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16 ottobre

Beato Józef Jankowski

Sacerdote pallottino, martire

Aggiornato il 15 settembre 2026

Dalle origini alla vocazione sacerdotale

Józef Jankowski nacque il diciassette novembre 1910 a Czyczkowy, nel voivodato della Pomerania, nella Polonia del nord, inserito nel contesto del ventesimo secolo. Era il secondo degli otto figli nati da Robert e Michalina Jankowski. Fin dall'infanzia si distinse per una spiccata religiosità, un grande amore alla preghiera e una viva sensibilità verso i bisogni del prossimo. Nell'anno scolastico 1924/1925 iniziò a frequentare il ginnasio a Suchary. Tale istituto scolastico era tenuto dai padri della Società dell'Apostolato Cattolico, una famiglia religiosa fondata da san Vincenzo Pallotti e comunemente noti come Pallottini. Seguendo le orme del fondatore, il giovane Józef non ricercò mai una vita mediocre, aspirando invece alla grande santità e a compiere un attento lavoro su se stesso per liberarsi dall'amor proprio e giungere a essere dimenticato. Nel 1929 entrò a pieno titolo nella Società dell'Apostolato Cattolico. Il percorso di formazione proseguì con il compimento delle promesse temporanee, emesse il cinque agosto 1931 a Wadowice, presso il Collegium Marianum. Giunto alla maturità del sacerdozio, venne ordinato sacerdote il due agosto 1936 a Suchary per le mani dell'arcivescovo di Gniezno, Antoni Laubitz. Un anno prima dell'ordinazione, in uno scritto personale, confidò a un fratello che il suo ideale abbracciava Iddio, il prossimo e se stesso, motivato dall'amor di Dio e dal desiderio di amarLo più della propria vita. In un altro scritto espresso intimamente, manifestò il profondo desiderio che la sua vita fosse distrutta affinché regnasse nel mondo il Regno di Cristo.

Il ministero apostolico e gli anni della prova

Il sacerdote esercitò le funzioni ordinarie del suo ministero in accordo con la regola della sua congregazione. Fu destinato come cappellano e catechista nelle scuole di Ołtarzew e della zona circostante, rivelandosi un punto di riferimento fondamentale per i giovani. La sua passione più grande erano infatti i bambini e i giovani, che cercava incessantemente di condurre alla santità. Svolse inoltre l'incarico di responsabile della Crociata Eucaristica e di segretario del comitato per l'aiuto dei bambini, oltre a ricoprire il ruolo di tesoriere del Seminario. La sua vita interiore ricevette una profonda influenza da santa Teresa di Gesù Bambino, mentre la sua devozione si nutriva intensamente di Gesù Eucaristia e della Madonna, venerata dai Pallottini come Regina degli Apostoli. In una preghiera personale invocò la Vergine Santissima, Regina degli Apostoli e Madre del Divino Amore, chiedendo di riempire il suo cuore e di esser colmato dello Spirito Santo come il fondatore. Era inoltre molto ricercato come confessore e direttore spirituale. Quando nei primi giorni della seconda guerra mondiale la Polonia subì l'occupazione militare da parte dei seguaci di un'empia dottrina ostile agli uomini e alla fede, il sacerdote restò coraggiosamente a Ołtarzew. Prestò instancabilmente aiuto spirituale e materiale alla popolazione locale a rischio della vita. Il trenta-uno marzo 1941 fu eletto maestro dei novizi, assumendo un compito delicato di guida spirituale in tempi tanto difficili.

L'arresto, la deportazione e il martirio ad Auschwitz

La persecuzione non tardò a colpirlo direttamente. Il sedici maggio 1941 fu arrestato dalla Gestapo. Venne condotto al carcere di Pawiak presso Varsavia, dove subì per due settimane crudeli torture. Successivamente fu deportato dal carcere al campo di sterminio di Auschwitz, situato vicino a Cracovia in Polonia. All'arrivo fu registrato nel campo come detenuto numero sedicimila ottocentonovantacinque. Per cinque mesi sopportò con dignità e serenità le persecuzioni, le umiliazioni e la costante angoscia di Auschwitz. Insieme a lui, nello stesso contesto di persecuzione, si trovava il sacerdote cappuccino Aniceto Koplinski, nato anch'egli a Czyczkowy in Polonia il diciassette novembre 1910. Entrambi i sacerdoti testimoniarono fino alla morte la fede in Cristo nel campo di sterminio, sebbene con modalità diverse: Aniceto Koplinski fu successivamente ucciso in una camera a gas, mentre Józef Jankowski affrontò l'epilogo cruento della sua persecuzione per mano delle guardie del campo. Il sedici ottobre 1941, Józef fu brutalmente torturato dal kapò Krott, noto per le sue efferate bestialità. Ridotto in fin di vita, fu condotto a morire nel reparto ammalati. Un testimone oculare, il sacerdote Konrad Szweda, riferì al processo di beatificazione di aver trovato Jankowski già morto il giorno successivo al ricovero, ipotizzando il decesso sia per le percosse ricevute che per un'iniezione letale praticata regolarmente nel campo. Il corpo fu infine gettato nel forno crematorio. Morì ad Auschwitz in Polonia il sedici ottobre 1941, ad appena un mese dal compimento dei trentuno anni. Nella stessa data e nello stesso luogo morì il sacerdote cappuccino Aniceto Wojciech Koplinski, il quale fu sepolto in una fossa comune con altri detenuti e ricoperto di calce viva.

La memoria, la beatificazione e il culto

La fama di martirio sorse subito dopo la morte del sacerdote e si rafforzò rapidamente tra i confratelli Pallottini, gli ex prigionieri di Auschwitz e i fedeli. Tale fama è ampiamente attestata da relazioni, ricordi di testimoni oculari, celebrazioni anniversarie e pubblicazioni. Riconosciuto per la sua eroica testimonianza, è incluso ufficialmente nel gruppo dei centootto martiri polacchi della seconda guerra mondiale. La Chiesa ha solennemente riconosciuto la sua santità quando è stato beatificato da san Giovanni Paolo II a Varsavia il tredici giugno 1999. In seguito, il sedici ottobre 2011, il vescovo di Pelplin Jan Bernard Szlaga benedisse una chiesa intitolata proprio al beato martire presso Męcikał, in Polonia. Il suo patrocinio si estende oggi alla parrocchia di Ołtarzew, al vicariato foraneo di Laski, alla comunità di Brusy, alla località di Ożarów Mazowiecki con le sue frazioni, e a una scuola situata a Czyczkowy. Aniceto Koplinski e Giuseppe Jankowski sono considerati beati e martiri, fulcri luminosi di una fede che non si piega alla barbarie. Diverse grazie continuano a essere attribuite all'intercessione del Beato Józef Jankowski, la cui memoria rimane viva nella preghiera e nella gratitudine dei fedeli.

Domande frequenti

Quando si festeggia il Beato Józef Jankowski?

La sua memoria liturgica si celebra il sedici ottobre, data legata al gruppo dei centootto martiri polacchi della seconda guerra mondiale.

Di cosa è patrono il Beato Józef Jankowski?

È patrono della parrocchia di Ołtarzew, del vicariato foraneo di Laski, di Brusy, di Ożarów Mazowiecki con le frazioni e di una scuola a Czyczkowy.

Vicino a Cracovia in Polonia, nel campo di sterminio di Auschwitz, beati Aniceto Koplinski, dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini, e Giuseppe Jankowski, della Società dell’Apostolato Cattolico, sacerdoti e martiri, che, durante l’occupazione militare della patria da parte dei seguaci di un’empia dottrina ostile agli uomini e alla fede, testimoniarono fino alla morte la fede in Cristo, l’uno ucciso in una camera a gas, l’altro dalle guardie del campo. — Martirologio Romano