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18 ottobre

San Monone

Eremita

Aggiornato il 15 settembre 2026

Origini e cammino verso le Ardenne

San Monone nacque in Irlanda nell'anno 600. Il suo nome latino è Mono e quello francese è Monon. Trascorse una gioventù senza storia in seno a una famiglia nobile e ricca. Un giorno gli apparve un angelo che gli comunicò il desiderio di Dio di vederlo ritirare nelle foreste delle Ardenne, a Frydier, vicino alla sorgente Nasonia. Monone si mise in cammino ma decise di recarsi prima a Roma per ricevere la benedizione apostolica. Cammin facendo, incontrò il vescovo di Liegi Giovanni l'Agnello, in carica dal 623 al 646, il quale stava ritornando da Roma dove aveva dimenticato il suo pallio. Su richiesta del vescovo, Monone gli riportò il pallio a Roma. Tra Monone e il vescovo nacque una viva amicizia e il vescovo insistette affinché l'amico rimanesse presso di lui. La gelosia dei cortigiani costrinse presto Monone ad allontanarsi. Ricordando la visione avuta, Monone si recò a Nassogne dove si costruì un romitorio.

Il ministero nel romitorio e il martirio

La presenza del santo divenne presto nota e la sua pietà attrasse molti fedeli. Monone chiamava i fedeli con una campanella che era stata miracolosamente scoperta da un maiale in quel luogo deserto. Alcuni ladroni dei dintorni, disturbati dall'andirivieni incessante dei pellegrini, uccisero il santo eremita a sassate. Il vescovo Giovanni fece costruire un oratorio sul luogo del delitto. Il vescovo ordinò ai canonici di Huy e di Amay di celebrarvi la Messa. Pipino, figlio di Carlo Martello, mentre cacciava nella regione di Nassogne, si interessò all'oratorio. Pipino donò ai canonici il suo berretto d'oro guarnito di pietre preziose. Pipino donò anche, a titolo di prebenda, una parte delle decime di sua spettanza percepite tra l'Ourthe e la Mosa.

Le fonti scritte e le tradizioni storiografiche

La leggenda di Monone ci è tramandata in due redazioni anonime. La prima redazione è chiamata Vita brevior e sarebbe stata redatta alla fine del decimo secolo o agli inizi dell'undicesimo secolo. La Vita brevior è un sermone redatto per la festa del santo, comprovato dall'esordio Secundum nostri sereno ariditatem. La seconda redazione è chiamata Vita fusior ed è seguita da due inni in onore di Monone. La Vita fusior risale probabilmente a dopo il 980, poiché cita Erigero, ma prima del 1055, poiché all'epoca il clero di Nassos riconosceva ancora i diritti abbaziali di Saint-Hubert. Van der Essen ha dimostrato che esiste una relazione letteraria tra le due versioni e definisce la seconda come un'opera di un rimaneggiatore e una ripresa amplificata della prima. I racconti seguono lo stesso ordine nell'esposizione dei fatti. L'autore della Vita fusior riferisce diversi particolari omessi nella Vita brevior, come la descrizione dell'Irlanda secondo Beda, la storia di Pipino secondo il Liber historiae e la leggenda di san Lamberto e Alpaide, concubina di Pipino. Entrambi gli scritti riferiscono l'insediamento fatto dal vescovo di Liegi dei chierici incaricati di servire la chiesa di Nassogne, ma la Vita brevior sbaglia dicendo che provenivano da Amay. Nelle biografie di Monone si ritrovano molti temi propri delle Vitae irlandesi, come la visione dell'angelo, il pellegrinaggio a Roma, il maiale che scopre la campanella e l'eremitismo.

Analisi storica e ipotesi sul culto

L'origine irlandese di Monone è messa seriamente in dubbio dallo studioso Kenney. Monone potrebbe essere stato uno di quegli eremiti che debbono la loro popolarità a una fine tragica di cui è difficile provare la realtà. Nessuna fonte degna di fede fornisce indicazioni sulla vera personalità del martire. Erigero lo ricorda come uno dei buoni discepoli di Giovanni l'Agnello. Erigero confessa tuttavia di aver tratto la storia di Giovanni dalla sola tradizione. Reperti toponimici e archeologici fanno avanzare la tesi che il luogo chiamato Frydier fosse consacrato al culto di Freyr, uno dei tre dèi della triade scandinava che presiedeva al dissodamento e all'agricoltura. È possibile che Monone avesse abbattuto gli idoli e i loro altari e che ciò avesse causato la sua fine. La campanella ritrovata dal maiale non sarebbe che uno dei tintinnabula ritrovati tra le antiche rovine. Si ritiene che san Monone sia stato eremita nella foresta delle Ardenne e martire. La morte di san Monone è collocata nell'anno 645.

Il culto, le reliquie e la collegiata

Nassogne onora Monone da molti secoli. Diverse località di Nassogne portano il nome di Monone, tra cui una fontana presso la chiesa, una strada antica via romana, una cappella sulla montagna di Caumont, un circolo parrocchiale e un caffè. A Nassogne si conserva una lastra scolpita chiamata tomba di san Monone, in cui il santo è rappresentato con il maiale che porta in bocca la campanella. Monone è il santo patrono di Nassogne. Nassogne deve la sua origine alla collegiata fondata in onore di Monone da Pipino di Héristal. Il capitolo di Nassogne possedeva un sigillo rimasto in uso fino alla dominazione francese. Il sigillo del capitolo rappresentava san Monone in abiti sacerdotali. Il sigillo mostrava Monone con la palma del martirio nella mano destra e la sinistra a indicare il cielo. Accanto a Monone il sigillo raffigurava un maiale con una campanella. Il sigillo recava l'iscrizione sigillum capitoli Nassondensis. La parrocchia celebra l'Ufficio del patrono la domenica seguente il diciotto ottobre. Nella domenica dopo l'Ascensione si tiene una processione chiamata degli spostamenti o remuagés. Durante la processione degli spostamenti vengono esposte le reliquie del santo. Le reliquie esposte comprendono le ossa, la cintura e la campanella di san Monone.

La processione tradizionale e la confraternita

La processione si svolgeva anticamente secondo tradizioni ben stabilite. Il signore di Mirwart o il suo rappresentante si recava alla collegiata nel giorno della festa. Il signore dichiarava al capitolo di adempiere al suo compito di avvocato. Il prevosto del capitolo pregava i membri dell'alta corte di giustizia di giudicare la legittimità dell'incarico. Se la risposta era affermativa, al signore veniva riconosciuto il diritto di portare la cassa del santo durante la processione. Al ritorno della processione, il signore domandava al prevosto se avesse adempiuto bene all'incarico. Gli alti giustizieri, ovvero il sindaco e gli scabini, si pronunciavano sul corretto svolgimento dell'incarico. Quando tutto si svolgeva secondo le regole, il signore di Mirwart riceveva dall'abate di Saint-Hubert otto pezzi di moneta e quattro staie di avena. I giustizieri prelevavano una certa parte della quota di avena. Nel sedicesimo secolo il prevosto del capitolo si arrogò il diritto di autorizzare il signore a portare le reliquie. L'atto del prevosto apparve come un attentato alle prerogative dell'abate di Saint-Hubert. Della controversia sui diritti derivò un processo celebrato nel 1556. A Nassogne esiste una confraternita di san Monone fondata agli inizi del diciassettesimo secolo. La confraternita fu fondata dal principe-vescovo di Liegi tramite una bolla di papa Gregorio XV. La confraternita di san Monone è tuttora esistente. Secondo il Butler, in Scozia esisterebbe una Monon's kirk presso Saint-Andrew. In Scozia il santo è festeggiato il ventiquattro luglio. La festa principale di san Monone è celebrata a Nassogne il diciotto ottobre. San Monone è ricordato nel martirologio a Nassogne nel Brabante, nel territorio dell'odierno Belgio.

Domande frequenti

Quando si festeggia San Monone?

La festa principale di san Monone è celebrata a Nassogne il diciotto ottobre. In Scozia il santo è festeggiato il ventiquattro luglio.

Di cosa è patrono San Monone?

San Monone è il santo patrono di Nassogne, di Contesse, di Lierneux, di Vaux, di Hompré e di Hubermont. È inoltre invocato in caso di malattia del bestiame.

A Nassogne nel Brabante, nel territorio dell’odierno Belgio, san Monóne, che si ritiene sia stato eremita nella foresta delle Ardenne e martire. — Martirologio Romano