21 ottobre
Beato Piero Capucci
Domenicano
Aggiornato il 15 settembre 2026
La giovinezza e la formazione
Pietro Capucci nacque a Città di Castello nel 1390, inserito in un contesto familiare di antica e nobile estrazione. Sentì presto la vocazione religiosa e, all'età di quindici anni, entrò nella comunità domenicana di Città di Castello. Fu esemplare per costumi e impegno, tanto che dopo un anno fu ammesso alla professione dei voti religiosi. Successivamente, proseguì gli studi nel convento di Cortona, fondato nel 1230 e aderito al movimento dei beati Giovanni Dominici e Raimondo da Capua per la primitiva osservanza. Il beato Lorenzo da Ripafratta fu la guida spirituale del giovane Pietro, e lo stesso Ripafratta era stato maestro dei novizi di sant'Antonino Pierozzi e del beato Angelico.
Le vicende storiche e il periodo a Foligno
Frate Pietro si distinse per uno zelo religioso singolare, praticando il digiuno, penitenze e riducendo al minimo il sonno, amando la Sacra Scrittura e tenendo in disprezzo i beni del mondo. Un evento che influenzò la sua vita fu la tragedia di palazzo Casali a Cortona, avvenuta l'undici ottobre 1407, quando il governatore di Cortona fu assassinato dal nipote, il quale gettò il corpo insanguinato dalla finestra tra la folla inorridita. I domenicani di Cortona, tra i beneficiati della città, dovettero trasferirsi nel convento di Fiesole a causa del lutto. Sant'Antonino narrò l'evento nelle sue cronache. La Chiesa viveva il periodo dello scisma avignonese e, a Pisa, nel 1409, fu eletto l'antipapa Alessandro V. Cortona fu inoltre occupata dal re di Napoli Ladislao, che fece imprigionare l'assassino del governatore. Pietro e i suoi compagni si trasferirono nella tranquilla Foligno, in territorio dipendente dal papa. Nel testo viene menzionato papa Gregorio XIII in relazione al territorio di Foligno, dove i frati stettero circa sei anni e dove il Capucci fu ordinato sacerdote. A Foligno mise in pratica l'amore verso il prossimo assistendo i contagiati di un'epidemia, unendo il soccorso materiale a quello spirituale per gli infermi, mentre alcuni confratelli persero la vita durante la stessa epidemia.
Il ritorno a Cortona e l'opera pastorale
Riaperto il convento di Cortona, frate Pietro, il Pierozzi e il beato Angelico vi fecero ritorno, e il beato Pietro restò a Cortona per tutta la vita. I compagni Pierozzi e beato Angelico scrissero pagine indelebili per l'Ordine e realizzarono opere d'arte. Cercò la perfezione evangelica per tutta la vita senza mezze misure, e la sua umiltà fu d'esempio per i confratelli. Si rese necessaria la costruzione di una nuova chiesa a Cortona, e il dotto frate di nobile origine si fece questuante per le strade della città conquistando stima e affetto. Il suo apostolato fu generoso e fecondo, e fu padre, maestro e consigliere apprezzato in tutto il territorio di Cortona. Bernardino da Siena saliva in città a predicare in quegli anni, e il beato ebbe la gioia di incontrare più volte Bernardino da Siena. Il tema ricorrente delle sue omelie erano i novissimi. Portava con sé un teschio e parlava della morte per spronare chi viveva lontano dalla fede, meditando sulla morte e guidando se stesso alle realtà celesti, ed esortando i fedeli a non cadere nella morte eterna. Iniziava la conversione dal pulpito e la concludeva nel confessionale, portando inoltre soccorso e conforto al capezzale dei malati.
Miracoli, incarichi e realizzazioni artistiche
Iniziarono a fiorire miracoli sui suoi passi. Operò conversioni di peccatori incalliti e operò guarigioni, tra cui quella del braccio paralizzato di una donna, e salvò due condannati a morte. Avrebbe potuto raggiungere incarichi importanti ma preferì vivere di preghiera per umiltà. Condivise la carica di priore con sant'Antonino Pierozzi. Alla collaborazione con sant'Antonino si deve l'erezione della monumentale chiesa di Cortona. Raccolse personalmente offerte, aiuti e un sussidio da papa Eugenio IV. Commissionò all'amico beato Angelico la pala dell'Annunciazione e la lunetta sopra il portale d'ingresso. Nel 1438 ottenne da Cosimo de' Medici la pala dell'altare maggiore del convento di San Marco a Firenze.
Transitus e la custodia delle reliquie
Morì dopo breve malattia il ventuno ottobre 1445. La sua morte fu compianta dai confratelli e da tutta Cortona. Visse cinquantacinque anni, di cui quaranta da religioso. Il suo corpo fu posto nella sala capitolare, nella terra, senza imbalsamazioni, secondo la consuetudine. Fu commissionato un suo ritratto. Dopo circa settant'anni, perdurando la fama di santità, le sue ossa furono riesumate e collocate in un'urna decorata con fatti e miracoli da Tommaso Bernabei detto Papascello, allievo di Signorelli. Nel 1597 l'urna fu rinnovata conservando le antiche tavolette del Papascello. Nel 1746 una nuova cassetta raccolse le reliquie, e nello stesso anno le reliquie furono portate in processione solenne per la città. Nel 1786 i frati furono espulsi dal convento. Le spoglie furono portate a Colorno per interessamento del duca di Parma Ferdinando I Borbone, Infante di Spagna, che era un grande devoto del beato. Nel 1814 le spoglie tornarono a Cortona nella chiesa di San Domenico, che era anche parrocchia. Le reliquie sono attualmente poste nella mensa dell'altare maggiore e si trovano sotto il polittico di Lorenzo di Niccolò, che era stato fatto giungere in chiesa dal beato. Il sedici maggio 1816 papa Pio VII confermò il culto ab immemorabili. La sera del ventuno ottobre 1945, appena conclusa la Seconda Guerra mondiale, l'urna con il corpo del beato fu portata in solenne processione per le strade della città. Il beato Pietro Capucci è commemorato nel Martirologio a Cortona in Toscana, come sacerdote dell'Ordine dei Predicatori.
La vita
La vocazione del Beato Piero Capucci sbocciò precocemente quando, all'età di soli quindici anni, scelse di abbracciare la regola dell'ordine domenicano. Questo cammino spirituale lo condusse a vivere in diverse città, tra cui Città di Castello, Fiesole, Foligno e Cortona, dove il suo ministero sacerdotale si fece presenza viva e operosa. A Foligno, in particolare, il suo impegno si distinse durante il periodo di una grave epidemia, momento nel quale si prodigò con spirito di abnegazione nel soccorrere i malati, offrendo loro non soltanto cure materiali ma anche il conforto della parola divina.
La sua missione di predicatore fu caratterizzata da una sobrietà che mirava dritta al cuore dei fedeli. Per richiamare l'attenzione sulla realtà della vita eterna e sulla caducità delle cose terrene, soleva predicare sui novissimi, accompagnando spesso le sue parole con il segno tangibile di un teschio. Tale consuetudine non era dettata da un intento macabro, bensì dal desiderio profondo di orientare lo sguardo dell'uomo verso la luce di Dio. Oltre alla cura delle anime, egli nutrì una speciale sensibilità per l'arte sacra, convinto che la bellezza potesse elevare lo spirito. Fu infatti lui a commissionare preziose opere d'arte al Beato Angelico, sostenendo il genio dell'artista nel suo intento di glorificare il Signore. A Cortona, il suo zelo trovò una concreta realizzazione nella promozione della costruzione della chiesa di San Domenico, che ancora oggi testimonia la sua devozione e la sua capacità di aggregare la comunità attorno a un progetto di fede condiviso.
Il culto
Il riconoscimento della santità del Beato Piero Capucci da parte della Chiesa universale giunse nel 1816, quando Papa Pio settimo ne confermò il culto. Questa solenne beatificazione ha sancito la venerazione che, sin dalla sua morte avvenuta nel 1445, il popolo cristiano ha riservato a questo umile servitore di Dio. La sua figura è rimasta legata indissolubilmente alla città di Cortona, che custodisce la memoria del suo passaggio e della sua opera pastorale.
La liturgia ricorda il Beato Piero Capucci il giorno ventuno di ottobre. In questa data, i fedeli sono invitati a fare memoria di un uomo che, pur vivendo in un tempo segnato da fatiche e prove, ha saputo mantenere fisso lo sguardo sulla promessa di vita eterna. Il suo culto non si esaurisce in una mera celebrazione storica, ma invita ogni credente a riflettere sulla propria responsabilità verso il fratello sofferente e sulla necessità di custodire la bellezza della fede, seguendo l'esempio di un pastore che ha saputo coniugare la fermezza della dottrina con la tenerezza della carità cristiana.
Domande frequenti
Quando si festeggia il Beato Piero Capucci?
Si festeggia il ventuno ottobre, data della sua ricorrenza e memoria nel Martirologio.
A Cortona in Toscana, beato Pietro Capucci, sacerdote dell’Ordine dei Predicatori, che, meditando sulla morte, guidò se stesso alle realtà celesti e nella sua attività di predicazione esortò i fedeli a non cadere nella morte eterna. — Martirologio Romano