21 ottobre
San Bertoldo di Parma
Aggiornato il 15 settembre 2026
Le origini e la giovinezza
Il padre del santo si chiamava Abbondio ed era inglese, mentre la madre si chiamava Berta ed era brèttone. I genitori arrivarono in Italia come poverissimi artigiani fuggendo dall'invasione normanna dell'Inghilterra. La famiglia si stabilì inizialmente a Milano, dove Abbondio esercitò senza molta fortuna il mestiere di calzolaio. Successivamente, la famiglia attraversò il Po e si stabilì a Parma, dove il santo, di nome Bertoldo, nacque verso il 1072. Bertoldo era l'unico figlio della coppia. A sette anni Bertoldo lavorava già nella bottega paterna aiutando nel mestiere. A dodici anni Bertoldo abbandonò il lavoro di calzolaio per servire il Signore. Bertoldo vinse la resistenza dei genitori, in particolare del padre che nutriva ambizioni per lui. La vocazione di Bertoldo superò le ambizioni paterne.
Il servizio nel monastero e la vita di penitenza
Bertoldo lasciò la bottega del calzolaio per la chiesa parmense di Sant'Alessandro. Presso la chiesa di Sant'Alessandro esisteva un monastero di monache Benedettine. Bertoldo è considerato nella storia degli Ordini religiosi un precursore degli Oblati Regolari. Gli Oblati Regolari sono conversi o fratelli laici comuni presso le abbazie e i monasteri benedettini. Le mansioni di Bertoldo nella chiesa di Sant'Alessandro furono quelle di sagrestano. Bertoldo faceva parte della comunità e viveva la Regola con puntuale zelo. Bertoldo viveva alla base del campanile. Bertoldo si svegliava prima dell'alba per pregare davanti all'altare dopo aver preparato tutto per le prime Messe. Bertoldo indossava un cilicio. Bertoldo si flagellava ogni venerdì. Bertoldo era sempre obbediente, umile e sereno. Le monache additavano Bertoldo come modello per le giovani novizie.
I pellegrinaggi, i miracoli e il pio transito
Con il permesso del Superiore, Bertoldo fu pellegrino a Roma e in Francia. In Francia Bertoldo visitò l'ospedale di Sant'Antonio Abate. Bertoldo lasciò in Francia il ricordo di prodigiose guarigioni. Miracoli umili e toccanti furono attribuiti a Bertoldo anche dopo il suo ritorno a Parma. Bertoldo morì ancora giovane a Parma nel 1106, mentre pregava. La morte di Bertoldo fu salutata da un insistente stormo di campane.
Il cammino di una vita umile
La vicenda biografica di San Bertoldo di Parma si dipana in un arco temporale che va dal mille settantadue al mille centosei, anni che videro il giovane crescere nel contesto operoso di una famiglia di immigrati. L’esperienza maturata come apprendista calzolaio nella bottega del padre non fu soltanto un esercizio di artigianato, ma il luogo in cui egli imparò il valore della fatica e della pazienza. Dopo questa prima fase, il richiamo verso una vita più orientata alla contemplazione lo portò a varcare la soglia del monastero benedettino di Sant’Alessandro, situato nella sua città. Qui, nel silenzio della sagrestia, Bertoldo offrì il suo contributo quotidiano, curando gli arredi e i paramenti necessari al culto divino, sentendosi parte integrante della famiglia monastica.
Il suo spirito inquieto e desideroso di incontrare il sacro lo spinse a intraprendere lunghi pellegrinaggi, che lo condussero fino a Roma e in diverse regioni della Francia. Questi viaggi, affrontati con la semplicità di un laico in cammino, arricchirono la sua anima e consolidarono il legame con la spiritualità benedettina, di cui divenne una sorta di precursore ideale per coloro che, pur vivendo nel mondo, cercavano di conformare i propri gesti alla regola del silenzio e dell'orazione. La sua esistenza si concluse nel modo più coerente con il suo stile di vita: egli morì a Parma, nel pieno di un momento di profonda preghiera. Questo atto finale non fu solo la chiusura di un percorso terreno, ma il compimento di una vocazione vissuta nell’ombra, lontano dai clamori del mondo, ma sempre protesa verso l’incontro definitivo con il Signore. La sua figura resta un punto di riferimento per chiunque trovi nella quotidianità e nell'umiltà il proprio altare di preghiera.
Memoria e devozione
Il culto di San Bertoldo di Parma si è preservato nel tempo attraverso la memoria della sua dedizione al servizio liturgico e la sua vicinanza alla tradizione dei monaci benedettini. Sebbene la sua vita sia stata caratterizzata da un profilo estremamente discreto, la Chiesa lo riconosce come un modello per gli Oblati Regolari, figure che scelgono di dedicare la propria esistenza a Dio mantenendo il proprio stato di laici. La sua commemorazione, fissata per il ventuno ottobre, offre ai fedeli l’opportunità di riflettere sulla santità nascosta, quella che non cerca palcoscenici ma che si esprime nel compimento fedele dei propri doveri.
A Parma, la sua eredità spirituale continua a essere un richiamo alla preghiera incessante, quella stessa preghiera che accompagnò il santo fino al suo ultimo respiro. Onorare San Bertoldo significa riscoprire la bellezza del servizio gratuito e la nobiltà di un lavoro svolto con rettitudine, vedendo in ogni sagrestano e in ogni fedele impegnato nelle parrocchie un riflesso della sua dedizione. La sua storia insegna che non sono i grandi titoli a definire la santità, ma la costanza con cui si custodisce la presenza di Dio nella propria vita, trasformando ogni gesto in un atto di amore e di offerta verso il Creatore.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Bertoldo di Parma?
La memoria liturgica di San Bertoldo si celebra il ventuno ottobre.