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mercoledì 21 ottobre 2026 · Santo del giorno

Beato Giuseppe Puglisi

Sacerdote e martire

Beato Giuseppe Puglisi

Il Beato Giuseppe Puglisi, conosciuto da tutti come don Pino, è nato a Palermo nel quartiere Brancaccio il 15 settembre 1937, da umili origini con il papà calzolaio e la mamma sarta. Sacerdote del ventesimo secolo, ha vissuto il suo ministero tra la sua terra d'origine e la comunità di Godrano, spendendo interamente la sua esistenza per la promozione umana, la giustizia e il Vangelo. Uomo di profonda fede e fine educatore, è definito il prete antimafia per eccellenza, sebbene lui stesso precisasse di non essere mai stato un prete anti, ma un prete per. La sua azione pastorale coraggiosa ha inciso profondamente nel tessuto sociale, sottraendo i giovani alla criminalità organizzata e insegnando la forza della riconciliazione e del perdono. Il suo impegno incrollabile ha dato fastidio alla malavita locale, portando i boss Graviano a decretare la sua condanna a morte. È stato eliminato con un colpo di pistola alla nuca la sera del suo cinquantaseiesimo compleanno, il 15 settembre 1993, davanti alla porta di casa sua a Palermo.

La memoria del suo sacrificio e della sua testimonianza cristiana continua a vivere intensamente nella Chiesa e nella società. La Chiesa lo ha riconosciuto beato, e dal venticinque maggio 2013 si suol dire che l'antimafia va in paradiso, a suggellare la santità di una vita spesa sino all'estremo dono di sé. La sua morte, inizialmente camuffata da rapina finita male, ha segnato profondamente i suoi stessi sicari, avviando in loro un inatteso cammino di conversione. Il riconoscimento del suo martirio in odio alla fede, avvenuto dopo trent'anni, ha spogliato definitivamente la mafia di quell'aura di falsa religiosità e devozionismo ostentata da alcuni boss. Don Pino Puglisi rimane un faro luminoso, un formatore di coscienze che ha dimostrato come la dedizione silenziosa e operosa possa trasformare la realtà secondo i valori del Vangelo.

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Gli altri santi di oggi

Sant' Orsola e compagne

Martiri

La figura di Santa Orsola è circondata da non poche leggende e racconti esuberanti derivati da realtà importanti. Nel coro della chiesa omonima in Colonia si trova una iscrizione ritenuta oggi autentica e assegnata al quarto e quinto secolo. La collocazione storica della santa può oscillare tra i tempi dell'imperatore romano Diocleziano e quelli di Attila re degli Unni. Orsola era figlia di un re di Britannia, bellissima e segretamente consacrata a Dio. Un re pagano di nome Aetherius si fece avanti per ottenerla in sposa con fini politici per scongiurare una guerra, motivo per cui il padre fu quasi obbligato a dare il consenso. La giovane pose la condizione di una dilazione di tre anni, che il pretendente si convertisse e di programmare un pellegrinaggio insieme a Roma.

Scaduti i tre anni, Orsola e undici nobili fanciulle salparono dai propri lidi. Per un errore di trascrizione dell'iscrizione di Colonia, le undici fanciulle divennero successivamente undicimila. Il gruppo raggiunse Colonia viaggiando per mare e poi per fiume. Dopo un breve soggiorno, le undici giovani proseguirono navigando sul Reno fino a Basilea, incoraggiate da un angelo. Dalla Svizzera le pellegrine raggiunsero Roma a piedi e oranti. A Roma Orsola fu ricevuta dal Papa. Davanti al Santo Padre comparve anche il promesso sposo Aetherius, nel frattempo convertito al cristianesimo. Nello stesso anno e seguendo il medesimo tragitto, le vergini ritornarono a Colonia. A Colonia Orsola e le altre furono torturate e messe a morte a colpi di freccia per la loro manifesta fede cristiana. Il culto e la protezione di Santa Orsola sono legati agli studi alla Sorbona e nelle università di Coimbra e Vienna.

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San Malco

Eremita

San Malco è una figura ascetica vissuta nel corso del quarto secolo, la cui memoria liturgica e storica ci è giunta principalmente grazie alla testimonianza di san Girolamo. Monaco di profonda spiritualità, visse vicende straordinarie che uniscono la scelta radicale della solitudine nel deserto alla prova della cattività tra i beduini, offrendo una straordinaria testimonianza di fedeltà alla fede cristiana e alla custodia della propria vocazione.

Il suo percorso terrena e spirituale è indissolubilmente legato alla località di Maronia, nei possedimenti dell'amico Evagrio, dove avvenne lo storico incontro con san Girolamo. Quest'ultimo immortalò la sua figura in un celebre opuscolo destinato a lasciare un segno profondo nella letteratura agiografica e nella tradizione spirituale sia d'Oriente che d'Occidente, consegnando ai posteri l'immagine di un uomo consacrato a Dio capace di affrontare ogni avversità senza mai cedere nello spirito.

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San Mauronto

Vescovo di Marsiglia e abate di san Vittore

San Mauronto visse nell'ottavo secolo e la sua figura è attestata da pochissimi documenti superstiti dell'abbazia di san Vittore a Marsiglia. Il suo nome latino è Maurontus e quello francese è Mauronte. Il martirologio colloca san Mauronto a Marsiglia nella Provenza in Francia. Il suo culto risale a tempi immemorabili ed è stato approvato dalla santa Congregazione dei Riti. Egli è popolarissimo a Marsiglia, dove un quartiere vicino al vecchio porto porta il suo nome ed è uno dei più antichi della città, e quel quartiere pullula della vita tipica del grande centro Foceano. Esiste anche una chiesa dedicata a san Mauronto, sebbene essa non si colleghi direttamente a lui storicamente; si tratta di un edificio neo-romanico aperto al culto nel 1876, costruito durante il secondo impero dall'architetto Espérandieu e consacrata a san Mauronto da monsignor de Mazenod. La tradizione popolare vuole inoltre che il santo dovrebbe essere il patrono dei giocatori di calcio a Marsiglia, poiché si dice che san Mauronto faccia vincere le squadre che portano il suo nome nelle partite tra patroni.

Mauronto fu vescovo di Marsiglia e fu contemporaneamente abate di san Vittore. Egli fu un uomo interamente devoto agli interessi dei suoi amministrati. La grande abbazia marsigliese era stata ingiustamente spogliata del possesso di Chaudol, presso Digne, possesso che era stato donato all'abbazia dalla principessa Adeltrude. Per recuperarlo, Mauronto intentò un processo ad Antenero, patrizio di Marsiglia, e si recò a Héristal nel palazzo dei Pipinidi per ottenere il suo scopo. Carlo Martello e poi Pipino il Breve diedero a Mauronto causa vinta. Mauronto amministrò la sua diocesi con eguale fermezza e fu più efficace e valido guerriero che non uomo di studi. Egli fu anche duca e conte di Marsiglia e di Avignone, essendo stato fatto governatore di Marsiglia da Carlo Martello dopo la vittoria di Poitiers. Data la lontananza del re e la vicinanza dei Saraceni, Mauronto giudicò meglio essere in buoni rapporti con questi ultimi e consegnò Avignone ai Saraceni. Carlo Martello tornò per riprendersi la città e volle punire il duca Mauronto, il quale si chiuse a san Vittore, che fungeva da luogo d'asilo. Preso da rimorso e toccato dalla grazia, Mauronto si fece monaco. Mauronto morì il 20 ottobre 780. Il suo corpo è custodito nella cripta di san Vittore, mentre il sarcofago che lo conteneva è ora esposto al Museo Borely di Marsiglia ed è risultato essere un'opera del primo secolo avanti Cristo appartenente a una certa Giulia Quintina.

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Sant' Ilarione di Gaza

Abate

Sant'Ilarione di Gaza, nato nel duecentonovantuno a Tabata in Palestina, rappresenta una figura luminosa e austera del monachesimo delle origini. La sua esistenza si snoda lungo il quarto secolo, un tempo di fervore spirituale in cui egli seppe rispondere alla chiamata del Signore con radicale dedizione. Dopo la conversione al Cristianesimo avvenuta ad Alessandria d'Egitto, Ilarione scelse la via del deserto, ponendosi come discepolo di Sant'Antonio abate in Tebaide per apprendere l'arte della preghiera e del distacco dalle cose del mondo. Questa esperienza lo segnò profondamente, spingendolo a dedicarsi a una vita eremitica improntata a una severa penitenza e a una povertà assoluta, vissuta con lo sguardo fisso verso l'eterno.

Il santo è ricordato come il padre della vita eremitica in Palestina, dove fondò numerosi monasteri, in particolare a Maiumma. La sua opera non si limitò alla preghiera solitaria, ma divenne un seme fecondo per la diffusione del monachesimo in quelle terre. Dopo aver trascorso i suoi ultimi anni a Cipro, morì a Pafo nel trecentosettantadue, lasciando un'eredità di solitudine abitata dalla presenza di Dio. Il suo corpo fu in seguito traslato a Maiumma, luogo che custodisce la memoria del suo cammino ascetico. La Chiesa lo venera come un maestro di sobrietà, il cui esempio continua a chiamare i fedeli a una riflessione profonda sul valore dell'essenziale e sulla ricerca incessante della santità attraverso il silenzio e la mortificazione del cuore.

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Sant' Agatone d'Egitto

Eremita

Sant' Agatone d'Egitto è una figura luminosa del monachesimo del quarto secolo, un uomo che ha saputo incarnare la radicalità della sequela di Cristo nel silenzio del deserto. Insieme a Ilarione, scelse di ritirarsi nelle terre impervie della Tebaide, abbracciando una vita di solitudine e preghiera che ancora oggi interpella il cuore di chi cerca l'essenziale.

Egli è ricordato non solo per il rigore della sua ascesi, ma soprattutto per la sapienza spirituale che seppe offrire ai suoi contemporanei. Attraverso il distacco consapevole dai beni materiali, Sant' Agatone insegnò che la libertà interiore è il fondamento per evitare ogni conflitto e per custodire la pace del cuore, lasciando una traccia indelebile nella tradizione eremitica egiziana.

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San Bertoldo di Parma

San Bertoldo visse a Parma nel dodicesimo secolo, lasciando un segno luminoso di santità attraverso una vita di umile servizio e preghiera silenziosa. Nato verso l'anno 1072, egli non ebbe nulla in comune con il contadino pavese Bertoldo narrato da Giulio Cesare Croce, appartenendo invece a una storia di vera dedizione spirituale e di profonda fede cristiana. Figlio unico di una modesta famiglia, seppe trasformare le difficoltà dell'origine in un cammino di straordinaria ascesi cristiana.

La Chiesa lo ricorda con devozione per la purezza della sua testimonianza e per lo zelo con cui visse la Regola benedettina, diventando un faro per la comunità di Parma e un precursore di quella forma di vita consacrata che avrebbe poi trovato compimento negli Oblati Regolari. La sua memoria liturgica si celebra il ventuno ottobre.

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Beato Piero Capucci

Domenicano

Il Beato Piero Capucci nacque a Città di Castello nel 1390 da un'antica e nobile famiglia. Sentì presto la vocazione religiosa e, all'età di quindici anni, entrò nella comunità domenicana della sua città natale, distinguendosi fin da subito per esemplari costumi e un profondo impegno spirituale. Dopo un anno fu ammesso alla professione dei voti religiosi, avviando un cammino di dedizione totale che lo avrebbe visto protagonista nel corso del quindicesimo secolo. La sua vita si svolse tra rigorosa penitenza, amore per la Sacra Scrittura e un apostolato generoso che toccò profondamente la comunità di Cortona, dove visse a lungo e dove compì la sua missione di padre, maestro e consigliere.

Ricordato per la sua straordinaria umiltà e per lo zelo singolare con cui cercò la perfezione evangelica senza mezze misure, il Beato Piero Capucci fu instancabile servitore dei malati e dei bisognosi. Sacerdote dell'Ordine dei Predicatori, legò il suo nome alla costruzione della monumentale chiesa di Cortona, operando in stretta collaborazione con sant'Antonino Pierozzi e stringendo profondi legami con figure insigni come il beato Angelico e Bernardino da Siena. La Chiesa ne celebra la memoria il ventuno ottobre, ricordando una vita spesa interamente nella preghiera, nella predicazione dei novissimi e nell'amore operoso verso il prossimo, culminata nella conferma del culto avvenuta per mano di papa Pio VII nel sedicesimo anno del diciannovesimo secolo.

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Santa Cordula

Martire a Colonia

Santa Cordula è una nobile figura di vergine martire la cui memoria si inscrive nel venerabile e antico gruppo delle compagne di santa Orsola. Vissuta nel quarto secolo, la sua vicenda terrena e spirituale segue quel racconto leggendario che ha profondamente segnato la pietà cristiana e la storia dell'arte occidentale. Il martirio di santa Orsola e delle sue numerose compagne, avvenuto a Colonia intorno all'anno 304 durante la persecuzione di Diocleziano, ha da sempre stimolato la fervida fantasia degli artisti dei secoli passati, che hanno immortalato la purezza e il coraggio di queste donne nella fede. Sebbene la vita personale di Cordula e delle sue sorelle nella fede prima del tragico epilogo rimanga avvolta nel silenzio della storia, la devozione popolare ha saputo custodirne il nome e la memoria attraverso i secoli, tramandando il sacrificio di una vita spesa interamente per amore di Cristo.

La memoria di santa Cordula è strettamente legata alla città di Colonia e alla diffusione del culto delle reliquie che, a partire dal Medioevo, ha interessato diverse nazioni europee come la Germania, l'Italia, la Spagna, la Francia, la Danimarca e la Polonia. La tradizione liturgica e il culto della santa, conosciuti sin dal decimo secolo nella città renana, testimoniano la persistenza di una devozione che ha valuto superare i confini geografici locali per raggiungere luoghi lontani come Rimini, Lanciano e la Spagna. Attraverso la contemplazione del suo martirio, i fedeli di ogni tempo sono invitati a riflettere sulla radicalità della testimonianza cristiana e sulla fedeltà inviolabile agli impegni battesimali, custoditi anche a costo della vita terrena.

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Santa Zaira

Martire

Santa Zaira è una figura la cui memoria liturgica è fissata al ventuno di ottobre, sebbene le notizie storiche sul suo conto siano veramente poche e quasi nulle. La santa non risulta citata nei testi ufficiali della Chiesa cattolica, ma forse era ricordata in qualche edizione precedente del Martyrologium Romanum, opera che ha avuto vari aggiornamenti sin dalla sua prima stesura nel Cinquecento. Un catalogo odierno degli onomastici la menziona esplicitamente come martirizzata in Spagna durante la lunga e complessa occupazione dei Mori musulmani, un contesto storico segnato da profonde tensioni religiose e persecuzioni contro i cristiani preesistenti.

Il nome Zaira deriva dall'arabo Zahirah e significa la rosa, un termine che ricorre spesso nella letteratura orientale anche nella variante Zara. Questa santa silenziosa e quasi dimenticata dalla storiografia ufficiale ha tuttavia ispirato nei secoli la cultura e l'arte europea. Attraverso il nome e la memoria della sua testimonianza di fede estrema, la sua figura si intreccia con drammi e melodrammi che riflettono sul valore della coscienza cristiana, sulla persecuzione e sul difficile riscatto dei prigionieri in terra d'Oriente.

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Beato Carlo I d’Asburgo

Imperatore d'Austria e Re Apostolico d'Ungheria

Il Beato Carlo I d'Asburgo, nato nel 1887 a Persenbeug in Austria, è stato l'ultimo Imperatore d'Austria e Re Apostolico d'Ungheria. Figura di grande spessore umano e spirituale del ventesimo secolo, egli ha vissuto il potere non come un privilegio, ma come un servizio gravoso, cercando con ogni forza di preservare la pace in un tempo segnato dalla tragedia della Prima Guerra Mondiale. Il suo cammino terreno, conclusosi precocemente nel 1922 nell'esilio di Madeira, testimonia una dedizione incrollabile al bene comune e alla dignità della persona umana.

La memoria del Beato Carlo I è oggi viva non soltanto per il suo ruolo istituzionale nelle corti di Vienna, Praga e Budapest, ma soprattutto per la testimonianza di fede offerta durante gli anni difficili della caduta degli imperi. Beatificato da Papa Giovanni Paolo II nel 2004, egli viene ricordato come un sovrano che, pur travolto dal turbine della storia, seppe mantenere lo sguardo rivolto verso l'eternità. La sua vita ci interroga ancora oggi sul senso profondo della responsabilità e sul valore della pace, che egli cercò ostinatamente di promuovere tra le nazioni lacerate dal conflitto.

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San Dasio, Zotico e Caio (Gaio)

Martiri a Nicomedia

Nel quarto secolo della nostra era, la comunità cristiana ha custodito la memoria luminosa di tre fedeli servitori di Cristo, noti come San Dasio, San Zotico e San Caio, ricordati insieme nel giorno ventuno di ottobre. Essi vissero nella sede imperiale di Nicomedia, antica e gloriosa città della Bitinia e odierna Izmit, che fu capitale del regno e successivamente della provincia romana di Ponto e Bitinia. In questo luogo di potere, i tre santi prestarono servizio come domestici dell'imperatore Diocleziano, il quale visse tra il duemilaquarantatré e il tremilatredici. La loro testimonianza di fede si consumò all'alba di una delle più aspre persecuzioni della storia antica, segnando profondamente le origini del cristianesimo.

Essi sono ricordati per essere stati tra le prime vittime della persecuzione proclamata nel trecentotre da Diocleziano tramite un editto contro i cristiani. Incolpati ingiustamente e senza fondamento dagli storici antichi Lattanzio ed Eusebio, vissuti nel quarto secolo, i cristiani furono ritenuti responsabili dell'incendio del palazzo imperiale. Per tale falsa accusa, San Dasio, San Zotico e San Caio subirono la condanna a morte e furono barbaramente annegati in mare con pesanti massi legati al collo. La loro testimonianza e il loro sacrificio supremo rimasero impressi nella memoria della Chiesa, giungendo sino ai nostri giorni attraverso le antiche fonti liturgiche e agiografiche.

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Santa Laura di Santa Caterina da Siena (Maria Laura de Jesús Montoya y Upegui)

Fondatrice

Santa Laura di Santa Caterina da Siena, al secolo Maria Laura de Jesús Montoya y Upeguí, nacque nel villaggio di Belencito vicino a Medellín in Colombia, nel piccolo paese colombiano il 26 maggio 1874, durante il diciannovesimo secolo. La sua esistenza terrena, conclusasi il 21 ottobre 1949, fu un cammino di dedizione totale alla fede e agli ultimi, che la condusse alla canonizzazione il 12 maggio 2013 come prima donna colombiana ad essere dichiarata santa. Rimasta orfana in tenera età e segnata da ristrettezze e difficoltà familiari, coltivò una profonda vocazione educativa e spirituale che la spinse a superare ogni barriera sociale e geografica del suo tempo.

Nel corso della sua vita operosa fondò la Congregazione delle Suore Missionarie di Maria Immacolata e di Santa Caterina da Siena, dedicandosi con grande profitto ad annunciare il Vangelo tra le popolazioni indigene prive della fede in Cristo. Rivoluzionò i metodi di evangelizzazione nella giungla colombiana e visse gli ultimi anni segnata dalla sofferenza fisica sulla sedia a rotelle, senza mai smettere di essere il cuore pulsante della sua famiglia religiosa. La Chiesa la ricorda liturgicamente il 21 ottobre, celebrando la memoria di una donna che seppe avverare la profezia del suo parroco d'infanzia.

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San Pietro Yu Tae-ch’ol

Adolescente, martire

San Pietro Yu Tae-ch’ol visse nel diciannovesimo secolo in Corea del Sud, dove offrì la sua giovane vita come martire per la fede cristiana. Sin dai primi secoli della Chiesa, la tradizione cristiana ha spesso preferito enfatizzare la testimonianza del sangue piuttosto che tramandare i dettagli biografici, rendendo talvolta difficile reperire notizie dettagliate sulle vite dei martiri. Questa carenza di informazioni si riscontra anche per i martiri dell'epoca moderna vissuti in terre lontane e morti in giovane età. Pietro nacque nel 1826 a Ipjeong, nei pressi di Seoul, sebbene il giorno esatto della sua nascita rimanga ignorato.

All'età di tredici anni, o forse non ancora compiuti, il fanciullo fu imprigionato a Seoul dai nemici della fede cristiana. Durante la prigionia subì personalmente numerose sofferenze, ma non smise di esortare costantemente i compagni a sopportare i numerosi supplizi. Secondo quanto riportato nel Martirologio, a Seoul Pietro fu crudelmente fustigato prima di subire la prova finale. Il martirio fu compiuto mediante strangolamento il 21 ottobre 1839. La Chiesa ne venera la memoria e la straordinaria fermezza spirituale in età così tenera.

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Beato Genaro Fueyo Castañón

Sacerdote e martire

Il Beato Genaro Fueyo Castañón è una figura luminosa del ventesimo secolo, un sacerdote che ha consacrato la propria esistenza al servizio instancabile del Vangelo e dei più fragili. Nato nel milleottocentosessantaquattro a Linares, nelle Asturie, ha vissuto il suo ministero con una dedizione profonda, intrecciando la cura pastorale delle anime con un concreto impegno sociale a favore dei lavoratori nelle terre di Spagna. La sua vita, segnata da un lungo e fecondo apostolato, si è conclusa nel millenovecentotrentasei con la testimonianza suprema del martirio, offerto in odio alla fede in un tempo di aspra lacerazione civile.

Ricordiamo oggi il Beato Genaro non soltanto per il dono della vita dato per Cristo, ma per la sua capacità di farsi prossimo ai minatori, promuovendo la loro dignità attraverso l'istruzione e l'associazionismo cattolico. La sua beatificazione, avvenuta l'otto ottobre duemilasedici per volontà di Papa Francesco, lo propone alla Chiesa universale come modello di carità pastorale e di coraggio evangelico. Egli rimane un esempio di pastore che non ha abbandonato il suo gregge neppure nelle ore più oscure, restando fedele alla propria chiamata fino al sacrificio finale avvenuto a Nembra.

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Beato Segundo Alonso González

Padre di famiglia, martire

Il Beato Segundo Alonso González visse nel ventesimo secolo come sposo, padre di famiglia e martire della fede cattolica. Nato a Cabo in Spagna il 13 maggio 1888, crebbe in una famiglia dedita all'agricoltura e all'allevamento, sperimentando una profonda educazione cristiana che segnò profondamente la sua esistenza e quella di tre suoi fratelli, votati alla vita religiosa e alla missione. Sposatosi dapprima con María Lobo Alonso e successivamente, dopo essere rimasto vedovo, con María Suárez González, affrontò con dedizione e laboriosità le fatiche quotidiane nei campi, nelle miniere e nella falegnameria per provvedere alla sua numerosa famiglia. Uomo di intensa pietà, assunse importanti responsabilità nelle associazioni ecclesiali e nei sindacati cattolici, testimoniando con coerenza il Vangelo fino all'estremo sacrificio durante la persecuzione religiosa della guerra civile spagnola. La sua vita terrena si concluse il 21 ottobre 1936 nella chiesa di San Giacomo a Nembra in Spagna, coronata dal martirio affrontato con mitezza e incrollabile fiducia in Dio.

La figura di Segundo Alonso González è ricordata oggi dalla Chiesa con profonda devozione per la straordinaria fermezza con cui seppe custodire la fede cristiana in un tempo di aspre prove. Nonostante i rischi evidenti e le pressioni subite durante la prigionia, scelse di rimanere saldo nei suoi principi, confortando i compagni di sventura e offrendo la propria vita per amore di Cristo. Riconosciuto martire insieme ai suoi compagni per decreto della Santa Sede, fu solennemente beatificato l'otto ottobre 2016 nella cattedrale di Oviedo. La sua memoria liturgica si celebra il ventuno ottobre, giorno che coincide provvidenzialmente con la sua nascita al Cielo e con l'anniversario delle sue prime nozze, ricordando a ogni credente la bellezza di una vita interamente donata alla famiglia, alla Chiesa e al Signore.

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Beato Isidro Fernández Cordero

Padre di famiglia, martire

Il Beato Isidro Fernández Cordero, padre di famiglia e martire del ventesimo secolo, nacque a Murias, nelle Asturie, in Spagna, il 15 maggio 1893. Era il terzo di cinque figli di Buenaventura Fernández y Méndez e Florentina Cordero Suárez. La sua vita fu quella di un uomo profondamente radicato nella fede cristiana, vissuta nella dedizione alla famiglia e alla parrocchia di San Giacomo apostolo a Nembra, dove partecipava frequentemente alla Messa e svolgeva l'incarico di tesoriere dell'associazione dell'Adorazione Eucaristica notturna. Sposato con Celsa García, fu padre di sette figli, tre dei quali intrapresero la vita religiosa. L'esistenza ordinaria del beato fu tragicamente interrotta dallo scoppio della guerra civile spagnola, che lo condusse a subire una lunga prigionia e infine la morte violenta per la sua testimonianza cristiana.

Isidro viene ricordato per il suo coraggio incrollabile e per la fedeltà al Vangelo, testimoniata fino all'estremo sacrificio offerto a Nembra il 21 ottobre 1936. La Chiesa riconosce il suo martirio, avvenuto in odio alla fede cattolica, insieme ai compagni don Genaro Fueyo Castañón, Segundo Alonso González e al giovane Antonio González Alonso. La causa di beatificazione, avviata nella diocesi di Oviedo, ha condotto alla solenne proclamazione avvenuta l'8 ottobre 2016 nella cattedrale di Oviedo, presieduta dal cardinale Angelo Amato come delegato del Santo Padre Papa Francesco, il quale aveva autorizzato il decreto di martirio nel gennaio dello stesso anno. La sua memoria liturgica si celebra il 21 ottobre, giorno della nascita al Cielo.

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San Severino di Bordeaux

Vescovo

A Bordeaux in Aquitania, ora in Francia, san Severino, vescovo, che, venuto dall’Oriente, fu accolto con onore dal vescovo sant’Amando, che lo volle suo successore.

Santa Celina

Madre di S. Remigio

Presso Laon sempre in Francia, santa Cilinia, madre dei santi vescovi Princípio di Soissons e Remigio di Reims.

San Viatore di Lione

Monaco in Egitto

A Lione ancora in Francia, commemorazione di san Viatore, lettore, che, discepolo e ministro di san Giusto vescovo di Lione, lo seguì nella vita eremitica in Egitto e nella morte.

San Vendelino

Eremita

Nei pressi di Treviri in Austrasia, nel territorio dell’odierna Germania, san Vendelino, eremita.

Santa Letizia

Santa Celina di Meaux

Vergine

Sant' Odilia

Martire

Beato Sancio d’Aragona

Arcivescovo di Toledo, martire

Beato Giuliano Nakaura

Sacerdote gesuita, martire

Sant' Ilarione di Moglena

Vescovo

Beato Guglielmo da Montreal

Mercedario

Beati Raimondo e Guglielmo da Granada

Mercedari

Beato Ponzio de Clariana

Mercedario

Sante Artemia e Isala

Vergini e martiri