo della persecuzione.
Sant' Amabile di Rium
Sacerdote
A Riom in Aquitania, ora in Francia, sant’Amabile, sacerdote.
Beata Margherita Tornielli di Novara
Clarissa
Beato Teobaldo da Narbona
Martire mercedario
Beato Domenico da Perpignano
Mercedario
Beato Alfredo Almunia López–Teruel
Sacerdote e martire
Beato José Gómez de Haro
Sacerdote e martire
Santa Gwen di Talgarth
Religiosa
Santa Gwen
Regina
Santa Teca
Vergine irlandese
Dal Martirologio Romano
Festa di san Luca, Evangelista, che, secondo la tradizione, nato ad Antiochia da famiglia pagana e medico di professione, si convertì alla fede in Cristo. Divenuto compagno carissimo di san Paolo Apostolo, sistemò con cura nel Vangelo tutte le opere e gli insegnamenti di Gesù, divenendo scriba della mansuetudine di Cristo, e narrò negli Atti degli Apostoli gli inizi della vita della Chiesa fino al primo soggiorno di Paolo a Roma. — Martirologio Romano