5 ottobre
Beato Pietro da Imola
Cavaliere di Malta
Aggiornato il 15 settembre 2026
Le origini e l'impegno civile
Il Beato Pietro nacque a Imola verso la metà del tredicesimo secolo, figlio di Giacomo di Antonio, all'interno della nobile famiglia ghibellina dei Pattarmi, la quale deteneva la signoria di Linaro a partire dall'anno undici trentasette. Egli si distinse come valente giureconsulto, noto con il nome di l'Imolensis, e la sua presenza attiva nella società del tempo è documentata in svariati atti imolesi. Nell'anno milletrecento ottantanove operò con autorevolezza come magistrato, esercitando le sue funzioni di index. Il suo prestigio civile e la sua capacità di mediazione trovarono il culmine nell'anno milletrecento novantanove, quando fu l'artefice principale delle trattative di pace tra guelfi e ghibellini in Romagna. Un'ulteriore testimonianza della sua presenza in patria si ritrova nell'anno milletrecento dieci, quando una carta fu redatta proprio nella sua casa, denominata in domo ser Petri de Patarenis, edificio che fu successivamente identificato con quello dei conti Zampieri. Nel milletrecento undici, tuttavia, la situazione politica mutò radicalmente quando i ghibellini furono banditi dalla Romagna, costringendo Pietro a lasciare la sua terra e a trovare sicuro rifugio a Firenze.
La conversione e il servizio a Firenze
Giunto a Firenze a seguito del bando, Pietro impiegò il suo tempo e le sue risorse nell'impegno caritativo all'interno degli ospedali. In questo periodo della sua vita maturò la vocazione religiosa che lo condusse a entrare nell'ordine militare di San Giovanni di Gerusalemme, oggi noto come Ordine di Malta, diventando cavaliere. Per le sue doti di fede e di governo, Pietro fu eletto Gran Priore di Roma. A seguito di questa importante elezione, fece ritorno a Firenze, dove assunse la guida della Commenda di San Giacomo in Corbolino, una piccola chiesetta che si affaccia su via Faenza. In questo luogo e in tutta la città, il Beato si dedicò interamente e senza riserve alle opere di carità e alla cura amorevole degli infermi, servendo i più deboli con spirito di totale abnegazione fino alla conclusione della sua vita terrena, avvenuta a Firenze il cinque ottobre milletrecento venti.
Il culto e le reliquie
Alla morte del Beato Pietro, risalente al quattordicesimo secolo, fu posta una pietra tombale all'interno della chiesa di San Giacomo. Tale monumento funebre reca un'immagine del Beato e l'iscrizione B. Petrus de Imola Requiescat in pace, oltre alla scritta attorno che recita Hic Iacet D. Fr. Petrus de Imola I. U. Professor Ven. Prior Priorat. Urbis anno DNI MCCCXX qnto Octob. Requievit in Domino. In un'epoca successiva non precisata, le reliquie di Pietro furono esumate dalla tomba originaria e solennemente riposte sotto l'altare maggiore, in seguito a un miracolo attribuito all'intercessione del beato. Attualmente, alcune reliquie del Beato Pietro sono custodite e venerate nella cattedrale di Imola, città d'origine del religioso, dove la sua memoria è viva anche grazie a un quadro e a due affreschi conservati nella stessa cattedrale. Il Martirologio Romano commemora la sua festa nell'anniversario della nascita al cielo, descrivendolo come cavaliere dell'Ordine di San Giovanni di Gerusalemme che si prese cura degli infermi con pia carità a Firenze.
La vita
Il cammino terreno del Beato Pietro da Imola si è dipanato attraverso le complesse dinamiche politiche del suo tempo. La sua carriera pubblica ebbe inizio nella città di Imola, dove nel 1289 esercitò l'ufficio di magistrato, dimostrando saggezza nel governo e attenzione per la stabilità sociale. Il suo impegno più alto in ambito civile si manifestò nel 1299, quando si adoperò con successo per mediare la pace tra le opposte fazioni dei guelfi e dei ghibellini, cercando di riportare la concordia laddove regnava il conflitto. Tuttavia, le alterne vicende politiche lo portarono nel 1311 a subire l'esilio, costringendolo a lasciare la sua città per stabilirsi a Firenze.
Proprio in questo momento di distacco dalle cose del mondo, la chiamata di Dio si fece più nitida. Pietro scelse di consacrarsi totalmente al servizio del prossimo entrando nell'Ordine di San Giovanni di Gerusalemme. Come cavaliere, egli seppe mettere la sua esperienza di governo al servizio della fede, assumendo ruoli di grande responsabilità. Fu chiamato a reggere la Commenda di San Giacomo in Corbolino e successivamente a ricoprire l'importante incarico di Gran Priore di Roma. In questi uffici, egli non cercò il potere, ma la cura dei bisognosi e il buon ordine della comunità religiosa di cui faceva parte. La sua morte, avvenuta a Firenze nel 1320, chiuse un percorso di vita vissuto con sobrietà e rettitudine, lasciando nel cuore dei contemporanei il ricordo di un uomo che aveva saputo trasformare ogni ufficio civile in un atto di carità cristiana.
Il culto
Il culto del Beato Pietro da Imola è un segno vivente di come la santità possa fiorire anche nell'impegno laicale e nelle strutture di ordine cavalleresco. La memoria di questo servitore di Dio è stata custodita con cura nel corso dei secoli, trovando il suo riconoscimento ufficiale nel Martirologio Romano. La data del cinque ottobre è il giorno in cui la Chiesa invita i fedeli a volgere lo sguardo verso questo esempio di fedeltà, ricordando il suo passaggio da magistrato a cavaliere, da uomo delle istituzioni terrene a servitore della carità evangelica.
La venerazione verso il Beato Pietro non si esaurisce in una mera memoria storica, ma si propone come monito per ogni cristiano chiamato a operare nel mondo. Egli ci insegna che la pace non è un dono che si riceve passivamente, ma un bene prezioso che va costruito con la pazienza, la mediazione e il sacrificio di sé. La sua figura rimane un faro per chi, pur vivendo tra le difficoltà e le incomprensioni della vita pubblica, non cessa di cercare la giustizia e la volontà di Dio, trovando nella preghiera e nel servizio ai fratelli la forza per compiere il proprio dovere fino alla fine.
Domande frequenti
Quando si festeggia il Beato Pietro da Imola?
La festa del Beato Pietro da Imola si celebra il cinque ottobre, giorno della sua nascita al cielo.
A Firenze, beato Pietro da Imola, che, cavaliere dell’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, si prese con pia carità cura degli infermi. — Martirologio Romano