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sabato 29 agosto 2026 · Santo del giorno

Martirio di San Giovanni Battista

Martirio di San Giovanni Battista

La Chiesa celebra in questo giorno il martirio di San Giovanni Battista, una figura fondamentale nella storia della salvezza che chiude il tempo dei profeti per aprire la via al Messia. Gli evangelisti San Luca e San Marco ci tramandano la sua storia, descrivendo la nascita, la vita austera nel deserto e la drammatica morte. La tradizione liturgica ricorda questa data con radici antiche, legate originariamente alla dedicazione della chiesa di Sebaste in Samaria e, secondo il Martirologio Romano, al secondo ritrovamento del capo del Precursore, poi custodito a Roma. La sua predicazione infuocata, animata dallo spirito del profeta Elia, scosse le coscienze di tutte le classi sociali nel quindicesimo anno dell'imperatore Tiberio.

Considerato il più grande tra i profeti e insieme il primo apostolo, San Giovanni visse come una lampada che arde e risplende, testimoniando la verità fino al sacrificio supremo. Egli invitava il popolo a una sincera conversione per preparare le vie del Signore, suscitando l'entusiasmo della folla ma anche l'avversione dei farisei, l'aristocrazia dello spirito, che egli rimproverava per l'ipocrisia. La sua voce coraggiosa non tacque di fronte ai potenti, arrivando a riprovare pubblicamente la condotta peccaminosa di Erode Antipa e della cognata Erodiade. Per questo motivo fu imprigionato nella fortezza di Macheronte, sulla sponda orientale del Mar Morto, dove subì la decapitazione durante un festino, a causa della richiesta di Salomè istigata dalla madre, adempiendo fino in fondo la sua missione di testimone della verità.

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Gli altri santi di oggi

Santa Beatrice di Nazareth

La Beata Beatrice di Nazareth, vissuta nel corso del tredicesimo secolo, rappresenta una figura luminosa della spiritualità cistercense. Nata a Tirlemont nell'anno 1200, ha intrapreso un cammino di fede profondo, che l'ha condotta inizialmente tra le beghine di Léau e successivamente verso la vita monastica. La sua esistenza, spesa interamente nel servizio a Dio, è giunta al termine nell'anno 1268 presso il monastero di Nazareth, luogo che ella stessa aveva contribuito a fondare e dove ha esercitato il ruolo di priora con dedizione e saggezza.

Beatrice è ricordata oggi come una delle voci più alte della mistica del suo tempo, avendo lasciato in eredità un prezioso trattato scritto in fiammingo medievale, testimonianza diretta di un'anima infiammata dall'amore divino. La sua capacità di unire l'impegno concreto nella fondazione di nuovi monasteri, come quelli di Florival e Maagdendaal, con una vita interiore di straordinaria intensità, la rende un modello di equilibrio spirituale. La Chiesa ne celebra la memoria il ventinove agosto, ricordando la sua fedeltà al carisma cistercense e il suo contributo insostituibile alla cultura spirituale del Medioevo europeo.

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Beato Riccardo Herst

Martire

Il Beato Riccardo Herst visse nel diciassettesimo secolo e affrontò il martirio in Inghilterra durante il regno di Carlo Primo. Possidente terriero cattolico di Preston, nel Lancaster, visse in un tempo segnato da aspre persecuzioni anticattoliche scatenate originariamente da re Enrico Ottavo e proseguite da vari successori, tra cui Giacomo Primo e Carlo Primo. Migliaia di cattolici pagarono con la vita la fedeltà a Roma e il rifiuto dei giuramenti che imponevano al sovrano la guida della religione di Stato. Riccardo Herst seppe custodire la propria fede nonostante le insidie dei protestanti e le pressioni subite per indurlo all'apostasia.

Arrestato ingiustamente e sottoposto a dura prova, il beato rifiutò ogni compromesso e affrontò la morte con esemplare serenità il ventinove agosto milleseicentoventotto nella città di Lancaster. La sua testimonianza si inserisce nel vasto e doloroso capitolo dei martiri inglesi, scozzesi e gallesi che testimoniarono l'amore per Cristo tra il sedicesimo e il settantesimo secolo. La Chiesa cattolica ha riconosciuto la sua eroica fedeltà elevandolo agli altari, e papa Pio Undicesimo lo ha beatificato il quindici dicembre millenovecentoventinove.

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Beati Giovanni da Perugia e Pietro da Sassoferrato

Martiri francescani

Nel corso del tredicesimo secolo, la Chiesa visse la straordinaria fioritura spirituale avviata da san Francesco d'Assisi, il quale scelse di inviare alcuni dei suoi figli in terre lontane per annunciare il Vangelo. Tra di essi vi furono il sacerdote Giovanni da Perugia e il fratello laico e religioso dell'Ordine dei Minori Pietro da Sassoferrato, chiamati a testimoniare la fede cristiana in Spagna fino al supremo sacrificio del martirio. La loro memoria è rimasta profondamente radicata nella devozione popolare, specialmente in Aragona e a Valenza, dove i fedeli ne hanno custodito l'esempio di coraggio e di fedeltà al messaggio evangelico.

La tradizione liturgica e i documenti storici ne attestano il cammino missionario, segnato dalla fondazione di comunità religiose e dalla coraggiosa predicazione pubblica sulla verità del Vangelo e nel ribattere gli errori dell'islamismo. Pur nella complessità delle cronache riguardo alle date esatte delle loro vicende terrene, la Chiesa ha riconosciuto la santità della loro testimonianza attraverso i secoli. Il loro culto immemorabile, confermato dai pontefici, continua a ispirare le famiglie francescane e le comunità cristiane che li invocano come speciali protettori.

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Santa Maria della Croce (Giovanna Jugan)

Fondatrice delle Piccole Suore dei Poveri

Santa Maria della Croce, al secolo Giovanna Jugan, nacque nel XIX secolo, precisamente il venticinque ottobre 1792 a Cancale, in Francia. La sua venuta al mondo si collocò nel periodo della Rivoluzione Francese, scoppiata da tre anni. Il padre era assente alla nascita perché impegnato nella grande pesca a Terranova insieme agli altri uomini del paese di pescatori. La bambina venne battezzata lo stesso giorno della nascita. Circa quattro anni dopo, il padre scomparve in mare, una sorte frequente per i marinai di Cancale. La famiglia era composta dalla madre e da sei figli e si trovò in condizioni di assoluta ristrettezza economica. La povertà fu vissuta con dignità, coraggio, fede e amore di Dio. Jeanne intraprese le mansioni di aiuto-cuoca e domestica in un castello vicino. Negli anni successivi continuò a lavorare come assistente e aiuto per persone sole. A diciotto anni rifiutò la proposta di matrimonio di un giovane marinaio. Rinnovo il rifiuto sei anni dopo a una seconda richiesta dello stesso giovane. Non si sentiva portata per il matrimonio, ma non sapeva ancora quale strada scegliere. A venticinque anni lasciò Cancale per Saint-Servan. Entrò nell'ospedale locale come infermiera e vi rimase per sei anni. In ospedale assistette anche un anziano sacerdote malato e lavorò come aiuto in farmacia. Entrò nell'Associazione del Terz'Ordine della Madre Ammirabile, fondata nel diciassettesimo secolo da san Giovanni Eudes. Nel 1823 lasciò l'ospedale e si occupò come infermiera e compagnia presso la signorina Lecoq a Saint-Servan. Rimase con la signorina Lecoq per dodici anni, vivendo più come amica che come infermiera. Nel 1835 la signorina Lecoq morì, lasciando a Jeanne i suoi risparmi e il mobilio. Rimasta sola, si associò con un'amica di nome Francesca Aubert. Presero in affitto un appartamento per accogliere dapprima un'anziana cieca e malata, e poi altre vecchiette bisognose e sole. Altre amiche si affiancarono nell'aiuto, dando vita al primo gruppo formante un'Associazione per i poveri. L'attività nacque sotto il consiglio del reverendo vicario di Saint-Servan. Il primo ottobre 1841 Jeanne e le compagne si trasferirono in un pianterreno in rue La Fontaine, capace di accogliere dodici persone anziane. Iniziò la questua fra la popolazione, che fece personalmente e continuò fino alla morte. Con l'aiuto di una commerciante agiata, comprò un antico convento che divenne la loro sede. Venne eletta superiora del gruppo. Il gruppo adottò il nome di Serve dei Poveri. Il gruppo ricevette l'assistenza dell'Ordine ospedaliero di san Giovanni di Dio. Negli anni successivi sorsero incomprensioni, a seguito delle quali fu deposta dall'incarico. Si ritirò come semplice suora questuante. Contribuì all'allargamento dell'opera fondando altre case. Ricevette il premio Montyon di tremila franchi dall'Accademia di Francia. Rimase nel nascondimento tra le novizie per oltre venti anni. Plasmò le anime delle nuove suore e si dedicò alla questua per la Congregazione. Venne fatto credere che lei fosse la terza Piccola Sorella. Alla sua morte, avvenuta il ventinove agosto 1879 a Tour nella Casa madre, poche sorelle sapevano che lei fosse la fondatrice. La verità sulla sua identità di fondatrice venne alla luce a partire dal 1902. Ebbe la gioia di vedere la sua opera ingrandirsi. Alla sua morte nel 1879 si contavano duemilaquattrocento Piccole Sorelle sparse in case di accoglienza per anziani in trenta Stati del mondo. È stata beatificata il tre ottobre 1982 da papa Giovanni Paolo II. Benedetto XVI l'ha canonizzata l'undici ottobre 2009. Nel Martirologio è ricordata presso Rennes in Francia come beata Maria della Croce, Giovanna Jugan, vergine. Il Martirologio attesta che fondò la Congregazione delle Piccole Sorelle dei Poveri per mendicare offerte per i poveri e per Dio. Il Martirologio ricorda che, ingiustamente allontanata dal governo dell’Istituto, passò i restanti anni della sua vita in preghiera e umiltà. Le date di riferimento sono Cancale in Francia, venticinque ottobre millesettecentonovantadue, e La Tour-Saint-Joseph in Francia, ventinove agosto millesettecentosettantanove.

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Beata Teresa Bracco

Vergine e martire

La Beata Teresa Bracco, ricordata dalla Chiesa come vergine e martire nel contesto drammatico della seconda guerra mondiale, nacque nel piccolo paese di Santa Giulia, nel comune di Dego e in diocesi di Acqui Terme, il 24 febbraio 1924, come attesta lo stesso Martirologio. Vissuta nel corso del ventesimo secolo, ella seppe incarnare una fede limpida e una coerenza morale senza compromessi, traendo la propria forza spirituale dalla partecipazione quotidiana alla Comunione eucaristica e da una profonda devozione verso la Vergine Madre di Dio. La sua esistenza terrena, segnata dal lavoro umile nei campi e da una straordinaria purezza d'animo, culminò nel supremo sacrificio della vita il 29 agosto 1944, quando subì la violenza e la morte per aver difeso la propria castità contro le pretese di un ufficiale nazista durante un rastrellamento nel bosco.

La memoria di Teresa Bracco continua a vivere come luminoso messaggio di speranza per chi sceglie di andare controcorrente e come significativa testimonianza evangelica dedicata in particolare alle giovani generazioni. Elevata alla gloria degli altari da Papa Giovanni Paolo II il 24 maggio 1998 a Torino, nel corso del pellegrinaggio del Pontefice alla Sacra Sindone e nel giorno della memoria liturgica di Maria Ausiliatrice, la giovane martire è indicata dalla Chiesa come esempio fulgido di fortezza cristiana. La sua figura viene ricordata con devozione il 29 agosto secondo il Martyrologium Romanum, mentre la diocesi di Acqui Terme e la Regione Pastorale Piemontese ne celebrano la memoria il 30 agosto, custodendo il ricordo di una vita spesa nell'amore per Cristo e coronata dal martirio.

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Beata Sancia (Giovannina) Szymkowiak

Vergine

La Beata Sancia, nata Giovannina Szymkowiak nel 1910 a Możdżanów in Polonia, rappresenta una luminosa testimonianza di dedizione cristiana nel corso del ventesimo secolo. Giovane studiosa di lingue e letterature straniere presso l'Università di Poznań, seppe coniugare la finezza intellettuale con una vocazione profonda, che la condusse a lasciare il mondo per abbracciare la vita consacrata tra le Suore Serafiche nel 1936. La sua esistenza, pur breve, fu segnata da una carità operosa e silenziosa che trovò compimento nel servizio verso i più fragili e i dimenticati, specchio di una fede vissuta con umiltà e coraggio.

La memoria della Beata Sancia è affidata alla sua capacità di farsi ponte tra le persone attraverso il dono delle lingue, che utilizzò con dedizione come traduttrice per i prigionieri di guerra di nazionalità francese e inglese. La sua vita, coronata dall'emissione dei voti perpetui il sei luglio 1942, si concluse precocemente il ventinove agosto dello stesso anno, a causa della tubercolosi. Ella è ricordata oggi come esempio di fedeltà evangelica, capace di offrire ogni respiro e ogni parola al bene del prossimo, lasciando una traccia indelebile di santità vissuta nel nascondimento e nell'obbedienza al disegno divino.

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Sant' Alberico

Eremita Camaldolese

Sant'Alberico visse nella prima metà dell'undicesimo secolo. La tradizione riferisce che Alberico appartenne ad una nobile e ricca famiglia di Ravenna. Da giovane Alberico si votò ad una vita eremitica fatta di rigorosa penitenza, preghiera e contemplazione. Il santo eremita operava molti prodigi già in vita. Alberico abitò per qualche tempo nell'eremo di Ocri in diocesi di Sarsina, eretto da San Pier Damiani vissuto tra il 1007 e il 1072. Da Ocri Alberico passò a condurre vita eremitica in una località detta Balze, situata in una profonda gola a 1147 metri sul Monte Fumaiolo. L'eremo delle Balze dipendeva dal monastero di San Giovanni Battista nella diocesi di Sarsina, appartenente all'Ordine Camaldolese fondato da San Romualdo vissuto tra il 952 e il 1027. Alberico visse in perfetta solitudine per molti anni sul Monte Fumaiolo e morì verso il 1050.

Dopo la morte di Alberico, l'eremo prese il nome di Celle di San Alberico, ed esiste un antico eremo ancora oggi funzionante che prese il nome di Sant'Alberico. Il corpo fu trasferito nel 1300 nella chiesa dell'abbazia benedettina di Valle Sant'Anastasio e ritrovato nel 1640 dal vescovo Consalvo Durante. Nel 1698 il corpo fu collocato in un nuovo altare dove si trova tuttora. I pellegrini che salgono all'eremo invocano il santo contro le malattie addominali e le ernie dei bambini.

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Madonna delle Lacrime di Siracusa

Nel corso dei secoli Maria è apparsa varie volte per accompagnare l'umanità affidatale da Gesù sulla Croce. Tra questi segni spirituali si colloca la memoria della lacrimazione della Madonna avvenuta a Siracusa, un evento straordinario che ha segnato profondamente la storia della Chiesa contemporanea e la devozione dei fedeli di tutto il mondo.

Il prodigio si distingue per il suo silenzio eloquente e per la rigorosa verifica scientifica che ne ha attestato l'autenticità. La Madre di Dio, attraverso il pianto, rinnova il suo appello alla conversione e alla custodia della fede, trovando accoglienza in un magnifico santuario che custodisce le lacrime in un prezioso reliquiario.

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Beata Bronislawa (Bronislava) di Kamien

Religiosa

La beata Bronislawa nacque verso l'anno 1200 a Kamien, nella Slesia, appartenendo secondo una tradizione tardiva alla famiglia Odrowaz e risultando parente di san Giacinto. Visse nel tredicesimo secolo, trascorrendo oltre quarant'anni tra il lavoro monastico e le pratiche religiose compiute con ardente zelo, desiderando condurre un'esistenza umile e nascosta. Il Martirologio ricorda la sua testimonianza come vergine dell'Ordine dei Premostratensi, vissuta presso Cracovia in Polonia. In seguito alla distruzione del suo monastero da parte dei Tartari, visse sola con Dio in una capanna, custodendo la fede nei momenti di maggiore prova.

La sua memoria liturgica si celebra il ventinove agosto, mentre il primo settembre ricorre la festa liturgica stabilita dai successivi decreti pontifici. La sua intercessione è particolarmente invocata nell'Alta Slesia contro le epidemie, segno di una protezione che continua a manifestarsi nei secoli. Il culto pubblico fu concesso da papa Gregorio XVI nel diciottesimo secolo, precisamente nel milleottocentotrentanove, per la diocesi di Cracovia, e in seguito esteso da papa Pio IX e da papa Leone XIII ad altri territori e all'intero Ordine delle Norbertane, consolidando una devozione che dura fino ad oggi in modo speciale nel territorio di Cracovia e nell'Alta Slesia.

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Beato Edmondo Ignazio Rice

Fondatore

Il beato Edmondo Ignazio Rice nacque nel diciottesimo secolo, precisamente il 1° giugno 1762, a Watercourt, Callan, in Irlanda. Egli visse in un periodo di grande fermento sociale e religioso, segnato dalle leggi restrittive contro i cattolici irlandesi che impedivano loro l'accesso alle carriere militari, statali e giudiziarie, oltre a perseguitare i sacerdoti. Rimasto vedovo in giovane età e con una figlia disabile da accudire, seppe unire la profonda meditazione delle Scritture e la frequenza ai Sacramenti a un intenso impegno di carità verso i poveri e all'istruzione della gioventù trascurata.

Per rispondere ai bisogni educativi del suo tempo, fondò le congregazioni dei Fratelli Cristiani e dei Frati della Presentazione. Dedicandosi con fervore e perseveranza all'istruzione dei fanciulli e dei giovani di condizioni modeste, guidò la nascita di nuove comunità religiose e affrontò con fede le fatiche della fondazione. Egli è ricordato per la sua straordinaria dedizione agli emarginati e per aver aperto la strada a un'opera educativa che oggi è presente in tutti i cinque continenti e nelle regioni missionarie della Chiesa.

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Nostra Signora della Guardia - Genova

Nell'immediato entroterra di Genova, sulla vetta del Monte Figogna, sorge il celebre santuario di Nostra Signora della Guardia. Il titolo di Nostra Signora della Guardia è attribuito alla Beata Vergine Maria in seguito a un'apparizione mariana avvenuta nel quindicesimo secolo. Il veggente di questo straordinario evento fu un umile pastore di nome Benedetto Pareto, la cui vita semplice fu profondamente trasformata dalla chiamata celeste. La tradizione e le cronache conservano la memoria di questo incontro che ha dato origine a una delle devozioni marianne più profonde e radicate del territorio ligure e nazionale. L'appellativo di Guardia è diventato nel tempo il simbolo luminoso della materna protezione offerta dalla Vergine Maria al santuario e a tutta la sua gente. La venerazione per la Madonna della Guardia si è estesa ben oltre i confini della Liguria, attirando nei secoli moltissimi pellegrini desiderosi di affidarsi alla sua intercessione.

La città di Genova ha eletto con devozione la Madonna della Guardia come propria patrona, riconoscendone la costante custodia spirituale. La memoria liturgica di questo evento di grazia si celebra stabilmente ogni anno il ventinove agosto, data che ricorda l'affidamento filiale della comunità cristiana alla Madre di Gesù. Attraverso le vicende terrene del pastore Benedetto Pareto, la storia del santuario sul Monte Figogna continua a parlare ai cuor dei fedeli di ogni età, ricordando come la Provvidenza si manifesti spesso agli ultimi e agli umili. Questo luogo santo rimane un punto di riferimento spirituale ineguagliabile, posto a ottocentocinque metri di altitudine, dove il cielo e la terra sembrano incontrarsi nella preghiera e nel raccoglimento.

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San Sebbi

Re della Sassonia Orientale

San Sebbi, noto anche con le varianti di Sebbe o Sebbo, visse nel settimo secolo e governò come re sulla Sassonia Orientale, un territorio che comprendeva l'Essex, l'Hertfordshire e la città di Londra. Durante il suo lungo regno, Sebbi si dimostrò un governatore saggio e particolarmente devoto, al punto che i suoi sudditi lo consideravano assai più adatto come vescovo che come sovrano. Egli guidò il suo popolo attraverso momenti complessi, sostenendo la fede cristiana anche quando parte della popolazione cercò di allontanarsene. La sua vita fu segnata da una profonda ricerca spirituale, che lo condusse infine a lasciare il trono per abbracciare la vita monastica e dedicarsi interamente alla preghiera e alla carità.

Egli è ricordato per la sua straordinaria dedizione alla fede e per la sua umiltà, che lo spinse a spogliarsi dei beni terreni per soccorrere i bisognosi. La memoria di San Sebbi si lega indissolubilmente alla storia della Chiesa inglese antica e alla città di Londra, dove visse gli ultimi anni e dove riposano le sue spoglie. La tradizione e i racconti storici tramandati da San Beda il Venerabile ne delineano la figura come quella di un sovrano timorato di Dio, la cui anima lasciò il corpo in uno splendore di luce. Il suo culto fu introdotto nel Martirologio Romano nel sedicesimo secolo per opera del cardinale Cesare Baronio, che ne fissò la memoria liturgica al ventinove agosto.

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Santa Eufrasia del Sacro Cuore di Gesù (Rosa Eluvathingal)

Carmelitana

Santa Eufrasia del Sacro Cuore di Gesù, nata Rosa Eluvathingal nel corso del ventesimo secolo, è stata una luminosa figura di religiosa che ha dedicato interamente la sua esistenza al raccoglimento e alla preghiera. Originaria di Aranattukara, in India, ha percorso un cammino spirituale profondo all'interno della famiglia delle Carmelitane, offrendo una testimonianza di costante dedizione al Signore e di umile servizio verso le consorelle. La sua vita, trascorsa tra le terre dell'India, è rimasta impressa nella memoria della Chiesa come un esempio di fedeltà evangelica e di silenziosa contemplazione.

La memoria di questa santa è oggi custodita con devozione, specialmente dopo il riconoscimento ufficiale della sua santità da parte della Chiesa universale. Canonizzata da Papa Francesco nel duemilquattordici, Santa Eufrasia è ricordata per la sua capacità di incarnare la spiritualità carmelitana nel contesto indiano, divenendo un punto di riferimento per chiunque cerchi nella preghiera e nel distacco dalle cose del mondo un autentico incontro con il Sacro Cuore di Gesù. La sua intercessione continua a ispirare i fedeli che guardano alla sua vita come a un sentiero di pace e di unione mistica con Dio.

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Beato Costantino Fernandez Alvarez

Sacerdote domenicano, martire

Il Beato Costantino Fernandez Alvarez visse nel ventesimo secolo, compiendo il suo intero cammino terreno tra il 1907 e il 1936. Sacerdote dell'Ordine dei Predicatori e martire, egli spese la sua breve esistenza nell'amore per lo studio, nell'insegnamento teologico e nella dedizione sacerdotale, affrontando infine con esemplare serenità la persecuzione e la morte violenta a Valencia. Il Martirologio lo ricorda proprio in questa terra come beato, sacerdote e martire che combatté la buona battaglia per la fede durante la persecuzione religiosa.

Egli è ricordato non soltanto per la fecondità dei suoi scritti scientifici e letterari, compiuti prima di compiere trent'anni, ma soprattutto per la straordinaria testimonianza di fede offerta durante i giorni bui della prigionia. Portato alla periferia della città e ferito, fu ucciso nella tarda serata del 29 agosto 1936 a Cuart de Poblet, a Valencia. Oggi i suoi resti mortali riposano nella cripta laterale dell'altare di Santo Domingo nella Basilica di San Vincenzo Ferrer a Valencia.

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Santa Verona di Magonza

Santa Verona di Magonza è una figura della tradizione cristiana legata al IX secolo, ricordata insieme al fratello san Verono. La sua esistenza storica presenta aspetti problematici, ma la sua memoria è custodita da secoli attraverso una profonda devozione popolare che la vede invocata contro le febbri. La festa di santa Verona cade il ventinove agosto, giorno in cui la comunità dei fedeli ne rinnova il ricordo liturgico.

Le notizie sulla vita della santa si intrecciano con racconti leggendari che la uniscono al fratello Verono, principe dei Franchi orientali. Verona apprese in modo soprannaturale la morte del congiunto e si mise alla ricerca della sua tomba, giungendo infine a Leefdaal. Nel corso del suo cammino e della sua opera, prese il velo, fondò parecchie abbazie e visse come badessa fino alla morte avvenuta a Magonza nell'anno ottocentosettanta.

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Beato Pietro Asua Mendia

Sacerdote e martire

Il Beato Pietro Asúa Mendía, sacerdote e martire vissuto nel ventesimo secolo, nacque a Valmaseda, in Spagna, il trent agosto 1890, località nota anche come Balmaseda. Cresciuto in una famiglia legata ai valori cristiani, intraprese dapprima la carriera di architetto, per poi rispondere a una chiamata più profonda che lo condusse al sacerdozio e infine al martirio, affrontato con spirito di totale abbandono a Dio durante la persecuzione religiosa della guerra civile spagnola, concludendo la sua esistenza terrena a Liendo, in Spagna, il ventinove agosto 1936.

Egli è ricordato non soltanto per la sua dedizione pastorale e per le opere architettoniche messe al servizio della Chiesa, tra cui spicca la progettazione del Seminario di Vitoria, ma soprattutto per la straordinaria carità verso i bisognosi, che gli valse il dolce appellativo di fazzoletto per le lacrime. La Chiesa ne onora la memoria e il sacrificio supremo, suggellato dal perdono offerto ai suoi uccisori e riconosciuto solennemente con la beatificazione.

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Beato Flaviano Michele (Giacomo) Melki

Vescovo e martire

Il Beato Flaviano Michele Melki, al secolo Giacomo Melki, nacque nel 1858 a Kalaat Mara, nei pressi di Mardin, in un territorio che faceva allora parte dell'Impero Ottomano e che oggi si trova in Turchia. Vescovo e martire della Chiesa siro-cattolica, visse una straordinaria esistenza di dedizione alla fede, alla predicazione e all'amore per gli ultimi, fino a sigillare il proprio ministero pastorale con il martirio cruento sulle rive del fiume Tigri durante le persecuzioni del 1915.

Egli è ricordato come un pastore incrollabile che rifiutò ogni via di fuga per rimanere accanto al proprio gregge minacciato dal governo dei Giovani turchi. La sua figura luminosa, testimone di un ecumenismo del sangue e della più profonda carità evangelica, è stata solennemente elevata agli onori degli altari da papa Francesco, il quale ne ha proclamato la beatificazione il 29 agosto 2015 nel convento di Nostra Signora della Liberazione ad Harissa, in Libano, a cento esatti anni dal suo supremo sacrificio.

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Beata Fidelia (Dolores) Oller Angelats

Vergine e martire

La Beata Fidelia, al secolo Dolores Oller Angelats, visse nel corso del diciannovesimo secolo e del ventesimo secolo come religiosa consacrata al servizio dei malati e dei sofferenti. Nata in Catalogna e cresciuta in una famiglia profondamente radicata nella fede e nel lavoro, consacrò la sua esistenza al Signore tra le Suore di San Giuseppe di Gerona, ricoprendo incarichi di responsabilità e di guida in diverse comunità religiose. La sua testimonianza cristiana culminò nel supremo sacrificio della vita durante le persecuzioni della guerra civile spagnola, affrontando il martirio insieme alla consorella suor Josefa Monrabal Montaner nella località di Xeresa.

La Chiesa cattolica ne custodisce la memoria liturgica il ventinove agosto, ricordandola come vergine e martire della fede. La sua causa di beatificazione, unita a quella di altre consorelle, trovò il compimento nel solenne rito presieduto nella cattedrale di Santa Maria Assunta a Gerona per mano del cardinale Angelo Amato, in qualità di inviato del Santo Padre, dopo che papa Francesco ebbe firmato il decreto di riconoscimento del martirio. Attualmente i suoi resti riposano nella cappella della comunità delle Suore di San Giuseppe di Gerona a Gandía, meta di preghiera e di devozione per quanti ne riconoscono l'esemplare dedizione evangelica.

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Beata Josefa Monrabal Montaner

Vergine e martire

La Beata Josefa Monrabal Montaner è stata una donna consacrata, testimone fedele del Vangelo nel turbolento scenario del ventesimo secolo in Spagna. Nata a Gandía nel millenovecentouno, ha saputo orientare la propria esistenza verso il dono totale di sé, scegliendo la via della vita religiosa come cammino privilegiato di sequela del Signore. Il suo percorso spirituale si è compiuto nel servizio e nella preghiera, culminando in una testimonianza suprema di amore che ha attraversato le sofferenze e le persecuzioni del suo tempo.

La memoria della Beata Josefa è custodita oggi come un esempio di perseveranza nella fede, ricordandoci che la fedeltà a Dio rimane salda anche di fronte alla prova estrema. Il suo sacrificio, avvenuto nel millenovecentotrentasei, è riconosciuto dalla Chiesa come un atto di martirio per odio alla fede, che ha condotto la Chiesa universale a elevarla agli onori degli altari per intercessione di Papa Francesco. Essa rimane per noi un modello di coraggio cristiano, capace di illuminare il presente con la luce della sua dedizione incondizionata.

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Santa Basilla

Martire a Sirmio

Presso Srijem nell’odierna Croazia, santa Basilla.

Sant' Adelfo di Metz

Vescovo

A Metz nella Gallia belgica, ora in Francia, sant’Adelfo, vescovo.

San Vittore

Eremita

Nel territorio di Nantes in Bretagna, san Vittore, eremita, che visse recluso in un piccolo oratorio da lui stesso costruito presso La Chambon.

San Mederico

Venerato a Parigi

A Parigi nel territorio della Neustria, in Francia, san Mederíco, sacerdote e abate di Autun, che visse in una cella vicino alla città.

Beata Filippa Guidoni

Monaca

Beato Ludovico Vulfilacio Huppy

Martire

Nel braccio di mare al largo di Rochefort in Francia, beato Ludovico Vulfilacio Huppy, sacerdote e martire, che durante la rivoluzione francese fu disumanamente detenuto per il suo sacerdozio in una sordida nave, dove morì consunto da malattia.

Santa Sabina

Martire

A Roma, commemorazione di santa Sabina, la cui basilica costruita sull’Aventino reca il suo venerando nome.

Beato Domenico Jedrzejewski

Sacerdote e martire

Nel campo di prigionia di Dachau vicino a Monaco di Baviera in Germania, beato Domenico Jędrzejewski, sacerdote e martire, che, deportato durante la guerra dalla Polonia in un carcere straniero, morì per Cristo sotto tortura.

Beato Francesco Monzon Romeo

Sacerdote domenicano, martire

Nel villaggio di Híjar presso Teruel sempre in Spagna, beato Francesco Monzón Romeo, sacerdote dell’Ordine dei Predicatori e martire, che nella stessa persecuzione confermò con il sangue la sua fedeltà al Signore.

San Massimiano di Vercelli

Vescovo

Beati Pietro Romero e Ferdinando de Incapié

Mercedari

Santa Candida

Vergine e martire venerata a Roma

Beato José Almunia López-Teruel

Sacerdote e martire

Sant’ Eutimio

Confessore

Beata Aleide di Trebnitz

Vergine e monaca

Dal Martirologio Romano

Memoria della passione di san Giovanni Battista, che il re Erode Antipa tenne in carcere nella fortezza di Macheronte nell’odierna Giordania e nel giorno del suo compleanno, su richiesta della figlia di Erodiade, ordinò di decapitare. Per questo, Precursore del Signore, come lampada che arde e risplende, rese sia in vita sia in morte testimonianza alla verità. — Martirologio Romano