San Meinulfo (Meinolfo) di Paderborn

Diacono

Aggiornato il 22 luglio 2026

Origini, giovinezza e fonti storiche

Le notizie biografiche su san Meinulfo devono essere prese con cautela a causa della natura leggendaria delle fonti disponibili. Di lui esistono due biografie principali: la prima fu composta da Sigewardo, abate di Fulda, intorno al 1035, mentre la seconda fu redatta da Gobelino Persona, officiale di Paderborn, tra il 1409 e il 1416. Entrambe le biografie sembrano dipendere da una precedente Vita del IX secolo andata perduta ma ricca di leggende. Meinulfo nacque in Sassonia nell'ultimo decennio dell'VIII secolo, forse nel 793. Alla morte prematura del padre, l'imperatore Carlo Magno, che lo aveva tenuto a battesimo, lo prese sotto la sua protezione. Carlo Magno affidò il giovane alla scuola cattedrale di Paderborn, dove fu educato dal vescovo Badurado. Lo stesso vescovo Badurado ordinò Meinulfo diacono e successivamente lo nominò arcidiacono, avviandolo a una vita di dedizione alla Chiesa.

Il ministero e la fondazione di Boddeken

Nel corso del suo ministero, san Meinulfo fu assiduo nella predicazione e si prodigò con grande zelo in tutta la diocesi di Paderborn. Intorno all'836, Meinulfo fondò un monastero di Canonichesse Regolari a Boddeken. Tale opera fu realizzata su un terreno ereditato dal padre del santo e con il concorso della madre Wichtrude. Meinulfo dotò riccamente il monastero di Boddeken e vi introdusse la legislazione promulgata dal concilio di Aquisgrana dell'817. La chiesa del monastero di Boddeken fu solennemente consacrata il 10 novembre 837. Intorno all'836, Meinulfo avrebbe inoltre curato il trasferimento del corpo di san Liborio, vescovo di Le Mans, a Paderborn, sebbene esista una Translatio anonima su questo evento che non gode di particolare credito storico.

Transito, culto e vicende delle reliquie

Meinulfo morì il 5 ottobre dell'847 o dell'857 e fu sepolto nella chiesa del monastero da lui fondato. Dopo la morte, la tomba di Meinulfo fu oggetto di un autentico culto e divenne meta di pellegrinaggi da parte dei fedeli. Il corpo del santo sarebbe stato elevato dal vescovo Bisone tra l'887 e l'896. Nel 1409, i Canonici Regolari successero alle Canonichesse nel monastero di Boddeken. I Canonici Regolari rimasero nel monastero di Boddeken fino al 1803, anno della sua definitiva soppressione. Nel 1803, in seguito a questi eventi, le reliquie del santo furono traslate a Paderborn nella chiesa di Busdorf. San Meinulfo è ricordato come diacono che costruì e adornò il monastero di Böddeken stabilendovi una comunità di sacre vergini.

Tradizioni iconografiche e patronato

La festa di san Meinulfo ricorre il 5 ottobre di ogni anno. San Meinulfo è venerato come patrono a Bellersen, Bielefeld, Boddeken, Dinkelburg, Schloss Neuhaus, Paderborn e in altre località. Nell'iconografia tradizionale, Meinulfo è rappresentato vestito da diacono mentre tiene in mano un grande modello di chiesa. Nella cappella di Alfen è raffigurato con un cervo ai piedi, poiché la tradizione tramanda che il convento di Boedeken sarebbe sorto nel luogo in cui al santo apparve un cervo recante una croce tra le corna. Questo particolare del cervo con la croce è comune alle tradizioni di sant'Eustachio e sant'Uberto ed è rappresentato anche in una statua del secolo quindicesimo nella cappella di san Walburga ad Alfen, presso Paderborn. Negli antichi sigilli del convento di Boedeeken, Meinulfo reca in mano un libro e una palma, sebbene la ragione dell'attributo della palma non sia chiara poiché il santo non subì il martirio. Nel Collegio leoniano di Paderborn, un affresco di R. Sehrbrock lo raffigura insieme alla Madonna e a san Liborio.

Domande frequenti

Quando si festeggia San Meinulfo?

La festa di san Meinulfo ricorre il 5 ottobre.

Di cosa è patrono San Meinulfo?

San Meinulfo è venerato come patrono a Bellersen, Bielefeld, Boddeken, Dinkelburg, Schloss Neuhaus e Paderborn.

Presso Paderborn in Sassonia, nell’odierna Germania, san Meinolfo, diacono, che costruì e adornò il monastero di Böddeken, dove stabilì una comunità di sacre vergini. — Martirologio Romano