25 luglio
Beato Giovanni Soreth
Sacerdote carmelitano
Aggiornato il 15 settembre 2026
La formazione e i primi incarichi
Giovanni Soreth nacque presso Caen in Normandia nel 1394, inserendosi fin da giovane in un contesto di ricerca spirituale che lo condusse a entrare tra i Carmelitani di Caen. Dopo un cammino di intensa preparazione spirituale e culturale, egli divenne sacerdote verso il 1417, consolidando le basi del proprio ministero sacerdotale. La sua sete di conoscenza e la dedizione agli studi lo portarono a conseguire il titolo di maestro in teologia a Parigi nel 1438, un traguardo accademico di grande rilievo per l'epoca. Successivamente fu chiamato a svolgere l'incarico di reggente di studi, mettendo la propria sapienza al servizio della formazione dei giovani confratelli. La sua autorevolezza e le sue doti di governo lo resero punto di riferimento imprescindibile per la comunità religiosa, tanto da essere eletto Provinciale della sua Provincia di Francia nel periodo compreso tra il 1440 e il 1451. Durante questi anni di governo provinciale, egli poté osservare da vicino le necessità spirituali e materiali dei conventi, maturando la visione di una riforma profonda che avrebbe segnato indelebilmente la storia dell'Ordine. Nel 1451 la sua guida fu estesa a tutto l'Ordine quando venne eletto Priore Generale, carica che mantenne fino alla sua morte, avvenuta nel 1471. In virtù di questo supremo incarico, egli visitò spesso le province dell'Ordine presiedendo capitoli, ordinando statuti e vigilando attentamente sulla fedeltà alla Regola e alle Costituzioni, dimostrando una sollecitudine pastorale senza sosta e una totale dedizione al bene comune della Chiesa.
L'opera di riforma e l'osservanza regolare
Giovanni Soreth viene ricordato soprattutto come riformatore per la sua opera coraggiosa di ritorno all'osservanza regolare in un periodo storico segnato da rilassatezza e difficoltà. Egli agì con determinazione su due direttrici precise, consistenti nel fare osservare la Regola e le Costituzioni e nell'introdurre l'osservanza rigorosa nei conventi. Questa rinnovata osservanza si caratterizzava in modo inequivocabile per una povertà vissuta radicalmente e per un profondo raccoglimento interiore ed esteriore. Per sostenere questo ideale di perfezione evangelica, egli si esercitò in modo eroico ed esemplare a preghiera, umiltà, penitenza e povertà, offrendo ai confratelli una testimonianza vivente e irreprensibile. La sua opera di riforma mirava a restituire splendore al Carmelo, attirando all'Ordine molti giovani e anche molte donne che iniziarono con lui la vita conventuale. Tuttavia, il cammino della riforma non fu privo di ostacoli e incontrò talvolta una resistenza ostinata da parte di chi rifiutava il cambiamento. A Colonia, per esempio, fu cacciato con violenza dal convento da alcuni religiosi ribelli. Di fronte a tale insubordinazione, egli dovette ricorrere alla scomunica per far sottomettere i religiosi ribelli a Colonia, e la tradizione riferisce che alcuni di essi furono colpiti da subitanea morte. Negli anni successivi, proseguendo instancabilmente il suo cammino di visitatore e riformatore, nel 1469 celebrò il Capitolo dell'Ordine ad Aurillac, dal quale si portò successivamente in Bretagna per continuare la sua missione di rinnovamento spirituale e disciplinare, confermando la sua ferma volontà di condurre ogni anima sulla via della santità e della fedeltà al Vangelo.
L'apertura alle donne e la nascita dei monasteri
Con Giovanni Soreth la tradizione carmelitana si aprì ufficialmente anche alle donne, dando vita a una nuova e feconda stagione ecclesiale. La svolta ebbe inizio il 10 maggio 1452, quando egli ricevette nell'Ordine le beghine di Ten Elsen della Provincia di Geldern presso Mars in Olanda. Tre mesi più tardi, durante una visita in Toscana, affrontò un caso simile a Firenze, dove nella festa dell'Assunta del 1450 diverse donne avevano indossato il bianco manto dell'Ordine continuando a vivere a casa prima di formare una comunità. La vita comune di queste donne creava problemi canonici non indifferenti, tra cui quello delle decime e dei diritti parrocchiali. Per risolvere questa complessa situazione, il papa Nicolò V emise la Bolla Cum Nulla indirizzata proprio al Generale Giovanni Soreth e ai Provinciali. Questa bolla storica autorizzava ad accettare nell'Ordine e a proteggere pie vergini, vedove, beghine e mantellate singole o in gruppo o future indossatrici dell'abito. La Bolla Cum Nulla è considerata dalla storia l'inizio delle comunità monastiche femminili regolari e segnò anche la nascita del Terz'Ordine o Ordine Secolare carmelitano. Esiste un altro documento pontificio che concesse tale facoltà, vale a dire la Bolla Dum Attenta di Sisto IV emessa il 28 novembre 1476. Da Firenze iniziò l'espansione dei primi monasteri femminili nell'Italia settentrionale, mentre nel Nord Europa Soreth valorizzò l'opera della Beata Francesca d'Amboise, alla quale diede l'abito di persona, dotando così l'Ordine dei Carmelitani di conventi femminili fiorentini e bretoni che fiorirono nella preghiera e nella penitenza.
Il pensiero spirituale e il commento alla Regola
La profondità spirituale del Beato Giovanni Soreth si espresse mirabilmente nei suoi scritti e in particolare in un importante commento alla Regola carmelitana intitolato in latino Expositio paraenetica. L'intento di questo commento era presentare il carisma carmelitano conservandolo fedelmente nella tradizione dei padri del monachesimo antico. Tra i padri di riferimento figuravano figure eccelse come Cassiano, Bernardo, i Vittorini, gli autori della Devotio moderna e l'anonimo autore dell'Istituzione dei primi monaci. Il fondamento di partenza di tutta la sua riflessione era la Regola mitigata approvata dal papa Eugenio IV. Soreth intendeva ribadire con forza che la tensione all'unione con Dio e la pratica dell'orazione rimanevano indiscutibili nonostante le attenuazioni ascetiche concesse nel corso dei secoli. Per Soreth la perfezione si basava sulla purificazione del cuore del monaco tramite la vigilanza e la comunione continua con Dio. Il desiderio di unione richiedeva espressioni concrete e quotidiane come la solitudine, la vita fraterna, il silenzio e la mortificazione animate interamente dall'amore. La cella conventuale era considerata dal carmelitano terra santa e luogo privilegiato per concretizzare il proprio ideale gustando il cielo nella storia. La personalità del monaco si costruiva così con il raccoglimento, l'unione con Dio e l'intensa meditazione come via maestra alla contemplazione. I fratelli carmelitani apprezzavano profondamente questo stile di vita austera e cercavano un'autentica povertà personale e comunitaria. La grande novità di Soreth consistette proprio nell'accoglienza della forma meditativa tipica della Devotio moderna nella venerabile tradizione carmelitana, offrendo ai religiosi un metodo sicuro per innalzare lo spirito verso l'Altissimo.
Il compimento della vita e il transito
Gli ultimi anni della vita del Beato Giovanni Soreth furono segnati da fatiche apostoliche e da prove dolorose accettate con spirito di totale abbandono a Dio. Giunto in Bretagna e precisamente a Nantes, si occupò con la consueta dedizione della riforma del monastero locale. All'epoca dei fatti descritti aveva quarantanove anni di età, ed erano diciassette anni che governava con saggezza l'Ordine carmelitano. Durante il suo soggiorno a Nantes sopravvenne una terribile malattia provocata probabilmente da un avvelenamento, il quale purtroppo uccise all'istante il priore del convento durante un pranzo comunitario e debilitò molto il Beato. Nonostante le gravi condizioni di salute causate da questo tragico evento, il santo Priore Generale trovò la forza di mettersi in viaggio per fare ritorno ad Angers. Giunto ad Angers, vi morì il 25 luglio 1471, compiendo santamente il suo pellegrinaggio terreno. Egli si preparò alla morte in modo esemplare e santo, perdonando generosamente gli eventuali avvelenatori e invocando con fede incrollabile i dolcissimi nomi di Maria e di Gesù. La sua dipartita lasciò un vuoto immenso nell'Ordine, ma la sua eredità spirituale rimase viva e feconda nei secoli. Il carmelitano Battista Spagnoli, noto umanista del tempo, volle dedicargli un'affettuosa e commovente elegia per celebrarne le virtù. Ad Angers in Francia il Beato Giovanni Soreth è commemorato con profonda devozione come sacerdote dell'Ordine dei Carmelitani che riportò l'Ordine a una più stretta osservanza e lo dotò di conventi femminili, mentre la Chiesa universale ne custodisce la memoria luminosa come modello luminoso di fedeltà evangelica.
La vita e il ministero
Il percorso terreno del Beato Giovanni Soreth ha inizio a Caen, dove matura la sua vocazione che lo conduce, verso l'anno 1417, a ricevere l'ordinazione sacerdotale all'interno dell'Ordine Carmelitano. La sua formazione lo porta a viaggiare tra importanti centri culturali e religiosi, tra cui Parigi, Firenze, Colonia e Nantes, città in cui egli approfondisce la propria dedizione allo studio e alla preghiera. La sua statura morale e la sua profonda intelligenza spirituale trovano pieno riconoscimento nel 1451, quando viene eletto Priore Generale dell'Ordine. In questo ruolo di alta responsabilità, egli si impegna con fervore nella promozione della riforma dell'osservanza regolare, cercando di riportare la vita comunitaria a uno stile di vita evangelico, sobrio e orientato verso l'essenziale.
La sua opera di riforma non si limita alla disciplina, ma si apre a nuovi orizzonti di santità. Consapevole del desiderio di molte donne di seguire il cammino del Carmelo, il Beato Giovanni Soreth compie un gesto di grande lungimiranza ecclesiale: egli ottiene la bolla papale nota come Cum Nulla, un documento fondamentale che sancisce ufficialmente l'ammissione delle donne nell'Ordine. Grazie a questo provvedimento, egli fonda i primi monasteri femminili carmelitani, offrendo alle religiose una forma di vita che coniuga la contemplazione con l'appartenenza piena alla famiglia carmelitana. Il suo instancabile servizio si conclude ad Angers, in Francia, nel 1471, anno in cui rende l'anima a Dio, lasciando in eredità un Ordine rinnovato nello spirito e ampliato nella sua missione verso il mondo femminile.
Il culto
La figura del Beato Giovanni Soreth, pur nel trascorrere dei secoli, ha mantenuto viva la sua importanza nel cuore della Chiesa, che ne ha riconosciuto ufficialmente la santità attraverso il processo di beatificazione. La solenne approvazione del suo culto, avvenuta nel 1866 per mano del Papa Pio IX, ha confermato la validità della sua missione e la fecondità del suo esempio per le generazioni successive. Egli viene oggi venerato come un padre che ha saputo leggere i segni dei tempi, aprendo sentieri di perfezione cristiana che ancora oggi sostengono il cammino di tante persone consacrate.
La devozione nei suoi confronti si concentra nel giorno della sua nascita al cielo, il 25 luglio, data in cui la famiglia carmelitana si riunisce per celebrarne la memoria liturgica. È un momento di preghiera e di gratitudine, in cui si fa memoria del suo zelo nel promuovere l'osservanza regolare e del suo amore per la vocazione contemplativa. Attraverso il suo ricordo, i fedeli sono invitati a riscoprire il valore della fedeltà quotidiana e la bellezza di una vita spesa interamente per la gloria di Dio e per il bene dell'intera famiglia del Carmelo, in costante ascolto della Parola e in unione profonda con la Santa Vergine.
Domande frequenti
Quando si festeggia il Beato Giovanni Soreth?
Il Beato Giovanni Soreth si festeggia il 25 luglio, giorno della sua nascita al cielo avvenuta ad Angers nel 1471.
Quale fu il ruolo principale del Beato Giovanni Soreth nell'Ordine dei Carmelitani?
Egli fu Priore Generale dell'Ordine dal 1451 fino alla morte e viene ricordato soprattutto come il grande riformatore che riportò i carmelitani alla stretta osservanza regolare, aprendo al contempo l'Ordine alla fondazione dei monasteri femminili e del Terz'Ordine.
Ad Angers in Francia, beato Giovanni Soreth, sacerdote dell’Ordine dei Carmelitani, che egli riportò a una più stretta osservanza e dotò di conventi femminili. — Martirologio Romano