12 febbraio
Beato Paolo da Barletta
Religioso Agostiniano
Aggiornato il 15 settembre 2026
La vocazione e la partenza
Le notizie sul conto del religioso sono desunte dalle cronache dell'Ordine Agostiniano. L'anno della sua nascita e la sua casata di appartenenza sono sconosciuti. Egli fu membro dell'Ordine Agostiniano ed entrò fin da giovane nell'ordine di Sant'Agostino. Col passare del tempo crebbe in lui il desiderio di vivere in maggiore perfezione, fino ad allontanarsi dalla patria. Voleva andare dove nessuno lo conoscesse di persona, se non Dio solo. Avendo saputo del voto dell'Osservanza praticato nella Provincia Portoghese del suo ordine, ottenne la licenza di trasferirvisi. Il permesso di trasferimento fu concesso dal Generale dell'ordine, fra Tadeo Perozino.
La vita spirituale e le virtù
Le fonti lo descrivono come un uomo di Dio particolarmente dedito all'orazione e alla contemplazione. Praticava una vita austera di penitenza. Durante le lunghe ore di preghiera giornaliere fu singolarmente attratto verso il Mistero della Passione e Morte di Gesù Cristo. Un testimone dell'epoca raccontò che il suo modo di stare in coro era di molta edificazione. Secondo quanto scritto dal Lanteri, condusse una vita evangelica rivelando il messaggio di Dio. Aveva un carattere gioviale e, durante la ricreazione, infondeva tanta allegria tra i confratelli. I confratelli lo tenevano in grande considerazione.
La missione e le persecuzioni
Il religioso fu inviato come missionario nell'isola di San Thomé, nelle Indie Orientali. Si sottopose a enormi fatiche per diffondere la Buona Novella di Cristo tra gli indigeni di quelle terre. Subì persecuzioni da parte del Priore del convento a causa di fraintendimenti, nonostante la stima di cui godeva. Affrontò le persecuzioni con pazienza e letizia evangelica. La sua innocenza fu provata in seguito. Per riabilitare il suo nome, il Priore scrisse lettere edificanti in varie parti della Provincia. Nelle lettere, il Priore rese note le grandi virtù di fra Paolo, le sofferenze ingiuste subite e la sua ammirabile pazienza senza scusarsi.
Il transito e il culto
Paolo da Barletta morì il 13 maggio 1580 in grande concetto di santità. Accettò con rassegnazione la sua ultima malattia. Considerava la malattia come un'ulteriore purificazione per essere reso puro e accetto a Dio. Si preparò con serenità e gioia all'incontro definitivo col Signore sapendo che la morte si avvicinava. Diede notizia della sua imminente morte al superiore e ai confratelli. Chiese di essere aiutato a festeggiare in vista di quel momento importante. Fra Antonio della Purificazione comunicò la dipartita del santo frate barlettano agli altri confratelli. Fra Antonio ne esaltò le virtù, menzionando che destava molta ammirazione perché spessissimo rapito in estasi e dotato di premonizioni sul futuro. Rimase nella memoria dei confratelli come esempio di preghiera, instancabile operaio del Vangelo, umile e obbediente.
Fanno menzione di lui le relazioni della Chiesa locale di San Thomé scritte da don frate Alexo de Meneses, frate Antonio della Purificazione, Maestro Herrera, frate Pedro Calvo dell'Ordine dei Domenicani e dal Maestro frate Duarte Pacheco. Maestro frate Duarte Pacheco diffuse la storia della sua vita. La fama di santità crebbe sempre più tra i cristiani del luogo. Meritò a furore di popolo il titolo di Beato. La fama di santità raggiunse anche la sua città natale, Barletta. Si ritenne opportuno non rivendicare le sue spoglie mortali. Le sue spoglie sono oggetto di culto da parte degli indigeni di San Thomé. La città di Barletta gli ha dedicato una traversa della centrale via Regina Margherita, nei pressi della chiesa di Sant'Agostino anticamente officiata dai confratelli agostiniani.
La vita
Nato a Barletta, il Beato Paolo scelse fin dalla giovane età di consacrare la propria vita al Signore, entrando nell'Ordine Agostiniano. Il suo cammino spirituale fu guidato da un desiderio ardente di perfezione, che lo spinse a trasferirsi nella Provincia Portoghese per seguire con maggiore rigore l'Osservanza. Tale scelta non rappresentò soltanto un mutamento geografico, ma un profondo impegno di conformazione alla regola di sant'Agostino, vissuta nella preghiera e nel servizio.
La missione lo condusse successivamente nell'isola di San Thomé, dove si adoperò nel ministero apostolico con dedizione instancabile. In quel contesto di frontiera, la sua vita non fu esente da sofferenze. Egli ebbe infatti a subire persecuzioni ingiuste da parte del Priore del convento, affrontando le avversità con lo spirito di chi sa offrire ogni dolore al Crocifisso. Nonostante il peso delle incomprensioni, il Beato Paolo non perse la sua serenità interiore, sostenuto da una vita di preghiera intensa. I contemporanei ne tramandarono la memoria come di un uomo colmo di doni soprannaturali, distinguendosi per frequenti stati di estasi e per il dono delle premonizioni, segni evidenti di un legame privilegiato con l'Eterno. Il suo cammino terreno si concluse nell'anno millecinquecentosettanta, lasciando un'impronta indelebile di umiltà e di obbedienza eroica. La sua storia rimane un invito a guardare oltre le tribolazioni quotidiane, confidando nella presenza costante di Dio che sostiene i suoi servi fedeli in ogni parte del mondo.
Il culto
Il ricordo del Beato Paolo da Barletta è strettamente legato alla sua città natale, che ne custodisce la memoria liturgica con devozione. Pur non essendo giunto agli onori degli altari tramite una canonizzazione universale, la sua figura è venerata come modello di virtù cristiana e di fedeltà al carisma agostiniano. La memoria del Beato Paolo rappresenta un punto di riferimento spirituale per la comunità di Barletta, che trova nel suo esempio un invito costante alla preghiera e alla perseveranza nelle prove.
La liturgia ne celebra il ricordo annuale, permettendo ai fedeli di rinnovare la gratitudine per il dono della sua vita spesa nell'evangelizzazione e nell'ascesi. Il suo culto, pur nella sua sobrietà, testimonia come la santità possa fiorire anche tra le fatiche dell'esilio e l'incomprensione dei confratelli, trasformando ogni sofferenza in una forma di purificazione. Ancora oggi, la sua figura invita i fedeli a coltivare l'interiorità e a cercare il volto di Dio in ogni circostanza, ricordando che la testimonianza di un uomo umile e obbediente può attraversare i secoli e continuare a nutrire la fede del popolo di Dio.
Domande frequenti
Quando si festeggia il Beato Paolo da Barletta?
La memoria liturgica di fra Paolo da Barletta è fissata al 12 febbraio.
Quali furono i luoghi principali della sua vita e della sua missione?
Nacque a Barletta nel sedicesimo secolo e compì la sua missione e il suo transito nell'isola di San Thomé, nelle Indie Orientali, dove morì il 13 maggio 1580.