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6 aprile

Beato Notkero il Balbuziente

Monaco di San Gallo

Aggiornato il 15 settembre 2026

Le origini e la giovinezza a San Gallo

La vita terrena del Beato Notkero ebbe inizio nell'anno ottocentoquaranta a Heligan, nei pressi di Zurigo. Da ragazzo, Notkero era talvolta schernito dai compagni di scuola a causa di un difetto della parola o per la mancanza di un dente, circostanze che tuttavia non frenarono la sua sete di conoscenza. Egli fu infatti un eccellente studente e, in età giovanile, decise di entrare nella celebre abbazia benedettina di San Gallo. Quell'importante cenobio traeva le sue origini dalla fondazione operata dal monaco irlandese san Gallo nel seicentoquarantasei, attorno al quale si sviluppò nel tempo l'omonima città, oggi capoluogo del Cantone svizzero di San Gallo. Nel corso degli anni, Notkero trascorse quasi tutta la vita in questo monastero situato in Svevia, nel territorio dell'odierna Svizzera, diventando sacerdote e distinguendosi per le sue insigni qualità umane e spirituali.

Nonostante la sua condizione di balbuziente, che da grande lo portò ad applicarsi autonomamente il soprannome di Balbulus, il suo spirito era quanto mai vigoroso e illuminato. Notkero fu gracile nel corpo ma non nell'animo, balbuziente nella voce ma non nello spirito, profondo nelle scienze divine e mirabilmente paziente nelle avversità. La sua mitezza verso tutti si accompagnava a una profonda dedizione alla vita monastica, caratterizzata da un impegno costante nella preghiera, nella lettura, nella meditazione e nella scrittura. Egli seppe coltivare un carattere gioviale che trapelava anche nelle sue poesie occasionali, guadagnandosi l'affetto e la stima profonda dei suoi confratelli all'interno del monastero.

Maestro, poeta e musico dell'abbazia

La figura di Notkero rifulse particolarmente nel suo ruolo di direttore della celebre scuola letteraria ed artistica dell'abbazia di San Gallo, un'istituzione che rese importantissimo il monastero dal decimo al tredicesimo secolo. Operando con l'ausilio dei fedeli confratelli Ratperto e Tuotilo, egli contribuì a donare al cenobio una straordinaria gloria scientifica, artistica e liturgica. Notkero preparò con sapienza i suoi discepoli ai più alti compiti nella Chiesa e nello Stato, e tra essi si annoverano figure eminenti come Salomone, che divenne vescovo di Costanza e cappellano reale, e Waldo, che fu nominato vescovo di Frisinga e cappellano reale. La sua autorevolezza culturale si espresse attraverso la composizione di opere storiche, tra cui spiccano le Gesta di Karoli Magni, e di un apposito Martyrologium.

Il contributo più celebre di Notkero alla vita della Chiesa rimane tuttavia la stesura dell'opera fondamentale delle sequenze liturgiche, in numero di circa una quarantina, composte per la Messa solenne delle più importanti feste liturgiche dell'anno. Tali composizioni furono raccolte nel Liber Hymnorum, che Notkero dedicò nell'ottocentoottantaquattro al vescovo Liudvaldo di Vercelli. Molte di queste sequenze vennero cantate in tutta Europa fino al sedicesimo secolo, diffondendo la fama spirituale e musicale del monaco di San Gallo. Essendo un musico valente, la tradizione riferisce che compose un inno ispirandosi al cigolio di una ruota di mulino; per via di questa leggenda, Notkero è spesso raffigurato nell'iconografia sacra assorto vicino a tale meccanismo.

Il culto, il beato e le fonti storiche

Dopo una vita interamente consacrata a Dio, Notkero morì a San Gallo il 6 aprile 912. Durante tutto il Medioevo, egli fu venerato nel suo monastero come compatrono, circondato dalla devozione dei monaci e della popolazione locale. Nel sedicesimo secolo, papa Giulio II incaricò il vescovo Ugo di Costanza di espletare il processo sui miracoli del monaco poeta, giungendo a proclamare Notkero Beato nel millecinquecentotredici. Nel corso dei secoli successivi la fisionomia del territorio mutò profondamente, tanto che l'antica abbazia di San Gallo scomparve nel milleottocentocinque. Nonostante la cessazione del cenobio, la diocesi di San Gallo volle elevare il Beato Notkero a suo patrono secondario, custodendone la memoria e l'eredità spirituale.

Le notizie, la figura e le opere letterarie del beato Notkero sono ben conosciute tramite fonti veritiere, documenti e manoscritti che si conservano tuttora nella biblioteca dell'antico monastero di San Gallo. A queste si affianca una Vita Notkeri, scritta probabilmente nel tredicesimo secolo ma evidentemente leggendaria poiché confonde il beato con altri monaci dello stesso nome. Nell'iconografia sacra Notkero il Balbuziente è tradizionalmente rappresentato con un bastone spezzato in mano, elemento legato alla narrazione in cui il santo colpì il demonio, apparsagli sotto forma di cane feroce, usando il bastone di san Colombano. La Chiesa cattolica ne celebra la memoria liturgica nel giorno della sua nascita al cielo.

Domande frequenti

Quando si festeggia il Beato Notkero il Balbuziente?

Il Martirologio Romano e la diocesi di San Gallo fissano la festa al 6 aprile. A San Gallo si celebra inoltre una seconda festa il 7 maggio, data che corrisponde alla traslazione delle reliquie nella Cattedrale avvenuta nel 1537.

Di cosa è patrono il Beato Notkero?

Il Beato Notkero è patrono secondario della diocesi di San Gallo.

Nel monastero di San Gallo in Svevia, nel territorio dell’odierna Svizzera, beato Notchero il Balbo, monaco, che trascorse quasi tutta la vita in questo cenobio, dedicandosi alla composizione di numerose sequenze; gracile nel corpo ma non nell’animo, balbuziente nella voce ma non nello spirito, fu profondo nelle scienze divine, paziente nelle avversità, mite verso tutti, sollecito nella preghiera, nella lettura, nella meditazione e nella scrittura. — Martirologio Romano