21 ottobre
Santa Laura di Santa Caterina da Siena (Maria Laura de Jesús Montoya y Upegui)
Fondatrice
Aggiornato il 15 settembre 2026
L'infanzia e la formazione
La nascita avvenne nel villaggio di Belencito vicino a Medellín in Colombia, precisamente nel piccolo paese colombiano il ventisei maggio 1874. La mamma si rifiutò di vederla prima del battesimo e la bambina fu battezzata quattro ore dopo la nascita, in tutta fretta. Al papà mancò il tempo di concordare con la moglie il nome da darle e il parroco scelse per lei il nome di Maria Laura de Jesús. Il papà obbiettò di non sapere se esistesse una santa Laura e il parroco rispose sbrigativamente che, in questo caso, la bambina avrebbe avuto un motivo in più per farsi santa, avverando così nei decenni successivi la profezia del suo sbrigativo ma illuminato parroco. Non aveva ancora tre anni quando suo papà fu assassinato in anni particolarmente sanguinosi della storia colombiana. Ebbe accanto una mamma esemplarmente cristiana che le insegnò a perdonare e le fece recitare ogni giorno un Padre nostro per l'assassino di papà. Senti particolarmente fame di affetto perché i nonni accolsero lei, la mamma e le sorelline più per pietà che per amore. I nonni non la mandarono a scuola perché la casa era troppo distante dal centro abitato, ma la mamma le insegnò a leggere, scrivere e ad amare Dio. Venne mandata in collegio quando fu più grandicella e a sedici anni decise di diventare maestra. Lavorò e studiò come studentessa-lavoratrice per pagarsi gli studi, arrivando ad accudire ottanta malati del manicomio per pagarsi gli studi. Rubò ore al sonno per studiare sui libri presi in prestito dalla biblioteca magistrale, forte di un'intelligenza prodigiosa che le consentì di superare brillantemente l'esame di ammissione. Vinse una borsa di studio statale grazie alla quale si diplomò maestra a diciannovesimi anni di età. Prese con sé la mamma e andò ad insegnare in varie scuole per qualche anno, desiderosa come giovane maestrina non soltanto di insegnare nozioni ma anche di trasmettere i valori cristiani.
La chiamata e le missioni nella giungla
Sentì attrattiva per la vita consacrata e pensò più volte di farsi carmelitana, ma i direttori spirituali la sconsigliarono dal farsi carmelitana giudicandola troppo irrequieta per un convento di clausura e troppo estroversa e dinamica per la vita contemplativa. Scoprì la sua vocazione per puro caso venendo a conoscenza della situazione discriminata e misera in cui vivevano gli indigeni colombiani. Pensò agli indios e decise di fare qualcosa per la loro promozione umana e la loro evangelizzazione. Non trovando nessuna congregazione che volesse farsi carico degli indios, soltanto un vescovo sposò la sua idea. Nacquero così dal niente le missionarie catechiste degli indios, che portarono alla nascita della Congregazione delle Suore Missionarie di Maria Immacolata e di Santa Caterina da Siena. Nel 1914 lasciarono Medellín e raggiunsero nella giungla gli indios catios. Alla prima spedizione parteciparono la mamma, ormai settantenne, e alcune amiche che abbinarono all'eroismo un pizzico di follia e vennero conosciute come Laurite dal nome della fondatrice. Assunse il nome da religiosa di Madre Laura di Santa Caterina da Siena. Rivoluzionò il concetto di missione con nuovi mezzi pedagogici e nuovi metodi di evangelizzazione, dedicandosi con grande profitto ad annunciare il Vangelo tra le popolazioni indigene prive della fede in Cristo.
Gli ultimi anni e la gloria degli altari
Trascorse gli ultimi nove anni sulla sedia a rotelle, rimanendo sempre missionaria con il cuore e anima della sua congregazione. Il suo nome completo era Laura di Santa Caterina da Siena Montoya y Upeguí. Morì il ventuno ottobre 1949 a Medellín, in Colombia. Alla sua morte le suore erano quasi cinquecento e le novizie un centinaio, mentre le missioni erano a servizio di ventidue popoli indigeni. Negli anni successivi i numeri sono più che raddoppiati e la presenza è segnalata in diciannove stati. Venne proclamata beata il venticinque aprile 2004 e successivamente venne canonizzata il dodici maggio 2013, coronando il cammino di fede di una delle figure più insigni del diciannovesimo e ventesimo secolo.
Il cammino terreno
La vicenda umana di Santa Laura di Santa Caterina da Siena affonda le sue radici nella Colombia del diciannovesimo secolo. Rimasta orfana di padre a soli tre anni a causa delle violenze che laceravano il Paese, la piccola Maria Laura ha imparato precocemente il significato della precarietà e della fiducia in Dio. Nonostante le avversità, ha coltivato un desiderio profondo di apprendimento, che l'ha condotta a conseguire il diploma di maestra all'età di diciannove anni, grazie al merito di una borsa di studio ottenuta con impegno costante. Questo traguardo non è stato per lei un punto di arrivo, ma lo strumento scelto dal Signore per prepararla alla sua vera missione.
Il cuore della sua chiamata si è manifestato con chiarezza nell'apertura verso le periferie esistenziali. Nel 1914, con spirito profetico, ha avviato la prima missione tra gli indios Catios, addentrandosi nel cuore della giungla colombiana per annunciare il Vangelo. Questa intuizione si è consolidata nella fondazione della congregazione delle Missionarie di Maria Immacolata e Santa Caterina da Siena, un ordine religioso che ha saputo raccogliere la sfida di portare la dignità e la parola di Cristo ai popoli indigeni. Negli ultimi nove anni della sua vita, la prova della malattia l'ha costretta a vivere su una sedia a rotelle, trasformando la sofferenza fisica in un'offerta silenziosa e perseverante. La sua morte, avvenuta a Medellín nel 1949, ha chiuso un capitolo di vita spesa interamente per la missione, lasciando un'eredità di fede viva che la Chiesa ha riconosciuto ufficialmente con la canonizzazione avvenuta il 12 maggio 2013 per mano di Papa Francesco.
La memoria liturgica
La Chiesa celebra la memoria di Santa Laura di Santa Caterina da Siena il giorno 21 ottobre. Questa ricorrenza non è soltanto un momento di ricordo storico, ma un invito a rinnovare lo zelo missionario che ha caratterizzato l'intera esistenza della Santa. La sua figura è invocata con particolare devozione dagli indigeni e dai missionari, che vedono in lei una protettrice capace di comprendere le fatiche e le gioie di chi opera nelle terre di frontiera. Il culto tributato alla Santa si manifesta attraverso la preghiera e l'impegno concreto verso le popolazioni che ancora oggi necessitano di sostegno e di annuncio cristiano. La sua vita, che ha attraversato gran parte del ventesimo secolo, resta un faro per la Chiesa contemporanea, ricordando a ogni fedele che la missione non è un compito riservato a pochi, ma una chiamata che scaturisce dall'amore per Dio e per il prossimo, specialmente verso i più umili e coloro che vivono ai margini della società.
Domande frequenti
Quando si festeggia Santa Laura di Santa Caterina da Siena?
La sua memoria liturgica si celebra il 21 ottobre.
Nel villaggio di Belencito vicino a Medellín in Colombia, beata Laura di Santa Caterina da Siena Montoya y Upeguí, vergine, che si dedicò con grande profitto ad annunciare il Vangelo tra le popolazioni indigene ancora prive della fede in Cristo e fondò la Congregazione delle Suore Missionarie di Maria Immacolata e di Santa Caterina da Siena. — Martirologio Romano