2 settembre
Beato Juan Franquesa Costa
Sacerdote e martire
Aggiornato il 15 settembre 2026
La giovinezza e la chiamata alla vita religiosa
Il Beato Juan Franquesa Costa è nato nel corso del tardo ottocento, precisamente nel 1867, nella località di Santa Fe de la Segarra di Lleida. I suoi genitori, Manuel e Antonia, lo hanno educato cristianamente. All'età di venti anni, la sua vita ha incontrato una svolta decisiva grazie all'incontro con padre Giuseppe Manyanet. Il sacerdote fondatore gli ha proposto di entrare a far parte della congregazione dei Religiosi Figli della Sacra Famiglia. Questo istituto religioso è stato fondato con lo scopo specifico di promuovere la devozione alla Sacra Famiglia e di curare la formazione cristiana delle famiglie attraverso l'educazione cattolica dedicata ai bambini e ai giovani. Rispondendo con generosità a questa chiamata, il ventuno aprile 1888 Juan Franquesa Costa è entrato nella scuola di Jesús, María e José di San Andreu de Palomar come candidato alla vita religiosa e al sacerdozio. All'interno di questa istituzione educativa e formativa ha approfondito lo studio delle materie umanistiche, della filosofia, della teologia dogmatica e della teologia morale, preparandosi con cura al ministero ordinato. Il percorso di configurazione a Cristo è proseguito quando ha indossato l'abito religioso e ha cominciato ufficialmente il noviziato il ventiquattro giugno 1889.
L'attività letteraria e gli anni di servizio
A partire dal 1896, padre Juan Franquesa ha stabilito la sua residenza presso la Curia generale situata a Barcellona. In questo luogo centrale ha condiviso la vita quotidiana di comunità insieme al fondatore padre Giuseppe Manyanet e con altri confratelli della congregazione. Nel corso degli anni, le sue doti intellettuali e il suo zelo apostolico lo hanno reso probabilmente il più celebre pubblicista della sua famiglia religiosa. La sua penna ha prodotto numerosi scritti, sia in prosa sia in versi, focalizzati quasi interamente sulla figura e sulla spiritualità della Sacra Famiglia. Tra le sue opere più significative figurano il volume intitolato 'Un mese dedicato alla sacra Famiglia', due novene e due libri incentrati sul mistero dell'Eucarestia. Inoltre, ha offerto il suo contributo redigendo articoli per diverse riviste di ambito cattolico. Nel 1908 si è trasferito per dimorare nel collegio Nazareno situato a Blanes. Nello stesso anno ha preso parte al capitolo generale della congregazione, durante il quale sono state introdotte modifiche legate all'unione con i Teatini. Nel corso del suo ministero ha risieduto anche nelle diverse strutture dell'ordine presenti a Blanes, a Tremp e a Reus.
Il martirio e la beatificazione
Al momento dello scoppio della rivoluzione nel 1936, padre Juan Franquesa faceva parte della comunità scolastica degli orfani situata a Sant Julià de Vilatorta. Negli ultimi giorni di agosto del medesimo anno, con il progressivo e violento inasprirsi della persecuzione religiosa a Cervera, si è incamminato verso Sant Guim per tentare di prendere un treno insieme ad alcuni compagni e a suo nipote Jaime Franquesa. Durante il tragitto, presso un punto di controllo gestito da un comitato rivoluzionario, padre Juan e i suoi accompagnatori sono stati fermati e tratti in arresto. Il nipote Jaime Franquesa è stato successivamente rimesso in libertà due giorni prima dell'uccisione dello zio. Padre Juan Franquesa ha affrontato la morte all'età di sessantanove anni, venendo assassinato presumibilmente il due settembre 1936 in odio alla fede cattolica. I suoi resti mortali sono stati deposti in una fossa comune all'interno del cimitero di Cervera. Il dieci maggio 2012 Papa Benedetto XVI ha dato l'approvazione per promulgare il decreto di martirio riguardante diciannove membri dei Figli della Sacra Famiglia e alcuni giovani ex alunni laici. Successivamente, il tredici ottobre 2013 si è tenuta a Tarragona, in Catalogna, la solenne cerimonia di beatificazione di cinquecentoventidue martiri uccisi durante il conflitto civile spagnolo. La celebrazione liturgica è stata guidata dal Cardinale Angelo Amato in qualità di delegato di Papa Francesco. Tra i cinquecentoventidue martiri beatificati nella memorabile cerimonia di Tarragona è stato ufficialmente incluso anche il sacerdote e scrittore padre Juan Franquesa Costa.
Il cammino sacerdotale
La vita del Beato Juan Franquesa Costa ha avuto inizio nel 1867 a Santa Fe de la Segarra, in provincia di Lleida. Fin dalla giovinezza, egli ha avvertito il richiamo di una consacrazione più profonda, che lo ha condotto a compiere passi decisivi verso la vita religiosa. Nell'anno 1888, Juan Franquesa Costa ha fatto il suo ingresso tra i Religiosi Figli della Sacra Famiglia, intraprendendo un percorso di formazione che lo avrebbe portato a professare il suo amore per il Signore attraverso il carisma della congregazione. Il 24 giugno 1889 ha iniziato ufficialmente il noviziato, momento fondante di una dedizione che non avrebbe più conosciuto incertezze.
Nel corso del suo ministero, egli ha esercitato il suo apostolato in diverse località, tra le quali Barcellona, Blanes, Tremp, Reus e Sant Lulia de Vilatorta. Oltre all'impegno pastorale diretto, egli si è distinto come un noto pubblicista, dedicando il suo ingegno e la sua penna alla composizione di numerosi scritti volti a promuovere e approfondire la devozione alla Sacra Famiglia. Questa attività letteraria è stata per lui uno strumento di evangelizzazione, un modo per portare la luce della fede nelle case e nelle coscienze dei fedeli. La sua vita, trascorsa tra il servizio sacerdotale e la missione editoriale, è giunta a compimento nella cittadina di Cervera, luogo che ha visto l'epilogo del suo cammino terreno nel 1936. Arrestato a Sant Guim durante la violenta persecuzione religiosa che ha sconvolto la Spagna in quegli anni, egli ha affrontato la prova suprema con la dignità propria di chi ha posto ogni speranza nel suo Signore, testimoniando fino all'ultimo istante la sua fedeltà alla Chiesa e alla Sacra Famiglia.
La memoria del martirio
Il sacrificio del Beato Juan Franquesa Costa è stato riconosciuto dalla Chiesa universale come un atto di martirio avvenuto in odio alla fede il 2 settembre 1936. Il suo esempio di perseveranza è stato solennemente celebrato il 13 ottobre 2013, quando Papa Francesco ne ha proclamato la beatificazione a Tarragona. In quella circostanza, egli è stato elevato agli onori degli altari insieme a numerosi altri martiri della guerra civile spagnola, i quali hanno condiviso con lui la medesima sorte di dedizione estrema.
Oggi, la figura del Beato Juan Franquesa Costa rimane impressa nella memoria della comunità cristiana come una luce che non si è spenta nel buio della violenza, ma che al contrario brilla per la forza della testimonianza offerta. La sua beatificazione non rappresenta solo un atto giuridico, ma un invito rivolto a ogni fedele a guardare alla sua vita come a un modello di coerenza evangelica. Egli ci ricorda che ogni vocazione, se vissuta nella fedeltà quotidiana e nell'amore verso il prossimo, può diventare un cammino verso la santità. La Chiesa, nel richiamare il suo ricordo ogni 2 settembre, invita i credenti a invocare la sua intercessione, affinché la devozione alla Sacra Famiglia continui a essere sorgente di pace e di comunione, proprio come egli aveva desiderato e predicato attraverso i suoi scritti durante tutto il corso della sua esistenza terrena.
Domande frequenti
Quando si festeggia il Beato Juan Franquesa Costa?
La sua memoria liturgica si celebra il due settembre.