Beato Józef Jankowski
Sacerdote pallottino, martire
Aggiornato il 21 luglio 2026
Il cammino sacerdotale
Il percorso di vita del Beato Józef Jankowski ha avuto inizio nel piccolo centro di Czyczkowy. Seguendo la chiamata del Signore, egli ha intrapreso il cammino verso il presbiterato, che lo ha condotto a ricevere l'ordinazione sacerdotale nel 1936 presso la località di Suchary. La sua formazione, avvenuta tra luoghi significativi come Wadowice e Ołtarzew, ha preparato il suo animo alla missione che lo attendeva. Giunto a Ołtarzew, ha profuso ogni sua energia in un fecondo ministero pastorale e in un instancabile impegno caritativo, facendosi vicino alle necessità spirituali e materiali di chi incontrava sul suo cammino. La sua presenza a Varsavia e in altre zone della nazione ha segnato profondamente la vita dei fedeli, che hanno trovato in lui una guida ferma e un pastore attento. Tuttavia, il tempo della prova era ormai vicino. Il 16 maggio 1941, la sua opera è stata bruscamente interrotta dall'arresto operato dalla Gestapo. Da quel momento, il suo cammino di sacerdote si è trasformato in una via crucis che lo ha condotto, attraverso la deportazione, verso il campo di sterminio di Auschwitz. In quel luogo di profonda umiliazione umana, egli ha continuato a testimoniare la fede, resistendo con coraggio fino al momento in cui le torture subite ne hanno causato la morte. Il suo sacrificio, avvenuto nel 1941, rimane inciso nella memoria storica come un atto di amore supremo verso Dio e verso i fratelli, vissuto nella piena coerenza con la sua vocazione pallottina.
Il culto e la memoria
La figura del Beato Józef Jankowski è oggi oggetto di una devozione sentita e radicata, che trae la sua forza dall'esempio di un uomo che ha saputo restare fedele fino alla fine. Il riconoscimento ufficiale della sua santità, avvenuto per mano di Papa Giovanni Paolo II nel 1999, ha sancito il valore universale della sua testimonianza di martire. Egli è venerato come patrono in diverse realtà locali, tra cui la parrocchia di Ołtarzew, il vicariato foraneo di Laski, la città di Brusy, la città di Ożarów Mazowiecki e la scuola di Czyczkowy, che custodiscono con cura la memoria del suo operato. Il culto verso questo martire del ventesimo secolo non è soltanto un atto di devozione verso il passato, ma un invito costante a vivere la fede con la medesima profondità e dedizione. La sua ricorrenza, fissata per il 16 ottobre, data in cui egli concluse la sua esistenza terrena nel campo di Auschwitz, rappresenta un momento di preghiera e di riflessione per tutti coloro che desiderano onorare il coraggio di chi ha preferito la testimonianza del Vangelo alla salvezza della propria vita. La sua vita, pur interrotta dalle violenze, continua a parlare al cuore dei fedeli, illuminando la via del servizio e della carità.
Domande frequenti
Quando si festeggia il Beato Józef Jankowski?
Si festeggia il 16 ottobre, giorno della sua morte nel campo di sterminio di Auschwitz.
Di cosa è patrono il Beato Józef Jankowski?
È patrono della parrocchia di Ołtarzew, del vicariato foraneo di Laski, delle città di Brusy e Ożarów Mazowiecki, e della scuola di Czyczkowy.
Vicino a Cracovia in Polonia, nel campo di sterminio di Auschwitz, beati Aniceto Koplinski, dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini, e Giuseppe Jankowski, della Società dell’Apostolato Cattolico, sacerdoti e martiri, che, durante l’occupazione militare della patria da parte dei seguaci di un’empia dottrina ostile agli uomini e alla fede, testimoniarono fino alla morte la fede in Cristo, l’uno ucciso in una camera a gas, l’altro dalle guardie del campo. — Martirologio Romano