21 ottobre
Beato Segundo Alonso González
Padre di famiglia, martire
Aggiornato il 15 settembre 2026
Origini e vita familiare
Il martire è nato a Cabo in Spagna il 13 maggio 1888. Segundo Alonso González nacque esattamente in quella data ed era il penultimo di sei figli. I suoi genitori si chiamavano Manuel Alonso e Isabel González, i quali vivevano di agricoltura e allevamento del bestiame. La famiglia godeva di una profonda radice cristiana, tanto che tre dei suoi fratelli furono religiosi. In particolare, due dei suoi fratelli entrarono nell'Ordine Domenicano e furono missionari in Indocina. A ventitré anni, il 21 ottobre 1911, Segundo sposò María Lobo Alonso. Dal matrimonio con María ebbe dodici figli. Sette dei suoi figli sopravvissero all'infanzia. Due dei suoi figli divennero sacerdoti. Per sostenere la famiglia, inizialmente lavorò nei campi. Si vide costretto a lavorare come minatore a causa dell'aumento dei figli. Compiva anche opere di falegnameria. Rimase vedovo nel 1926. La moglie María morì nel dare alla luce l'ultima nata, María. La neonata María non sopravvisse alla madre. Due anni dopo la morte della prima moglie, sposò María Suárez González.
Impegno ecclesiale e sociale
Era molto religioso e rivestì incarichi di rilievo nelle associazioni e nelle confraternite. Fu responsabile, con il titolo di mayordomo, della cappella di San Domenico di Guzmán a Enfistiella. Fu presidente dell'associazione dell'Adorazione Eucaristica notturna. Fu presidente della confraternita del Rosario. Fu presidente del sindacato cattolico dei minatori. Questi ruoli evidenziano la sua dedizione alla vita della comunità parrocchiale e la sua attenzione alla giustizia sociale illuminata dalla dottrina cattolica. Allo scoppio della guerra civile spagnola e della persecuzione religiosa, rischiò la vita ma non volle fuggire. Al figlio Luis, che lo rimproverava per non essere scappato a Leon, rispose di non aver fatto nulla di male e di non temere nulla. Fu infine catturato perché ritenuto un pezzo grosso per le sue responsabilità.
Prigionia e testimonianza
Subì un lungo interrogatorio in cui fu percosso per estorcere informazioni su armi, oggetti religiosi e persone ritenute pericolose. Segundo non rispose alle accuse perché la sede dell'Adorazione notturna non era un deposito di armi. Venne incarcerato nella Sala di Guardia dell'Adorazione Notturna, al secondo piano vicino alla casa parrocchiale. Esortò i compagni di prigionia a recitare il Rosario e fare un atto di contrizione. Nel periodo di prigionia fu più volte maltrattato e torturato. Verso la fine di luglio fu liberato provvisoriamente con l'obbligo di presentarsi quando richiesto, pena le ritorsioni sulle famiglie. La sera dell'11 agosto 1936 fu nuovamente prelevato e condotto in carcere. Subì un ulteriore periodo di interrogatori, derisioni e scherni verso di lui e la sua fede. I sopravvissuti raccontarono che pregava ancora più intensamente nonostante le bastonate. Spesso scriveva su un foglietto di carta nascosto tra i cardini di una finestra. Il biglietto conteneva una formula per la Comunione spirituale ed è andato perduto.
Il martirio e la memoria
Fu estratto dalla prigione per essere condotto nella chiesa di San Giacomo la notte del 20 ottobre 1936. Fu raggiunto nella chiesa da un amico e socio dell'Adorazione notturna, Isidro Fernández Cordero, di trentatré anni. Furono costretti a scavare le proprie sepolture vicino all'altare dei Santi Martiri, dove partecipavano abitualmente alla Messa. Evitarono che il parroco don Genaro Fueyo Castañón preparasse la propria fossa per via della sua età, aprendola davanti all'altare maggiore. Furono confortati fino alla fine dal parroco don Genaro, che chiese di essere l'ultimo a morire per impartire l'assoluzione. Segundo, Isidro e don Genaro furono uccisi a coltellate e gettati nelle loro fosse. Segundo aveva quarantotto anni al momento della morte. Il martire è morto a Nembra in Spagna il 21 ottobre 1936. Morì il 21 ottobre 1936, giorno del venticinquesimo anniversario del suo primo matrimonio. Un anno dopo, i corpi dei tre furono recuperati e riconosciuti dai familiari perché praticamente incorrotti.
Il cammino verso la beatificazione
La causa di beatificazione fu avviata nella diocesi di Oviedo insieme a quella dei suoi due compagni e del giovane Antonio González Alonso, ucciso l'11 settembre 1936. La Santa Sede concesse il nulla osta per la causa l'11 marzo 1997. L'inchiesta diocesana fu convalidata il 26 aprile 2002. La Positio super martyrio fu consegnata nel 2007. Il 21 gennaio 2016 Papa Francesco autorizzò la promulgazione del decreto che dichiarava la morte di don Genaro, Segundo, Isidro e Antonio come martirio in odio alla fede cattolica, ricevendo il cardinale Angelo Amato. La beatificazione si è svolta nella cattedrale di Oviedo l'8 ottobre 2016. La beatificazione è stata la prima celebrazione del genere nel territorio diocesano. La cerimonia di beatificazione è stata presieduta dal cardinale Amato come delegato del Santo Padre. La memoria liturgica per la diocesi di Oviedo è stata fissata al 21 ottobre. Il 21 ottobre corrisponde al giorno della nascita al Cielo della maggior parte di questi martiri.
Il cammino di una vita fedele
La storia di Segundo Alonso González è profondamente radicata nella terra asturiana. Uomo di umili origini, egli ha saputo coniugare le responsabilità di padre di famiglia con un impegno sociale e spirituale di grande spessore. Sposato due volte, ha accolto nel dono della vita ben dodici figli, educandoli con l'esempio di una condotta retta e laboriosa. Il suo legame con il territorio non si è limitato alla sola attività agricola o al lavoro in miniera, ma si è espresso attraverso una attiva partecipazione alla vita ecclesiale e associativa. Come responsabile dell'Adorazione Eucaristica notturna, egli ha trovato nella preghiera silenziosa davanti al Santissimo Sacramento la forza necessaria per affrontare le sfide del suo tempo. Parallelamente, il suo impegno nel sindacato cattolico dei minatori ha dimostrato come la fede debba tradursi in una carità operosa, capace di tutelare la dignità del lavoro e dei lavoratori, promuovendo sempre la giustizia sociale alla luce del Vangelo.
Nel corso del mille novecento trentasei, durante la drammatica guerra civile spagnola, la sua testimonianza è stata messa a dura prova. Arrestato a causa del suo ruolo pubblico e della sua chiara appartenenza cristiana, ha subìto indicibili torture che non hanno però piegato la sua volontà. Condotto a Nembra, è stato costretto a scavare la propria fossa all'interno della chiesa di San Giacomo, luogo simbolo della sua devozione. Nonostante il dolore e la prossimità della morte, ha mantenuto ferma la propria fede fino al momento del martirio, avvenuto il venti ottobre del mille novecento trentasei. Il suo sacrificio ha lasciato un'impronta indelebile nella memoria della Chiesa, che ne celebra oggi la memoria con profonda gratitudine per il dono di una vita spesa per il Signore.
Il culto e la memoria
Il ricordo del Beato Segundo Alonso González è custodito con particolare affetto dalla Chiesa di Oviedo, che vede in lui un intercessore potente e un modello per i laici di ogni tempo. La solenne beatificazione, presieduta da Papa Francesco l'otto ottobre del duemilasedici, ha ufficialmente inserito il suo nome nel martirologio, confermando la validità della sua testimonianza come dono per la Chiesa universale. La sua memoria liturgica viene celebrata il ventuno ottobre, data in cui la comunità diocesana si raccoglie nel ricordo di questo padre e lavoratore che ha saputo offrire la propria vita in olocausto per la fede.
La figura di Segundo non appartiene solo al passato, ma continua a parlare al cuore dei fedeli, specialmente di coloro che vivono le fatiche del lavoro quotidiano e le responsabilità familiari. Il suo culto, pur essendo profondamente legato alla realtà geografica delle Asturie, travalica i confini locali per ricordare a tutti che la santità è possibile in ogni stato di vita. Egli intercede per la diocesi di Oviedo, di cui è patrono, proteggendo coloro che si rivolgono a lui con fiducia, chiedendo il dono della perseveranza nelle prove e la capacità di testimoniare Cristo con la semplicità e la fermezza che hanno contraddistinto il suo cammino terreno.
Domande frequenti
Quando si festeggia il Beato Segundo Alonso González?
La memoria liturgica per la diocesi di Oviedo è fissata al 21 ottobre, giorno che corrisponde alla sua nascita al Cielo.