29 agosto
Beato Riccardo Herst
Martire
Aggiornato il 15 settembre 2026
Il contesto delle persecuzioni in Inghilterra
Le persecuzioni anticattoliche in Inghilterra, Scozia e Galles sono avvenute dal quindici trentacinque al sedicesimo ottantuno. Il re Enrico Ottavo fu il primo a scatenare le persecuzioni e provocò lo scisma d'Inghilterra con il distacco della Chiesa Anglicana da Roma. I successori che furono artefici delle persecuzioni includono Edoardo Sesto, Elisabetta Prima, Giacomo Primo Stuart, Carlo Primo, Oliviero Cromwell e Carlo Secondo Stuart. Migliaia di cattolici inglesi di ogni ceto sociale morirono in centocinquanta anni di persecuzioni. I cattolici testimoniarono il loro attaccamento alla fede cattolica e al papa rifiutando i giuramenti di fedeltà al re, nuovo capo della religione di Stato. I primi a morire come martiri il quattro maggio e il quindici giugno quindici trentacinque furono diciannove monaci Certosini, impiccati a Tyburn a Londra. L'ultima vittima fu l'arcivescovo di Armagh e primate d'Irlanda Oliviero Plunkett, giustiziato a Londra l'undici luglio sedicesimo ottantuno. I nemici del cattolicesimo includevano re, puritani, avventurieri, ecclesiastici eretici e scismatici e calvinisti. I persecutori inventarono efferati sistemi di tortura per i cattolici arrestati. Sacerdoti e gesuiti arrivavano clandestinamente dalla Francia e da Roma come missionari in Inghilterra per riconvertire gli scismatici. I sacerdoti e gesuiti clandestini erano considerati traditori dello Stato in quanto inglesi rifugiati all'estero e preparati in appositi seminari. Funzionari di alto rango come Tommaso Moro, Giovanni Fisher e Margherita Pole furono decapitati o uccisi velocemente. Tranne rare eccezioni, i cattolici arrestati subirono interrogatori estenuanti, carcere duro e torture come l'eculeo, la figlia della Scavinger e i guanti di ferro. I condannati venivano impiccati, liberati dal cappio prima del soffocamento mentre erano semicoscienti, e sventrati. I corpi venivano squartati, cosparsi di pece e appesi alle porte e nelle zone principali della città. Nel diciottesimo cinquanta, con la restaurazione della Gerarchia Cattolica in Inghilterra e Galles, fu possibile affrontare la beatificazione dei martiri. Nel diciottesimo settantaquattro l'arcivescovo di Westminster inviò a Roma un elenco di trecentosessanta nomi con le prove per ognuno. A partire dal diciottesimo ottantasei i martiri furono beatificati a gruppi dai Sommi Pontefici e una quarantina furono canonizzati nel millenovecentosettanta.
La vita e l'arresto del Beato Riccardo Herst
Non si sa nulla della nascita di Riccardo Herst. Riccardo Herst era un possidente terriero di Preston nel Lancaster. Riccardo Herst veniva insidiato dai protestanti per la sua fede cattolica. Le persecuzioni avvenivano al tempo di re Giacomo Primo Stuart di fede anglicana. Il vescovo di Chester, fedele al re, inviò tre uomini ad arrestare Riccardo Herst. Gli uomini trovarono Herst a lavorare nei campi, ma i suoi contadini li costrinsero alla fuga. Uno degli uomini in fuga cadde, si fratturò una gamba e morì nel giro di trenta giorni. Riccardo Herst fu arrestato con la falsa accusa di omicidio. Herst fu scagionato dal ferito stesso prima di morire, dimostrando che il vero motivo dell'arresto era la sua fede cattolica. A Herst fu promessa la libertà se avesse prestato giuramento al re come capo della religione di Stato e se si fosse messo al servizio protestante, ma egli rifiutò. Per ordine dello sceriffo della contea, Herst fu trascinato con la forza in chiesa per ascoltare il sermone. Herst si turò le orecchie con le dita e appena possibile ritornò in prigione.
Le lettere dal carcere e il martirio
Ci sono pervenute tre lettere scritte da Herst al direttore spirituale in cui conferma la volontà di non cedere al peccato e di offrirsi a Dio. Nelle lettere Herst chiede che vengano celebrate Messe per la sua anima, raccomanda i suoi figli e supplica che siano pagati i suoi debiti. Herst si avviò sereno al patibolo baciandolo e tenendo in mano un piccolo crocifisso con cui recitò ad alta voce le preghiere. Herst aiutò il boia a preparare la fune. Riccardo Herst fu impiccato a Lancaster il ventinove agosto milleseicentoventotto sotto il re Carlo Primo. Riccardo Herst fu beatificato da papa Pio Undicesimo il quindici dicembre millenovecentoventinove insieme ad altri centosei martiri della persecuzione anglicana.
La vita e la testimonianza
La vicenda umana di Riccardo Herst si inserisce nel contesto difficile del XVII secolo, epoca in cui professare la fede cattolica in Inghilterra comportava rischi estremi. Originario di Preston, Riccardo visse come laico, manifestando una devozione che non conosceva compromessi. La sua esistenza fu segnata da una crescente ostilità da parte delle autorità, che giunsero ad arrestarlo con l'accusa pretestuosa di omicidio, celando in realtà la volontà di colpire il suo fermo attaccamento alla Chiesa cattolica.
Durante la detenzione, Riccardo venne sottoposto a costrizioni che miravano a spezzare la sua volontà. Fu obbligato a presenziare a sermoni di culto protestante, ma egli, con gesto semplice e risoluto, scelse di turarsi le orecchie per non prestare ascolto a parole contrarie alla sua fede. La sua fermezza si manifestò in modo cristallino nel rifiuto di prestare il giuramento di fedeltà al sovrano, qualora questo lo avesse riconosciuto come capo religioso, posizione che egli considerava incompatibile con il suo legame con la Chiesa. Attraverso le lettere inviate al suo direttore spirituale, Riccardo ebbe modo di confermare la propria adesione al Vangelo, tracciando un cammino di purificazione interiore che lo preparò all'incontro definitivo con il Signore. Il culmine della sua testimonianza avvenne il 29 agosto 1628 a Lancaster, dove fu giustiziato tramite impiccagione. Il suo martirio, riconosciuto solennemente dalla Chiesa, rappresenta un sigillo posto su una vita spesa nell'umiltà e nel coraggio. Egli non cercò la gloria, ma soltanto la fedeltà a Cristo, lasciando un'eredità di coerenza che travalica i confini della sua epoca, invitando ogni credente a custodire con gelosia il dono prezioso della propria fede, anche quando il mondo chiede di rinnegarla.
Il culto e la memoria
Il culto del Beato Riccardo Herst si è consolidato nel tempo come parte integrante della memoria dei martiri inglesi che hanno testimoniato la verità del Vangelo in contesti di persecuzione. La Chiesa ha riconosciuto il valore del suo sacrificio, portandolo agli onori degli altari per mano di papa Pio XI. La solenne beatificazione, avvenuta il 15 dicembre 1929, ha incluso Riccardo Herst nel novero dei centosette martiri che, con il loro sangue, hanno reso testimonianza alla libertà della coscienza cristiana.
La celebrazione della sua memoria, fissata al 29 agosto, giorno in cui egli compì il suo sacrificio terreno, costituisce un momento di preghiera e di riflessione per tutta la comunità dei fedeli. Ricordare Riccardo Herst non significa soltanto volgere lo sguardo al passato, ma riconoscere come la grazia di Dio possa sostenere l'uomo comune nel compiere scelte eroiche. La sua figura rimane un punto di riferimento per quanti, nella quotidianità, si trovano a dover scegliere tra la convenienza del mondo e la fedeltà al Vangelo. Il suo esempio continua a stimolare la devozione dei fedeli, offrendo una luce di speranza e di fortezza a chiunque si senta smarrito dinanzi alle difficoltà della vita, ricordando che la fedeltà a Dio è il bene più alto che un essere umano possa preservare.
Domande frequenti
Quando si festeggia il Beato Riccardo Herst?
La memoria liturgica del Beato Riccardo Herst si celebra il ventinove agosto.
A Lancaster in Inghilterra, beato Riccardo Herst, martire, che, padre di famiglia e contadino, fu falsamente accusato di omicidio e condannato all’impiccagione per la sua fede in Cristo sotto il re Carlo I. — Martirologio Romano