5 settembre
Beato Matteo Casals Mas
Sacerdote clarettiano, martire
Aggiornato il 15 settembre 2026
L'infanzia e la giovinezza
Mateo Lorenzo José Casals Mas nacque il 10 settembre 1883 a Bagà, località vicina a Barcellona situata nella diocesi di Solsona. Il giorno successivo alla nascita venne battezzato nella chiesa parrocchiale del suo paese natale, ricevendo i nomi di Mateo Lorenzo José, sebbene in catalano fosse chiamato Mateu. I suoi genitori si chiamavano Mateo Casals e Dolores Mas, una coppia che ebbe in totale nove figli, dei quali Mateo era il sestogenito. Fin dall'infanzia mantenne una profonda devozione per la passione di Gesù, un attaccamento spirituale che conservò per l'intera esistenza. S步伐 un fascino particolare per le cerimonie della Settimana Santa, note per la loro solennità in Spagna. In giovane età cominciò a percepire la vocazione al sacerdozio, ma tale inclinazione vocazionale sfumò progressivamente a causa delle sue amicizie e del desiderio di maggiore libertà. Ignorò così le raccomandazioni della madre, la quale gli aveva chiesto di non scordare la vocazione prima di morire nel 1897. Successivamente andò a lavorare presso un telaio, un ambiente umile nel quale la sua antica aspirazione sacerdotale si risvegliò con rinnovato vigore.
La formazione e l'ingresso tra i Clarettiani
Nel settembre del 1898 fece il suo ingresso nel Seminario diocesano di Solsona. L'entrata in seminario avvenne con il consenso del padre e su suggerimento del vicario parrocchiale, don Domingo Rafort. La famiglia d'origine versava in condizioni di estrema povertà, motivo per cui il giovane venne sostenuto economicamente negli studi dalla zia materna María Mas. Frequentò i corsi di Umanità ottenendo ottimi risultati e meritando la stima dei superiori. Tuttavia sviluppò una certa insofferenza per la vita di seminario, in particolare per i quattro mesi di vacanza estiva, e ritenne un pericolo per la propria vocazione il destino dei sacerdoti diocesani, spesso assegnati a parrocchie isolate. Per questo motivo maturò la scelta di indirizzarsi verso la vita comunitaria all'interno di una congregazione religiosa. Scelse i Missionari Figli del Cuore Immacolato di Maria, i Clarettiani, fondati da sant'Antonio Maria Claret. Don Domingo Rafort lo assistette nuovamente nel prendere contatti con la congregazione clarettiana. Superò l'opposizione del padre e degli amici prima di mettersi in viaggio il 14 luglio 1902. Pagò il viaggio con il denaro ricevuto in elemosina da alcune persone benefattrici, raggiungendo Ripoll a piedi dopo un cammino di nove ore. A Ripoll salì per la prima volta su un treno per recarsi a Vic, sede della Casa madre clarettiana. Giunse a Vic nel tardo pomeriggio, ma considerò la data d'ingresso ufficiale il 16 luglio, come precedentemente stabilito.
Il noviziato e gli studi ecclesiastici
Il 14 agosto 1902 ricevette l'abito religioso e cominciò il periodo di noviziato. Durante gli Esercizi spirituali del gennaio 1903 decise di condurre una vita austera, specie nel cibo, e successivamente si affidò totalmente alla cura della Vergine Maria. Nel giugno del 1903 confermò l'intenzione di proseguire nella virtù e nella semplicità. Possedeva notevoli doti morali e intellettuali, ma soffriva di problemi di salute legati al sonno. Fu esaminato a Barcellona da uno specialista, il quale non ritenne i sintomi gravi al punto da farlo dimettere, e Mateo considerò quella visita medica come un giorno memorabile, come riportato in un suo scritto successivo. Emise i voti a Vic il 15 agosto 1903, ricevendo nella medesima data la tonsura. Si trasferì quindi nella casa di Cervera per intraprendere gli studi di filosofia. Durante il terzo anno di filosofia, svoltosi tra il 1905 e il 1906, ebbe come prefetto il padre Filippo di Gesù Munárriz, poi beatificato nel 1992. Continuò ad avere problemi di insonnia e mal di testa che incisero negativamente sul rendimento scolastico, senza però intaccare le qualità morali e il rispetto dei doveri. Completato il percorso filosofico, ricevette gli Ordini minori il 15 luglio 1906. Studiò Teologia Dogmatica a Cervera e Teologia Morale ad Alagón. Venne ordinato suddiacono a Vic il 21 maggio 1910 e ricevette il diaconato il 24 settembre 1910. Nel 1911, conclusi gli studi morali, fu ordinato presbitero a Saragozza.
Il ministero apostolico e gli incarichi di governo
Venne inviato ad Aranda de Duero per il corso di preparazione al ministero, arrivandovi il 28 settembre 1911. Nel 1913 fu destinato ad Alagón, dove rimase poco tempo per via di mutamenti nel governo congregazionale. Il 18 agosto 1913 si trasferì a Solsona con la carica di Ministro e venne eletto sacrestano poco dopo il suo arrivo. Nel triennio successivo lasciò l'incarico di sacrestano e fu nominato docente di Mistica. Nel 1919 divenne Primo Consultore della casa di Solsona. Si dedicò pienamente alla salvezza delle anime predicando novene, settenari, tridui, missioni popolari, quaresimali, Esercizi spirituali, sermoni e devozioni. Svolse il suo apostolato in contesti vari e differenti, sia vicini sia lontani, rivolgendosi a comunità religiose e ad assemblee eterogenee. Nel dicembre 1922 ricevette la nomina a superiore della casa di Sabadell, dove giunse il 4 gennaio 1923 e mantenne le medesime attività apostoliche svolte in precedenza. Nel 1930 fu designato superiore a Cervera e nel 1931 venne inviato a Solsona mantenendo la carica di superiore. Il 24 luglio 1934 Padre Mateo tornò a Sabadell rivestendo nuovamente la carica di superiore. A Sabadell, svolgendo diverse occupazioni, fu testimone degli avvenimenti della settimana tragica di Barcellona, eventi che diedero inizio a una persecuzione contro la Chiesa e i religiosi. Il 1° settembre 1935, durante un corso di Esercizi spirituali, ricordò i pericoli corsi la notte del 6 ottobre precedente, vedendo la morte in faccia e venendo salvato dalla provvidenza divina. Nello stesso intervento invitò a rendere grazie continue a Dio per il pericolo scampato.
La persecuzione e l'attesa del martirio
I rischi vissuti resero Padre Mateo consapevole dell'imminenza del martirio. Negli appunti degli Esercizi del 1935 e del 1936 annotò di non aver paura di morire. In diverse occasioni espresse la volontà di versare il sangue per Cristo, rifiutando l'opzione di fuggire o di nascondersi nella clandestinità. Tutti i componenti della sua comunità condividevano, in generale, le medesime disposizioni spirituali. La sera del 19 luglio 1936, all'inizio della guerra civile spagnola, la comunità si dispersero in alloggi sicuri stabiliti in precedenza. Padre Mateo trovò rifugio nella casa di José Vilaseca, situata in calle San Juan. La mattina successiva i membri della comunità rientrarono nella residenza per celebrare la Messa e comunicarsi. Padre Mateo si ritardato poiché era andato a celebrare la Messa nella cappella delle Piccole Suore degli Anziani Abbandonati. Fu avvisato che non era sicuro rimanere lì a causa di manifestazioni ostili, ordinò quindi a ciascun confratello di rientrare nel rifugio della notte precedente e si diresse di nuovo in calle San Juan. Rimase nel rifugio di calle San Juan fino al 4 agosto 1936, giorno in cui fu catturato da una pattuglia di miliziani e condotto in prigione. In carcere trovò altri componenti della comunità di Sabadell e si adoperò per guidarli nel mantenere la vita comunitaria. In prigione i religiosi recitavano il Rosario e altri esercizi devozionali, ed è riportato che il superiore abbia anche predicato degli Esercizi spirituali. I Clarettiani venivano sostenuti dai familiari degli altri detenuti. Un familiare offrì ai Clarettiani la propria casa per quando fossero stati scarcerati, ma Padre Mateo rifiutò la proposta sentendo che sarebbe morto a breve.
Il martirio e il riconoscimento della Chiesa
Il 4 settembre 1936, alle ore ventitré e quarantacinque, diversi miliziani arrivarono in carcere su ordine delle autorità civili e del Comitato rivoluzionario locale. I miliziani fecero uscire i quindici prigionieri dividendoli in tre gruppi da quattro e uno da tre, facendoli salire sui loro automezzi. Durante il tragitto per la strada, i prigionieri gridavano «Viva Cristo Re! Viva il Sacro Cuore di Gesù!». Secondo il certificato di morte, Padre Mateo fu fucilato al chilometro diciassette della strada di Rubí verso le cinque del mattino del 5 settembre 1936, all'interno del territorio comunale di San Quirico de Terrasa. L'esame autoptico evidenziò che le sue ginocchia erano incallite a causa del lungo tempo trascorso in preghiera in ginocchio durante la vita. Il corpo fu inizialmente sepolto nel cimitero di San Quirico de Terrasa, oggi Sant Quirze del Vallès, e successivamente traslato nella chiesa del Cuore di Maria a Sabadell. La causa di beatificazione di Padre Mateo Casals Mas fu inizialmente inserita in un gruppo di otto presunti martiri clarettiani uccisi nella diocesi di Barcellona. Il processo informativo diocesano fu aperto il 28 novembre 1949 e si chiuse il 29 gennaio 1951, mentre il decreto riguardante gli scritti fu emesso il 6 dicembre 1991. Con un decreto del 13 settembre 2006, la sua causa fu unificata in un elenco più grande comprendente 109 presunti martiri della medesima congregazione. Padre Mateo fu disegnato come capogruppo insieme a Teófilo Casajús Alduán, religioso scolastico, e Fernando Saperas Aluja, religioso fratello, per rappresentare le tre vocazioni dei clarettiani. La Positio super martyrio, consegnata nel 2006, fu esaminata dai consultori teologi della Congregazione delle Cause dei Santi l'8 febbraio 2016. Il parere favorevole dei teologi fu poi confermato dalla riunione dei cardinali e dei vescovi della Congregazione. Il 21 dicembre 2016, durante un'udienza con il cardinale Angelo Amato, papa Francesco autorizzò il decreto che riconosceva il martirio in odio alla fede di Padre Mateo Casals Mas e dei suoi 108 compagni. Padre Mateo e i suoi compagni furono beatificati il 21 ottobre 2017 nella basilica della Sagrada Familia a Barcellona, con un rito presieduto dal cardinale Angelo Amato in qualità di delegato del Papa.
Il cammino di una vita
La vicenda terrena del Beato Matteo Casals Mas ha avuto inizio a Bagá, in Spagna, terra che ha visto nascere e maturare la sua vocazione. Il primo passo di questo cammino di dedizione è avvenuto nel milleottocentonovantotto, con l'ingresso nel seminario di Solsona, luogo in cui ha iniziato a discernere il disegno divino sulla sua persona. Con profonda consapevolezza e spirito di obbedienza, ha scelto di abbracciare la vita religiosa, emettendo i voti tra i Clarettiani nel millecentotré. Questo atto di totale abbandono al Signore ha trovato la sua pienezza nel millecentoundici, quando, a Saragozza, ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale. Da quel momento, il suo ministero si è intrecciato con la vita di diverse comunità, tra cui Vic e Cervera, dove ha esercitato il suo apostolato con umiltà e fervore.
Il tempo della prova è giunto nell'estate del millecentotrentasei, durante un periodo di drammatica instabilità sociale in Spagna. Mentre si trovava a Sabadell, il quattro agosto, il sacerdote è stato arrestato dai miliziani, iniziando così il suo calvario. Nonostante le minacce e il clima di ostilità, egli ha mantenuto ferma la propria fede, testimoniando fino all'ultimo la propria appartenenza a Cristo. Il quinto giorno di settembre del millecentotrentasei, a San Quirico de Terrasa, la sua vita è stata spezzata dalla fucilazione, subita in odio alla fede. Il suo sacrificio è stato solennemente riconosciuto dalla Chiesa universale il ventuno ottobre duemiladiciassette, quando è stato elevato agli onori degli altari da Papa Francesco insieme ai suoi compagni martiri clarettiani, lasciando a tutti noi l'esempio di una vita spesa per il Vangelo.
Il ricordo nella Chiesa
Il culto del Beato Matteo Casals Mas si inserisce nel solco della grande memoria dei martiri del ventesimo secolo, testimoni che hanno vissuto la loro fede in un contesto di persecuzione. La Chiesa, attraverso la beatificazione celebrata da Papa Francesco nel duemiladiciassette, ha voluto additare la sua figura come un modello di perseveranza sacerdotale. Ricordare il suo martirio non significa solo ripercorrere un evento storico, ma rinnovare l'impegno a vivere con coraggio la propria testimonianza cristiana nel quotidiano.
La memoria liturgica, che ricorre il cinque settembre, invita i fedeli a unirsi nella preghiera e nella gratitudine per il dono della sua vita. In quel giorno, la comunità cristiana è chiamata a riflettere sul significato della fedeltà che non arretra di fronte alla prova. Il Beato Matteo, insieme ai suoi confratelli clarettiani, rimane un intercessore presso il Padre, un uomo che ha saputo trasformare la propria fine terrena in un atto di amore supremo. La sua vita, breve ma intensa, continua a parlare alla nostra epoca, ricordandoci che la luce della fede è più forte di ogni oscurità e che il dono di sé è la strada maestra per incontrare il Signore.
Domande frequenti
Quando si festeggia il Beato Mateo Casals Mas?
La sua ricorrenza liturgica si celebra il 5 settembre.
A quale congregazione apparteneva il Beato Mateo Casals Mas?
Apparteneva alla congregazione dei Missionari Figli del Cuore Immacolato di Maria, noti come Clarettiani.