Beato Marco Ongaro da Conegliano
Francescano
Aggiornato il 22 luglio 2026
Origini e vocazione francescana
Marco Ongaro nacque sicuramente verso la fine del dodicesimo secolo a Conegliano, attualmente rilevante centro industriale e vitivinicolo in provincia di Treviso. Il cognome o appellativo Ongaro suggerisce che la sua famiglia fosse di provenienza ungherese, essendosi stabilita a Conegliano a seguito di una delle periodiche incursioni degli Ungari. In gioventù Marco fece il suo ingresso nei Frati Minori francescani assumendo la condizione di fratello laico. L'insediamento dei francescani a Conegliano risale al 1225, un evento che avvenne un anno prima della scomparsa del fondatore san Francesco. La prima dimora dei frati a Conegliano fu un modesto convento situato all'esterno delle mura cittadine. L'intera esistenza di Marco si svolse all'interno di questo convento coneglianese, dove il frate svolse il mansueto servizio di addetto alla cucina, offrendo ogni giorno la sua opera semplice e laboriosa alla comunità religiosa.
L'incontro con sant'Antonio e la fama di santità
Nel 1227 Marco ebbe un memorabile incontro con sant'Antonio di Padova. Sant'Antonio di Padova è riconosciuto come un insigne mistico francescano, taumaturgo e Dottore della Chiesa, vissuto tra il 1195 e il 1231. Proprio nel 1227 sant'Antonio fu nominato Provinciale dell'Ordine francescano. In veste di Provinciale, sant'Antonio intraprese la visita ai conventi della sua giurisdizione, una tappa che lo condusse anche a Conegliano, permettendogli di incontrare il fratello laico Marco. Già durante la sua vita terrena Marco Ongaro fu ritenuto un uomo santo da quanti lo conoscondevano. La fama di santità di Marco fu accompagnata dal compimento di diversi miracoli, come confermato da fonti documentali e dalla tradizione. Marco morì nell'anno 1248, lasciando nel dolore e nella preghiera la comunità religiosa e l'intera cittadinanza. La salma di Marco fu inumata nella chiesa di San Francesco Vecchio, e la cittadinanza di Conegliano cominciò subito a venerare il frate considerandolo beato.
Il culto e la protezione della cittadinanza
Nel 1337 Marco era già formalmente invocato e venerato come santo compatrono di Conegliano. Nel Medioevo la città di Conegliano e il territorio circostante subivano frequenti sventure quali guerre promosse da signorotti locali, invasioni ed epidemie letali. Per invocare la protezione divina in tempi così difficili, il Magnifico Consiglio cittadino deliberò all'unanimità di organizzare una processione con l'arca del beato Marco, coinvolgendo tutti i ceti sociali della città e dei dintorni. Secondo fonti e tradizioni del settimo secolo, a quel tempo la tomba del beato era ancora meta di frequenti pellegrinaggi, compiuti anche da fedeli giunti dall'Ungheria. Nel 1464 i resti mortali di Marco furono trasferiti nella nuova chiesa del convento di San Francesco, edificato all'interno delle mura. Nel 1808, a seguito della soppressione delle corporazioni religiose imposta dalle leggi napoleoniche, la comunità francescana fu disciolta e le reliquie furono traslate nell'attuale duomo cittadino.
Le reliquie e la memoria contemporanea
Nel 1948 gli abitanti di Conegliano fecero realizzare un'urna di bronzo per custodire con decoro le reliquie del beato. La realizzazione dell'urna bronzea fu l'adempimento di un voto sciolto dalla cittadinanza, che durante il secondo conflitto mondiale si era affidata alla tutela di Marco. Nel 1965, ultimati i lavori di restauro del duomo, l'urna con le reliquie fu sistemata accanto all'altare dedicato ai compatroni sant'Antonio di Padova e beato Marco. Presso l'altare del duomo è collocata una pala d'altare di recente fattura che raffigura proprio lo storico incontro del 1227 tra sant'Antonio e il beato Marco. Giunto fino a noi attraverso copie di un originale perduto, esiste un ritratto considerato la vera effigie del beato, testimonianza visiva della sua venerabile figura.
La vita di umiltà
La vicenda terrena del Beato Marco Ongaro si è svolta interamente entro i confini di Conegliano, luogo che ha visto la sua dedizione totale all'ordine dei frati Minori. Entrato nel convento in qualità di fratello laico, Marco ha saputo incarnare lo spirito francescano attraverso l'esercizio costante dell'umiltà. Il suo ministero non si è svolto sugli altari o nelle piazze, bensì tra le mura della cucina conventuale, dove ha svolto per anni il compito di cuoco per i suoi confratelli. In questo servizio apparentemente dimesso, Marco ha trovato la via per la santità, trasformando ogni gesto quotidiano in un atto di amore fraterno.
Un momento di singolare grazia nella sua vita è stato l'incontro con sant'Antonio di Padova, avvenuto durante la visita del santo nel mille duecentoventisette. Questo contatto con una figura così eminente della cristianità ha certamente rafforzato in Marco il desiderio di una fedeltà sempre più profonda alla regola di san Francesco. Dopo aver concluso il suo cammino terreno nel mille duecentoquarantotto, il suo corpo fu inizialmente deposto nella chiesa di San Francesco Vecchio, luogo che per secoli ha testimoniato la devozione del popolo verso questo umile servitore. Solo nell'anno mille ottocentootto, in seguito a vicende storiche, le sue reliquie furono traslate nel duomo di Conegliano, dove riposano tuttora, segno tangibile di una presenza che continua a intercedere per coloro che si affidano alla sua protezione.
Il culto e la memoria
Il culto verso il Beato Marco Ongaro è radicato profondamente nella tradizione della città di Conegliano, che lo riconosce come un proprio intercessore e patrono. La memoria liturgica del beato trova spazio sia nel Martirologio Francescano, dove viene celebrato il quattro maggio, sia nel calendario locale, che lo festeggia con devozione il martedì dopo la solennità di Pentecoste.
La traslazione delle sue reliquie nel duomo cittadino ha permesso che il legame tra il Beato Marco e i fedeli rimanesse vivo e costante nel tempo. La sua testimonianza, pur priva di una canonizzazione solenne, continua a risuonare come un invito alla semplicità e alla purezza di cuore. Attraverso la preghiera e la memoria, i cittadini di Conegliano rinnovano ogni anno il senso di appartenenza a una storia di fede che ha saputo farsi carne nel servizio umile e instancabile di un uomo che ha saputo nascondere la propria vita in Dio, divenendo per tutti un esempio di dedizione silenziosa e autentica.
Domande frequenti
Quando si festeggia il beato Marco Ongaro?
A Conegliano la memoria liturgica si festeggia il martedì successivo alla solennità di Pentecoste, mentre il Martirologio Francescano fissa la memoria del beato alla data del 4 maggio.
Di cosa è patrono il beato Marco Ongaro?
Il beato Marco Ongaro è venerato come santo compatrono della città di Conegliano.