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28 gennaio

Beato Pietro Wong Si-jang

Martire

Aggiornato il 15 settembre 2026

La giovinezza e la conversione

Pietro nacque da una famiglia di ceto umile nel 1732 a Hongju, nell'antica provincia del Chungcheong, nel corso del diciottesimo secolo. Il nome da adulto del santo fu ricevuto in base a un'usanza di stampo confuciano per cui i giovani che raggiungevano la maggior età ricevevano un nuovo appellativo. Tra il 1788 e il 1789 il Cattolicesimo fu introdotto in Corea da pochi anni, e Pietro, che all'epoca dell'adesione alla fede aveva circa cinquantasette anni, decise insieme a suo cugino Giacomo Won Si-bo di aderire al Cattolicesimo dopo averne ascoltato gli insegnamenti. Spinto da un profondo desiderio di conoscenza spirituale, Pietro lasciò casa sua per un anno intero per approfondire il catechismo. Durante il periodo di studio lontano da casa maturò la convinzione che la fede cattolica fosse una medicina per mantenere la vita umana viva per centinaia d'anni. Tornato alla propria dimora, spiegò con fervore i punti cardine del catechismo a parenti e amici, riuscendo a persuadere tutti coloro che l'ascoltavano, pur non essendo ancora battezzato, poiché la grazia di Dio agiva già potentemente in lui.

La trasformazione interiore e l'apostolato

Prima di conoscere la luce della fede cristiana, Pietro aveva un carattere particolarmente feroce, motivo per cui era stato soprannominato tigre dagli abitanti del luogo. Tuttavia, praticando con costanza le virtù cristiane, il suo carattere s'ingentilì in modo mirabile, testimoniando la potenza della conversione del cuore. Diede prova concreta della sua adesione agli insegnamenti evangelici distribuendo generosamente tutte le sue sostanze ai poveri del villaggio. Successivamente si dedicò con instancabile zelo all'insegnamento del catechismo ai suoi vicini, aiutandoli a comprendere le verità della salvezza. Proprio a causa di questa fervente e pubblica attività di insegnamento del catechismo, egli divenne ben presto noto alle autorità civili, attirando su di sé le attenzioni del potere ostile alla nuova religione.

La persecuzione e l'arresto

Nel 1791 esplose la persecuzione Sinhae, un periodo di grande prova e di sofferenza per la giovane comunità cristiana della regione. La polizia si recò prontamente ad arrestare sia Pietro che suo cugino Giacomo durante il furore di tale persecuzione. Fortunatamente, Giacomo riuscì a sfuggire alla cattura grazie al tempestivo avviso di alcuni amici fidati. Pietro invece non evitò la cattura e venne condotto con la forza all'ufficio governativo di Hongju, dove fu immediatamente sottoposto a un severo interrogatorio da parte dei funzionari locali. Nonostante le pressioni psicologiche e le intimidazioni, egli non si piegò minimamente durante l'interrogatorio, dimostrando una saldezza interiore fuori dal comune. Affermò con coraggio di non poter tradire né il Signore né i suoi compagni cristiani, né di poter rivelare dove fossero custoditi i libri della Chiesa.

La prigionia e le torture

Per piegare la sua resistenza, il magistrato ordinò di percuoterlo sulle natiche per settanta volte. Durante le percosse, Pietro esprimeva continuamente la propria fedeltà a Dio, ai genitori e all'insegnamento della religione cattolica. Nel corso della lunga prigionia, il giudice lo richiamò spesso per invitarlo ad apostatare e a rinnegare la fede. Invece di ritrattare le sue convinzioni, egli continuava a spiegare al giudice le verità di fede con mitezza e chiarezza. Un giorno memorabile, ricevette la visita di un fratello nella fede che lo battezzò segretamente mentre si trovava in prigione, colmandolo di grazia celeste. Visto l'insuccesso dei tentativi di persuasione, il magistrato dello Hongju riferì l'andamento della vicenda al governatore provinciale. Il magistrato ricevette dunque dal governatore l'ordine tassativo di picchiare il prigioniero fino a farlo morire, e Pietro subì così ulteriori e crudeli torture. Il magistrato tentò un'ultima volta di convincerlo ad apostatare facendo appello al suo amore paterno verso i figli. Sentendo parlare dei suoi figli, Pietro replicò con commozione che il suo cuore era profondamente toccato dalle storie dei bambini, ma che tuttavia non poteva rifiutarsi di rispondere alla chiamata del Signore.

Il martirio

Il magistrato ordinò che Pietro ricevesse il suo ultimo pasto prima di essere percosso a morte, volendo concludere il caso giudiziario il prima possibile. Con stupore generale, egli rimase in vita nonostante il pasto consumato e le percosse spietate che erano destinate a ucciderlo. Venne quindi condotto all'esterno dell'edificio governativo per l'epilogo della sua testimonianza. Gli venne versata sul capo dell'acqua che congelò all'istante a causa del freddo intenso. Il giorno dell'esecuzione fu il ventotto gennaio 1793. Trascorse i suoi ultimissimi momenti di vita terrena meditando profondamente sulla Passione di Gesù. Offrì la sua intera vita a Dio ed emise la sua ultima preghiera di rendimento di grazie prima di spirare. Pietro Wong Si-jang fu successivamente inserito nel glorioso gruppo di martiri capeggiato da Paolo Yun Ji-chung, sigillando con il sangue la sua adesione al Vangelo.

Domande frequenti

Quando si festeggia il Beato Pietro Wong Si-jang?

La sua memoria liturgica si celebra il ventotto gennaio, giorno della sua nascita al cielo avvenuta nel 1793.

Chi ha proclamato beato Pietro Wong Si-jang e quando?

È stato beatificato da papa Francesco il sedici agosto 2014, durante il viaggio apostolico del pontefice in Corea del Sud.