4 settembre
Beato Luigi Prado García
Seminarista e martire
Aggiornato il 15 settembre 2026
L'infanzia e la famiglia nelle Asturie
Luis Prado García nacque il 4 marzo 1914 a Piedras Blancas, località vicina a Laspra nelle Asturie, in Spagna. Egli era il decimo di tredici figli nati dall'unione dei suoi genitori, chiamati José e Vicenta. Suo padre lavorava in fabbrica e possedeva del bestiame, attività che garantivano il sostentamento della famiglia. Fin da bambino, il piccolo Luis mostrò una forte inclinazione per la religione, comportandosi quasi come un piccolo sacrestano. La mattina, prima di recarsi a scuola, era solito servire la Messa nella parrocchia di San Martino a Laspra. A mezzogiorno rientrava puntualmente in parrocchia per suonare la campana dell'Angelus. La sera tornava nuovamente in chiesa per prendere parte alla recita del Rosario. Quando manifestò l'intenzione di entrare in Seminario, i suoi genitori non ostacolarono in alcun modo la sua decisione. La famiglia poteva permettersi di mantenerlo agli studi grazie ai proventi derivanti dal bestiame e al lavoro quotidiano.
Gli anni nel Seminario di Valdediós
Nel 1930 entrò nel Seminario Minore della diocesi di Oviedo, situato nel suggestivo monastero di Santa Maria di Valdediós. Un compagno ha testimoniato che Luis entrò a Valdediós proprio in quell'anno e si mostrò subito contento e a suo agio, come se si trovasse a casa propria. Ottenne quasi subito una borsa di studio istituita da un benefattore di Avilés per un futuro sacerdote di quella città o dei dintorni. Grazie a questa borsa di studio riuscì a sostenere economicamente la propria famiglia. Lo stesso compagno lo ha descritto come una persona dal carattere dolce, pacifico, tranquillo, affettuoso con i compagni, sottomesso e obbediente ai superiori. Secondo questa testimonianza, Luis si dedicava sempre ai lavori più umili del Seminario senza mostrare alcun disappunto. Seguiva i rintocchi della campana per ogni attività con puntualità e piacere. La sua carità, la cura per il culto e la fiducia dei superiori gli valsero gli incarichi di infermiere e sacrestano, che svolse a lungo con la soddisfazione di tutti.
La vocazione al martirio e il servizio militare
Luis seguì con grande preoccupazione le vicende della rivoluzione delle Asturie. Il 7 ottobre 1934 vennero uccisi sei allievi del Seminario Maggiore di Oviedo. La notizia di quella brutale uccisione giunse fino a Valdediós e colpì profondamente Luis. Sua sorella Paz ha raccontato che, dopo il funerale dei seminaristi, Luis diceva di invidiarli e che sarebbe stato felice di morire martire. Sempre secondo la testimonianza della sorella, Luis si sentiva orgoglioso di quei seminaristi. I famigliari non gli credettero e lo trattarono con sufficienza, ma lui rimase fermo nella sua convinzione. Dopo cinque anni di seminario, fu chiamato a svolgere il servizio militare. Chiese e ottenne di servire a Burgos per poter proseguire gli studi nel Seminario di quella città. Terminato il servizio militare e ottenuto il congedo, rientrò in famiglia mentre era già in corso la dolorosa guerra civile.
L'arresto e la testimonianza suprema a Gijón
Essendo stato avvisato dell'imminenza del suo arresto, Luis si nascose per alcuni giorni a La Carriona presso la casa di alcuni amici. Fu tuttavia denunciato e successivamente trasferito a Salinas. La notte del 4 settembre 1936 fu condotto a Gijón per essere giustiziato. Il medico incaricato di certificare la morte dei fucilati raccolse i suoi effetti personali e fornì preziosi dettagli sul suo martirio. I carnefici chiesero a Luis di alzare la mano e pronunciare le sue ultime parole, ed egli rispose gridando "Viva Cristo!", ricevendo in risposta un colpo da arma da fuoco alla mano. Gli fu ordinato nuovamente di alzare la mano e gridare "Viva la Repubblica!", ma lui la rialzò ripetendo con forza "Viva Cristo!". A quel punto gli spararono cinque colpi all'addome. Continuò a proclamare "Viva Cristo!" fino al colpo finale alla testa, per un totale di undici colpi ricevuti. Al momento della morte aveva ventidue anni e frequentava il secondo anno di Filosofia.
Il contesto dei seminaristi martiri e la beatificazione
Durante gli anni della guerra civile vennero uccisi altri due seminaristi di Oviedo: Sixto Alonso Hevia e Manuel Olay Colunga. Sixto Alonso Hevia, frequentante il terzo anno di Filosofia, fu ucciso il 27 maggio 1937, mentre Manuel Olay Colunga, suddiacono del quinto anno di Teologia, fu ucciso il 22 settembre 1937. I resti mortali di Luis Prado García e di Sixto Alonso Hevia, mentre quelli di Manuel Olay Colunga non sono mai stati ritrovati, sono stati traslati il 19 marzo 2013 nella Cappella Maggiore della nuova sede del Seminario di Oviedo. Anche i resti dei sei seminaristi uccisi nel 1934 sono stati traslati nella Cappella Maggiore del Seminario nello stesso anno. La fama di martirio dei tre seminaristi si è conservata nel tempo, così come quella dei sei seminaristi uccisi nel 1934. Il nulla osta per l'avvio della causa di beatificazione, intitolata ad Ángel Cuartas Cristóbal e otto compagni, è stato rilasciato il 12 maggio 1993. Il processo diocesano si è svolto a Oviedo, è iniziato ed è stato concluso il 29 novembre 1997, per poi essere convalidato il 24 febbraio 2012. Nel 2014 fratel Rodolfo Cosimo Meoli, Postulatore Generale dei Fratelli delle Scuole Cristiane, ha ricevuto l'incarico di seguire la fase romana della causa. La "Positio super martyrio" è stata completata e consegnata nel 2016. Il 21 giugno 2018 il Congresso dei Teologi della Congregazione delle Cause dei Santi si è espresso all'unanimità a favore dell'effettivo martirio dei nove seminaristi. Il 7 novembre 2018 papa Francesco, ricevendo il cardinale Giovanni Angelo Becciu, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, ha autorizzato la promulgazione del decreto sul martirio di Luis Prado García e dei suoi compagni. La beatificazione dei servi di Dio si è tenuta il 9 marzo 2019 nella cattedrale del Santo Salvatore a Oviedo. La cerimonia è stata presieduta dal cardinale Becciu in qualità di inviato del Papa.
Il cammino vocazionale
Il percorso di vita del Beato Luigi Prado García ha avuto inizio a Piedras Blancas, nel cuore delle Asturie. Fin dalla giovane età, egli ha avvertito il richiamo del Signore, che lo ha condotto a varcare la soglia del Seminario Minore di Oviedo nell'anno millenovecentotrenta. In questo luogo di formazione, egli ha iniziato a modellare il proprio cuore secondo lo spirito del Vangelo, approfondendo gli studi e la preghiera in un clima di fervente attesa. Il cammino verso l'altare non è stato privo di sfide, poiché la vita del giovane studente si è dovuta confrontare con le contingenze storiche del suo tempo.
Il servizio militare, prestato nella città di Burgos, non ha interrotto la sua dedizione agli studi teologici, che ha continuato a perseguire con costanza e impegno intellettuale. Durante i suoi spostamenti, che hanno toccato luoghi significativi come Laspra, Oviedo, Valdediós e Burgos, Luigi ha manifestato una profonda maturità umana e spirituale. La sua vita, sebbene interrotta precocemente nel millenovecentotrentasei, è stata una sequela silenziosa e determinata. La sua testimonianza non si è esaurita nei libri o nei chiostri, ma si è fatta carne nel momento della prova suprema, quando, arrestato a La Carriona, ha affrontato il martirio con la forza di chi ha riposto ogni speranza nel Signore. La sua ultima testimonianza, resa nel momento della fucilazione a Gijón, resta scolpita nella memoria dei fedeli come un atto di amore estremo, segnato dal grido di fede rivolto a Cristo, fonte e compimento di ogni speranza.
Il ricordo nella Chiesa
La figura del Beato Luigi Prado García è stata solennemente riconosciuta dalla Chiesa universale attraverso il rito di beatificazione, presieduto da Papa Francesco il nove marzo del duemiladiciannove. Questo evento ha permesso di iscrivere il suo nome nel numero dei martiri che hanno testimoniato la verità del Vangelo durante le persecuzioni del ventesimo secolo in terra spagnola. La sua memoria liturgica, celebrata insieme a quella dei Martiri del ventesimo secolo in Spagna, invita i fedeli a riflettere sul valore della fedeltà alla chiamata divina, anche quando questa richiede il dono totale di sé.
Nonostante la brevità della sua esistenza terrena, il Beato Luigi Prado García continua a parlare alle generazioni contemporanee. La sua vita, spesa tra la formazione seminaristica e le dure prove della guerra, rappresenta un invito costante alla perseveranza. Egli insegna che la santità non richiede necessariamente una vita lunga, ma una qualità di amore che sa resistere all'odio e alla paura. Venerare il Beato Luigi significa accogliere il suo invito a proclamare Cristo in ogni momento, cercando nella preghiera e nel servizio al prossimo la via maestra per incontrare Dio. La sua testimonianza rimane un pilastro di speranza, un segno tangibile di come la fede possa trasformare il dolore in una vittoria luminosa e duratura.
Domande frequenti
Quando si festeggia il Beato Luigi Prado García?
La memoria liturgica è fissata al 6 novembre, giorno in cui tutte le diocesi della Spagna commemorano i Martiri del ventesimo secolo, sebbene il suo transito sia avvenuto il 4 settembre 1936.