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4 luglio

Beato Piergiorgio Frassati

Terziario domenicano

Aggiornato il 15 settembre 2026

Le origini familiari e la formazione

Piergiorgio nasce a Torino nel 1901 all'interno di una famiglia borghese e benestante. Il padre si chiama Alfredo ed è un giornalista, proprietario del quotidiano La Stampa, ed è legato da un'intima amicizia a Giovanni Giolitti, il quale lo invia a Berlino con l'incarico di ambasciatore. La madre di Piergiorgio è una nota dipitrice, il cui talento riceve un alto riconoscimento quando il re Vittorio Emanuele III acquista un suo dipinto esposto alla Biennale di Venezia. La fede religiosa non è tuttavia un valore praticato all'interno della casa dei Frassati. Piergiorgio condivide il periodo dell'infanzia con la sorella Luciana, più piccola di lui di un solo anno, la quale rappresenta la sua sola confidente quando iniziano a sorgere i primi contrasti con i genitori. Tali incomprensioni si manifestano molto presto, poiché Piergiorgio non si sente a suo agio nell'ambiente del proprio ceto sociale d'appartenenza e non condivide lo stile di vita della propria famiglia, che vive la fede più come una formalità che con reale sostanza. Nella prima fase dei suoi studi, Piergiorgio non ottiene grandi risultati scolastici. Il suo rendimento migliora tuttavia con l'ingresso all'Istituto Sociale dei Padri Gesuiti. Dopo aver conseguito il diploma di maturità, si iscrive al corso di laurea in Ingegneria meccanica con indirizzo minerario. Sceglie tale indirizzo specifico per poter lavorare a stretto contatto con i minatori, considerati in quel periodo la categoria di lavoratori maggiormente sfruttata. Piergiorgio dimostra scarsa attenzione verso lo studio teorico, prediligendo la preghiera, la partecipazione all'Eucaristia e la pratica della carità rispetto agli studi universitari. Di conseguenza, egli non riesce a conseguire la laurea in ingegneria durante la sua vita, titolo che gli verrà conferito honoris causa soltanto nell'anno 2002.

Il servizio ai poveri e l'impegno associativo

Pur rimanendo a vivere insieme alla sua famiglia, Piergiorgio sperimenta frequentemente contrasti e scontri con il padre Alfredo. Gli alterchi avvengono in modo unilaterale, con il genitore che definisce il figlio un uomo inutile e lo rimprovera per il fatto di vagabondare per la città frequentando persone ritenute non alla sua altezza. Piergiorgio reagisce a tali rimproveri mantenendo il sorriso, accettando le critiche con uno sguardo sereno e un atteggiamento fanciullesco. Egli si dedica al prossimo bisognoso con vero amore e partecipe condivisione delle sofferenze umane, senza mostrare mai verso i poveri quell'atteggiamento di superiorità tipico di alcuni giovani benestanti. Nel corso di quegli anni aderisce a quasi tutte le associazioni cattoliche dell'epoca, iscrivendosi alla Conferenza di San Vincenzo, all'Azione Cattolica e alla FUCI. Offre il proprio servizio caritativo in qualsiasi luogo vi sia bisogno e verso chiunque non possieda nulla, visitando continuamente le soffitte degli indigenti e le abitazioni della periferia torinese. La città di Torino si caratterizza in quel tempo per la presenza di grandi Santi e intellettuali, ma anche di numerosi operai poveri e soli. Per soccorrerli, Piergiorgio trasporta e dona cibo, vestiti, legna, carbone e mobili, impiegando in questi aiuti tutto il denaro fornito dalla famiglia. Gli amici lo prendono amorevolmente in giro affibbiandogli il soprannome di Frassati Impresa Trasporti. Dinanzi a questo generoso prodigarsi, la famiglia Frassati decide di ridurre progressivamente la quantità di denaro consegnata al giovane. Nel frattempo, Piergiorgio si avvicina alla spiritualità dell'Ordine dei Domenicani, diventando un Terziario domenicano. Durante un soggiorno a Berlino, inoltre, conosce padre Karl Sonnenschein, soprannominato il San Francesco tedesco. Questa conoscenza lo spinge a valutare la possibilità di intraprendere il sacerdozio, progetto a cui tuttavia rinuncia dopo aver compreso di non possedere la vocazione presbiterale, sentendosi invece pienamente felice della propria condizione di laico.

Passioni giovanili e la Società dei Tipi Loschi

Piergiorgio non è una persona stravagante o solitaria, ma manifesta al contrario una grande vivacità e un forte entusiasmo per la vita. Evita di frequentare gli eventi e le feste della vita mondana per partecipare alla Messa, preferendo la compagnia dei poveri a quella dei giovani benestanti della borghesia, un'abitudine che appaga il suo profondo desiderio di mettere in pratica l'insegnamento del Vangelo. Egli è inoltre un grande appassionato di montagna e pratica assiduamente l'alpinismo. Durante una scalata, Piergiorgio conosce Laura Hidalgo e se ne innamora immediatamente. Sceglie tuttavia di custodire segretamente nel proprio cuore questo sentimento, decidendo di non rivelarlo per evitare di mettere in imbarazzo la giovane e per non provocare un ulteriore dispiacere alla propria famiglia, data la diversa e nettamente inferiore estrazione sociale di Laura Hidalgo rispetto ai Frassati. La rinuncia a questo amore rappresenta un sacrificio che pochi giovani avrebbero accettato di compiere, ma Piergiorgio affronta ogni difficoltà mantenendo un atteggiamento sorridente. Possiede la profonda convinzione che il vero amore lo attenda nella vita eterna, al punto da iniziare a intravedere la vita futura e a desiderare il giorno della propria morte, arrivando a definire il giorno della nascita al cielo come il più bello di tutti. Negli ultimi anni della sua vita, fonda la Società dei Tipi Loschi. I membri di questo sodalizio vengono definiti con l'appellativo scherzoso di lestofanti e lestofantesse, utilizzano tra loro soprannomi divertenti e lo stesso Piergiorgio adotta lo pseudonimo di Robespierre. Insieme organizzano escursioni e scherzi, ma soprattutto ricercano un'amicizia fondata sulla preghiera e sulla fede condivisa. Questa straordinaria esperienza di amicizia cristiana anticipa forme successive dell'associazionismo laico all'interno della Chiesa.

La malattia fulminante e il ritorno al Padre

Il 30 giugno 1925 la famiglia Frassati vive con forte ansia le condizioni di salute della nonna Linda, che morirà il giorno successivo. A causa delle preoccupazioni per l'anziana congiunta, nessun familiare presta la dovuta attenzione allo stato di salute di Piergiorgio. Proprio il 30 giugno, infatti, il giovane manifesta un violento mal di testa e inappetenza. Fino a quel momento Piergiorgio si era sempre mostrato in ottima salute e di bell'aspetto. Il giorno del funerale di sua nonna, tuttavia, egli non fu in grado di alzarsi dal letto a causa dell'insorgere della malattia, essendo stato colpito da una forma fulminante di poliomielite. Il giovane muore il 4 luglio 1925, all'età di ventiquattro anni, essendo nato a Torino il 6 aprile 1901. La sua vita terrena si conclude così nella sua città natale, dove fu un membro attivo nelle associazioni del laicato cattolico e si dedicò con energia a progetti di promozione sociale e a opere di carità verso i bisognosi e i malati. Ai suoi funerali parteciparono migliaia di persone, la cui maggior parte era costituita proprio dai poveri di Torino che egli aveva assistito con dedizione. Mentre osservava quella gran folla presente, il padre Alfredo Frassati esclamò di non conoscere veramente suo figlio. Il dolore del padre per la perdita fu gravemente aggravato da questa incomprensione tardiva della figura di Piergiorgio. Alfredo Frassati comprese la reale statura spirituale e umana del figlio soltanto dopo la sua scomparsa, e tale consapevolezza lasciò in lui una profonda sofferenza e un grande vuoto. A causa di questo immenso dolore, Alfredo intraprese un percorso spirituale che lo riavvicinò alla fede e alla Parola di Dio, maturando nel corso degli anni, fino alla sua morte avvenuta nel 1961, una profonda conversione religiosa. Molti ritengono che questa radicale conversione del padre rappresenti il primo miracolo attribuibile all'intercessione del Beato Piergiorgio Frassati.

Domande frequenti

Quando si festeggia il Beato Piergiorgio Frassati?

La sua ricorrenza liturgica si celebra il 4 luglio di ogni anno.

A Torino, beato Piergiorgio Frassati, che, giovane militante in associazioni del laicato cattolico, si impegnò con tutto se stesso in iniziative di sviluppo sociale e di carità verso i poveri e i malati, finché morì colpito da paralisi fulminante. — Martirologio Romano