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5 ottobre

Sant' Apollinare di Valence

Vescovo

Aggiornato il 15 settembre 2026

Le origini e il ministero episcopale

Apollinare nacque a Vienne nel 453 da una famiglia illustre. Suo padre era sant'Isicio, senatore che in seguito divenne vescovo di Vienne, mentre sua madre e i suoi parenti vantavano legami con lo scrittore Sidonio Apollinare e con Avito, proclamato Augusto a Tolosa nel 455. Apollinare era inoltre il fratello maggiore di sant'Avito. Avviato alla vita spirituale, fu discepolo di san Mamerto. Qualche anno prima del 492 fu ordinato vescovo, succedendo a Massimo nella sede vescovile di Valence, poiché Massimo era stato denunziato al papa come manicheo. Con il suo impegno, sant'Apollinare rinnovò l'autorità e l'antico decoro della religione cristiana nella sede di Valence rimasta a lungo vacante.

Nonostante fosse stato allontanato dal fratello, Apollinare continuò a conservare con lui relazioni affettuose. La corrispondenza tra i due fratelli testimonia sentimenti di rara delicatezza attraverso lo scambio di doni, servizi e feste celebrate insieme. Riguardo alla sua partecipazione ai sinodi del tempo, non è certo che Apollinare assistesse alla conferenza episcopale di Lione nel 499 poiché gli atti sono apocrifi. Al contrario, la firma di Apollinare figura in documenti autentici emanati dai concili di Epaone nel 517 e di Lione tra il 516 e il 523.

Esiste una Vita di Apollinare rimasta anonima nonostante i tentativi di identificarne l'autore. La Vita non è al di là di ogni sospetto, sebbene l'editore dei Monumenta B. Krush l'abbia definita opera di un falsario, senza però ricevere l'assenso dei Bollandisti. Secondo il Martirologio, a Valence nel territorio di Vienne in Francia, sant'Apollinare fu uomo pervaso da fervore di giustizia e onestà.

Il conflitto con il re e gli ultimi anni

La fermezza pastorale di Apollinare emerse in occasione di una grave controversia morale. Stefano, ufficiale del re Sigismondo, aveva sposato sua cognata Palladia nonostante i canoni ecclesiastici vietassero tali unioni. Stefano fu perciò colpito dal decreto trenta del concilio di Epaone, redatto specialmente per questa circostanza. La scomunica contro Stefano fu successivamente rinnovata dal concilio di Lione. Il re Sigismondo, infuriato per la decisione dei vescovi, esiliò i presuli presenti a Sardinia, borgata non identificata del lionese.

In seguito, il sovrano dovette presto richiamare i vescovi esiliati, ad eccezione di Apollinare. La tradizione riferisce che lo stesso re Sigismondo si ammalò e ricuperò la salute per intercessione di Apollinare, facendogli toccare un vestito. A seguito della guarigione, Sigismondo pose fine all'esilio del santo vescovo. Verso la fine della sua vita, Apollinare intraprese un viaggio ad Arles e a Marsiglia. Durante questo tragitto avrebbe incontrato san Cesario e altri personaggi illustri, sulla cui identità permangono tuttavia dubbi fondati. Similmente, profonda incertezza circonda i miracoli che avrebbero accompagnato l'ultima malattia di Apollinare. Il santo vescovo morì verso il 520.

Le vicende terrene delle sue spoglie durarono nei secoli. I resti di Apollinare furono trasferiti a più riprese e furono infine deposti verso il 1060 nella chiesa dedicata al suo nome. Purtroppo, i resti di Apollinare furono dispersi nel secolo sedicesimo dai calvinisti. Oggi la memoria liturgica e la devozione rimangono vive nella Chiesa locale, dove Apollinare è onorato come patrono della diocesi di Valence sotto il nome popolare di Aplonay.

Domande frequenti

Quando si festeggia Sant'Apollinare di Valence?

La festa di sant'Apollinare di Valence si celebra il 5 ottobre.

Di cosa è patrono Sant'Apollinare di Valence?

Sant'Apollinare è onorato come patrono della diocesi di Valence, dove è conosciuto anche con il nome popolare di Aplonay.

A Valence nel territorio di Vienne in Francia, sant’Apollinare, vescovo: fratello di sant’Avíto, vescovo di Vienne, fu uomo pervaso da fervore di giustizia e onestà e rinnovò l’autorità e l’antico decoro della religione cristiana nella sede di Valence rimasta a lungo vacante. — Martirologio Romano