Beato Guglielmo di Fenoglio
Laico certosino
Aggiornato il 21 luglio 2026
Il cammino di fede
La vicenda umana del Beato Guglielmo di Fenoglio ha inizio tra le montagne di Garessio, dove nacque nell'anno mille sessantacinque. La sua chiamata alla vita monastica si concretizzò precocemente quando, giunto alla soglia dei vent'anni, decise di abbracciare la rigorosa regola certosina entrando nella Certosa di Casotto. In questo luogo, lontano dalle distrazioni del mondo, Guglielmo scelse la via del laico converso, dedicando le sue forze al sostentamento materiale della comunità monastica. La sua mansione principale, quella della questua, lo rendeva un viandante di Dio, costantemente impegnato nel percorrere i sentieri che collegavano Mondovì e Albenga per raccogliere il necessario per i confratelli.
In questo servizio di carità, la fede di Guglielmo si fece atto concreto e quotidiano. La tradizione narra di episodi prodigiosi che accompagnarono il suo cammino, in particolare alcuni eventi legati alla zampa di una mula, che la memoria dei fedeli ha custodito come segni della protezione celeste che assisteva il suo umile operato. La sua vita, trascorsa tra la preghiera costante e il lavoro manuale, si concluse presso la Certosa di Valcasotto nell'anno mille centoventi. La sua esistenza, pur priva di clamore, lasciò un segno indelebile nel cuore di chi lo conobbe, tanto che il suo corpo fu preservato incorrotto per molto tempo dopo la morte. Questa reliquia divenne presto meta di pellegrinaggi, rendendo necessario lo spostamento delle spoglie per gestire l'afflusso dei fedeli che cercavano conforto e intercessione presso la tomba del Beato. La sorte avversa che portò alla perdita delle sue spoglie durante le turbolente vicende dell'era napoleonica non ha tuttavia scalfito la memoria del suo esempio, che rimane intatto come testimonianza di una vita spesa totalmente nell'umiltà e nel silenzio, virtù che hanno reso Guglielmo un faro per tutti coloro che cercano Dio nella semplicità del quotidiano.
Il ricordo nel tempo
Il culto del Beato Guglielmo di Fenoglio è fiorito nel corso dei secoli come espressione di una devozione popolare che ha saputo riconoscere la santità nascosta sotto l'abito del converso. Nonostante le difficoltà storiche, che hanno portato alla dispersione dei suoi resti mortali, la Chiesa ha voluto ufficialmente confermare la grandezza di questo figlio di Garessio. Il ventinove marzo del mille ottocento sessanta, il Papa Pio undicesimo ne decretò la canonizzazione, elevandolo agli onori degli altari e offrendo il suo esempio alla venerazione dei fedeli di ogni tempo.
Oggi, la figura di Guglielmo è invocata particolarmente dai conversi certosini, che vedono in lui un protettore e un modello di dedizione silenziosa. La sua festa, celebrata il diciannove dicembre, invita la comunità cristiana a riflettere sul valore del servizio disinteressato e sulla capacità di trasformare la fatica del lavoro in una preghiera continua. Anche senza la presenza fisica delle spoglie, il Beato Guglielmo continua a intercedere per chi, come lui, percorre le vie del mondo cercando di mantenere il cuore ancorato al cielo, ricordandoci che ogni cammino, se intrapreso con spirito di fede, conduce alla presenza del Signore.
Domande frequenti
Quando si festeggia il Beato Guglielmo di Fenoglio?
Il Beato Guglielmo di Fenoglio si festeggia il 19 dicembre.
Di cosa è patrono il Beato Guglielmo di Fenoglio?
Il Beato Guglielmo di Fenoglio è patrono dei conversi certosini.
Nella Certosa di Casotto in Piemonte, beato Guglielmo da Fenoglio, religioso, che aveva condotto in precedenza vita eremitica. — Martirologio Romano