4 settembre
San Bonifacio I
Papa
Aggiornato il 15 settembre 2026
Le origini e la controversa elezione
Il padre di Bonifacio era un sacerdote romano chiamato Giocondo. All'epoca del padre di Bonifacio non esisteva una normativa sul celibato ecclesiastico del tutto definita, e in quel periodo storico diversi presbiteri sceglievano autonomamente il celibato. All'epoca era permessa l'ordinazione sacerdotale di individui già coniugati, mentre era proibito contrarre matrimonio a chi avesse già ricevuto il diaconato o il presbiterato. Bonifacio era caratterizzato da una solida cultura e da un'indole equilibrata, e venne eletto pontefice quando era già in età avanzata. L'elezione di Bonifacio al papato avvenne in un clima fortemente contrastato. Il precedente pontificato di papa Zosimo, di breve durata e guidato da un pontefice di nascita greca e inesperto nella gestione del governo ecclesiastico, aveva generato forti conflitti interni. Zosimo era intervenuto nelle dispute dottrinali in Gallia e in Africa con l'intento di pacificare, ottenendo invece un inasprimento delle contese, e le tensioni del suo pontificato avevano provocato spaccature sia tra il clero sia tra la popolazione romana. La maggioranza dei chierici e dei fedeli di Roma procedette all'elezione di Bonifacio, ma nello stesso giorno una fazione opposta elesse l'arcidiacono Eulalio. L'imperatore d'Occidente Onorio, residente a Ravenna, diede inizialmente un immediato riconoscimento all'elezione di Eulalio, determinando così una situazione di contemporanea presenza di un papa e di un antipapa. La maggioranza del clero e del popolo romano si oppose alla decisione imperiale, e per ristabilire l'ordine l'imperatore Onorio proibì sia a Bonifacio sia a Eulalio di celebrare le liturgie pasquali del 419 a Roma. Eulalio disubbidì alle disposizioni imperiali occupando con i propri sostenitori il complesso del Laterano. A seguito dell'occupazione del Laterano, e considerando che in quei giorni agitati i sostenitori dell'antipapa Eulalio godevano dell'appoggio di alti funzionari dell'impero, l'imperatore ritirò il proprio sostegno a Eulalio. Dopo il disconoscimento di Eulalio, Bonifacio divenne formalmente il pontefice legittimo.
Il governo della Chiesa e i rapporti ecclesiali
Grazie a una superiore comprensione delle dinamiche ecclesiali, Bonifacio riuscì a sanare le fratture tra i vescovi e tra i fedeli. L'imperatore d'Oriente Teodosio II tentò di assoggettare sul piano religioso i territori balcanici già sotto il suo dominio politico, e il piano di Teodosio II prevedeva di porre la chiesa balcanica sotto la giurisdizione del patriarca di Costantinopoli, da lui nominato. Papa Bonifacio si oppose con successo al progetto dell'imperatore d'Oriente, evitando la nascita di un conflitto aperto. Bonifacio era rinomato per la sua dottrina ed era legato da rapporti di amicizia con sant'Agostino, oltre ad accogliere calorosamente a Roma Alipio, vescovo di Tagaste e suo amico. L'operato di Bonifacio permise alla Sede romana di ritrovare la stabilità e di accrescere il proprio prestigio dopo un periodo turbolento.
La morte e la memoria
San Bonifacio I è deceduto nell'anno 422. Alla sua morte, Bonifacio venne sepolto lungo la via Salaria, nei pressi della tomba della martire Felicita. La scelta del luogo di sepoltura potrebbe essere collegata agli eventi drammatici dell'inizio del suo pontificato, ipoteticamente perché Bonifacio aveva trovato riparo in quella zona della via Salaria durante i disordini dell'elezione contestata. Presso la via Salaria, Bonifacio fece erigere un oratorio e finanziò l'ornamentazione della tomba della martire Felicita e di suo figlio Silvano. Il Martirologio attesta la deposizione di san Bonifacio I, papa, a Roma presso il cimitero di Massimo sulla via Salaria, e ricorda che papa Bonifacio I risolse numerose controversie relative alla disciplina della Chiesa.
Il ministero petrino
Il pontificato di San Bonifacio Primo si colloca in un momento cruciale del quinto secolo, un'epoca in cui il ruolo del vescovo di Roma richiedeva non solo saggezza diplomatica, ma anche una solida dottrina. La sua elezione, avvenuta nel quattrocentodiciotto, fu turbata dalla presenza di un antipapa, Eulalio, che divise momentaneamente il clero e i fedeli. Superata questa difficile prova, Bonifacio si dedicò con instancabile zelo al governo della Chiesa, estendendo il suo sguardo ben oltre i confini di Roma e di Ravenna. Fu un uomo che comprese l'importanza della collaborazione e del confronto intellettuale, intessendo una fitta rete di scambi epistolari con i padri più autorevoli del tempo, tra cui sant'Agostino. Questi rapporti non furono solo formali, ma rivelano un animo aperto alla riflessione teologica e attento alle necessità delle diverse regioni dell'impero.
La sua azione pastorale si manifestò con grande chiarezza nell'intervento presso le province africane e galliche, dove il suo magistero contribuì a dirimere dispute che rischiavano di lacerare la fede. Non meno rilevante fu il suo impegno politico e istituzionale: in un tempo in cui il potere imperiale cercava spesso di ingerirsi nelle questioni interne della Chiesa, Bonifacio seppe opporsi con dignità alle interferenze di Teodosio Secondo. Rivendicando la giurisdizione spirituale sui Balcani, egli non difendeva un mero privilegio, ma la libertà di un ufficio che deve rispondere soltanto a Dio. La sua vita, trascorsa tra le complessità della gestione amministrativa e la cura delle anime, si offrì come un servizio umile e instancabile. La sua morte, avvenuta nel quattrocentoventidue, segnò la fine di un percorso segnato da una profonda coerenza, lasciando dietro di sé una traccia di stabilità e di ordine che avrebbe guidato i suoi successori nei secoli a venire.
La memoria liturgica
Il culto di San Bonifacio Primo si intreccia con il ricordo della sua deposizione, avvenuta il quattro settembre. Fin dai tempi antichi, la comunità cristiana ha onorato la sua memoria recandosi presso il cimitero di Massimo, lungo la via Salaria, dove il vescovo di Roma fu sepolto. Questo luogo divenne, nel corso dei secoli, una meta di preghiera per quanti desideravano invocare l'intercessione di un papa che aveva saputo reggere il timone della Chiesa con tale fermezza e carità. La memoria liturgica, celebrata ogni anno il quattro settembre, ci invita a riflettere sulla continuità della missione apostolica.
Ricordare San Bonifacio significa oggi riconoscere l'importanza della fedeltà al ministero ricevuto. La sua figura ci richiama alla necessità di custodire l'unità nella verità, specialmente quando le influenze del mondo tentano di condizionare la vita della comunità dei credenti. La preghiera che si eleva in questo giorno è un segno di comunione con colui che, nella sua vita terrena, si fece ponte tra le diverse realtà della Chiesa, sempre in costante dialogo con i santi e i sapienti del suo tempo. Onorare la sua memoria significa, in ultima analisi, rinnovare il nostro impegno a vivere con rettitudine e con lo sguardo costantemente rivolto verso l'eternità, seguendo l'esempio di chi, come Bonifacio, ha speso ogni sua risorsa per la gloria di Dio e il servizio del Vangelo.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Bonifacio I?
La memoria liturgica di san Bonifacio I si celebra il quattro settembre.
A Roma nel cimitero di Massimo sulla via Salaria, deposizione di san Bonifacio I, papa, che risolse molte controversie inerenti alla disciplina ecclesiastica. — Martirologio Romano