4 marzo
Beato Marco Çuni
Seminarista e martire
Aggiornato il 15 settembre 2026
Le origini e la formazione a Scutari
Mark Çuni nacque nel villaggio albanese di Bushati il 30 settembre 1919 da una famiglia di origine nota nella zona per il coraggio e l'ardimento. Dopo aver frequentato le scuole elementari nel suo villaggio natio, si trasferì a Scutari per proseguire gli studi secondari. All'età di diciotto anni divenne studente del Collegio Saveriano di Scutari, una struttura annessa al Pontificio Seminario diocesano. Sia il Collegio Saveriano sia il Pontificio Seminario diocesano erano gestiti dai Gesuiti, istituzioni che hanno segnato profondamente la sua crescita umana e spirituale nel corso del ventesimo secolo.
Il contesto politico e l'opposizione clandestina
Mentre Mark completava gli studi teologici, l'Albania fu occupata dapprima dall'esercito fascista italiano e poi da quello nazista tedesco. Alla fine del 1944 le truppe tedesche si ritirarono dall'Albania. I partigiani comunisti guidati da Enver Hoxha presero il potere in Albania alla fine del 1944. Temendo la minaccia comunista, gli allievi del Seminario avviarono la produzione del mensile «Aurora consurgens». Il mensile «Aurora consurgens» veniva stampato in proprio con il ciclostile impiegato per riprodurre i libri di testo. La propaganda comunista andò intensificandosi con l'affissione quotidiana alle porte delle case di volantini minacciosi, spesso distribuiti da giovani, e i seminaristi avvertirono l'aggravarsi del contesto politico cercando un modo insolito per reagire.
Nell'aprile del 1945, durante un momento di ricreazione, venne letta una poesia satirica scritta dal francescano padre Gjon Shllaku. La poesia satirica era rivolta contro Tuk Jakovë, all'epoca segretario del partito comunista per la regione di Scutari. La lettura della poesia provocò la ilarità dei giovani poiché descriveva accuratamente il clima politico dell'epoca. Mark ebbe l'idea di riprodurre la poesia satirica su volantini e la confidò all'orecchio dell'amico e compagno di studi Gjergj Bici. Gjergj Bici aveva salvato dalle perquisizioni il ciclostile dell'«Aurora consurgens», nascondendolo nel laboratorio di fisica. Con un pretesto, Gjergj chiese le chiavi del laboratorio di fisica allo studente Ndoc Vata. Gjergj e Mark trasportarono il ciclostile in soffitta e cominciarono a stampare la poesia. Con l'aiuto di amici fidati, i due seminaristi diffusero la poesia di mano in mano, donando sollievo alla popolazione.
Visto il successo ottenuto, Mark e Gjergj decisero di produrre ulteriori volantini. Per evitare di essere scoperti ed espulsi per la violazione delle regole del Seminario, utilizarono lo pseudonimo «Bashkimi Shqiptar», ossia «Unione Albanese». Durante le vacanze estive, i seminaristi impegnati nelle prime esperienze pastorali estesero la distribuzione dei volantini nei villaggi e nei paesi di montagna. Nell'estate del 1945 iniziarono a circolare voci su una probabile tornata elettorale. Nell'autunno del 1945, Mark e Gjergj si recarono al liceo Illyricum dei Frati Minori per incontrare Zef Plluni, un lontano parente di Gjergj. Il loro obiettivo era procurarsi altri ciclostile e macchine da scrivere in vista delle elezioni fissate per dicembre, alle quali si presentava solo il partito comunista. Zef Plluni cercò di dissuaderli sostenendo che, data la loro giovane età, nessuno li avrebbe ascoltati. Mark e Gjergj ribatterono che occorreva combattere i comunisti con la loro stessa propaganda e con l'impiego dei giovani. Nonostante i tentativi di dissuasione di Zef Plluni, l'Unione Albanese pubblicò altri quattro o cinque volantini prima delle elezioni. I volantini vennero distribuiti in estrema segretezza attraverso parenti, conoscenti e colleghi. Il professore laico Gjelosh Lulashi fu l'unico docente a conoscenza dell'organizzazione segreta.
L'arresto e il processo
Il 27 novembre, pochi giorni prima delle elezioni, lo studente del Seminario Fran Gaçi fu arrestato e poi rilasciato. Fran Gaçi morì a casa propria poco dopo il rilascio a causa delle torture subite. Le prime elezioni si tennero il 2 dicembre 1945 con un'unica lista e sotto la minaccia di ritorsioni per chi non votava. Il 7 dicembre 1945 Mark fu arrestato, e subito dopo furono arrestati Gjergj Bici, Ndoc Vata e altri compagni. Tutti gli arrestati subirono pesanti torture volte a far confessare un presunto complotto orchestrato insieme a Gesuiti e Frati Minori. La sera del 31 dicembre furono arrestati il rettore padre Daniel Dajani e il viceprovinciale dei Gesuiti padre Giovanni Fausti. Padre Dajani e padre Fausti furono arrestati al rientro dal villaggio di Fran Gaçi, dove avevano celebrato una Messa in suo suffragio.
Gli imputati vennero condotti a deporre in condizioni fisiche pietose. L'accusa principale rivolta agli arrestati era di essere spie del Vaticano e traditori della patria. Mark fu torturato al punto da dover essere sorretto da due guardie per stare in piedi. Nonostante le torture, Mark mantenne il proprio spirito e la propria ironia di fronte ai giudici. Mark dichiarò ai giudici che i seminaristi non chiedevano pietà poiché avevano usato mezzi di propaganda garantiti dalla costituzione e promossi dagli stessi giudici. Soggetti non specificati si scusano per aver infranto le regole dell'obbedienza. Questi soggetti hanno coinvolto i propri superiori, presentati falsamente come capi dell'organizzazione chiamata Unione Albanese.
La condanna e il martirio
Le sentenze di condanna sono state lette il 22 febbraio 1946. Ottantuno persone, tra cui padre Gjon Shllaku, padre Giovanni Fausti, padre Daniel Dajani, i seminaristi Mark Çuni e Gjergj Bici, e i laici Gjelosh Lulashi, Fran Mirakaj e Qerim Sadiku, sono state condannate alla pena di morte tramite fucilazione. Gli altri imputati sono stati condannati al carcere con pene variabili da cinque anni all'ergastolo in caso di minime trasgressioni. La pena di morte di Gjergj Bici è stata successivamente commutata in anni di lavori forzati. Fran Mirakaj è deceduto nel mese di settembre del 1946.
All'alba del 4 marzo 1946, i sei condannati a morte rimasti sono stati condotti al cimitero cattolico di Scutari per l'esecuzione. L'esecuzione è avvenuta alle ore 6:00 per mano di un plotone composto da otto soldati armati di mitragliatrici. Prima di morire, Mark Çuni ha dichiarato di perdonare i suoi giudici, i suoi condannatori e i suoi esecutori. Mark Çuni ha chiesto di riferire a sua madre di consegnare quindici napoleoni d'oro che egli doveva a Ludovik Rasha. I condannati hanno gridato insieme Viva Cristo Re! Viva l'Albania! prima di essere uccisi. Mark Çuni è morto a Scutari, in Albania, il 4 marzo 1946.
La beatificazione
Mark Çuni e i suoi cinque compagni di martirio figurano nell'elenco dei trentotto martiri albanesi uccisi dal regime comunista e guidati dal vescovo Vincenç Prennushi. I martiri sono stati beatificati il 5 novembre 2016 nella piazza della cattedrale di Santo Stefano a Scutari, coronando la memoria di una testimonianza vissuta fino all'effusione del sangue per amore della fede e della libertà.
Il cammino verso il martirio
La vicenda umana e spirituale di Marco Çuni trova le sue radici nella terra di Bushati, dove nacque nel 1919. La sua giovinezza fu segnata dall'incontro con la sapienza dei Gesuiti presso il Collegio Saveriano di Scutari, luogo in cui la fede si intrecciava con una solida preparazione culturale. In quegli anni, l'Albania viveva una transizione violenta, che avrebbe portato il regime comunista a soffocare ogni forma di dissenso. Marco comprese che la dignità del credente non poteva tacere dinanzi all'oppressione e decise di agire attivamente per contrastare l'ideologia che minacciava le radici cristiane del suo popolo. La fondazione dell'Unione Albanese, organizzazione clandestina votata alla propaganda contro il regime, rappresentò per lui una scelta consapevole, intrapresa con la piena cognizione dei pericoli che tale atto comportava.
Il regime comunista, temendo la forza delle idee e la testimonianza dei giovani, scatenò una spietata caccia all'uomo. Marco Çuni fu arrestato e sottoposto a torture sistematiche, nel tentativo di piegare la sua volontà e ottenere confessioni che avrebbero screditato la sua opera. Nonostante le violenze subite, egli mantenne intatta la propria dignità, rifiutando di rinnegare i valori per i quali aveva scelto di lottare. Il processo farsa, che lo accusò falsamente di spionaggio, fu solo il preludio a una condanna già scritta. Nel 1946, presso il cimitero cattolico di Scutari, il giovane seminarista affrontò il plotone di esecuzione con la serenità di chi sa di aver compiuto il proprio dovere fino in fondo. Il suo sacrificio non fu vano, poiché la sua morte divenne un seme di speranza per la Chiesa perseguitata, testimoniando che lo spirito umano, sostenuto dalla Grazia, non può essere annientato da alcuna tirannia.
Il culto dei martiri albanesi
Il riconoscimento ufficiale della santità di Marco Çuni è avvenuto il cinque novembre 2016, quando Papa Francesco ha elevato agli onori degli altari lui e i compagni martiri dell'Albania caduti sotto il regime comunista. La beatificazione rappresenta il culmine di un lungo percorso di memoria, che ha visto la Chiesa universale riconoscere il valore universale del sacrificio di questi testimoni. Il culto che circonda il Beato Marco Çuni non si limita alla celebrazione liturgica, ma invita i fedeli a riflettere sul significato profondo della fedeltà a Cristo in contesti di totale negazione dei diritti umani.
La memoria del martire è oggi legata indissolubilmente al suolo di Scutari, luogo della sua formazione e del suo estremo sacrificio. I fedeli guardano a lui come a un modello di coerenza, capace di unire l'impegno civile alla vita di fede. La sua figura è un richiamo costante alla responsabilità di ogni cristiano nel difendere la libertà di coscienza e la verità, contro ogni forma di totalitarismo che tenti di sostituirsi alla sovranità di Dio. In un mondo che spesso dimentica i sacrifici di chi ha pagato con il sangue la testimonianza della fede, la figura del Beato Marco Çuni emerge come una luce che non si spegne, incoraggiando le generazioni odierne a non temere le difficoltà e a perseverare nel bene, confidando nella vittoria finale della vita sulla morte.
Domande frequenti
Quando si festeggia il Beato Mark Çuni?
La memoria liturgica del Beato Mark Çuni si celebra il 4 marzo, giorno anniversario del suo martirio.