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sabato 4 luglio 2026 · Santo del giorno

Sant' Elisabetta di Portogallo

Regina

Sant' Elisabetta di Portogallo

Sant' Elisabetta di Portogallo, nata nel tredicesimo secolo a Saragozza e vissuta tra la Spagna e il Portogallo, fu una sovrana la cui esistenza si distinse per una profonda dedizione alla fede e una costante opera di pacificazione tra i popoli. Nata nel 1271 da Pietro terzo d'Aragona e Costanza, ricevette un'educazione diretta dal nonno Giacomo primo il Conquistatore fino alla sua scomparsa avvenuta nel 1276. Andata sposa giovanissima al re Dionisio il Liberale, seppe coniugare i doveri della corte con una vita di intensa ascesi, carità operosa e preghiera incessante. La sua figura è rimasta memorabile nella storia e nella Chiesa per la straordinaria dedizione ai poveri, la costruzione di numerosi edifici di culto e di cura, e soprattutto per il coraggioso impegno diplomatico e spirituale volto a sanare i conflitti sanguinosi che dividevano la sua stessa famiglia e i regni della penisola iberica.

Dopo la morte del consorte, la regina consacrò definitivamente la propria vita al Signore indossando l'abito del Terz'ordine francescano e ritirandosi nella preghiera e nel servizio ai bisognosi, fino al suo pio transito avvenuto il 4 luglio 1336 nel monastero di Estremoz. Il Martirologio la ricorda con venerazione come sovrana del Portogallo, mediatrice di pace e benefattrice dei derelitti. Le sue spoglie mortali si sono mantenute miracolosamente prive di decomposizione nel tempo, segno visibile della grazia divina che aveva abitato la sua anima. Papa Urbano VIII ha proclamato santa Elisabetta il 24 giugno 1626, fissandone la memoria liturgica nel giorno della sua nascita al cielo.

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Gli altri santi di oggi

Beato Piergiorgio Frassati

Terziario domenicano

Il Beato Piergiorgio Frassati, nato a Torino nel 1901 all'interno di una famiglia borghese e benestante, visse la sua breve esistenza terrena interamente votata alla carità e alla fede cristiana. Figlio del noto giornalista e proprietario del quotidiano La Stampa Alfredo Frassati e di una stimata pittrice, Piergiorgio scelse fin dalla giovinezza di non omologarsi allo stile di vita mondano e formale del proprio ceto sociale. Dedicò ogni energia ai poveri, ai sofferenti e ai malati della periferia torinese, distinguendosi per un entusiasmo contagioso, una profonda spiritualità Eucaristica e un'intensa partecipazione alle associazioni del laicato cattolico del tempo. La sua testimonianza di laico impegnato nella promozione sociale si spense improvvisamente a Torino nel 1925, a soli ventiquattro anni, a causa di una forma fulminante di poliomielite.

Piergiorgio è ricordato non soltanto per il suo straordinario e gioioso servizio ai bisognosi, che lo rese noto come il santo delle montagne e dei poveri, ma anche per la profonda incidenza spirituale della sua morte. Ai suoi funerali partecipò una folla sterminata di indigenti da lui soccorsi, la cui presenza svelò per la prima volta ai familiari, e in particolare al padre Alfredo, la reale statura umana e cristiana del giovane. Tale scoperta segnò profondamente il genitore, avviandolo verso una duratura conversione religiosa. Venerato oggi come Beato, Piergiorgio continua a indicare alle generazioni adulte e ai giovani la via della santità vissuta nella semplicità quotidiana, nel rifiuto di ogni mediocrità e nell'amore autentico verso il prossimo.

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Sant' Ulrico (Ulderico)

Vescovo

Sant'Ulrico, noto anche come Ulderico, nacque nell'anno 890 e visse nel corso del decimo secolo, distinguendosi profondamente per la sua straordinaria attitudine alla penitenza, la sua profonda generosità e la costante attenzione che impiegò nel governo pastorale. Vissuto fino all'età di circa novant'anni, egli spese cinquant'anni del suo ministero come vescovo della diocesi di Augusta, guidando con saggezza e rigida disciplina il clero e la popolazione locale in un'epoca segnata da gravissimi conflitti politici e minacce esterne. La tradizione e i documenti storici attestano la sua instancabile opera diplomatica, il coraggio dimostrato nella difesa della giustizia e la dedizione assoluta ai poveri e ai sofferenti, sostenuti attraverso l'impiego dei suoi beni personali.

Il santo è particolarmente ricordato nella storia della Chiesa universale perché la sua elevazione agli altari, avvenuta il 3 febbraio 993 per opera di Papa Giovanni XV, rappresenta il primato storico di una canonizzazione proclamata mediante una formale e rigorosa procedura processuale basata sulla documentazione dei miracoli, la quale divenne in seguito il modello standard per tutte le cause successive. La sua memoria liturgica si celebra il 4 luglio, data che ricorda la sua nascita al cielo avvenuta nel 973 ad Augsburg, nella regione bavarese della Germania, lasciando un'impronta indelebile di santità confermata dalla devozione dei fedeli sin dai primi momenti successivi alla sua morte.

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Beato Bonifacio di Savoia

Monaco certosino e arcivescovo di Canterbury

Il Beato Bonifacio di Savoia visse nel corso del tredicesimo secolo, distinguendosi per un cammino spirituale singolare che lo condusse dal rigore della vita monastica alla guida di importanti diocesi europee. Nato nel castello di Sainte-Hélène-du-Lac in Savoia nel 1207, era l'undicesimo figlio del conte Tommaso I di Savoia e di Margherita di Ginevra. Nonostante un carattere forte e focoso, Bonifacio mostrava un'inclinazione verso la pietà religiosa che spinse suo padre ad avviarlo alla carriera ecclesiastica. Entrò così nella Grande Certosa di Grenoble, distinguendosi per la propria spiritualità, e prima ancora di aver emesso i voti solenni fu eletto per un breve periodo priore di Nantua.

La sua esistenza fu segnata da un intenso ministero episcopale, che lo vide arcivescovo di Canterbury e vescovo di Belley, oltre che amministratore della diocesi di Valenza. Bonifacio spese le sue energie nella difesa delle prerogative della Chiesa, affrontando aspre tensioni con il clero locale e con la corona inglese, e partecipando alle vicende politiche e alle crociate del suo tempo. Morì nel 1270 nel suo castello natale e fu sepolto nell'abbazia cistercense di Hautecombe. Il culto fu confermato nel 1838 da papa Gregorio XVI, e la sua memoria liturgica si celebra il 4 luglio.

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Beata Caterina Jarrige

Domenicana

La Beata Caterina Jarrige visse a cavallo tra il diciottesimo e il diciannovesimo secolo, incarnando la figura della vergine consacrata nel mondo e anticipando le forme moderne di laicismo attivo in ambito religioso. Gli abitanti locali la soprannominarono affettuosamente Catinon - Menette, che significa Caterina la monaca, riconoscendo in lei una dedizione totale al servizio evangelico e ai fratelli più bisognosi.

La sua testimonianza rifulse in modo straordinario durante i duri anni della Rivoluzione Francese, quando offrì rifugio e conforto ai sacerdoti perseguitati esponendosi a gravi pericoli. Beatificata da papa Giovanni Paolo II il 24 novembre 1996, la sua memoria liturgica si celebra il 4 luglio nel Martirologio Romano, ricordandola come modello di carità operosa e di fedeltà alla Chiesa.

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Beato Giuseppe Kowalski

Sacerdote salesiano, martire

Il Beato Giuseppe Kowalski nacque nel marzo del 1911 a Siedliska, in Polonia, in una famiglia di profonda fede contadina. Cresciuto alla scuola di San Giovanni Bosco, divenne sacerdote salesiano, distinguendosi per gentilezza, operosità e un intenso zelo pastorale rivolto soprattutto ai giovani, guidato dall'ideale di raggiungere la santità.

Arrestato dai nazisti durante l'occupazione e deportato nel campo di concentramento di Auschwitz, trasformò la prigionia in una straordinaria missione di conforto spirituale e di carità clandestina. Morì martire nel luglio del 1942, dopo aver rifiutato di calpestare il Rosario e dopo aver offerto l'ultima benedizione ai compagni di sventura, testimoniando fino all'ultimo la sua totale fedeltà a Cristo.

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Beata Maria Crocifissa (Rosa) Curcio

Fondatrice

La Beata Maria Crocifissa Curcio, al secolo Rosa, nacque a Ispica nel gennaio del 1877 da una famiglia agiata e di solidi principi. Vissuta nel corso del ventesimo secolo, affrontò con profonda fede le limitazioni imposte dal contesto familiare e le incomprensioni ecclesiastiche, fondando infine la congregazione delle Suore Carmelitane di Santa Teresa di Gesù Bambino. Donna di intensa vita spirituale e mistica, spese la sua esistenza terrena per assistere i poveri e condurre le anime a Dio, guidando lo sviluppo internazionale del suo istituto religioso sino alla morte avvenuta a Santa Marinella nel luglio del 1957.

Ricordata con devozione per la sua radicale adesione al carisma del Carmelo e per l'infaticabile dedizione apostolica, la Beata Maria Crocifissa è stata proclamata beata nel novembre del 2005 nella basilica di San Pietro. La sua memoria liturgica si celebra il 4 luglio, giorno della sua nascita al cielo, mentre le sue spoglie riposano nella cappella della Casa madre a Santa Marinella, meta di preghiera e di affidamento spirituale per quanti cercano la luce del Vangelo.

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San Cesidio (Antonio) Giacomantonio

Sacerdote francescano, martire

San Cesidio Giacomantonio, nato Angelo a Fossa nel diciannovesimo secolo, fu un sacerdote dell'Ordine dei Frati Minori e missionario in Cina, dove offrì la vita per la fede durante le persecuzioni. Il primo ottobre dell'anno 2000, papa Giovanni Paolo II ha proclamato santo un gruppo di centoventi martiri in Cina, vittime delle ricorrenti persecuzioni anticristiane verificatesi nel Paese fino al ventesimo secolo. All'interno di questa gloriosa schiera, padre Cesidio è ricordato come il protomartire della persecuzione scatenata dai boxers nell'anno 1900.

La sua testimonianza di dedizione evangelica si concluse tragicamente il quarto giorno di luglio del 1900 a Hoang-scia-wuan, nella provincia dello Hunan, dove affrontò il martirio per difendere l'Eucaristia. La Chiesa ne custodisce la memoria liturgica il quattro luglio, celebrando il sacrificio di un giovane religioso che ha suggellato la propria vocazione con l'amore supremo per Cristo e per i fratelli.

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Sant' Andrea di Creta (di Gortina)

Vescovo

Sant'Andrea di Creta, vissuto tra il settimo e l'ottavo secolo, è una figura luminosa della Chiesa antica per il suo profondo impegno dottrinale e per la sua straordinaria produzione innografica e omiletica. Nato a Damasco intorno all'anno 660, ha trascorso la giovinezza e la maturità tra Gerusalemme, Costantinopoli e l'isola di Creta, servendo il popolo cristiano come monaco, diacono, legato conciliare e infine come vescovo di Gortina. La sua voce si è alzata nella difesa della fede ortodossa e nella lode della Madre di Dio, anticipando con le sue parole profonde i dogmi mariani dei secoli successivi.

Nel corso della sua esistenza terrena, conclusasi nel 740 presso l'isola di Lesbo, questo pastore ha offerto un contributo determinante alla liturgia bizantina attraverso la composizione di inni sacri e sermoni di rara bellezza. La Chiesa ne custodisce la memoria con venerazione, ricordandone la dedizione ai poveri, l'eloquenza ispirata e la fedeltà al Vangelo, che continuano a nutrire la preghiera dei fedeli ancora in epoca odierna.

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Sant' Antonio Daniel

Sacerdote e martire

Sant'Antonio Daniel nacque a Dieppe, in Normandia, in Francia, il ventisette maggio mille seicentouno. Vissuto nel decimosettimo secolo, intraprese inizialmente studi di diritto prima di avviare il proprio cammino nella vita consacrata. Entrato nella Compagnia di Gesù il primo ottobre millesecentoventuno e ordinato sacerdote, svolse l'attività di insegnante a Rouen prima di maturare la vocazione missionaria per le terre del Canada, dove le missioni gesuitiche erano in pieno sviluppo. Partito per la Nuova Francia, giunse a Cap-Breton nel millesecentotrentadue. Dopo un anno di viaggi per apprendere la lingua indigena degli Uroni, si trasferì nel millesecentotrentanove a Wendake con i confratelli Brébeuf e Daoust, risiedendo a lungo nei villaggi di Teanaostaye e Cahiaguie, vicino al lago Couchiching. Dedicò anni all'educazione dei giovani Uroni dirigendo un istituto scolastico e insegnando il Credo e il Padre Nostro nella loro lingua, curandone anche un adattamento musicale.

Il suo ministero si concluse con il martirio il quattro luglio milleseiocentoquarantotto a Teanaostaye, in Canada, durante un attacco degli Irochesi. Scelse di non abbandonare la missione per assistere i moribondi e, dopo aver celebrato la Messa, affrontò gli assalitori impugnando una croce prima di essere trafitto da frecce e proiettili e gettato nella cappella data alle fiamme. Beatificato nel millenovecentoventicinque e canonizzato nel millenovecentotrenta da Papa Pio XI insieme ad altri sette gesuiti martiri in terra nordamericana, sant'Antonio Daniel è ricordato singolarmente il quattro luglio. La sua testimonianza di dedizione spirituale e umana rimane scolpita nella memoria della Chiesa e nella parrocchia a lui intitolata a Thetford-Mines.

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San Giocondiano

Martire

In Africa, san Giocondiano, martire.

San Lauriano

Martire

Nel villaggio di Vatan presso Bourges in Aquitania, in Francia, san Lauriano, martire.

San Fiorenzo di Cahors

Vescovo

A Cahors in Aquitania, san Fiorenzo, vescovo, che san Paolino da Nola celebra come umile di cuore, forte nella grazia e mite nella parola.

San Valentino

Sacerdote ed eremita

Presso Langres ancora in Aquitania, san Valentino, sacerdote ed eremita.

Sant' Alberto Quadrelli da Rivolta

Vescovo

Beato Giovanni da Vespignano

A Firenze, beato Giovanni da Vespignano.

Beati Giovanni detto Cornelio, Tommaso Bosgrave, Giovanni Carey e Patrizio Salmon

Martiri

A Dorchester un Inghilterra, beati martiri Giovanni, detto Cornelio, sacerdote da poco ammesso nella Compagnia di Gesù, Tommaso Bosgrave, Giovanni Carey e Patrizio Salmon, laici, suoi collaboratori, che glorificarono tutti insieme Cristo con il martirio sotto la regina Elisabetta I.

Beati Guglielmo Andleby, Enrico Abbot, Tommaso Warcop ed Eduardo Fulthorp

Martiri

A York sempre in Inghilterra, beati martiri Guglielmo Andleby, sacerdote, Enrico Abbot, Tommaso Warcop e Edoardo Fulthorp, laici, che, condannati a morte nella stessa persecuzione per la loro fedeltà alla Chiesa cattolica, attraverso il supplizio del patibolo raggiunsero insieme i premi eterni.

Sant' Elia I

Patriarca di Gerusalemme

Santa Berta di Blangy

Badessa

A Blangy nel territorio di Arras in Francia, santa Berta, badessa, che, entrata insieme alle figlie Geltrude e Deotila nel monastero da lei fondato, dopo alcuni anni si ritirò come reclusa in una cella.

Beato Damiano Grassi da Rivoli

Sacerdote domenicano

San Carileffo di Anille

Abate

Santa Natalia di Tolosa

Vergine mercedaria

Beato Pietro Kibe Kasui

Sacerdote gesuita, martire

Dal Martirologio Romano

Santa Elisabetta, che, regina del Portogallo, fu esemplare nell’opera di pacificazione tra i re e nella carità verso i poveri; rimasta vedova del re Dionigi, abbracciò la regola tra le monache del Terz’Ordine di Santa Chiara nel cenobio di Estremoz in Portogallo da lei stessa fondato, nel quale, mentre era intenta a far riconciliare suo figlio con il genero, fece poi ritorno al Signore. — Martirologio Romano