San Riccardo Gwyn

Martire

Aggiornato il 22 luglio 2026

La giovinezza e i primi anni d'insegnamento

Richard Gwyn nacque a Llandiloes, nel Montgomeryshire in Galles, verso il 1537. Negli anni della giovinezza si iscrisse al St John’s College di Cambridge, ma dovette ritirarsi da quell'istituzione dopo soli due anni a causa di gravi carenze finanziarie. Tornò quindi nella sua terra natia e trovò impiego come maestro ad Overton nel Clwyd. In quel luogo si sposò ed ebbe sei figli ad Overton, sebbene tre di essi morirono ben presto. In seguito si trasferì ad Overstock dove aprì una nuova scuola. Coloro che lo conobbero ne tramandarono la memoria, e il curatore delle sue poesie lo lodò per il carattere amabile nonostante i momenti di debolezza, definendolo un marito e un padre devoto, nonché un insegnante capace di conquistarsi e conservare l'affetto degli allievi.

Le persecuzioni e il ritorno alla fede

Il clima politico e religioso dell'epoca sottoponeva i cattolici a pesanti pressioni, e Riccardo fu inizialmente minacciato di multa per non frequentare la parrocchia anglicana locale. Cedendo alle pressioni del tempo, si convertì temporaneamente alla confessione anglicana imposta dall’Atto di Uniformità del 1559. In seguito si pentì profondamente di tale conversione anglicana e decise di tornare al cattolicesimo. Nel 1579 fu arrestato in quanto cattolico presso Wrexham, ma dopo l'arresto riuscì fortunosamente a fuggire. L'anno successivo il Consiglio della Corona invitò i vescovi ad arrestare gli insegnanti cattolici, e Riccardo fu nuovamente arrestato a causa di questa campagna mirata contro gli educatori fedeli a Roma. Fu imprigionato nel castello di Ruthim, dove rifiutò con decisione di firmare l'atto di sottomissione. Per punizione fu portato nella chiesa del luogo, dove fece molto rumore per coprire le parole del predicatore, gesto che gli valse la condanna a essere messo alla gogna e multato. Una volta rilasciato, non fu in grado di pagare le multe accumulate per la mancata frequentazione della chiesa, e venne quindi arrestato per l'ennesima volta a causa del mancato pagamento.

La prigionia, le poesie e il martirio

Condotto in giudizio insieme ad altri dissidenti, Riccardo subì dure torture volte a fargli rivelare i nomi dei cattolici ancora presenti sul territorio. Durante la lunga prigionia trovò il conforto della scrittura, componendo parecchie poesie in lingua gallese. Le sue poesie erano assai polemiche e dal tono alquanto amaro, e in esse esortava i compatrioti a restare fedeli all’antica madre Chiesa, attaccando al contempo lo scisma anglicano ed i suoi seguaci. Fu in seguito condotto per l’ottava volta in giudizio a Wrexham, accusato di aver ricondotto una persona alla fede cattolica e di riconoscere il primato papale. La prima accusa era considerata reato degno di morte secondo la legge del 1581, e le prove presentate contro di lui durante il processo erano state falsificate. Fu infine condannato a morte per non voler riconoscere la supremazia regale. Sua moglie e uno dei figli erano stati ammoniti a non seguire il suo esempio, ma sua moglie si dichiarò invece pronta a seguire la sua medesima sorte. Giunto sul patibolo, egli ribadì di riconoscere Elisabetta come legittima regina inglese, ma negò con fermezza che Elisabetta fosse Capo della Chiesa d’Inghilterra. Subì lunghi tormenti e rimase invitto nella fede prima di essere impiccato, calato a terra e squartato a Wrexham, nel Galles, il diciassette ottobre del 1584, subendo il martirio da padre di famiglia e maestro di scuola. La sua nascita e morte sono registrate convenzionalmente come Llandiloes, Galles, 1537 circa, e Wrexham, Galles, diciassette ottobre 1584.

Domande frequenti

Quando si festeggia San Riccardo Gwyn?

San Riccardo Gwyn si festeggia il diciassette ottobre, giorno in cui subì il martirio nel millesinquecento ottantaquattro.

A Wrexham in Galles, san Riccardo Gwyn, martire, che, padre di famiglia e maestro di scuola, professò la fede cattolica e, arrestato per aver persuaso altri ad abbracciarla, dopo lunghi tormenti, invitto nella fede, fu impiccato sul patibolo e sventrato ancora vivo. — Martirologio Romano