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7 settembre

Beato Giovanni Mazzucconi

Sacerdote e martire

Aggiornato il 15 settembre 2026

La giovinezza e la vocazione

Giovanni Battista Mazzucconi nacque il primo marzo del 1826 a Rancio, una frazione di Lecco situata nella terra lombarda. Crebbe in seno a una famiglia caratterizzata da una straordinaria dedizione alla pratica del Vangelo e della carità quotidiana. La grazia del Signore operò abbondantemente in quel focolare domestico, al punto che tre dei dodici figli intrapreso la via del sacerdozio e quattro scelsero di consacrarsi al Signore come suore. Entrato nel seminario diocesano per compiere il suo percorso di formazione, Giovanni sviluppò quasi subito nel proprio cuore l'ideale missionario. Il suo direttore spirituale, tuttavia, giudicò folle quel desiderio ardente e gli disse apertamente che la sua vera terra di missione si trovava in patria. Nonostante lo scetticismo espresso dalla sua guida spirituale, il giovane continuò a nutrire i suoi sogni di apostolato attraverso la preghiera e la speranza nella fondazione di un seminario missionario in Italia, specificamente dedicato alla preparazione dei sacerdoti per le terre lontane. Quel sogno provvidenziale si realizzò grazie all'opera di Angelo Ramazzotti, un avvocato divenuto sacerdote tra gli Oblati di Rho e in seguito insignito della dignità episcopale. Fu proprio monsignor Angelo Ramazzotti a fondare l'istituto missionario che in seguito avrebbe assunto la denominazione ufficiale di P.I.M.E.

La preparazione e la partenza per l'Oceania

Dopo aver dovuto attendere per un certo periodo prima di poter entrare nell'istituto missionario appena sorto, Giovanni giunse finalmente alla tanto desiderata ordinazione sacerdotale nel maggio del 1850. Solamente due mesi dopo quel momento di grazia, si trasferì a Saronno nella prima casa inaugurata dallo stesso Ramazzotti. In quel luogo di raccoglimento studiò intensamente, pregò con fervore e si dedicò alle opere di carità insieme ad un piccolo gruppo di confratelli. Si esercitò con costanza a condurre una vita sobria e segnata dal sacrificio, preparandosi interiormente ad affrontare le dure rinunce che la vita missionaria avrebbe inevitabilmente richiesto. Sviluppò progressivamente il desiderio profondo di recarsi come missionario in Oceania, una regione che all'epoca rappresentava una meta di pochissimi coraggiosi, la maggior parte dei quali era stata costretta a rinunciare a causa delle immense difficoltà, delle gravi malattie e della forte ostilità delle popolazioni locali. Destinato ufficialmente alla missione della Melanesia e Micronesia, salpò da Londra nel mese di marzo del 1852. Dopo tre mesi e mezzo di navigazione attraverso i mari del mondo, giunse in Australia, dove trascorse il tempo strettamente necessario per apprendere i rudimenti della lingua e conoscere le abitudini locali.

Il ministero in terra di missione e il martirio

Lasciata l'Australia con destinazione l'isola di Rook, all'arrivo non trovò alcuna struttura d'accoglienza, neppure una semplice casa, e dovette adattarsi alla meglio insieme ai suoi confratelli. Si trovò immerso in un ambiente umano profondamente chiuso, ostile e diffidente nei confronti degli stranieri. Convinto che l'approccio iniziale dovesse basarsi sulla semplice presenza costante tra la gente, scelse di rinviare l'annuncio esplicito della fede al momento che Dio avrebbe ritenuto opportuno. Quasi subito si ammalò di malaria, soffrendo terribilmente di edemi, piaghe dolorose, febbri altissime e deliri ricorrenti. Le sue condizioni di salute vennero ulteriormente aggravate dal clima pessimo, dalla totale mancanza di farmaci adeguati e dalla grave scarsità di cibo. Dopo poco più di due anni di sofferenze inaudite, le sue condizioni sanitarie peggiorarono a tal punto che i superiori gli ordinarono di rientrare in Australia per curarsi. Obbedendo prontamente all'ordine ricevuto, ripartì e recuperò rapidamente la salute nella terra australiana. Pochi mesi dopo la guarigione, chiese con insistenza di poter tornare sulla sua isola, ignorando completamente che nel frattempo la situazione nella missione era irrimediabilmente precipitata. Un catechista della missione era infatti deceduto e i confratelli rimasti sull'isola, ormai sfiduciati, si apprestavano anch'essi a fare ritorno in Australia. Nel frattempo, i superiori dall'Italia avevano disposto l'interruzione dell'invio di rinforzi per proteggere l'incolumità dei missionari. A causa della fretta di ripartire e delle difficoltà di comunicazione dell'epoca, le due navi non si incrociarono: la sua imbarcazione partì mentre quella dei confratelli stava arrivando. Nel settembre del 1855 la piccola nave su cui viaggiava giunse finalmente nei pressi dell'isola di Woodlark e fu subito circondata dalle canoe degli indigeni. Un notabile dell'isola salì a bordo e si avvicinò a Padre Giovanni con il pretesto di salutarlo, per poi sferrargli un violento colpo di scure direttamente sulla testa. Quella brutale aggressione diede immediatamente inizio al massacro di tutti i presenti e al saccheggio sistematico dell'imbarcazione, i cui cadaveri furono spietatamente gettati in mare. Padre Giovanni divenne così la prima vittima cruenta dell'odio maturato nei confronti dei missionari e della fede cristiana, concludendo la sua esistenza terrena all'età di poco superiore ai ventinove anni.

Domande frequenti

Quando si festeggia il Beato Giovanni Mazzucconi?

La sua memoria liturgica si celebra il 7 settembre di ogni anno, mentre nella diocesi di Milano viene solennemente ricordata il 10 settembre.

Nell’isola di Woodlark in Oceania, beato Giovanni Battista Mazzucconi, sacerdote dell’Istituto Milanese per le Missioni Estere e martire, che, dopo due anni trascorsi al servizio dell’evangelizzazione, ormai spossato dalle febbri e dalle piaghe, fu ucciso in odio alla fede con un colpo di scure. — Martirologio Romano