29 agosto
Martirio di San Giovanni Battista
Aggiornato il 15 settembre 2026
Il Precursore e la sua missione
Nel quindicesimo anno dell'imperatore Tiberio, corrispondente agli anni ventisette e ventotto dopo Cristo, San Giovanni diede inizio alla sua missione. Conducendo una vita austera secondo le regole del nazireato, egli si rivolse a tutte le classi sociali con una parola infuocata, che apparve animata dallo spirito del profeta Elia. La sua predicazione destò grande entusiasmo tra la gente comune e profondo malumore tra i farisei, definiti come la cosiddetta aristocrazia dello spirito, ai quali il Battista rinfacciava apertamente la loro ipocrisia. Divenuto un personaggio molto popolare, egli negò risolutamente di essere il Messia atteso e affermò con forza la superiorità di Gesù, additandolo ai suoi seguaci presso la riva del Giordano durante il battesimo. San Luca racconta nei suoi scritti la nascita del Battista, la sua vita nel deserto e la sua predicazione, mentre San Marco riferisce sulla sua morte. Riconosciuto come il più grande dei profeti e il primo apostolo, l'immagine del Battista pare dileguarsi in dissolvenza proprio all'affermarsi di Gesù, definito il più forte.
La prigionia e il martirio a Macheronte
La voce del Precursore non cessò mai di farsi sentire per raddrizzare i tortuosi sentieri del male e preparare le vie del Signore attraverso una sincera conversione, intesa come radicale cambiamento delle disposizioni dell'animo. La sua franchezza nel riprovare pubblicamente la condotta peccaminosa di Erode Antipa e della cognata Erodiade urtò la suscettibilità dei sovrani e costò al Battista la dura prigionia. Il re Erode Antipa lo tenne infatti rinchiuso nella fortezza di Macheronte, situata sulla sponda orientale del Mar Morto nell'odierna Giordania. Durante un festino organizzato per il suo compleanno nella stessa fortezza di Macheronte, la figlia di Erodiade, Salomè, diede eccellenti prove di agilità nella danza, entusiasmando il re. Per istigazione della madre, Salomè domandò come ricompensa la testa del Battista, e il re concesse il capo del prigioniero in premio alla giovane. Erode ordinò così di decapitare il santo, mettendo apparentemente a tacere il battistrada del Messia e la voce dei banditori dell'imminente messaggio evangelico. Venerato dalla Chiesa come martire, il Precursore del Signore fu come lampada che arde e risplende, avendo dato la sua vita per la sua missione e avendo reso testimonianza alla verità sia in vita sia in morte.
La celebrazione e le origini del culto
La celebrazione odierna possiede origini molto antiche all'interno della Chiesa latina. Storicamente, la ricorrenza nacque in Francia nel secolo quinto e a Roma nel secolo sesto, legandosi indissolubilmente alla dedicazione della chiesa costruita a Sebaste in Samaria. Tale edificio sacro fu edificato proprio sul presunto sepolcro del precursore di Cristo. La festa liturgica compare chiaramente col nome di Passio oppure di Decollatio alla data del ventinove agosto all'interno degli antichi Sacramentari romani. Inoltre, secondo quanto attesta il Martirologio Romano, la medesima data del ventinove agosto corrisponderebbe anche al secondo ritrovamento della testa di San Giovanni Battista. In quella solenne occasione, il sacro capo fu trasportato e custodito nella chiesa di San Silvestro a Campo Marzio a Roma.
La missione e il martirio
La missione pubblica di Giovanni ebbe inizio negli anni 27 e 28 dopo Cristo, quando la sua voce risuonò nel deserto per invitare il popolo alla conversione e a un sincero cambiamento del cuore. Presso le rive del fiume Giordano, egli accoglieva quanti cercavano purificazione, culminando la sua opera nel momento straordinario in cui battezzò Gesù, indicandolo al mondo come l'Agnello di Dio.
La coerenza del Battista si manifestò con fermezza anche di fronte all'autorità politica. Egli non esitò a rivolgere un severo e pubblico rimprovero a Erode Antipa e a Erodiade per la loro condotta morale. Questo coraggio gli costò la libertà: fu infatti arrestato e rinchiuso nella fortezza di Macheronte. La sua prigionia si concluse tragicamente quando Erode Antipa, sedotto dalla danza di Salomè, ordinò la sua decapitazione, compiendo così il martirio del profeta.
Il culto e la memoria
La memoria della passione di San Giovanni Battista viene celebrata solennemente il 29 agosto. Questa data liturgica è storicamente legata alla dedicazione di una chiesa a lui intitolata presso Sebaste, luogo che custodisce la memoria del suo antico sepolcro. Attraverso i secoli, la Chiesa continua a venerare in questo giorno il coraggio di colui che non ha temuto la morte per rimanere fedele alla parola di Dio.
Domande frequenti
Quando si festeggia il martirio di San Giovanni Battista?
La festa liturgica si celebra il ventinove agosto, data che ricorda la sua morte e che nei Sacramentari romani antichi compare con i nomi di Passio o di Decollatio.
Memoria della passione di san Giovanni Battista, che il re Erode Antipa tenne in carcere nella fortezza di Macheronte nell’odierna Giordania e nel giorno del suo compleanno, su richiesta della figlia di Erodiade, ordinò di decapitare. Per questo, Precursore del Signore, come lampada che arde e risplende, rese sia in vita sia in morte testimonianza alla verità. — Martirologio Romano