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4 luglio

Beato Bonifacio di Savoia

Monaco certosino e arcivescovo di Canterbury

Aggiornato il 15 settembre 2026

La giovinezza e i primi anni di ministero

Bonifacio nacque nel 1207 nel castello di Sainte-Hélène-du-Lac, situato in Savoia, come undicesimo figlio del conte Tommaso I di Savoia e di Margherita di Ginevra. Nonostante un carattere forte e focoso, Bonifacio mostrava un'inclinazione verso la pietà religiosa che indusse suo padre ad assecondarne la disposizione avviandolo alla carriera ecclesiastica. Obbedendo alla volontà paterna, Bonifacio entrò nella Grande Certosa di Grenoble, distinguendosi per la propria spiritualità. Prima ancora di aver emesso i voti solenni, Bonifacio venne eletto per un breve periodo priore di Nantua.

Nel 1232, all'età di venticinque anni e mentre era ancora soltanto suddiacono, Bonifacio fu eletto vescovo di Belley dai canonici della cattedrale. Tale scelta fu motivata dal desiderio dei canonici di avere alla guida della propria Chiesa un esponente di una famiglia illustre e di alto profilo. In seguito alla morte del fratello Guglielmo, vescovo di Valenza, Bonifacio prese in gestione anche l'amministrazione di quella diocesi fino al 1242, ampliando le sue responsabilità di governo pastorale.

L'arcivescovado a Canterbury e le lotte per la riforma

Grazie all'intercessione della nipote Eleonora, sposa del re Enrico III d'Inghilterra, Bonifacio fu eletto arcivescovo di Canterbury, succedendo a sant'Edmondo Rich. A causa della morte ravvicinata di due pontefici, la nomina di Bonifacio alla cattedra di Canterbury fu confermata da papa Innocenzo IV soltanto il 17 settembre 1243. Bonifacio giunse per la prima volta in Inghilterra l'anno successivo alla conferma pontificia, venendo ordinato diacono e sacerdote dal vescovo di Worcester, secondo una prassi allora consentita. Avendo riscontrato che le elevate imposte regie avevano gravato la sede arcivescovile di ingenti debiti, Bonifacio si oppose con fermezza al sovrano ottenendo successo. Bonifacio fu consacrato vescovo il 15 gennaio 1245 da papa Innocenzo IV durante il Concilio di Lione. In occasione del concilio, Bonifacio ottenne benefici finanziari utili a sanare i bilanci della diocesi di Canterbury, e prese possesso effettivo della diocesi inglese il 1° novembre 1249.

Subito dopo l'insediamento, Bonifacio avviò una visita pastorale generale della diocesi e della provincia ecclesiastica, impegnandosi in continue lotte per reprimere le irregolarità del clero. Bonifacio inflisse la scomunica al decano e al clero della chiesa di San Paolo a Londra, i quali rifiutavano la sua autorità e la visita pastorale ritenendo competente il solo vescovo di Londra. Una resistenza analoga si verificò presso il priorato di San Bartolomeo, che riconosceva esclusivamente l'autorità del vescovo londinese. Durante un accesso d'ira al priorato di San Bartolomeo, Bonifacio scaraventò a terra il vecchio vice priore. Il gesto provocò la reazione violenta della popolazione di Londra, che aggredì Bonifacio strappandogli gli abiti e accusandolo di destinare in Francia le rendite dei benefici inglesi. Tratto in salvo dalla propria scorta, Bonifacio fuggì lungo il Tamigi a bordo di una barca e riparò a Lambeth, da dove scagliò la scomunica contro il clero di San Bartolomeo e il vescovo di Londra.

Anche presso la comunità di Sant'Albano si organizzò la resistenza del clero, che si rifiutò di versare le contribuzioni e si appellò alla Santa Sede. Bonifacio si recò personalmente a Roma per perorare la propria causa davanti al pontefice, e a Roma si giunse a un compromesso che confermava i diritti di visita pastorale di Bonifacio, pur limitandone le modalità di esercizio.

Le alleanze politiche e gli ultimi anni

Bonifacio fece ritorno in Inghilterra nel 1252 e si alleò con i baroni che si opponevano al re Enrico III. L'alleanza baronale costrinse re Enrico III a giurare di rispettare le clausole della Magna Charta, precedentemente sottoscritta da suo padre Giovanni Senza Terra e dai grandi del regno. Nel 1256 Bonifacio si trasferì a Torino per trattare la liberazione del fratello Tommaso II, che era stato fatto prigioniero dai torinesi. Bonifacio continuò l'azione di difesa delle prerogative ecclesiastiche in terra inglese, arrivando a convocare un concilio a Merton nel 1258. In seguito Bonifacio abbandonò la fazione dei baroni per schierarsi dalla parte del sovrano Enrico III.

Nel 1262, allo scoppio della guerra civile, Bonifacio fu costretto ad abbandonare l'Inghilterra e a rifugiarsi in Francia. Bonifacio poté rientrare in Inghilterra dopo tre anni, a seguito della vittoria militare di Enrico III. Nel 1268 Bonifacio lasciò definitivamente l'isola britannica per accompagnare alla crociata Edoardo, figlio del re Enrico III. Prostrato dalle fatiche del viaggio, Bonifacio morì il 4 luglio 1270 all'interno del suo castello natale a Sainte-Hélène, in Savoia. Bonifacio venne sepolto nell'abbazia cistercense di Hautecombe, situata sulle rive del lago di Bourget, dove le sue spoglie riposano ancora. Il 1° settembre 1838 papa Gregorio XVI ne ha approvato ufficialmente il culto per l'Ordine Certosino e per la diocesi di Chambéry. Il Martirologio ne commemora la deposizione nel monastero di Hautecombe in Savoia, ricordandone le origini regali, l'esperienza tra i Certosini e il ministero episcopale a Belley e Canterbury dedicato alla cura del gregge.

Domande frequenti

Quando si festeggia il Beato Bonifacio di Savoia?

La sua memoria liturgica si celebra il 4 luglio, giorno ricordato dal Martirologio Romano.

Dove riposano le spoglie del Beato Bonifacio?

Il suo corpo è sepolto nell'abbazia cistercense di Hautecombe, situata sulle rive del lago di Bourget.

Nel monastero di Hautecombe presso il lago di Bourget nella Savoia, in Francia, deposizione del beato Bonifacio, vescovo, che, di stirpe regale, si ritirò dapprima presso i Certosini e, elevato poi alla sede di Belley ed infine a quella di Canterbury, si dedicò con assiduità alla cura del suo gregge. — Martirologio Romano