13 luglio
Beato Mariano di Gesù Euse Hoyos
Aggiornato il 15 settembre 2026
Origini e giovinezza
Il Servo di Dio Mariano di Gesù Euse Hoyos nacque a Yarumal, nella diocesi di Antioquia, il quattordici ottobre 1845. Era il primo di sette figli nati da Pedro Euse e Rosalía de Hoyos, genitori molto religiosi che vollero provvedere personalmente alla prima educazione dei figli, diffidando della scuola pubblica dell'epoca, ritenuta molto settaria e contraria alla Chiesa. Il ragazzo fu battezzato il giorno successivo alla nascita e, a soli due anni di età, ricevette il sacramento della cresima. Il cognome Euse è di origine francese, poiché il bisnonno Pedro Euse proveniva dalla Normandia. Sotto la guida dei genitori, Mariano imparò i buoni costumi, a leggere, a scrivere e i primi rudimenti della scienza. Grazie a questa accurata educazione ricevuta in famiglia, presto il ragazzo cominciò a trasmettere le sue conoscenze ad altri bambini del paese. Avendo trascorso l'infanzia e l'adolescenza nei campi, da giovane Mariano appariva come un vero contadino. Questa sua prima condizione di vita contadina gli fu di grande aiuto in seguito, quando da sacerdote svolse il suo apostolato tra la gente della terra.
La formazione e i primi passi nel ministero
All'età di sedici anni, Mariano manifestò apertamente il desiderio di diventare prete. Per questo motivo fu affidato alla custodia dello zio Firmino Hoyos, parroco di Girardota e sacerdote di riconosciute virtù e scienza. Accanto allo zio, il giovane iniziò la propria formazione culturale e spirituale con fervore, perseveranza e grande impegno, seguendolo anche quando fu nominato parroco e vicario foraneo di San Pedro. In quel periodo la sua vita si svolgeva regolarmente tra preghiera, studio e lavoro, vissuti in modo semplice e integro. Nel 1869, all'età di ventiquattro anni, poté finalmente entrare nel Seminario di Medellín, inaugurato da poco, per prepararsi accuratamente al sacerdozio. La sua ordinazione sacerdotale avvenne il quattordici luglio 1872. Subito dopo, iniziò il ministero sacerdotale a San Pedro come vicario dello zio Firmino, su espressa richiesta di quest'ultimo al vescovo diocesano. Purtroppo la collaborazione con lo zio durò poco tempo, poiché Don Firmino morì nel gennaio del 1875. In seguito, Don Mariano di Gesù fu trasferito come coadiutore prima a Yarumal nel 1876 e poi ad Angostura nel 1878, dove il parroco Don Rudesindo Correa era anziano e in salute precaria.
Il ministero ad Angostura e le prove
Nel suo ufficio di coadiutore ad Angostura, chiamato affettuosamente Don Marianito, il sacerdote si accorse presto delle grandi difficoltà locali. La prima grande difficoltà consisteva nella costruzione del tempio parrocchiale, la cui opera era stata interrotta per mancanza di fondi e per problemi tecnici, aggravati dalla minaccia della guerra civile. Nonostante un anno di interruzione, con molta pazienza e perseveranza l'opera della chiesa fu felicemente portata a termine. Durante gli anni della guerra civile, il sacerdote dovette nascondersi più volte sulle montagne e nelle grotte per sfuggire ai pericoli. Diventato poi parroco titolare di Angostura, vi rimase stabilmente fino alla morte al servizio del Vangelo e delle anime. La sua fama di santità si diffuse rapidamente in tutta la regione. Nulla poté mai fermare il suo zelo pastorale, né gli ostacoli frapposti dalle autorità civili contrarie alla Chiesa, né le gravi difficoltà dei tempi e dei luoghi. Si dedicò con tutto se stesso alla preghiera, agli studi e alla formazione cristiana dei fanciulli, rivelandosi un sacerdote insigne per semplicità e integrità di vita.
L'apostolato tra il popolo
L'apostolato costante ed efficace di Don Mariano produsse molti frutti spirituali e lasciò un ricordo profondo e positivo nella gente. Egli seppe inserirsi totalmente nella vita del popolo condividendo gioie e angosce di tutti, diventando per chiunque un padre diligente, un maestro saggio, un consigliere di fiducia e un testimone autentico dell'amore di Cristo. Chiamava i poveri i nobili di Cristo ed essi erano sempre i suoi preferiti, al punto che impiegava volentieri tutti i suoi beni per alleviare le loro necessità materiali. Visitava frequentemente gli ammalati ed era sempre disponibile per loro a qualsiasi ora del giorno e della notte. Aveva una cura particolare per i bambini e per i giovani, che seguiva con mansuetudine per condurli sulla via dei buoni costumi e della saggezza. Amava particolarmente i contadini, ricordando con affetto il suo passato vissuto nei campi fino all'età di sedici anni, ed era molto attento ai loro bisogni spirituali, sociali ed economici. Conoscendo profondamente la sua gente, sapeva parlare al cuore di tutti con una predicazione semplice ma molto efficace. Divulgava buone letture e insegnava la dottrina cristiana senza fare distinzioni, rivolgendosi a poveri, ricchi, bambini, adulti, uomini e donne. Promosse con vigore la pratica religiosa parrocchiale, tra cui la Messa festiva, il Rosario in famiglia, la devozione al Sacro Cuore di Gesù, la costituzione di associazioni cattoliche e la preghiera costante per le vocazioni. Realizzò inoltre diverse opere materiali di grande rilievo per la parrocchia, tra cui la chiesa parrocchiale, la canonica, il campanile, le cappelle della Madonna al Monte Carmelo e di San Francesco, e il Cimitero. Tutte queste opere materiali costituirono un grande e duraturo contributo per la vita cristiana della popolazione.
La malattia e il transito al cielo
Il sacerdote trovava la radice profonda del suo ministero e della sua vita sacerdotale nella preghiera continua e nell'ascesi quotidiana. Era devotissimo dell'Eucaristia, della Madonna, degli Angeli e dei Santi, ma soprattutto amava Dio sopra ogni cosa, per la cui gloria visse e lavorò sempre senza sosta. Dal suo immenso amore per Dio sorgeva spontaneo l'amore per i suoi parrocchiani e il desiderio ardente di salvare le loro anime. Durante i lunghi anni del suo faticoso apostolato godette generalmente di buona salute e praticò volentieri la mortificazione mediante penitenze e digiuni. Negli ultimi anni fu però colpito da una grave infezione alla vescica e da una forte infiammazione alla prostata. Da metà giugno del 1926 fu costretto a restare a letto. Il dodici luglio dello stesso anno ebbe anche un attacco di enterite. Verso la fine della sua vita visse in una condizione di grande povertà, tale da dover fare appello alla carità della gente per provvedere alla pulizia dell'infermo. Durante la malattia disse serenamente di aver vissuto già a lungo e che il suo desiderio più grande era ormai quello di unirsi per sempre a Gesù. Morì alle prime ore del quattordici luglio 1926, quarantasei anni esatti dopo la sua ordinazione sacerdotale. La sua morte fu profondamente sentita da tutta la popolazione, e ai funerali parteciparono la cittadinanza intera, le autorità civili e numerosi sacerdoti. Fu sepolto nella cappella della Madonna del Carmine che egli stesso aveva fatto edificare in vita. La fama di santità, che godeva già mentre era in vita, è tuttora molto viva e radicata tra il popolo della sua regione e in tutta la Colombia.
Il cammino sacerdotale
Il Beato Mariano di Gesù Euse Hoyos ha percorso un lungo cammino vocazionale che lo ha condotto all'ordinazione sacerdotale il 14 luglio 1872, presso la città di Medellín. Da quel momento, il suo operato si è esteso in diversi luoghi della Colombia, tra cui Yarumal, Girardota, San Pedro e Angostura, dove ha lasciato un segno profondo della sua carità pastorale. La sua vita sacerdotale non è stata priva di sofferenze, poiché egli ha dovuto affrontare le drammatiche conseguenze delle guerre civili che hanno flagellato il territorio colombiano. In quei tempi di profonda incertezza, il sacerdote non ha abbandonato il suo gregge, scegliendo piuttosto di trovare rifugio nelle grotte e tra le montagne per poter continuare, con coraggio e discrezione, a sostenere moralmente e spiritualmente i fedeli. Ad Angostura, in particolare, la sua presenza è stata fondamentale: oltre a svolgere un intenso apostolato sociale, egli ha guidato con determinazione il completamento della costruzione del tempio parrocchiale, rendendolo un vero luogo di ritrovo e di preghiera per l'intera comunità. La sua esistenza si è conclusa il 14 luglio 1926, dopo aver affrontato con cristiana rassegnazione una lunga e logorante malattia, che ha vissuto come ultima prova di abbandono alla volontà divina, proprio nel giorno in cui ricorreva l'anniversario della sua consacrazione sacerdotale.
La memoria liturgica
La figura del Beato Mariano di Gesù Euse Hoyos viene oggi celebrata dalla Chiesa in un giorno di particolare significato simbolico. Egli viene infatti commemorato il 13 luglio, accostandosi così alla data in cui la sua anima ha fatto ritorno al Padre. È significativo notare come la memoria del suo transito coincida quasi perfettamente con l'anniversario della sua ordinazione sacerdotale, celebrata il 14 luglio, creando un legame indissolubile tra il dono del ministero ricevuto in giovinezza e il compimento della sua missione terrena. Questa coincidenza temporale invita i fedeli a riflettere sulla coerenza di una vita interamente dedicata a Dio, vissuta con la medesima intensità dal primo giorno del suo sacerdozio fino all'ultimo respiro. La devozione verso il Beato Mariano rappresenta un invito alla sobrietà e alla costanza, valori che egli ha incarnato durante tutta la sua esistenza, offrendo un esempio di come la fede possa trasformare le difficoltà quotidiane in un atto continuo di lode e di servizio verso il prossimo.
Domande frequenti
Quando si festeggia il Beato Mariano di Gesù Euse Hoyos?
La ricorrenza del Beato Mariano di Gesù Euse Hoyos si celebra il 13 luglio.
Nella città di Angostura in Colombia, beato Mariano di Gesù Euse Hoyos, sacerdote, che fu insigne per semplicità e integrità di vita e si dedicò con tutto se stesso alla preghiera, agli studi e alla formazione cristiana dei fanciulli. — Martirologio Romano