4 luglio
Sant' Andrea di Creta (di Gortina)
Vescovo
Aggiornato il 15 settembre 2026
Dalle origini orientali alla missione a Costantinopoli
Sant'Andrea è nato a Damasco intorno all'anno 660, ovvero verso la metà del settimo secolo. All'età di quindici anni si è trasferito a Gerusalemme e si è fatto monaco nel monastero di San Saba e del Santo Sepolcro. Nel 685 il patriarca di Gerusalemme Teodoro lo ha inviato a Costantinopoli come suo rappresentante al sesto concilio ecumenico, noto come Costantinopolitano terzo. La missione conciliare serviva a sostenere la condanna dell'eresia monotelita, la quale affermava la presenza della sola volontà divina in Cristo. Mentre si trovava nella capitale dell'impero, Andrea è stato ordinato diacono. A Costantinopoli gli è stata data la responsabilità di dirigere un orfanotrofio e un ricovero per anziani.
Il ministero episcopale e la prova del sinodo
Attorno all'anno 700 è stato nominato arcivescovo metropolita di Gortina, nella regione di Creta. Nel 711 l'imperatore Filippico Bardane è salito al potere e ha indetto un sinodo per riabilitare il monotelismo come dottrina di Stato, annullando le decisioni del concilio precedente. Andrea ha presenziato al sinodo di Bardane e per un breve periodo ne ha accettato i decreti di orientamento eretico. Dopo la deposizione dell'imperatore Bardane, il patriarca di Costantinopoli ha inviato una lettera di ritrattazione al pontefice, chiedendo perdono anche a nome degli altri partecipanti al sinodo illegittimo.
L'opera poetica e la devozione mariana
Andrea è diventato famoso per le sue capacità oratorie nelle predicazioni e per le sue composizioni musicali sacre. La tradizione ha conservato una cinquantina di sermoni riconducibili alla sua figura. La tradizione storiografica gli ha ascritto impropriamente l'invenzione del kanon, un genere di inno tipico del rito bizantino. Sebbene non ne sia stato l'inventore, ne ha composti numerosi, diversi dei quali vengono intonati ancora in epoca odierna e si distinguono per l'originalità della struttura metrica e delle melodie. Tra le sue composizioni spicca il grande kanon, un testo quaresimale strutturato in duecentocinquanta strofe. Le sue predicazioni omiletiche hanno dato un contributo rilevante al culto verso la Madre di Dio. Nelle sue opere ha celebrato la Vergine proclamandola Immacolata e Assunta in Cielo, anticipando i dogmi proclamati dai pontefici Pio IX e Pio XII tra il diciannovesimo e il ventesimo secolo.
Il transito e il compiuto ricordo nel Martirologio
Sant'Andrea di Creta è deceduto nel 740 presso l'isola di Lesbo. Il Martyrologium Romanum fissa la sua memoria liturgica alla data del 4 luglio. Non deve essere confuso con l'omonimo Andrea detto il Calibita, anch'esso cretese, che subì il martirio nel 766 ed è ricordato il 20 ottobre. Il Martirologio attesta che il suo pio transito è avvenuto ad Eresso, sull'isola di Lesbo, ricordando il suo ruolo di vescovo di Gortina e la sua opera di elogio a Dio e alla Vergine Immacolata e Assunta tramite preghiere e inni elaborati.
La vita e il ministero
Il cammino di Sant' Andrea iniziò a Damasco, per poi condurlo verso la terra santa. All'età di quindici anni, egli scelse la via del monachesimo entrando nel monastero di San Saba a Gerusalemme, luogo dove la sua vocazione si radicò profondamente. Da quel contesto di ascesi e cultura, la sua figura iniziò a distinguersi per l'erudizione e la santità, tanto da essere inviato come delegato del patriarca di Gerusalemme al sesto concilio ecumenico. Tale incarico conferma la stima di cui godeva presso i vertici della gerarchia ecclesiale di quel tempo.
Intorno all'anno settecento, la Provvidenza lo chiamò al ministero episcopale, affidandogli la sede di Gortina, nell'isola di Creta. In qualità di arcivescovo, Sant' Andrea esercitò il suo ufficio con dedizione, affrontando le sfide dottrinali e pastorali del suo tempo con prudenza e fermezza. Si distinse in particolare per la partecipazione al sinodo convocato da Filippico Bardane nel settecento undici, dove ebbe modo di esprimere il suo pensiero e la sua fedeltà alla Chiesa. La sua vita fu un continuo pellegrinaggio tra Damasco, Gerusalemme, Costantinopoli e Creta, luoghi che hanno visto il formarsi di un pastore colto e sensibile. Il suo ultimo respiro fu reso a Eresso, sull'isola di Lesbo, nell'anno settecento quaranta, lasciando in eredità una testimonianza di costante adesione al Vangelo. La sua sensibilità poetica, tradotta nel linguaggio della preghiera, ha saputo infondere nei secoli una profonda devozione verso i misteri della salvezza, rendendo la sua opera un riferimento imprescindibile per la spiritualità orientale e universale.
L'eredità spirituale
Sant' Andrea di Creta è venerato dalla Chiesa come uno dei padri più fecondi della poesia liturgica. La sua produzione letteraria, incentrata sulla lode divina, ha trovato nel Grande Kanon la sua espressione più alta e nota. Attraverso questi inni, egli ha saputo tradurre in canto la tensione dell'anima verso il Creatore, offrendo ai fedeli parole capaci di elevare lo spirito e di guidare il pentimento e la gioia del cuore cristiano. La sua memoria, fissata nel calendario liturgico, invita ancora oggi a riscoprire la bellezza della preghiera comunitaria e l'importanza del rigore teologico unito alla delicatezza dell'animo.
Il Martyrologium Romanum lo commemora il giorno quattro luglio, data in cui il popolo di Dio si unisce nel ricordo di questo pastore che, con la sua intercessione e il suo esempio, continua a sostenere il cammino della Chiesa. La sua figura rimane un punto fermo per chi cerca nell'eredità dei santi una guida sicura per la propria vita quotidiana.
Domande frequenti
Quando si festeggia Sant'Andrea di Creta?
Il santo è commemorato il 4 luglio nel Martyrologium Romanum.
A Eresso nell’isola di Lesbo, transito di sant’Andrea di Creta, vescovo di Górtina, che con preghiere, inni e cantici di raffinata fattura cantò le lodi di Dio ed esaltò la Vergine Madre di Dio immacolata e assunta in cielo. — Martirologio Romano